{"id":65651,"date":"2015-12-01T00:00:00","date_gmt":"2015-12-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/01\/cisa-come-te-nessuno-mai\/"},"modified":"2015-12-01T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-01T00:00:00","slug":"cisa-come-te-nessuno-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/01\/cisa-come-te-nessuno-mai\/","title":{"rendered":"CISA: come te nessuno mai"},"content":{"rendered":"<p>La vertenza della CISA di Faenza &egrave; un brillante esempio di come una lotta non combattuta sia sempre una lotta persa.<br \/>\n<br \/>I lavoratori CISA e tutti gli altri si ricordino: nessuno combatter&agrave; le nostre lotte al posto nostro: n&egrave; gli amministratori &#8220;amici del popolo&#8221;, n&eacute; i burocrati sindacali. L&#8217;autonomia di lotta e politica del movimento operaio &egrave; la condizione fondamentale per ricominciare a vincere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3385_Potere_a_chi_lavora.jpg\" alt=\"3385_Potere_a_chi_lavora.jpg\" \/><br \/>\nUn altro duro colpo &egrave; stato assestato al mondo del lavoro produttivo romagnolo. Dal 2008 ad oggi sono stati persi 1700 posti di lavoro ed a Faenza pare oramai dimenticata l&rsquo;esperienza della Omsa.<\/p>\n<p>I dirigenti Cisa, azienda produttrice di serrature facente parte della multinazionale Allegion, nonostante gli utili ha deciso di continuare il profitto altrove: e&rsquo; arrivato il momento di delocalizzare.  Tale minaccia &egrave; datata Giugno 2015 e si accompagna a 238 licenziamenti a fronte degli oltre 500 lavoratori impiegati negli stabilimenti di Faenza e Monsanpolo (AP). Ma non &egrave; tutto qui: nello stesso periodo l&rsquo;Allegion acquisisce per 210 milioni di euro l&rsquo;azienda Simons Voss in Germania, che occupa lo stesso numero di lavoratori a rischio licenziamento nello stabilimento faentino della CISA. Tutto logico per il padrone, ma a quanto pare non &egrave; il solo ad avere le idee chiare&hellip;<\/p>\n<p>La &ldquo;levata di scudi&rdquo; dei sindacati gialli confederali si sintetizza in una sola parola: &ldquo;inaccettabile&rdquo;. Tanto inaccettabile quanto la maschera indossata dai burocrati, protagonisti del medesimo spettacolo teatrale che ha del comico, per la mediocrit&agrave; della pianificazione della &ldquo;non lotta&rdquo;, se non fosse per l&rsquo;amara e scontata conclusione della vertenza. Le premesse erano tali affinch&egrave; si sospettasse la tragica fine e la svendita totale dei lavoratori.<\/p>\n<p>Ma non solo : la vertenza CISA sembra essere il caso emblematico, esempio pilota di come la burocrazia sindacale CGIL (e non solo) voglia applicare i dettami della segretaria generale Camusso firmataria del testo unico della rappresentanza sindacale. Accettarlo significa non protestare, non scioperare o come recita il testo unico si impegnano a non mettere in atto &ldquo;azioni a contrasto&rdquo;, pena una sanzione.<\/p>\n<p>Tolte anche queste elementari regole democratiche, martellati dall&rsquo;azione sfiancante delle burocrazie, i lavoratori sono stati abbandonati ed hanno deciso di affidarsi completamente ai burocrati. Il sindacato non fa pi&ugrave; sindacato ma il &ldquo;centro servizi&rdquo;: calcolo delle tasse ed altre prestazioni a &ldquo;basso costo&rdquo; , tali da giustificare il fatto che solo la CGIL conta oltre il 50% degli iscritti tra i pensionati, cio&egrave; chi le lotte non le fa pi&ugrave; e che non ha avuto nulla da dire e fare contro la Legge Fornero.<\/p>\n<p>Arriva l&rsquo;accordo votato da oltre l&rsquo; 80% dei lavoratori (439 votanti- 369 s&igrave; &ndash; 51 no) : 130 dimissioni volontarie che saranno ratificate dai dirigenti aziendali, oltre ad incentivi di vario genere. Bravi ! Bene! Bis! Non sono licenziamenti! I burocrati sindacali brindano e con loro anche i padroni che plaudono all&rsquo;accordo: la presidente di Allegion Moretti afferma &ldquo;Considerando i tanti aspetti in gioco, il fatto di aver un accordo &egrave; molto positivo&rdquo;.