{"id":65686,"date":"2015-12-19T00:00:00","date_gmt":"2015-12-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/19\/ricostruire-lintervento-classista-e-rivoluzionario\/"},"modified":"2015-12-19T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-19T00:00:00","slug":"ricostruire-lintervento-classista-e-rivoluzionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/12\/19\/ricostruire-lintervento-classista-e-rivoluzionario\/","title":{"rendered":"Ricostruire l&#8217;intervento classista e rivoluzionario"},"content":{"rendered":"<p>Una risposta per una collaborazione ed un confronto per la costruzione di un intervento classista, anticapitalista e rivoluzionario a Genova<\/p>\n<p>Car* compagn*<\/p>\n<p>Ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla vostra lettera aperta che, fin da principio, abbiamo considerato positiva, interessante e in grado di aprire nel territorio genovese un ambito di confronto pi&ugrave; che mai necessario. <\/p>\n<p>I termini su cui ponete il ragionamento nella vostra lettera ci paiono di sicuro interesse e, soprattutto, fondati su presupposti coerenti con un&#8217;analisi oggettiva della fase politica e sociale in cui ci troviamo.<br \/>\n<br \/>Partendo da uno sguardo sul presente della dimensione territoriale in cui agiamo con la nostra presenza militante, non ci si pu&ograve; non rendere conto che questo contesto &egrave; ovviamente legato dialetticamente all&#8217;attuale fase nazionale ed internazionale di ferreo attacco del capitale e delle borghesie nei confronti delle masse subalterne e proletarie e di una altrettanto aspra contesa imperialistica per la spartizione di continenti e regioni strategiche a discapito di interi popoli sacrificati e olocaustizzati nel nome di profitti, confini e frontiere.<br \/>\n<br \/>Dall&#8217;altra parte della barricata, a tutti i livelli, si palesa e si fa sentire sempre pi&ugrave; pesante l&#8217;assenza di un&#8217;analisi e di un intervento di classe, rivoluzionario e anticapitalista in grado di porsi come alternativa reale. Si palesa anche la passivit&agrave; delle masse, l&#8217;atomizzazione dei pochi focolai di lotte e resistenze. Queste ultime si mostrano sempre pi&ugrave; disorganiche, sempre pi&ugrave; autoreferenziali, sempre pi&ugrave; prive di strategia o egemonizzate da burocrazie sindacali e ceti politici che ne annichiliscono il potenziale sovversivo, canalizzandone i percorsi in vicoli ciechi fatti di accordi al ribasso, concertazioni inconcludenti, esaltazioni mitopoietiche di rappresentazioni e estetizzazioni di un &#8220;conflitto&#8221; espressione solo del volontarismo di pochi militanti e attivisti, spontaneismi privi di elaborazione politica, percorsi para-assistenziali e di sostituzione delle &#8220;avanguardie&#8221; ai processi di massa. Nelle peggiori ipotesi addirittura divengono terreno di pericolose illusioni populistiche prive di qualsiasi ancoraggio alla centralit&agrave; dello scontro capitale-lavoro e facilmente assimilabili o egemonizzabili da nuovi fenomeni reazionari e\/o qualunquistici.<\/p>\n<p>Alla luce di tutto questo, riteniamo interessante l&#8217;idea di un percorso di confronto e di analisi, anche e soprattutto se finalizzato alla costruzione di interventi politici concreti nella lotta di classe. Il tutto di fronte alla necessit&agrave; di fare i conti con i limiti oggettivi e i rapporti di forza con cui tutti ci troviamo ad affrontare un presente come quello attuale.<br \/>\n<br \/>Un confronto e un&#8217;elaborazione politica in grado di superare i grandi limiti degli attuali interventi sociali e politici &egrave; necessaria tanto nei singoli campi e ambiti in cui si sviluppano le lotte quanto nel bilancio generale e complessivo della lotta di classe tra il proletariato, profondamente debole, e le classi borghesi in fase di attacco e continua riorganizzazione e competizione.