{"id":65658,"date":"2015-12-05T00:00:00","date_gmt":"2015-12-05T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/05\/bologna-oh-cara-lettera-aperta-per-unopposizione-di-classe-e-rivoluzionaria\/"},"modified":"2015-12-05T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-05T00:00:00","slug":"bologna-oh-cara-lettera-aperta-per-unopposizione-di-classe-e-rivoluzionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/05\/bologna-oh-cara-lettera-aperta-per-unopposizione-di-classe-e-rivoluzionaria\/","title":{"rendered":"Bologna oh cara! Lettera aperta per un&#8217;opposizione di classe e rivoluzionaria"},"content":{"rendered":"<p>Proponiamo ai compagni, ai lavoratori, ai cittadini bolognesi una breve riflessione sulle prossime elezioni comunali e sulla partecipazione del nostro partito. Invitiamo tutti ad approfondire con noi questi temi mercoled&igrave; 16 dicembre, alle ore 20.30, presso la nostra sede in via Marini 1\/b (traversa di viale della Repubblica).<\/p>\n<p>La citt&agrave; di Bologna &egrave; ormai lontana da quella che fu rappresentata per decenni nell&rsquo;immaginario pubblico nazionale, in particolare quello di sinistra. Si trattava spesso di un travisamento della realt&agrave;, tuttavia in passato era innegabile l&#8217;esistenza di un sistema cittadino e regionale, basato su uno sviluppato livello di servizi sociali e di forti legami politici, sindacali e coooperativi che miglioravano tendenzialmente la qualit&agrave; della vita delle classi lavoratrici, anche se spesso rinunciando alla conflittualit&agrave; col padronato.<br \/>\n<br \/>Nel corso degli ultimi decenni &egrave; altrettanto innegabile un arretramento, che ne pregiudica le condizioni di vita.<br \/>\n<br \/>Bologna &egrave; oggi la capitale di un sistema politico ed economico &ndash; a base regionale con proiezioni nazionali &ndash; assolutamente consociativo che ha fatto implicitamente dello slogan LE MANI SULLA CITTA&#8217; un modo di gestione e di governo.<br \/>\n<br \/>Organizzazioni politiche e sociali sono complici e integrate tra loro: PD-SEL-NCD-CGIL-CISL-UIL-COOP-CDO-CL-UNINDUSTRIA-RETI ASSOCIATIVE, ECC.<br \/>\n<br \/>Anche l&#8217;opposizione istituzionale &egrave; quasi sempre una semplice parte teatrale necessaria a mantenere il proprio ruolo nella rappresentazione generale e accedere comunque alla grande mangiatoia pubblica.<br \/>\n<br \/>&Egrave; un sistema politico che, forte anche delle numerose controriforme istituzionali ed elettorali di carattere antidemocratico, punta ad essere sempre meno dipendente dal consenso popolare, sempre pi&ugrave; forte della sua autonomia; punta cio&egrave; a governare anche contro il consenso della popolazione, addirittura quando questo rappresenta la sua base elettorale storica, come nel caso evidente del referendum locale sui finanziamenti alle scuole private.<br \/>\n<br \/>Le amministrazioni della citt&agrave; &ndash; a contare almeno dall&#8217;inizio del nuovo secolo &ndash; sono state centrate a soddisfare vari appetiti di banche e imprese attraverso megaopere inutili alla popolazione ma necessarie al sistema produttivo privato, solo per fare alcuni esempi: nuova stazione, alta velocit&agrave;, Civis\/Crealis, People mover, Fico, nuove zone residenziali, speculazione edilizie e cementificazione del territorio, ecc.<br \/>\n<br \/>Tutto questo mentre il mondo del lavoro veniva sempre pi&ugrave; massacrato sia in termini occupazionali che salariali. La stessa assistenza &egrave; stata di fatto degradata a carit&agrave; istituzionale. Mentre i servizi sociali vengono costantemente tagliati e elargiti a prezzi insostenibili.<\/p>\n<p>FALSI PROFETI E LOTTE DI RESISTENZA<\/p>\n<p>La sinistra istituzionale che ha ricoperto &ndash; a volte ricopre ancora &ndash; ruoli negli esecutivi locali, come in passato anche a livello nazionale, oggi &egrave; in piena difficolt&agrave; ad esprimere una linea politica chiara e una proposta che non sia di pura immagine finalizzato solo alla sopravvivenza del proprio ceto politico (v. Sel, Prc, Altraeuropa e tsipriani vari, Verdi, comitati e circoli vari).