{"id":65813,"date":"2016-03-22T00:00:00","date_gmt":"2016-03-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/03\/22\/memoria-breve-mimetica-e-vulnus-democratico\/"},"modified":"2016-03-22T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-22T00:00:00","slug":"memoria-breve-mimetica-e-vulnus-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/03\/22\/memoria-breve-mimetica-e-vulnus-democratico\/","title":{"rendered":"Memoria breve: mimetica e vulnus democratico"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3591_golpismo-democratico.png\" alt=\"3591_golpismo-democratico.png\" \/><br \/>\nMarshall McLuhan sosteneva che il mezzo &egrave; il messaggio. Il nostro tempo &egrave; contraddistinto dall&rsquo;introduzione di nuove tecnologie: dagli smartphone ai social network, i quali stanno contribuendo a ridurre le nostre memorie, e a rendere superficiali i nostri pensieri.<br \/>\n<br \/>Tutto passa quotidianamente tra notizie martellanti e fiumi in piena di nozioni inutili. Un meccanismo che non cancella solo la memoria storica, ma porta a dimenticare cosa &egrave; successo persino nell&rsquo;arco degli ultimi 2-3 anni.<br \/>\n<br \/>Dal 2013, ci ritroviamo con la libert&agrave; di licenziare e i militari in strada (giustificati con la scusa dalla presenza del Califfato a Raqqa e Mosul) introdotti da un governo illegittimo: non solo sul piano politico, ma su quello delle stesse leggi che i partiti borghesi hanno prodotto.<\/p>\n<p><strong>Un governo illegittimo<\/strong><br \/>\n<br \/>Nel 2013 il Pd guidato da Bersani otteneva alla Camera il 25,43% dei voti;il PdL di Berlusconi il 21,56%; Grillo il 25,56%; Monti l&rsquo;8,3%. In coalizione Bersani cresceva, raggiungendo il 29,55%; Berlusconi con i suoi lacch&egrave; leghisti arrivava al 29,18%; Giuseppe Piero Grillo si fermava al voto di lista (25,56%); e Monti al 10,56%. Con il premio di maggioranza i deputati a sostegno di Bersani erano 340. I berlusconiani 124 e i grillini 108. 45 eletti con Mario Monti. Il problema che incontrava il nuovo esecutivo in formazione era al Senato, dove per mezzo di una legge elettorale &ldquo;bizantina&rdquo; Bersani pur ottenendo 200.000 voti in pi&ugrave; di Berlusconi finiva per ottenere meno senatori (113 contro 116). A cui si aggiungevano 54 grillini e 18 montiani. Il Senato diventava cos&igrave; il mercato del reclutamento del trasformismo parlamentarista. L&rsquo;impasse istituzionale permetteva a Monti di governare ad interim illegittimamente (esattamente come si era insidiato) per altri 4 mesi, pur avendo ottenuto il 10,56%. Il 28 aprile 2013, dopo giri di valzer e mercati delle vacche, poteva costituirsi il governo Letta. La sua maggioranza alla Camera arrivava a 453 parlamentari; mentre al Senato ne otteneva 233. Da dove era scaturita questa maggioranza di lanzichenecchi? Aveva incassato il sostegno del centrodestra fino al novembre 2013. Quando i berlusconiani decisero di staccare la spina al governo, Alfano rispose avviando la costruzione del NCD, finendo per puntellare l&rsquo;Esecutivo, traghettandolo sino al febbraio 2014.<\/p>\n<p><strong>Renzismo: dalla Certosa alla Leopolda<\/strong><br \/>\n<br \/>La caduta di Letta permetteva l&rsquo;ascesa della primavera di bellezza del renzismo che, tra Leopolde e rottamazioni conquistava la scena politica nazionale. Eletto a sindaco di Firenze ed ancora in carica venne catapultato a svolgere il ruolo di primo ministro. Un autentico vulnus democratico. La sua maggioranza era meno numerosa di quella Letta ma pi&ugrave; solida. Una maggioranza che con il Jobs Act ha distrutto l&rsquo;art.18 e aperto la strada all&rsquo;introduzione di telecamere sui luoghi di lavoro; una maggioranza che ha trascinato il paese in politiche belliciste e militarizzato le citt&agrave;. E in questi giorni assistiamo persino al salvataggio delle banche in nome del familismo pi&ugrave; amorale ed abietto.<br \/>\n<br \/>Ma quale maggioranza? Questo governo, frutto di manovre parlamentari trae la sua origine dalle elezioni del 2013 che non garantivano nessuna maggioranza. Nel 2013 l&rsquo;astensione aveva inoltre raggiunto il 25%, il vero primo partito d&rsquo;Italia. Con gli 8,6 milioni sostenitori di Bersani, Renzi sta governando 46 milioni di aventi diritto.<br \/>\n<br \/>Ha ragione Renzi a vestire in mimetica, si tratta pur sempre di golpismo, anche se in salsa &ldquo;democratica&rdquo;. Ecco svelata la democrazia in tutta la sua farsa: una dittatura delle classi dominanti che salva i banchieri, aumenta gli stipendi alla sbirraglia di Stato, regala 500 euro ai figli degli industriali. Una dittatura che se ne frega dei milioni di disoccupati e precari. Una dittatura che criminalizza l&rsquo;opposizione e le lotte ancora separate e insufficienti che pure si sviluppano.<br \/>\n<br \/>Certo, non &egrave; tempo di proclami roboanti n&eacute; di attendismi. Bisogna costruire pazientemente qui ed ora le premessa perch&eacute; si possa aprire la prospettiva della dittatura del proletariato, l&rsquo;unico governo che pu&ograve; spazzare via: reazionari, razzisti e capitalisti.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;unico governo che potr&agrave; aprire ad una democrazia autentica e rigenerare una societ&agrave; putrescente. Premessa di questa prospettiva &egrave; la costruzione pi&ugrave; che mai indispensabile del partito rivoluzionario di classe.<\/p>\n<p>Trotsko<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marshall McLuhan sosteneva che il mezzo &egrave; il messaggio. 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