{"id":65766,"date":"2016-02-20T00:00:00","date_gmt":"2016-02-20T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/02\/20\/la-chiesa-di-papa-francesco-sgombera-i-senza-casa-a-napoli\/"},"modified":"2016-02-20T00:00:00","modified_gmt":"2016-02-20T00:00:00","slug":"la-chiesa-di-papa-francesco-sgombera-i-senza-casa-a-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/02\/20\/la-chiesa-di-papa-francesco-sgombera-i-senza-casa-a-napoli\/","title":{"rendered":"La Chiesa di Papa Francesco sgombera i senza casa a Napoli"},"content":{"rendered":"<p>Cresce sempre pi&ugrave; il disagio sociale nella citt&agrave; di Napoli. La crisi ha pesantemente colpito le classi sociali povere con perdita di salario e posti di lavoro. Ovunque i quartieri si degradano e con la spending review vengono a mancare finanche i servizi minimi, come il trasposto pubblico, la sanit&agrave;, l&rsquo;istruzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3526_Napoli.jpg\" alt=\"3526_Napoli.jpg\" \/><br \/>\nCresce sempre pi&ugrave; il disagio sociale nella citt&agrave; di Napoli. La crisi ha pesantemente colpito le classi sociali povere con perdita di salario e posti di lavoro. Ovunque i quartieri si degradano e con la spending review vengono a mancare finanche i servizi minimi, come il trasposto pubblico, la sanit&agrave;, l&rsquo;istruzione, ecc.<\/p>\n<p>A sentire maggiormente il peso delle politiche antipopolari dei governi degli ultimi anni sono soprattutto i giovani e le donne proletarie. In alcuni quartieri la disoccupazione giovanile &egrave; salita oltre l&rsquo;80% per gli uomini, mentre &egrave; addirittura del 100% per le donne.<br \/>\n<br \/>A ci&ograve; si deve aggiungere l&rsquo;applicazione del Jobs Act e del Modello Marchionne a quel che rimane del tessuto industriale locale, con una nuova leva di giovani operai super sfruttati, che dopo alcuni mesi vengono licenziati e, quindi, impossibilitati a sindacalizzarsi.<\/p>\n<p>LA LOTTA DI CLASSE NELLA QUESTIONE DELLA CASA<\/p>\n<p>Ma la crisi non colpisce soltanto negli aspetti strutturali del capitalismo. Oltre alla mancanza di lavoro, per i proletari della citt&agrave; si sviluppa un altro dramma, ovvero quello della mancanza di case, luoghi della riproduzione sociale della forza-lavoro.<br \/>\n<br \/>E&rsquo; un problema oramai enorme. Interi nuclei familiari &ndash; composti anche da sette persone &#8211;  sono costretti a vivere in monolocali o in sottoscala occupati  adibiti ad abitazioni.<br \/>\n<br \/>Per rispondere a questo problema, sempre pi&ugrave; spesso i proletari si organizzano in maniera del tutto spontanea e occupano palazzi abbandonati da tempo, pubblici o privati che siano.<br \/>\n<br \/>E&rsquo; il caso dell&rsquo;ex Orfanotrofio Femminile &ldquo;Franciosa&rdquo;, situato nel quartiere Ponticelli.<br \/>\n<br \/>Il posto fu occupato nel 1987, dopo un lungo stato di abbandono. Diverse volte la Fondazione privata, che ne detiene la propriet&agrave;, ha rivendicato il posto, trovando per&ograve;, ad ostacolarla, la tenace difesa degli occupanti.<br \/>\n<br \/>E&rsquo; necessario spiegare alcuni aspetti storici che hanno dato vita a questa lotta.<br \/>\n<br \/>I vecchi feudatari di Ponticelli possedevano, laddove ora sorgono l&rsquo;ex Orfanotrofio ed una marea di case popolari, un frutteto. Il proprietario, prima di morire, don&ograve; i suoi beni alla Chiesa Cattolica. In questo modo i suoi figli, attraverso una fondazione &ldquo;opera pia&rdquo;, sono entrati a pieno titolo negli ambienti vaticani. Uno di loro &egrave; prete &ndash; quello della Basilica locale -, mentre gli altri sono imprenditori legati al mercato degli immobili. All&rsquo;interno dell&rsquo;Arcidiocesi organizzano i loro affari. Infatti, lo stesso Cardinale Sepe possiede importanti propriet&agrave; immobiliari sparse ovunque in Campania.<br \/>\n<br \/>Nella sostanza, i vecchi feudatari si sono riciclati nel nuovo ordine borghese con il diritto di propriet&agrave; privata su immobili dove non pagano alcuna tassa.<\/p>\n<p>All&rsquo;interno dell&rsquo;ex Orfanotrofio vivono 24 nuclei familiari, circa 84 persone, oltre 30 bambini &ndash; di cui due cardiopatici -, un minorenne leucemico ed alcuni anziani disabili. Ma la piet&agrave; cristiana, tanto sbandierata da Papa Francesco nelle televisioni, evidentemente viene a mancare quando si tratta di soldi. Dinanzi al Denaro non esistono sermoni religiosi che tengano.