{"id":65945,"date":"2016-06-21T00:00:00","date_gmt":"2016-06-21T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/06\/21\/larticolo-18-nella-pubblica-amministrazione\/"},"modified":"2016-06-21T00:00:00","modified_gmt":"2016-06-21T00:00:00","slug":"larticolo-18-nella-pubblica-amministrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/06\/21\/larticolo-18-nella-pubblica-amministrazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;articolo 18 nella pubblica amministrazione"},"content":{"rendered":"<p>Intorno alla classe operaia si costruisca l&#8217;unit&agrave; della lotta di tutto il mondo del lavoro, privato e pubblico<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3698_art_18.jpg\" alt=\"3698_art_18.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sotto i colpi delle continue convulsioni economiche e crisi di sovrapproduzione, naturali nel sistema capitalistico, il capitale deve continuamente far fronte alla caduta dei saggi di profitto, cercando di &ldquo;tamponarla&rdquo; con l&rsquo;aumento del saggio di sfruttamento della forza lavoro. La maggiore facilit&agrave; di licenziamento &egrave; uno dei mezzi funzionali a tal fine, consentendo di spremere di pi&ugrave; un minor numero di lavoratori, favorendo le delocalizzazioni verso la manodopera super sfruttata ed un &ldquo;ricambio generazionale&rdquo; di lavoratori con salari pi&ugrave; bassi e minori diritti, pi&ugrave; ricattabili e precari.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nel folle sistema capitalistico ormai senza sbocchi, in barba a carte costituzionali e codici del lavoro, il tasso di arbitrio del licenziamento viene spinto in avanti, di fatto, a causa dalle crisi che esso stesso genera. L&rsquo;unico ostacolo reale ed immediato lo pu&ograve; trovare solo nel livello di lotta e di resistenza sviluppato dalla classe lavoratrice e dagli sfruttati, da cui possono nascere anche conquiste giuridiche. Lo sfondamento reazionario e padronale in Italia, sul fronte dell&rsquo;art.18, &egrave; valso perci&ograve; anche come dimostrazione di forza da parte della classe avversa: in Italia v&rsquo;era infatti una maggiore tutela giuridica del lavoratore sul licenziamento, in virt&ugrave; della precedente versione dell&rsquo;art.18 L.300\/1970.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Conquistato come &ldquo;sottoprodotto&rdquo; di una grande stagione di lotte operaie, l&rsquo;art.18 prescriveva un semplice ed elementare diritto: <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">essere reintegrato sul luogo di lavoro, con l&rsquo;aggiunta di un risarcimento del danno in denaro, una volta accertata l&rsquo;illegittimit&agrave; del licenziamento. <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Tale tutela era estesa anche al rapporto di lavoro pubblico &ldquo;contrattualizzato&rdquo; dagli anni &rsquo;90. <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Unico neo era la sua non applicazione a<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">lle aziende con meno di quindici dipendenti (cinque per le imprese agricole). Con l&rsquo;acuirsi della crisi di sovrapproduzione ed in combinato disposto con l&rsquo;arretramento della classe lavoratrice, il capitale, alla disperata ricerca di qualunque cosa utile a tamponare la caduta dei saggi di profitto, da tempo aveva preso di mira anche questo elementare diritto: un altro &ldquo;ostacolo giuridico&rdquo; da eliminare nel processo di smantellamento delle conquiste operaie.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L&rsquo;ultimo decisivo attacco reazionario all&rsquo;art.18 &egrave; cos&igrave; avvenuto <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">con la legge 92\/2012, la &ldquo;(contro)riforma Fornero&rdquo;, sino al micidiale <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Jobs act <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">del governo Renzi <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">(D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23).