{"id":65793,"date":"2016-03-08T00:00:00","date_gmt":"2016-03-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/03\/08\/genere-e-classe-nella-giornata-internazionale-della-donna\/"},"modified":"2016-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-08T00:00:00","slug":"genere-e-classe-nella-giornata-internazionale-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/03\/08\/genere-e-classe-nella-giornata-internazionale-della-donna\/","title":{"rendered":"Genere e classe nella giornata internazionale della donna"},"content":{"rendered":"<p>In occasione dell&#8217;8 marzo pubblichiamo un contributo di Andrea Iris D&#8217;Atri sul significato e il valore originario di questa giornata. L&#8217;estratto, e il testo introduttivo che lo precede, sono tratti dal saggio <em>Il pane e le rose. Femminismo e lotta di classe,<\/em> in uscita in Italia per Red Star Press. La nota &egrave; a cura dell&#8217;editore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3570_dorainpoidecidoio.jpg\" alt=\"3570_dorainpoidecidoio.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Come scrive Andrea Iris D&rsquo;Atri in una nota all&rsquo;edizione italiana, Il pane e le rose intende muoversi<\/span><\/em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"> &ldquo;in senso opposto rispetto a un certo femminismo&rdquo;, <\/span><em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">che<\/span><\/em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">: &ldquo;Si liquefa in insipidi programmi assistenziali di organizzazioni non governative o che si accontenta di disquisire di &laquo;corpi desideranti&raquo; e di piccole e limitate emancipazioni soggettive in un mare di oppressioni. Diciamo in senso opposto perch&eacute; quel femminismo che in passato aveva denunciato l&rsquo;armonioso matrimonio fra capitalismo e patriarcato ha poi smesso di puntare il dito contro lo sfruttamento che subiscono milioni di esseri umani e su cui continuano a fondarsi le societ&agrave; attuali, in cui le donne sono coloro che pagano il prezzo pi&ugrave; alto. Quel femminismo che aveva saputo raccogliere le rivendicazioni delle lavoratrici &ndash; rivendicazioni che finivano sempre in secondo piano rispetto a quelle dei loro fratelli di classe &ndash; oggi si preoccupa delle difficolt&agrave; e degli impedimenti che riguardano le imprenditrici e le alte dirigenti nell&rsquo;essere considerate alla pari degli sfruttatori maschi. Quel femminismo che aveva saputo rintracciare l&rsquo;irreggimentazione della sessualit&agrave; nel modello della famiglia patriarcale tradizionale, oggi si limita a rivendicare il minimo e elementare diritto in cui tutte le forme di famiglia esistenti ottengano il riconoscimento da parte dello Stato che legittima e riproduce le discriminazioni.<br \/>\n<br \/>Quel femminismo che aveva reinventato il linguaggio per gridare ad alta voce ci&ograve; che per secoli era stato messo a tacere, oggi si accontenta della minuscola battaglia per un linguaggio inclusivo. E nel frattempo ovunque cresce l&rsquo;antifemminismo sulla base del sentimento diffuso di nuove generazioni di donne che credono che non ci sia bisogno di nessuna lotta antipatriarcale perch&eacute; tutti i diritti sono gi&agrave; stati conquistati. L&rsquo;integrazione al sistema &egrave; diventata l&rsquo;unica meta, ma la verit&agrave; &egrave; che si tratta di una manciata di diritti che possono essere pienamente esercitati solo da alcune donne, solo in alcuni paesi e solo per un periodo di tempo limitato.<br \/>\n<br \/>I diritti democratici conquistati negli ultimi decenni dalle donne a livello mondiale non sono n&eacute; eterni n&eacute; irremovibili. La crisi economica mondiale, le crisi sociali e politiche spazzano via questi diritti come tanti altri e se non li cancellano, perlomeno li limitano. (&#8230;) Quando sappiamo che un gruppo di persone in grado di riunirsi in un lussuoso e non necessariamente molto ampio salone di Roma, New York o Tokyo possiede quel che possiede la met&agrave; dell&rsquo;umanit&agrave;, qualsiasi tentativo di riformare il capitalismo affinch&eacute; noi donne continuiamo a ottenere diritti inclusivi risulta utopico per non dire spudoratamente provocatorio&rdquo;. <\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">* * *<\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><strong><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Appartenenza di genere e antagonismo di classe nella giornata internazionale della donna<\/span><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Ancora oggi l&rsquo;8 marzo viene celebrata la Giornata internazionale della donna, sommersa da r&eacute;clame di prodotti e eventi di tutti i tipi; l&rsquo;origine di questa commemorazione continua a essere ignorata.<br \/>\n<br \/>Essa &egrave; da ricercarsi in un&rsquo;azione rivendicativa organizzata da alcune operaie del XIX secolo: l&rsquo;8 marzo 1857 le lavoratrici di una fabbrica tessile di New York si dichiararono in sciopero contro le estenuanti giornate lavorative di dodici ore e i salari da fame, motivo per cui furono costrette a fronteggiare gli attacchi delle forze dell&rsquo;ordine. Mezzo secolo pi&ugrave; tardi, nel mese di marzo del 1909, centoquaranta giovani donne morirono bruciate vive nella fabbrica tessile dove lavoravano in condizioni disumane. Sempre quello stesso anno altre trentamila operaie tessili newyorkesi si dichiararono in sciopero subendo una dura repressione da parte della polizia, ma a dispetto di questo, le lavoratrici ebbero l&rsquo;appoggio degli studenti, delle suffragette, dei socialisti e di altri settori della societ&agrave;. Pochi anni pi&ugrave; tardi all&rsquo;inizio del 1912, nella citt&agrave; di Lawrence (Massachusetts) scoppi&ograve; quello che &egrave; passato alla storia come il famoso &laquo;sciopero del pane e delle rose&raquo; animato, tra le altre, anche da operaie tessili che sintetizzavano in queste parole le loro rivendicazioni di aumento salariale e condizioni di vita migliori. Per consentire la partecipazione delle lavoratrici allo sciopero, il comitato di sciopero allest&igrave; asili e mense comuni per i figli delle operaie, mentre il sindacato Industrial workers of the world promosse incontri con i bambini e le bambine per discutere dei motivi per cui i loro genitori stavano scioperando.