<br \/>\n<br \/>Negli ultimi tempi per&ograve;, la manus immobiliare e gli interessi speculativi della Fondazione hanno deciso di agire col pugno di ferro, pur di riappropriarsi dello stabile. Cos&igrave; il 15 aprile, alcune camionette della polizia provarono a sgomberare il posto, ma senza riuscirci, staccando acqua e luce, come previsto dall&rsquo;Art.5 del criminale Decreto Lupi.<\/p>\n<p>La sezione locale del Partito Comunista dei Lavoratori, allertata dal quartiere, &egrave; intervenuta tempestivamente, portando la propria solidariet&agrave; e mobilitando immediatamente le proprie forze contro la Curia di Napoli. Infatti, lo stesso pomeriggio del 15 aprile, gli occupanti ed i militanti del PCL minacciarono il prete della Basilica di occuparla, nel caso in cui fosse stato sgomberato lo stabile.<br \/>\n<br \/>Nei mesi successivi al tentato sgombero di aprile, il PCL, assieme al sindacato USB, ha costruito un percorso che potesse portare ad una risoluzione definitiva e vantaggiosa per gli occupanti.<br \/>\n<br \/>Dopo presidi e richieste d&rsquo;incontri, PCL e USB ottengono d&rsquo;incontrare il Comune di Napoli per trovare una soluzione che potesse scongiurare un nuovo sgombero, evitando un&rsquo;ulteriore emergenza sociale in una citt&agrave; gi&agrave; martoriata dalla povert&agrave;. <\/p>\n<p>La trattativa, dunque, porta ad una soluzione per la regolamentazione con un accordo tra occupanti, Comune di Napoli e Fondazione, ponendo fine ad una condizione di abusivismo da parte degli occupanti.<\/p>\n<p>I PRETI COMANDANO, I MAGISTRATI OBBEDISCONO<\/p>\n<p>Nonostante le diverse documentazioni prodotte in seguito agli accordi strappati con la lotta contro la Fondazione, la Magistratura inquirente ordina un nuovo sgombero dello stabile fissato al 15 settembre.<br \/>\n<br \/>Un atteggiamento assolutamente inspiegabile, finanche sotto il profilo della giustizia borghese e del suo ordine pubblico, viste le soluzioni trovate, che stavano portando alla risoluzione della vertenza.<\/p>\n<p>Il 15 settembre un massiccio schieramento militare di oltre 100 agenti tra Polizia Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e dirigenti, in stile parata del 2 giugno, prova un nuovo e duro sgombero. Un vero e proprio assedio, come si fa in guerra, per difendere le ragioni dei preti e della propriet&agrave; privata contro quelle sociali dei proletari senza casa. Ma preti, sbirri e giudici non avevano fatto il conto con la determinazione di chi non ha altra scelta che la lotta per il diritto all&rsquo;abitare. Nonostante 7 ore di assedio, la polizia ha dovuto battere la ritirata.<br \/>\n<br \/>Il giorno seguente il nuovo tentato sgombero, PCL e USB richiedono al PM una sospensiva dell&rsquo;atto esecutivo per permettere la produzione di una delibera della Giunta Comunale, tesa alla trasformazione dello stabile in un &ldquo;albergo sociale&rdquo; a gestione pubblica, ma il magistrato assume una posizione intransigente.<br \/>\n<br \/>PCL, USB ed occupanti, quindi, il giorno antecedente la ricorrenza della festa religiosa della citt&agrave; &#8211; durante la quale avviene la secolare pagliacciata dello &ldquo;scioglimento del sangue di San Gennaro&rdquo;, una sostanza tissotropica che se agitata si scioglie, di cui i preti si servono per alimentare la credenza popolare, la superstizione e l&rsquo;ignoranza &#8211; occupano il Duomo di Napoli, massima sede istituzionale dell&rsquo;Arcidiocesi.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;occupazione porta i risultati sperati. Cambia l&rsquo;atteggiamento dei vertici locali del Vaticano. Questi non avevano mai accettato d&rsquo;incontrare gli occupanti in trent&rsquo;anni, perch&eacute; considerati rozzi e incivili, cos&igrave; come gli aristocratici consideravano i contadini &#8211; un odio di classe puro, constatabile durante le ore dell&rsquo;occupazione del Duomo, dove i dirigenti ecclesiastici non si distinguevano molto da quelli della DIGOS -; cambia l&rsquo;atteggiamento del PM, che da inflessibile diventa flessibilissimo, ponendo delle condizioni per l&rsquo;ottenimento della sospensiva, che nulla avevano a che fare con procedimenti a carattere giudiziario.