<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Lo hanno demolito in pi&ugrave; riprese, con il supporto di sindacati di comodo. Ed invero questo &egrave; stato anche l&rsquo;epilogo di un percorso regressivo ben preparato anni addietro dai vari governi di destra e di centrosinistra, con la complicit&agrave; delle burocrazie sindacali. Tanto pi&ugrave; che oggi, la proposta sulla nuova carta del lavoro della CGIL per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">ripristinare<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"> l&rsquo;art.18 e per superare le mille forme di lavoro precario &egrave; anche un elenco-promemoria di tutte le conquiste man mano eliminate nel tempo. In effetti si dovrebbero abrogare tutte le norme sul mercato del lavoro deliberate dai governi di destra e di centrosinistra nell&rsquo;ultimo trentennio, su commissione di banchieri, Marchionne e Confindustria.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sta di fatto che ad oggi il precedente articolo 18, semplice espressione di un elementare diritto, viene soppiantato da una norma regressiva, farraginosa e complicata, che in sostanza, come avrebbe detto Marx , &ldquo;fa girare indietro la ruota della storia&rdquo;. Novella giuridica suscettibile di svariate nuove casistiche da interpretare in balia del terno al lotto della giustizia borghese. In sostanza: anche se il licenziamento &egrave; illegittimo, il lavoratore non ha pi&ugrave; diritto al reintegro, ed il rapporto di lavoro viene dichiarato risolto con tutte le disastrose conseguenze esistenziali ed economiche, rimanendo al lavoratore solo un risarcimento in denaro variabile in base alle varie casistiche previste.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Tolta la fuffa, il punto chiave di questa barbarie giuridica risiede nel quinto comma del &ldquo;nuovo&rdquo; art.18 introdotto dalla citata L.92\/2012: &ldquo;<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il giudice, <\/span><\/span><\/em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">nelle altre ipotesi<\/span><\/span><\/strong><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, <\/span><\/span><\/em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">dichiara risolto il rapporto di lavoro<\/span><\/span><\/strong><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un&#8217;indennit&agrave; risarcitoria&hellip;&rdquo;. <\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La locuzione &ldquo;altre ipotesi&rdquo; crea il presupposto giuridico per l&rsquo;arbitrario licenziamento illegittimo, senza la tutela reale del reintegro sul luogo di lavoro, nei casi pi&ugrave; diffusi e frequenti. (1) Rimangono tutelati dal reintegro solo i seguenti &ldquo;casi limite&rdquo;, bench&eacute; estesi anche ai dirigenti e senza limite circa il numero dei dipendenti dell&rsquo;azienda: licenziamento discriminatorio, licenziamento intimato in concomitanza col matrimonio o in violazione dei divieti previsti in caso di maternit&agrave; e paternit&agrave;, licenziamento nullo perch&eacute; dichiarato tale da altre disposizioni di legge, licenziamento determinato da motivo illecito esclusivo (art 1345 c.c., art. 1324 c.c.), licenziamento orale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Insomma, la tutela reale del reintegro viene relegata solo ad alcune limitate ipotesi che spesso sono anche difficili da provare sul piano giudiziario o comunque poco usate dai padroni sul piano formale, trattandosi di chiari illeciti che le aziende mai paleserebbero, ancorch&eacute; perseguite di fatto sotto altra <\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">nomen iuris<\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">. Nel caso di licenziamento senza <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">giustificato motivo oggettivo<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">, e solo per i &ldquo;datori di lavoro&rdquo; con pi&ugrave; di quindici dipendenti nell&rsquo;ambito dello stesso comune o pi&ugrave; di sessanta sul territorio nazionale<\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">, <\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">la reintegra si applica eccezionalmente, cio&egrave; solo nel caso in cui il motivo della<\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">inidoneit&agrave; fisica o psichica del lavoratore<\/span><\/span><\/strong> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">sia stato ritenuto ingiustificato dal giudice o esso sia stato intimato ad un <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">lavoratore