<br \/>\n<br \/>Dopo vari giorni di scontri i bambini vennero trasferiti presso altre citt&agrave;, accolti da famiglie solidali con la lotta operaia. Dal primo treno scesero in centoventi, tra bambini e bambine, ma nel momento in cui si tent&ograve; di ripetere la stessa operazione con un secondo treno, la polizia si scaten&ograve; in una violenta repressione contro i bambini e contro le donne che li accompagnavano; a causa di questo comportamento ignobile, il clamore della lotta raggiunse i quotidiani di tutto il paese e il parlamento, facendo aumentare cos&igrave; la solidariet&agrave; nei confronti delle scioperanti. Gi&agrave; due anni prima di questa vicenda durante la II conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen, la tedesca Clara Zetkin aveva proposto di fissare nel mese di marzo la Giornata internazionale della donna in omaggio a tutte le lavoratrici che avevano promosso e portato avanti le prime azioni di lotta contro lo sfruttamento capitalista.<br \/>\n<br \/>Nell&rsquo;agosto del 1910 cento militanti socialiste di diversi paesi europei dibattevano su come allargare il diritto di voto per le donne, su come le lavoratrici madri potessero godere della protezione sociale e su quali fossero i meccanismi da adottare per stabilire delle relazioni tra le socialiste di tutto il mondo.<br \/>\n<br \/>Nella conferenza si approv&ograve; una mozione per la giornata lavorativa di otto ore, le sedici settimane di congedo di maternit&agrave; e altri provvedimenti. Le delegate tedesche portarono avanti la mozione, che venne approvata all&rsquo;unanimit&agrave; e che per la sua importanza pass&ograve; alla storia. La risoluzione che presentarono Clara Zetkin e Kate Duncker diceva che &laquo;secondo le organizzazioni politiche e sindacali proletarie, le socialiste di tutte le nazionalit&agrave; organizzeranno nei loro rispettivi paesi un giorno speciale dedicato alle donne il cui obiettivo principale sar&agrave; promuovere il loro diritto al voto.<br \/>\n<br \/>Sar&agrave; necessario dibattere questa proposta in relazione alla questione femminile partendo dalla prospettiva socialista. Questa commemorazione dovr&agrave; avere carattere internazionale e bisogner&agrave; prepararla con molto impegno&raquo;. Negli anni seguenti, la giornata della donna venne celebrata in differenti paesi, ma in date diverse. Solo nel 1914 le socialiste tedesche, russe e svedesi fecero coincidere la celebrazione nella data dell&rsquo;8 marzo e fu questa la data che alla fine rimase alla storia come la Giornata internazionale della donna perch&eacute; mentre la ricorrenza veniva celebrata in Russia, (a febbraio, secondo il calendario ortodosso) le operaie tessili di Pietrogrado scesero in strada reclamando &laquo;pane, pace e libert&agrave;&raquo; segnando cos&igrave; l&rsquo;inizio della pi&ugrave; grande rivoluzione del XX secolo che sarebbe sfociata nella presa del potere da parte della classe operaia nell&rsquo;ottobre dello stesso anno. La Giornata internazionale della donna coniuga quindi l&rsquo;appartenenza di classe e quella di genere che, pi&ugrave; di un secolo dopo, continua a essere dibattuta tanto fra le marxiste quanto tra le femministe.<\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">* * *<\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; line-height: 16.8pt;\"><strong><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">(*) Andrea Iris D&rsquo;Atri<\/span><\/strong><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"> &egrave; nata a Buenos Aires nel 1967 e si &egrave; specializzata in studi delle donne. Militante femminista e dirigente del Partido de los Trabajadores Socialistas (Pts), ha fondato nel 2003 in Argentina il gruppo &ldquo;Pan y rosas&rdquo;, oggi presente anche in Cile, Brasile, Messico, Uruguay, Bolivia e Spagna. Oltre a Il pane e le rose, pubblicato in Argentina, Brasile, Venezuela, Messico, Italia e presto anche in Inghilterra, ha curato e contribuito con un suo saggio a <\/span><em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Luchadoras. Historias de mujeres que hicieron historia, <\/span><\/em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">pubblicato in Brasile e Venezuela. Ha scritto la voce <\/span><em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Classe<\/span><\/em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"> in <\/span><em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">Femministe a parole. Grovigli da districare<\/span><\/em><span style=\"color: #141823; font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\"> a cura di Sabrina Marchetti, Jamila M.H. Mascat e Vincenza Perilli (Ediesse 2012).<\/span><\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell&#8217;8 marzo pubblichiamo un contributo di Andrea Iris D&#8217;Atri sul significato e il valore originario di questa giornata. L&#8217;estratto, e il testo introduttivo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-65793","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65793"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65793\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}