<br \/>\n<br \/>Il PM chiede di &ldquo;smetterla di bloccare il Duomo&rdquo; (testuali parole), evitando cos&igrave; &ldquo;il caos mediatico&rdquo; (testuali parole) che in quelle ore si stava producendo. E, continua, chiedendo che l&rsquo;avvocato della Curia produca una remissione di querela: un atto impossibile sotto il profilo giudiziario vista la legge che prevede la procedura d&rsquo;ufficio per le occupazioni con numero di persone superiore a 10.<br \/>\n<br \/>In sostanza il PM, non solo avanzava richieste politiche, ma proponeva anche &ldquo;escamotage&rdquo; giudiziari non conformi alle leggi borghesi.<br \/>\n<br \/>Un comportamento che d&agrave; la chiara dimostrazione che fosse sul libro paga della Curia. Per salvare il volto &ldquo;sociale&rdquo; della Chiesa, gli eredi &#8211; e titolari della Fondazione proprietaria dell&rsquo;immobile &#8211; da un lato dichiaravano di convenire ad un accordo, e dall&rsquo;altro facevano pressioni sugli ambienti giudiziari per ottenere lo sgombero coatto degli abitanti dell&rsquo;ex Orfanotrofio.<\/p>\n<p>L&rsquo;occupazione del Duomo ha portato all&rsquo;ottenimento della sospensiva di sgombero, indispensabile per la produzione della Delibera da parte del Comune di Napoli.<\/p>\n<p>LA COSTRUZIONE DEL PARTITO E L&rsquo;INTERVENTO DI MASSA<\/p>\n<p>Ad oggi, gli abitanti dello stabile hanno ottenuto il riallaccio idrico, ma ancora lottano per quello elettrico.<\/p>\n<p>Una battaglia esemplare, che pone in essere la contraddizione e l&rsquo;antagonismo insanabile tra Capitale e Lavoro, negli aspetti &ldquo;sociali&rdquo;, sovrastrutturali. Uno scontro, squisitamente di classe, tra la rendita immobiliare ed il diritto all&rsquo;abitare.<br \/>\n<br \/>Il risultato pi&ugrave; importante &egrave;, per&ograve;, la crescita complessiva della coscienza di classe degli occupanti, tutti operai, pensionati e casalinghe. Un percorso che sta attraversando due canali: la sindacalizzazione dei proletari dello stabile ed il percorso di avvicinamento al partito delle avanguardie di questa lotta.<br \/>\n<br \/>Gli abitanti hanno costituito un Comitato ASIA-USB, con dei ruoli democraticamente eletti e rimovibili in qualsiasi momento. Le decisioni vengono prese in assemblea e votate per centralismo democratico. Tale percorso tende al superamento della coscienza individuale ed il passaggio al concepimento dell&rsquo;unit&agrave; di classe e la lotta come unico metodo per la soluzione dei problemi economici.<br \/>\n<br \/>Il Partito ha avviato un percorso di avvicinamento delle avanguardie (il termine &ldquo;avanguardia&rdquo; &egrave; riferito ai proletari pi&ugrave; avanzati, non a gruppi politici) di questa lotta, per la formazione di una coscienza non soltanto &ldquo;tradeunionistica&rdquo;, economico-sindaclae, bens&igrave; politica degli stessi. <\/p>\n<p>Considerata la fase di arretratezza, di sconfitta del movimento operaio e delle sue avanguardie politiche, il PCL dimostra che con la chiarezza di un programma, unita ad una corretta interpretazione dell&rsquo;attivit&agrave; di propaganda ed agitazione, &egrave; possibile costruire il Partito quadri con influenza di massa, di cui oggi abbiamo tanto bisogno. Un partito la cui costruzione non &egrave; pi&ugrave; possibile rimandare, perch&eacute; non nascer&agrave; n&eacute; in maniera spontanea dalle masse, n&eacute; per la risultante dell&rsquo;unit&agrave; di formazioni sindacali dei lavoratori.<\/p>\n<p>Solo un partito con il giusto programma transitorio potr&agrave; unire le lotte &#8211; che in maniera sparsa si diffondono per il Paese &#8211; ad un&rsquo;alternativa di carattere politico, di potere, la cui realizzazione sar&agrave; possibile soltanto con la  rivoluzione comunista, come la lotta degli abitanti dell&rsquo;ex Orfanotrofio dimostra a chiare lettere.<br \/>\n<br \/>Mai imprenditori, banchieri, proprietari d&rsquo;immobili lasceranno le loro propriet&agrave; ed il potere senza opporre tutta la forza necessaria ed a loro disposizione, anche a costo di passare sulla vita, sui drammi, di bambini malati, anziani disabili e poveri.<\/p>\n<p>Mariarosaria Amaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cresce sempre pi&ugrave; il disagio sociale nella citt&agrave; di Napoli. 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