malato o infortunato<\/span><\/span><\/strong> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">in violazione dell&rsquo;art. 2110 c.c., o nell&#8217;ipotesi in cui accerti la <\/span><\/span><strong>&ldquo;<\/strong><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">manifesta&rdquo; insussistenza del fatto<\/span><\/span><\/strong> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Si noti: l&rsquo;ipotesi della &ldquo;insussistenza del fatto&rdquo; non basta come tale, ma deve essere &ldquo;manifesta&rdquo;, il che crea un altro ampio margine di arbitrio anche nell&rsquo;interpretazione della norma rispetto ai casi concreti ed ulteriori difficolt&agrave; difensive del lavoratore sul piano legale; tanto pi&ugrave; in periodo di crisi acuta dove il carattere manifesto o meno di certe condizioni aziendali diviene ancor pi&ugrave; aleatorio. In quanto al <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">giustificato motivo soggettivo o alla giusta causa, <\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">anche se non ne ricorrono gli estremi la reintegra non si applica, salvo che in un caso: per insussistenza del fatto contestato ovvero perch&eacute; il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma a lorsignori non &egrave; bastato abbattere nel modo appena descritto l&rsquo;art.18 solo per il settore privato. In realt&agrave; il capitale esige di estendere il maggior arbitrio del licenziamento anche nel settore pubblico, come uno degli elementi funzionali alla privatizzazione ed al taglio della spesa sociale, sempre nell&rsquo;ottica di tamponare la caduta dei saggi di profitto. Ed infatti con la privatizzazione si creano spazi di mercato pi&ugrave; extraprofitti da ruberie; con il taglio della spesa sociale si recuperano risorse da regalare al capitale con sgravi e contributi; il tutto si aggiunge alla grande rapina di spesa pubblica per gli interessi usurai sui titoli pubblici, detenuti dagli stessi magnati che hanno causato il debito, il quale peraltro si autoalimenta con un meccanismo anatocistico, pagato dai lavoratori con le varie tassazioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non solo: il maggior arbitrio del licenziamento nel settore pubblico aumenta in modo esponenziale il potere delle varie cricche borghesi che gestiscono la P.A. Ad esempio, sarebbe pi&ugrave; facile esercitare ritorsioni e licenziamenti arbitrari del lavoratore pubblico che si opponesse ad abusi, saccheggi delle risorse pubbliche e dell&rsquo;ambiente, in danno della spesa sociale, della salute pubblica e delle masse sfruttate. O che fosse perseguitato a causa della sua attivit&agrave; sindacale o politica non gradita al potere. Ottenuta la demolizione dell&rsquo;art.18 per il settore privato, &egrave; iniziata perci&ograve; la solita canea reazionaria, che ne reclama l&rsquo;estensione anche ai lavoratori pubblici; le finalit&agrave; di questa campagna ovviamente non sono quelle di elevare il livello qualitativo e quantitativo dei servizi pubblici e la loro accessibilit&agrave; per le masse popolari, bens&igrave; di smantellamento graduale della natura pubblica della loro gestione per le nefaste finalit&agrave; predette in danno alle classi lavoratrici e povere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma qui &egrave; sorto un problema giuridico: il sistema capitalistico, come rimane impigliato nelle sue contraddizioni sul piano economico (crisi di sovrapproduzione e suoi effetti), cos&igrave; lo pu&ograve; rimanere nell&rsquo;ambito del proprio ordinamento giuridico, a furia di concepire finzioni giuridiche, quali l&rsquo;uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge necessariamente inesistente nella societ&agrave; divisa in classi o l&rsquo;&#8221;imparzialit&agrave;&#8221; della Pubblica Amministrazione stabilita dall&rsquo;art.97 della Costituzione, a fronte della natura di classe dello Stato. <\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma &egrave; proprio rispetto a quest&rsquo;ultimo principio dell&rsquo;art.97 della Costituzione che &egrave; caduto in contraddizione, sul piano tecnico-giuridico, il tentativo reazionario di estendere il licenziamento arbitrario al settore pubblico. Ed infatti la recente <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sentenza 