<\/p>\n<p>Tutte le lotte che si sono affacciate sul territorio genovese hanno mostrato, a nostro parere, una notevole e apprezzabile volont&agrave; di esprimere un dissenso ed una resistenza ancora viva ma assolutamente priva di una elaborazione strategica nel proprio intervento politico e priva della capacit&agrave; di accomunare settori del proletariato attraverso piattaforme e rivendicazioni comprensibili e transitorie. In virt&ugrave; di ci&ograve;, queste lotte, queste fiammate o questi movimenti non sono stati capaci di sedimentare un&#8217;organizzazione in grado di reggere ai flussi e reflussi dell&#8217;entusiasmo, di sviluppare un radicamento reale nelle soggettivit&agrave; sociali di riferimento e nei territori di intervento, di garantire una capacit&agrave; di intervento continuativa che vada al di l&agrave; della semplice chiamata di piazza minoritaria e di testimonianza, o della estetizzazione di rivendicazioni di principio prive di reale capacit&agrave; di mobilitazione e agitazione, e, in alcuni casi, estremamente autoreferenziali.<br \/>\n<br \/>Sul lato sindacale lo scenario forse &egrave; anche peggiore. Nonostante le ormai diffusissime e sempre pi&ugrave; estreme situazioni di crisi, licenziamenti, delocalizzazioni, casse integrazioni, tagli, ridimensionamenti, demansionamenti e attacchi indiscriminati, tutte le vertenze continuano a rimanere atomizzate e incapaci di avviare processi, non tanto di fronti unici di classe, ma quantomeno di solidariet&agrave;. Ogni vertenza rimane isolata e a s&eacute; stante, ogni sciopero o manifestazione rimane vincolato a manovre e inganni delle burocrazie sindacali che accompagnano i lavoratori a processi di lenta e graduale eutanasia concordata con dirigenze e padronato. In questo si inseriscono anche le responsabilit&agrave; delle strategie e delle scelte sindacali spesso autoreferenziali e funzionali alla propria autodelimitazione di alcuni sindacati di base, che rinunciano alla elaborazione dialettica di una strategia di classe funzionale alla lotta al capitale.<\/p>\n<p>Questo tipo di lavoro e di necessit&agrave; si &egrave; reso evidente praticamente su tutti i fronti di intervento come gi&agrave; da voi affermato: la lotta per la casa; la ricostruzione di un antifascismo militante e dell&#8217;estrema attualit&agrave; dell&#8217;autodifesa dei proletari e delle organizzazioni della sinistra rivoluzionaria anche e soprattutto in virt&ugrave; dell&#8217;ondata di vecchi e nuovi fascismi e movimenti reazionari di massa in Europa come nel mondo; le lotte dei migranti contro il razzismo, la militarizzazione dei confini, la repressione poliziesca e i nuovi campi di concentramento; l&#8217;attacco frontale alle condizioni di lavoro e contrattuali, ai diritti sindacali e di sciopero, la precarizzazione anche dei contratti a tempo indeterminato, i continui licenziamenti indiscriminati e il fenomeno delle delocalizzazioni; lo smantellamento di ci&ograve; che rimane del welfare state attraverso privatizzazioni, aziendalizzazioni e assoggettamento alle leggi del libero mercato di servizi essenziali (scuola, sanit&agrave;, trasporti, utenze, servizi sociali, edilizia popolare etc); la necessit&agrave; di fronteggiare la ristrutturazione dei poteri statuali, della forza repressiva, preventiva e militare messa in campo sul fronte interno come su tutti i fronti esterni della proiezione imperialistica del capitale; le continue ristrutturazioni e scontri a livello sovranazionale e geopolitico in una sorta di resa dei conti tra poli imperialistici egemoni e altri in via di emanicipazione o riscostruzione.<br \/>\n<br \/>Di fronte ad una crisi di sovrapproduzione di merci e capitali che non mostra reali spiragli per vie di uscita soft per le borghesie, tutto tende sempre di pi&ugrave; al prevedibile inasprimento della competizione economica e militare con cui rimettere in discussione gli equilibri internazionali tra potenze vecchie e nuove. Questo processo viene ovviamente accompagnato dall&#8217;emersione di nuovi nazionalismi, fascismi e fondamentalismi religiosi, in grado nel terzo millennio di mobilitare passivamente e attivamente masse sterminate di proletari, piccolo-borghesi, sottoproletari e, soprattutto, il &#8220;ceto medio&#8221;.