{"id":65743,"date":"2016-02-03T00:00:00","date_gmt":"2016-02-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/02\/03\/vita-da-rifugiato\/"},"modified":"2016-02-03T00:00:00","modified_gmt":"2016-02-03T00:00:00","slug":"vita-da-rifugiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/02\/03\/vita-da-rifugiato\/","title":{"rendered":"Vita da rifugiato"},"content":{"rendered":"<p>Proponiamo un articolo di qualche mese fa che mostra un estratto concreto della vita degli immigrati &#8220;irregolari&#8221; in Italia, in fuga da povert&agrave;, fame, guerra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3505_profughi.jpg\" alt=\"3505_profughi.jpg\" \/><br \/>\nQuesta estate 2015 ci ha servito una razione particolarmente abbondante di politica borghese dai toni razzisti e apocalittici nei confronti dell&#8217;immigrazione via mare in Italia: oltre al solito allarmismo sproporzionato verso gli sbarchi nelle coste del meridione italiano, la marea montante della nuova Lega &ldquo;nazionale&rdquo; di Salvini e l&#8217;incubo allucinato di uno sbarco di militanti dell&#8217;ISIS in Italia hanno contribuito a diffondere una mentalit&agrave; razzista e reazionaria, in particolar modo tra le stesse masse lavoratrici, portate a credere alla storia falsa degli immigrati che ruberebbero il lavoro, quando questi ultimi contribuiscono al PIL italiano per circa l&#8217;8% pur ricevendo mediamente molti meno fondi e servizi dallo Stato rispetto alla media dei residenti. Si &egrave; anche diffusa la credenza che i migranti sbarcati sulle coste italiane ricevano automaticamente, per un periodo non ben determinato, &ldquo;stipendi&rdquo; giornalieri di 25, 35, 50 euro&hellip; e chi pi&ugrave; ne ha, pi&ugrave; ne metta. Insomma, basta superare vivi il viaggio attraverso il Mediterraneo e la vita da nababbi in Italia &egrave; assicurata. La realt&agrave; &egrave; ben diversa: basterebbe parlare coi diretti interessati per capire come stiano veramente le cose. &Egrave; quello che abbiamo fatto, incontrando gli immigrati ospitati (o meglio, rinchiusi) all&#8217;Hotel Splendid di Cesenatico e i volontari dell&#8217;associazione locale No borders che, senza alcun riconoscimento n&eacute; rimborso dallo Stato, si occupa di aiutare in tanti aspetti della vita quotidiana questo gruppo di 76 persone (luglio 2015), perlopi&ugrave; giovani tra i 18 e i 35 anni, provenienti quasi tutti dall&#8217;Africa centrale e dal Bangladesh. Come in tanti altri punti di parcheggio-reclusione dei migranti, la gestione dell&#8217;assistenza &egrave; stata affidata, tramite un bando al ribasso, a una cooperativa, la Cad di Forl&igrave; (gruppo Emtour), con un introito giornaliero di 35 euro a &ldquo;ospite&rdquo;, una spesa vista di vitto e alloggio di circa 20 euro e il resto&hellip; meno se ne spende, pi&ugrave; ce n&#8217;&egrave; per la cooperativa, al netto di spese igieniche, medicinali e di alfabetizzazione nella lingua italiana (che in realt&agrave; &egrave; perlopi&ugrave; offerta gratuitamente dai volontari No borders), oltre che a un lauto stipendio di&hellip; 2,5 euro al giorno per ogni immigrato. Non &egrave; un caso che la precedente gestione razionasse la colazione con dosi degne di una citt&agrave; sotto assedio.<\/p>\n<p>Nel caso di Cesenatico, i primi migranti (smistati da Bologna) sono arrivati il 15 settembre 2014 e fino a fine ottobre sono stati alloggiati un altro hotel, sempre a Cesenatico. Il proprietario di tale  hotel ha poi stracciato il contratto a causa della pressione dei partiti di destra e della Lega, che hanno in mano il consiglio comunale e che, specie nel caso della Lega, sfruttano e amplificano qualsiasi criticit&agrave; per portare avanti campagne politiche dai toni razzisti.