<br \/>\n<br \/>I nuovi &ldquo;salvatori&rdquo; della sinistra bolognese appaiono tali solo grazie alle tante dimenticanze: Mauro Zani &egrave; stato per decenni uno dei politici pi&ugrave; potenti di questa citt&agrave; cos&igrave; come alcuni suoi sodali, basti pensare a Lanfranco Turci capo delle Coop, presidente della Regione e poi parlamentare, pure transitato per un periodo nel Psi. Basterebbe ricordarsi dove erano Zani e i suoi compari quando a Bologna cominciavano le privatizzazioni (do you remember farmacie comunali?) e i finanziamenti alle scuole private.<br \/>\n<br \/>Lo stesso vale per l&#8217;ex assessore Ronchi (per oltre un decennio assessore in giunte di vario livello a guida PD), che oggi, dopo essere stato scaricato, si schiera tutto a sinistra, mentre basterebbe chiedersi quando mai negli ultimi anni ha preso le distanze dalle posizioni del sindaco, della giunta e del Pd.<br \/>\n<br \/>Cosa pensava e cosa votava Ronchi al referendum sulle scuole private o sul contratto delle maestre\/i neoassunte nelle scuole dell&#8217;infanzia comunali? Come si &egrave; schierato Ronchi sul People mover o su Fico o sulla vendita delle azioni delle partecipate? E cos&igrave; su tanto altro.<br \/>\n<br \/>Si dimostra ancora una volta che i trombati e prepensionati della politica si buttano a sinistra. Il guaio &egrave; che ci siano ancora tanti che abboccano.<br \/>\n<br \/>Gli stessi esponenti di alcuni centri sociali, che a costoro fanno proposte di alleanze, hanno nell&#8217;ultimo quindicennio sostenuto alle elezioni i candidati sindaco dei DS\/PD, esprimendo addirittura propri candidati nelle liste alleate al PD, giungendo fino ad esprimere il primo assessore alla casa nella giunta Cofferati (tale Antonio Amorosi che oggi scrive su Libero).<br \/>\n<br \/>D&#8217;altra parte non saranno certo invenzioni giornalistiche, come la Frascaroli (mai stata di sinistra), a risollevare le sorti del proletariato bolognese. E nemmeno i 5 stelle, che spesso affascinano ancora tanti compagni\/e pur essendo una formazione filopadronale con un progetto reazionario: vogliamo ricordare il loro appoggio alla linea di &ldquo;legalit&agrave;&rdquo; degli sgomberi operati negli ultimi mesi in citt&agrave;?<br \/>\n<br \/>In questo contesto difficile e a tratti desolante si muovono comunque, anche a Bologna, elementi di resistenza &ndash; spesso separati e marcianti su binari paralleli &ndash; su vari livelli: lotte per la casa e il diritto all&#8217;abitare degno; movimento contro la &ldquo;buona scuola&rdquo; di Renzi; comitati sui trasporti, mobilit&agrave; e ambiente (No Peolplemover; passante nord, ecc.). Nei luoghi di lavoro ancora resiste\/esiste un sindacalismo classista basato soprattutto sui sindacati di base e a volte- sempre meno &ndash; su alcuni settori e categorie Cgil, soprattutto sull&rsquo;area &ldquo;il Sindacato un&rsquo;altra cosa&rdquo; (sinistra CGIL).<\/p>\n<p>UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA PER UN&#8217;OPPOSIZIONE DI CLASSE<\/p>\n<p>Riteniamo che una sinistra che si voglia porre sul terreno dell&#8217;opposizione di classe debba pensare, a livello cittadino come pi&ugrave; in generale, a costruire risposte quanto pi&ugrave; possibili coordinate e organizzate unitariamente, non solo in maniera parziale ed estemporanea. In questo senso vanno rigettate tutte quelle suggestioni movimentiste, civiche, anticomuniste e antipartito che hanno abbandonato ogni riferimento alla lotta di classe e al comunismo per nascondere, nei fatti, altri partiti e organizzazioni pronte a saltare ancora una volta dall&#8217;altro lato della barricata.