<br \/>\n<br \/>Non resta che porre al centro del dibattito la costruzione reale, a partire dal locale fino al livello internazionale, di veri e propri fronti unici di classe e fronti politici di avanguardia con lo scopo di rimettere al centro del dibattito politico e dello scontro di classe le alternative alla situazione attuale per porre le basi e i presupposti per la rivoluzione proletaria e per il comunismo.<br \/>\n<br \/>Il tutto, per noi, ovviamente deve rimanere ancorato ad un&#8217;analisi di classe per l&#8217;elaborazione di strategie politiche, sociali, organizzative funzionali alla costruzione dell&#8217;autonomia politica della classe proletaria e alla sua unificazione attraverso piattaforme rivendicative delle classi subalterne con la costruzione di fronti unici di classe e di massa contro il capitale. Intercettare le contraddizioni del sistema capitalistico per sviluppare embrioni di potenziali organi del contropotere, dove le lotte lo permettono, su cui si possa fondare l&#8217;alternativa rivoluzionaria allo stato borghese e alla societ&agrave; capitalistica. Costruire il partito comunista e di classe quale organizzazione politica e militante necessaria per porre la questione del potere all&#8217;ordine del giorno delle dinamiche della lotta di classe.<\/p>\n<p>In funzione di tutto questo, sappiamo anche che tra noi e tra gli altri soggetti che possono essere interessati a questo percorso intercorrono differenze storiche, politiche, analitiche, strategiche e tattiche. Ma proprio per questo consideriamo necessario trovare uno spazio di confronto allargato a tutta la sinistra rivoluzionaria e al sindacalismo conflittuale, ai movimenti antagonisti e alle realt&agrave; di lotta, dai collettivi alle organizzazioni pi&ugrave; strutturate, per elaborare realmente una strategia comune e un&#8217;abitudine a riconoscere i compagni e le compagne con cui marciare separati ma colpire uniti nel quotidiano confronto con la realt&agrave; della lotta di classe.<br \/>\n<br \/>Non neghiamo in questo senso che gi&agrave; dalla lettera aperta possano trasparire diversi modi di interpretare e analizzare  &#8220;alcune esperienze di governo&#8221;. Considerato che ognuna di queste esperienze ha sue caratteristiche specifiche, da noi sono percepite, piuttosto, come formule che non riescono a fuorisciure dalla gabbia dell&#8217;involucro dello stato borghese, delle leggi del mercato e del capitale, riproponendo a livello elettorale-costituzionale la fallimentare e infausta via del keynesimo e della ricerca di una conciliazione tra lavoro e capitale, proprio come appare eclatante nel caso dell&#8217;unica reale esperienza di governo espressa da questa tendenza: il caso di Tsipras e del governo Syriza-ANEL.<br \/>\n<br \/>Ulteriori differenze crediamo che possano emergere anche sull&#8217;analisi dei processi politici e sociali che si stanno sviluppando in America Latina a partire dal cosiddetto &#8220;socialismo del XXI secolo&#8221;, che crediamo mostri le debolezze di un progetto che non ha mai osato spingersi realmente oltre certi limiti di gestibilit&agrave; concessi dal sistema capitalistico, in maniera quasi sempre verticistica e paternalistica, e in cui i riferimenti di classe sono molto offuscati se non addirittura eliminati.<br \/>\n<br \/>Speriamo, comunque, che anche questi argomenti possano essere affrontati con confronti franchi e sinceri, come si addice ai rivoluzionari.\t<\/p>\n<p>Ci immaginiamo che tutte queste questioni e molte altre potranno essere sviscerate all&#8217;interno di questo percorso, per cui noi del Partito Comunista dei Lavoratori ci rendiamo disponibili a confrontarci sulla sua costruzione e sui passi necessari.<\/p>\n<p>Saluti rivoluzionari.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Sezione di Genova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una risposta per una collaborazione ed un confronto per la costruzione di un intervento classista, anticapitalista e rivoluzionario a Genova Car* compagn* Ci scusiamo per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65686\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}