<br \/>\n<br \/>Gli immigrati, al contrario di come li si vorrebbe dipingere, in questo come in altri casi subiscono con fin troppa pazienza quella che di fatto &egrave; una reclusione quasi a tempo pieno per mesi e mesi, cercando di passare attraverso una lunga procedura burocratica fatta tipicamente di un permesso di soggiorno temporaneo (3 mesi) e di una abilitazione al lavoro dopo ben 6 mesi dall&#8217;arrivo.<br \/>\n<br \/>Questa condizione tutt&#8217;altro che piacevole &egrave; il proseguimento, praticamente in tutti i casi di chi arriva dall&#8217;Africa sub-sahariana, di un viaggio da incubo lungo il deserto del Sahara e poi su barconi ultra-affollati tra le coste libiche e quelle italiane. Un viaggio che, prima di approdare al mare, &egrave; esposto a pericoli continui: scarsit&agrave; di viveri e acqua nella traversata del Sahara, maltrattamenti di ogni tipo, detenzione o necessit&agrave; di nascondersi una volta arrivati in Libia, aspettando di poter salire sui barconi. In Libia, con la guerra civile in corso, i migranti sono esposti alle scorrerie di bande di briganti, dedite a derubarli, farli sbattere in prigione e persino a ucciderli.<\/p>\n<p>Ci si chieder&agrave;: ma perch&eacute; queste persone si espongono a tali pericoli? Non ci sarebbe un&#8217;alternativa?  Effettivamente, alcuni esponenti &ldquo;filantropi&rdquo; della politica borghese hanno proposto di attrezzare un meccanismo di emigrazione controllata tramite le ambasciate dei vari paesi. Questa proposta va per&ograve; del tutto contro la realt&agrave; dei fatti: chi cerca di approdare in Europa scappa da situazioni del tutto tragiche che comprendono carestie, tassi di disoccupazione nazionale del 50% (non 13%, non 25%, ma 50 o 60% !), guerre e conflitti tra bande armate su scala regionale, situazioni di aspra lotta politica e quindi di pericolo personale (come spesso succede dopo i tanti colpi di stato e cambi di governo &ldquo;movimentati&rdquo; in Africa). L&#8217;alternativa, in molti casi, &egrave; tra la certezza di una vita di solito piena di stenti e violenta e la possibilit&agrave; di un futuro minimamente decente in Europa (non solo in Italia, visto che tanti poi proseguono per altri paesi dell&#8217;Unione Europea).<br \/>\n<br \/>Non fosse abbastanza, gli immigrati (che spesso non riescono a farsi riconoscere lo stato di &ldquo;profughi&rdquo; o &ldquo;rifugiati politici&rdquo;, ovviamente per le modalit&agrave; poco documentate con cui sono costretti a fuggire e per le situazioni politiche poco chiare dei loro paesi) sono oggetto di persecuzione politica: i recenti casi eclatanti in Veneto e fuori Roma hanno confermato come i fascisti e i reazionari in tutte le salse non smentiscano la loro natura di cani sa guardia dei padroni, pronti a sfruttare nuova manodopera in maniera pi&ugrave; intensa grazie alla negazione dei diritti sindacali di base e al clima di paura nel quale gli immigrati si trovano a vivere. Cesenatico, nel suo piccolo, replica questi meccanismi: la Lega Nord non ha mancato ai suoi compiti organizzando due presidi contro gli immigrati (che ad oggi non hanno torto un capello a nessuno in citt&agrave;), anche se con una partecipazione modesta, ma con interventi a favore di telecamera del candidato alle regionali Alan Fabbri e del leghista nero anti-migranti, a sua volta immigrato, Tony Iwobi, che Malcom X non avrebbe esitato a definire giustamente &ldquo;negro da cortile&rdquo;, venduto ai padroni padani.<br \/>\n<br \/>Oltre alle manifestazioni ufficiali, si sono verificati anche atti vandalici, con un lancio di sassi notturno che ha infranto diverse finestre dell&#8217;hotel e che avrebbe potuto causare feriti anche gravi. In tutto questo clima, il sindaco Buda, fervente cattolico appartenente alla setta di Comunione e Liberazione, continua a fare finta di nulla, a conferma che l&#8217;amore fraterno pretesco finisce dove incominciano gli interessi economici e politici della classe dominante di cui i partiti al potere non sono che servili commessi.