<\/p>\n<p>In questo quadretto il non lavoro dei burocrati sindacali gialli, firmatari dell&rsquo;accordo sulla vertenza CISA, ha trovato campo aperto: una manifestazione partecipata decorata dai guaiti di Landini, uno sciopericchio (chiaramente che rimanga all&rsquo;interno del monte ore) ed una scampagnata al MISE di Roma. La buona volont&agrave; degli operai e delle operaie &egrave; stata completamente tradita: si aspettavano di salvare il posto di lavoro, invece 130 dovranno abbandonare l&rsquo;azienda. Ma l&rsquo;azienda per ora non delocalizza&hellip;<\/p>\n<p>E se invece si fosse lottato? Se invece ringraziare, per le preghiere, il Vescovo di Faenza, si fosse proceduto al blocco merci di tutti gli stabilimenti? Quanti posti in pi&ugrave; si sarebbero salvati? Se i burocrati con le braghe calate hanno accettato 130 licenziamenti (definite dal &ldquo;Papi-Papignani&rdquo; &ndash; Segretario Regionale FIOM- dimissioni volontarie, che poi tanto volontarie non sono), quanti operai avrebbero ancora mangiato il panettone se si fosse organizzata una piattaforma di lotta? La storia insegna che non &egrave; mai inutile.<\/p>\n<p>Il PCL Romagna ha partecipato con i propri militanti alla manifestazione di luglio ed ha volantinato al di fuori dei cancelli della fabbrica, cercando di scuotere gli animi di chi non era d&rsquo;accordo alla svendita dei lavoratori affrontando a muso duro i burocrati sindacali. Cercando di fare emergere quel dissenso che in prima persona abbiamo intercettato, ma che forse era troppo debole ed isolato tra gli operai. Perch&eacute; la lotta di classe si fa contro i padroni, questo &egrave; certo, ma &egrave; altrettanto vero che inizia tra gli operai. Tra chi vuole lottare contro chi ragiona come il padrone; tra chi ha coscienza di classe ed il fatalista che pensa &ldquo;ormai &egrave; tutto inutile&rdquo;. Le lotte operaie nella logistica, in tutta Italia combattuta da una minoranza di facchini, ha vinto su pi&ugrave; fronti. Gli operai sono coscienti del fatto che chi ha potere economico ha anche potere politico, ma non si sono accorti ancora che loro stessi hanno un potere estremamente superiore a quello dei padroni se riuscissero a battersi per un&rsquo;alternativa di potere: il governo dei lavoratori. Gli operai produttivi possono bloccare l&rsquo;economia di intere nazioni, ma solo se accettano di investire le proprie forze in un programma rivoluzionario che cacci via i padroni ed i loro partiti che sgomitano per governare la crisi e l&rsquo;austerit&agrave;.<\/p>\n<p>Quando l&rsquo;operaio\/a arriva a ragionare come il burocrate sindacale, &egrave; parte del problema. Se i lavoratori e le lavoratrici pensano che altri debbano lottare per proprio conto, stanno sbagliando grosso. Sono in torto anche tutti quelli che immaginano che lo stato delle cose sia immutabile e che rimanga tale anche a seguito di un&rsquo; eccezionale vittoria. Ma alla vittoria pu&ograve; seguire una cocente sconfitta. E&rsquo; questa la rivoluzione permanente.<\/p>\n<p>Chi lotta pu&ograve; perdere , chi non lotta ha gi&agrave; perso.<\/p>\n<p>La Presidente festeggia:<\/p>\n<p>http:\/\/www.allegion.com\/corp\/en\/about\/leadership\/lucia-veiga-moretti.html<\/p>\n<p>http:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/ravenna\/faenza-cisa-intervista-moretti-1.1373572<\/p>\n<p>Leo Evangelista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vertenza della CISA di Faenza &egrave; un brillante esempio di come una lotta non combattuta sia sempre una lotta persa. 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