<br \/>\n<br \/>Chi, come noi del PCL, voglia da un punto di vista di classe provare ad ostacolare le consorterie e i governi filopadronali, nazionali o locali che siano, non pu&ograve; semplicemente ignorare il momento elettorale, per il semplice fatto che non esiste alcuna distinzione fra lotte, resistenze e scontro istituzionale: gli scioperi, le lotte di piazza, le diverse forme di resistenza anche a livello istituzionale sono tutte fasi diverse e intrecciate su cui si dispiega lo scontro di classe. In questo senso non intendiamo lasciare al nemico e ai falsi &ldquo;amici&rdquo; anche questo campo, invece vogliamo utilizzarlo per una battaglia di classe, di propaganda e demistificazione dei vari Pd-FI-Lega-5Stelle-italosinistri e delle loro politiche antiproletarie.<br \/>\n<br \/>Per noi si tratta di portare dentro la campagna elettorale le ragioni della lotta di classe, dell&rsquo;unit&agrave; dei lavoratori e dei movimenti e dunque della sinistra rivoluzionaria.<br \/>\n<br \/>Certo il PCL &egrave; una piccola organizzazione, che per&ograve; in questi anni ha maturato esperienza e ha saputo esprimere capacit&agrave; di intervento politico senza mai svendere le ragioni dei lavoratori e delle classi popolari. Certo si &egrave; costretti a muoversi in una situazione complessiva di difficolt&agrave;. Certo a tanti sembra utile impegnarsi solo in &ldquo;cose&rdquo; che siano subito &ldquo;grandi&rdquo; e &ldquo;credibili&rdquo;, magari &ldquo;capaci di incidere&rdquo; e &ldquo;dare risposte&rdquo;, ma &egrave; provato da tante esperienze anche del recente passato che su questo terreno di facili risposte si sono costruiti i grandi insuccessi delle varie liste locali o nazionali, durate il tempo di una campagna elettorale, nate e scomparse senza lasciare nulla. Ed &egrave; forse qui proprio la differenza con chi come noi considera le elezioni uno strumento nel percorso di lotta e non il fine della propria azione politica: il PCL pur ottenendo sempre piccoli risultati nelle urne &egrave; sempre stato capace di dare continuit&agrave; alla sua azione, appunto perch&eacute; organizzazione non estemporanea e perch&eacute; legato ad un progetto di trasformazione complessivo che non si ferma di fronte ai risultati elettorali anche negativi; cos&igrave; come non si adagerebbe sugli allori nel caso di un buon risultato o un&#8217;elezione. La nostra propaganda &ndash; come la nostra pratica &#8211; non pu&ograve; che essere incompatibile con il quadro istituzionale presente. Un esempio per tutti: dobbiamo dire la verit&agrave; e chiarire a tutti che nessuna reale politica di svolta a favore del popolo lavoratore pu&ograve; essere fatta rispettando i patti di stabilit&agrave; nazionali e locali.<br \/>\n<br \/>Noi non intendiamo rispettare nemmeno per un momento gli attuali vincoli economici, (patti di stabilit&agrave;, ecc.) perch&eacute; solo cosi potremmo rimettere al centro i bisogni di lavoratori, studenti, precari, disoccupati e pensionati.<\/p>\n<p>Abbiamo incontrato molti compagni e molte compagne nelle tante mobilitazioni di questi anni e questi ultimi mesi su tanti temi: dalla scuola alla casa, dalla difesa dei posti di lavoro all&#8217;attivit&agrave; nei sindacati cosi come nelle piazze e nelle strade, a tutti voi rivolgiamo quindi questo testo.<br \/>\n<br \/>Il PCL, come in passato, vuole essere presente nell&#8217;arena elettorale, ma una nostra presentazione sar&agrave; tanto pi&ugrave; utile quanto pi&ugrave; potr&agrave; incrociarsi con le dinamiche del conflitto.<br \/>\n<br \/>Vi invitiamo, quindi, a discutere della nostra proposta, che possa in prospettiva allargarsi, perch&eacute; il campo elettorale non veda solo i soliti furbi e trasformisti a voler rappresentare la classe, per poi tradirla un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>L&#8217;APPUNTAMENTO CHE VI PROPONIAMO PER DISCUTERE DI QUESTI TEMI &Egrave; PER MERCOLED&Igrave; 16 DICEMBRE, ALLE ORE 20.30, PRESSO LA NOSTRA SEDE IN VIA MARINI 1\/B (traversa di viale della Repubblica).<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Sezione di Bologna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo ai compagni, ai lavoratori, ai cittadini bolognesi una breve riflessione sulle prossime elezioni comunali e sulla partecipazione del nostro partito. 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