<\/p>\n<p>Tutto questo mentre i migranti a malapena possono uscire di tanto in tanto dall&#8217;hotel, e questo grazie agli sforzi dei volontari che hanno organizzato per loro uscite &ldquo;turistiche&rdquo; e attivit&agrave; sportive di gruppo. A conferma dello stato di senza-diritti in cui versano, questi giovani sono stati impiegati nella ripulitura delle strade dopo una grave alluvione a Cesenatico senza il bench&eacute; minimo riconoscimento ufficiale da parte del comune, n&eacute; tanto meno alcuna gratificazione economica: nell&#8217;era renziana del lavoro gratuito, gli schiavi negr&hellip; i fratelli migranti, da bravi ospiti, diano il buon esempio!<br \/>\n<br \/>Se la destra ha dato il peggio di s&eacute;, va registrato che, mentre gran parte della popolazione fortunatamente non ha motivo d&#8217;aver paura dei migranti, il mondo politico, sindacale e delle associazioni ha quasi universalmente fatto finta di nulla, evitando di dare la bench&eacute; minima attenzione agli immigrati, anche in contrasto agli attacchi della destra. Il Partito Comunista dei Lavoratori si &egrave; preoccupato di stabilire un contatto con i migranti e con chi concretamente d&agrave; loro una mano. Ma c&#8217;&egrave; poco da meravigliarsi, in fondo: l&#8217;unica linea politica che d&agrave; una prospettiva credibile ai lavoratori italiani e immigrati rimane quella di chi non ha mai tradito la classe lavoratrice, di chi si impegna ogni giorno per la ricostruzione sana e solida del movimento operaio non a partire da una prospettiva di collaborazione e svendita ai partiti dominanti, non cavalcando ondate populiste xenofobe (come spesso &egrave; capitato al Movimento 5 Stelle, entrato nel Parlamento Europeo nello stesso gruppo di partiti ultranazionalisti), ma indicando l&#8217;unica prospettiva reale per nuove conquiste da parte degli sfruttati: l&#8217;unit&agrave; nella lotta di classe, l&#8217;unit&agrave; dei lavoratori contro l&#8217;attacco dei padroni e del governo alle loro condizioni di vita. Per questo, come PCL, continuiamo a schierarci a fianco dei lavoratori stranieri in Italia: consideriamo interesse del proletariato italiano e internazionale difendere i migranti, che ne rappresentano il contingente pi&ugrave; ricattabile e sfruttato; rivendichiamo la lotta contro ogni forma di discriminazione e razzismo, armi usate delle classi dominanti per riaffermare il proprio potere contro una possibile rivolta dei lavoratori e delle classi popolari, per dirottarli invece in una controproducente guerra tra poveri &ndash; anche se c&#8217;&egrave; sempre qualcuno pi&ugrave; a nord, pi&ugrave; a nord anche dei padani.<\/p>\n<p>In altri termini la battaglia contro razzismo, xenofobia e fascismo &egrave; parte integrante della lotta di classe contro il capitalismo e i suoi governi reazionari, per il potere dei lavoratori in Italia, in Europa e in tutto il Mondo.<br \/>\n<br \/>L&#8217;unit&agrave; dei lavoratori va costruita pertanto anche in difesa dei migranti come di tutti i soggetti vittime di aggressioni razziste: si pone dunque il compito, non delegabile a burocrazie politiche o sindacali ma da portare avanti in massa, di battere la destra estrema e del governo renziano, determinare una svolta politica e sociale e porre le basi per il governo dei lavoratori, l&rsquo;unico che non dovr&agrave; difendere alcun privilegio e non avr&agrave; interesse a fomentare la guerra tra poveri.