{"id":65723,"date":"2016-01-23T00:00:00","date_gmt":"2016-01-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/01\/23\/tunisia-quando-il-fuoco-cova-sotto-la-cenere\/"},"modified":"2016-01-23T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-23T00:00:00","slug":"tunisia-quando-il-fuoco-cova-sotto-la-cenere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/01\/23\/tunisia-quando-il-fuoco-cova-sotto-la-cenere\/","title":{"rendered":"Tunisia: quando il fuoco cova sotto la cenere"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3484_image.jpeg\" alt=\"3484_image.jpeg\" \/><br \/>\nA cinque anni dalla rivoluzione del 2011, che ha portato alla cacciata di Ben Al&igrave; e all&rsquo;ondata della &ldquo;primavera araba&rdquo; in Nord Africa e Medio Oriente, la giovent&ugrave; disoccupata tunisina ancora una volta prorompe nelle strade e nelle piazze del paese per protestare contro un sistema capitalistico in crisi che distribuisce miseria, sfruttamento e oppressione. Ancora una volta i disoccupati e le masse oppresse rivendicano &ldquo;lavoro, libert&agrave; e dignit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>In una sequenza che ricorda gli avvenimenti del 17 dicembre 2010 a Sidi Bouzid, il 16 gennaio 2016 a Kasserine, una delle regioni pi&ugrave; depresse della Tunisia, la tragica morte di un giovane disoccupato, Ridha Yahyaoui, ha costituito il fattore di innesco della mobilitazione generale. Il giovane &egrave; deceduto mentre scalava un palo dell&rsquo;elettricit&agrave; per protesta contro la sua esclusione dalle graduatorie per un posto di lavoro. Il 19 gennaio 2016 i disoccupati occupavano il governatorato di Kasserine, il governo regionale reagiva proclamando il coprifuoco, le masse di disoccupati rispondevano dando fuoco alla sede governativa e a quella del partito di governo Nidaa Tounes, un partito liberale.<\/p>\n<p>In pochi giorni la mobilitazione si &egrave; estesa in tutto il paese: Sidi Bouzid, Siliana, Zaghouan, Sousse, Kairouan, Kef ed El Fahs, Gafsa, Tajerouine, Kairouan, Sfax, Douz, Biserta, fino a Tunisi dove sono scesi in piazza anche gli studenti. Il governo nazionale del premier Habib Essid, una coalizione borghese di centrodestra tra il liberale Nidaa Tounes e i Fratelli Musulmani di Ennahda, di fronte alla crescente mobilitazione generale reagiva secondo uno schema ben noto: da un lato ha promesso una commissione d&rsquo;inchiesta sulla corruzione e alcuni milioni di dinari per tamponare l&rsquo;emergenza, dall&#8217;altro ha attuato una brutale repressione poliziesca con arresti, ferimenti, di manifestanti e infine proclamando il coprifuoco in tutto il paese.<\/p>\n<p>La prima ondata della rivoluzione di cinque anni fa &egrave; stata deviata e sconfitta. La proposta avanzata dal presidente Beji Caid Essebsi di &ldquo;conciliazione economica&rdquo;, cio&egrave; di recupero del vecchio ceto dirigente del RCD, il partito del regime di Ben Al&igrave;, coronava l&rsquo;operazione di recupero. Quella sconfitta trova la sua origine in primo luogo nella mancanza durante gli scontri di cinque anni fa di un partito marxista rivoluzionario, radicato nella classe lavoratrice e tra le masse popolari oppresse, che ricoprisse il ruolo di direzione politica e programmatica nel processo rivoluzionario. L&rsquo;assenza del partito rivoluzionario ha favorito tra il proletariato e tra le giovani masse oppresse l&rsquo;egemonia politica liberaldemocratica e l&rsquo;illusorio affidarsi all&#8217;imperialismo &ldquo;democratico&rdquo;. La costruzione della fortezza europea, con il conseguente blocco dell&rsquo;emigrazione, la disillusione nella speranza di un veloce cambiamento delle condizioni materiali e dei diritti democratici ha determinato tra i giovani precari e disoccupati da un lato la passivizzazione, e dall&#8217;altro la crescita del fascismo islamista.<\/p>\n<p>Le contraddizioni, sociali e politiche, che cinque anni fa avevano innescato la prima ondata rivoluzionaria non sono state risolte, anzi nel tempo si sono aggravate: oggi si calcolano nel paese nordafricano circa ottocentomila disoccupati, e inoltre la crisi capitalista si &egrave; aggravata e con essa la crisi politica. Il fascismo islamista con la sua politica barbara, retrograda, repressiva e liberista non poteva n&eacute; pu&ograve; rappresentare la soluzione per i lavoratori, i giovani e le donne.<\/p>\n<p>Oggi i giovani disoccupati e le masse oppresse versano ancora una volta il loro sangue nelle strade e nelle piazze per la libert&agrave;, il lavoro e la dignit&agrave;. Queste rivendicazioni immediate, come abbiamo scritto nella nostra stampa facendo un bilancio della rivoluzione araba, possono essere efficacemente affrontate solo da un governo dei lavoratori. L&rsquo;urgenza e la necessita della costruzione nel fuoco della lotta del partito marxista rivoluzionario &egrave; conseguente ad un bilancio di verit&agrave; e nel contempo &egrave; una garanzia di uscita progressiva dalla crisi rivoluzionaria in atto. Un partito che difenda e salvaguardi l&rsquo;indipendenza della classe lavoratrice contro la borghesia nazionale, i suoi governi e i suoi partiti. Un partito che sappia affrontare il pericolo mortale dell&rsquo;imperialismo che sta preparando la guerra di aggressione alla Libia. Un partito che lavori per la prospettiva di una federazione socialista in Nord Africa e in Medio Oriente quale reale soluzione alle esigenze delle masse lavoratrici, dei disoccupati e dei popoli oppressi della regione (berberi, curdi, palestinesi). Non c&rsquo;&egrave; dubbio che l&rsquo;attuazione di questo programma di rivoluzione permanente necessita della rifondazione immediata della Quarta Internazionale e delle sue sezioni in tutti i paesi.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cinque anni dalla rivoluzione del 2011, che ha portato alla cacciata di Ben Al&igrave; e all&rsquo;ondata della &ldquo;primavera araba&rdquo; in Nord Africa e Medio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-65723","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65723"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65723\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}