<br \/>\n<br \/>Come non ci stancheremo mai di ripetere, non &egrave; con lotte separate, corporative o interclassiste, che gli sfruttati fanno passi avanti: la giusta rivendicazione dell&#8217;abrogazione delle leggi razziste contro gli immigrati va collegata direttamente alla rivendicazione del diritto al lavoro e all&#8217;abitazione, alla rivendicazione di servizi sociali, scolastici e sanitari pubblici e gratuiti per i lavoratori e le masse di sfruttati, nativi e migranti; la requisizione, in ogni paese, dei grandi patrimoni immobiliari, per dare reale diritto di abitazione ai senza casa; la ripartizione fra tutti del lavoro esistente, con la riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit&agrave; di paga; la cancellazione delle leggi di precarizzazione del lavoro. Ma questi bisogni basilari non possono essere soddisfatti da questo sistema, dalle classi dominanti, dai loro partiti al governo.<br \/>\n<br \/>Il solo associazionismo non &egrave; sufficiente, e nemmeno il movimentismo &egrave; stato in grado di indicare la strada da battere per la risoluzione del problema. La  diversa gestione del potere politico &egrave; la risposta: solo una societ&agrave; organizzata secondo un principio comunista, cio&egrave; una fondata solo sui bisogni del genere umano e non sui profitti, potr&agrave; definitivamente cancellare queste sofferenze.<\/p>\n<p>Non c&#8217;&egrave; una terza via: o continua l&#8217;inasprirsi della crisi e l&#8217;avanzata degli attacchi padronali in campo economico e politico, o le masse sfruttate, riunite attorno al movimento operaio, impongono una loro via d&#8217;uscita, una loro soluzione. Una soluzione che non pu&ograve; separarsi dal conflitto centrale tra capitale e lavoro, tra una manciata di industriali e banchieri e la massa dei lavoratori, cio&egrave; di chi produce concretamente la ricchezza della societ&agrave;. Una soluzione, dunque, che non pu&ograve; passare per un&#8217;Unione Europea &ldquo;buona&rdquo; ma sempre con i capitalisti al potere, come non pu&ograve; passare per fantasiosi riallineamenti euro-mediterranei tra paesi capitalistici &ldquo;buoni&rdquo; contro il centro dell&#8217;UE &ldquo;cattivo&rdquo;. La politica dei fronti popolari1 tra lavoratori e borghesie nazionali &ldquo;buone&rdquo; in difficolt&agrave; contro quelle egemoni (Italia e Grecia &ldquo;buone&rdquo; contro Germania e Francia &ldquo;cattive&rdquo;), nega appunto la contraddizione di fondo tra interessi degli sfruttati e degli sfruttatori, prospettando le sonore sconfitte che i fronti popolari (caso eclatante quello della guerra civile spagnola del &#8217;36-&#8217;39) hanno sempre prodotto, aprendo a suo tempo la strada alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Solo un governo dei lavoratori, in ogni paese e su scala europea, pu&ograve; seriamente affrontare la tragedia migratoria, sconfiggere definitivamente il razzismo e il fascismo, nell&#8217;interesse comune degli sfruttati. Solo gli Stati Uniti Socialisti d&#8217;Europa possono incoraggiare anche negli altri continenti la lotta e ribellione degli sfruttati contro la dominazione del capitalismo e dell&#8217;imperialismo, per il loro abbattimento (senza fede in impossibili riforme del sistema e in balorde alleanze con i propri nemici di classe). Solo facendola finita con i padroni si potr&agrave; spazzare via i venti di guerra che soffiano sempre pi&ugrave; forte e fermare la catastrofe imminente.<\/p>\n<p>Giacomo Turci e Leo Evangelista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo un articolo di qualche mese fa che mostra un estratto concreto della vita degli immigrati &#8220;irregolari&#8221; in Italia, in fuga da povert&agrave;, fame, guerra.&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65743","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65743"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65743\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}