11868\/2016 del 9\/6\/2016 della Corte Suprema di Cassazione sancisce che <\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">le suddette &ldquo;modifiche&rdquo; apportate all&rsquo;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dalla legge 92\/2012 (la riforma Fornero), non si possono estendere ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, precipuamente, proprio in virt&ugrave; del citato art.97 della Costituzione. <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Segnatamente la Corte ha affermato che il comma 8 dell&rsquo;art.1 della L.92\/2012 (legge Fornero), non estende &ldquo;automaticamente&rdquo; ai lavoratori pubblici la novella dell&rsquo;art.18, ma rinvia ad un successivo intervento normativo di &ldquo;armonizzazione&rdquo; della disciplina del pubblico impiego contrattualizzato. Ne deriva, secondo la Corte, che l&rsquo;art.18 &ldquo;pre-Fornero&rdquo; non &egrave; stato espunto dall&rsquo;ordinamento, proprio perch&eacute; rimane ancora in vigore nel settore pubblico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La tutela da riconoscere ai dipendenti pubblici, in caso di licenziamento illegittimo, resta quella assicurata dalla previgente formulazione dell&rsquo;art.18 citato, cio&egrave; la tutela reale, grazie alla quale il lavoratore ha sempre il diritto ad essere reintegrato quando il licenziamento risulta illegittimo. <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Prima facie<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">la detta formulazione potrebbe far ritenere solo un rinvio del pericolo che l&rsquo;abolizione dell&rsquo;art.18 &ldquo;pre-Fornero&rdquo; si estenda anche al settore pubblico, al successivo intervento di armonizzazione normativa. Ma non pare che le cose stiano cos&igrave;: leggendo in particolare il punto 3.3 della citata sentenza, si evincono diversi impedimenti all&rsquo;estensione della legge Fornero al pubblico impiego anche in sede del paventato rinvio. Un punto significativo rilevato dalla Corte &egrave; che nell&rsquo;impiego privato la limitazione del potere di licenziare &ldquo;ha il solo scopo di tutelare il dipendente&rdquo;; nell&rsquo;impiego pubblico la limitazione &ldquo;&egrave; posta soprattutto a tutela degli interessi collettivi, non tanto e non solo del dipendente, rilevando in tal caso l&rsquo;art.97 della Costituzione&rdquo; cio&egrave; la tutela della &ldquo;imparzialit&agrave; e del buon andamento della P.A.&rdquo;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma vengono evidenziate anche altre ragioni giuridiche: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">a) <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">le finalit&agrave; della detta Legge 92\/2012 ex se afferiscono esclusivamente all&rsquo;impresa privata; <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">b) <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">le ipotesi disciplinari della legge Fornero sono &ndash; testuale &#8211; &ldquo;<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">pensate solo in relazione al lavoro privato<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #222222;\">&rdquo; <\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">e dunque non sono estensibili all&rsquo;impiego pubblico contrattualizzato, tipicizzato dalla inderogabile disciplina del D. Lgs.1501\/2009; <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">c)<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">la inconciliabilit&agrave; del &ldquo;nuovo&rdquo; art.18 con le norme del procedimento disciplinare di cui al D. Lgs 165\/2001 (legge quadro del pubblico impiego). <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Insomma si afferma il principio che la modulazione delle tutele per l&rsquo;impiego pubblico contrattualizzato richiede una ponderazione di interessi del tutto specifica e diversa rispetto al lavoro privato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ne deriva un&rsquo;altra conclusione importante sancita dalla Corte: il rinvio alla futura &ldquo;armonizzazione&rdquo; non significa, stante l&rsquo;assetto normativo predetto, la possibilit&agrave; futura di estensione della legge Fornero al pubblico impiego con riguardo all&rsquo;art.18: se e quando si dovesse procedere alla suddetta &ldquo;armonizzazione&rdquo; , non sar&agrave; comunque possibile estendere la detta &ldquo;riforma Fornero&rdquo; dell&rsquo;art.18 al settore pubblico. Ci&ograve; perch&eacute;, sempre secondo la Corte, il rinvio alla nuova normativa di armonizzazione pubblico-privato &ldquo;nasce limitato&rdquo; dalla normativa specifica sul pubblico impiego che, appunto, ha inteso escludere in ogni caso, una tutela diversa da quella reale nelle ipotesi di licenziamento illegittimo, peraltro a prescindere dal numero di dipendenti. In altri termini, sotto il profilo giuridico, l&rsquo;abolizione del diritto di reintegra ex art.18 pu&ograve; riguardare solo il settore privato, non anche quello pubblico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma il punto fermo sotto il profilo sociale e politico &egrave; che <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">questa barbarie giuridica, cio&egrave; l&rsquo;essere privati del reintegro pur essendo stati licenziati illecitamente, &egrave; da respingere al mittente sia per il lavoratore privato sia per il lavoratore pubblico. <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Le conquiste parziali ed immediate ottenute dai lavoratori, nel creare una barriera giuridica contro i licenziamenti hanno consentito di inserire nell&rsquo;ordinamento &ndash; ancorch&eacute; borghese &ndash; delle tutele particolari per i lavoratori subordinati. Cos&igrave; nello stesso ordinamento borghese alcuni principi giuridici conquistati come sottoprodotto delle lotte, assurgono anche ad una sorta di &ldquo;confessione&rdquo; del capitalismo rispetto alle sue stesse ingiustizie: nel diritto del lavoro &egrave; infatti divenuto principio consolidato che l&rsquo;uguaglianza, pur sancita formalmente, non corrisponde alla realt&agrave;, sicch&eacute; l&rsquo;operaio e il padrone formalmente uguali di fronte alla legge, non lo sono di fatto, essendo il secondo, individualmente preso, in stato di soggezione rispetto al potere economico e politico del secondo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In tal senso il populismo grillino, al motto di &ldquo;uno vale uno&rdquo;, sottende l&rsquo;avversit&agrave; borghese all&rsquo;unit&agrave; sindacale e politica della classe avversa, unica che pu&ograve; dare forza ai lavoratori, e magari propugna l&rsquo;estensione del licenziamento arbitrario al pubblico impiego per eliminare quella che considera in quanto tale &ldquo;una zavorra&rdquo; per la societ&agrave; (insieme ai pensionati), recuperando risorse in favore delle piccole e medie imprese, ma sempre in danno ai lavoratori ed alla povera gente. D&rsquo;altro lato, se nel pubblico impiego, per le suddette peculiarit&agrave; giuridiche del rapporto, vi possono essere maggiori tutele rispetto al lavoro privato, il problema semmai &egrave; quello estenderle a quest&rsquo;ultimo, non di abbatterle per il primo. E va smentito l&rsquo;assunto, falso ma passato come senso comune, della assoluta &ldquo;non licenziabilit&agrave; e irresponsabilit&agrave;&rdquo; del pubblico dipendente. La pubblica amministrazione &egrave; piena di casi di mobbing, ritorsioni, discriminazioni, arbitrari processi disciplinari, su cui si paventano licenziamenti illeciti per meri fini persecutori, verso lavoratori &ldquo;rei&rdquo; solo di fare il proprio dovere verso l&rsquo;interesse sociale, cercando di impedire o rivelando piccoli e grandi abusi di potere e ruberie, perpetrati dalle varie camarille borghesi che saccheggiano l&rsquo;erario e l&rsquo;ambiente; o solo perch&eacute; &egrave; invisa al potere la loro militanza politica e sindacale. Anche l&rsquo;uso arbitrario-clientelare degli &ldquo;incentivi&rdquo; e degli incarichi di responsabile di servizio o dirigenziale conferiti <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">intuitu personae (<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">cio&egrave; derivanti dall&#8217;affidamento a elementi discrezionali e parziali, derivanti da valutazioni di natura personale<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">),<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">consentiti dalla americanizzazione aziendalistica della P.A. avutasi con la controriforma di Bassanini, rappresentano uno strumento di asservimento del dipendente pubblico al potere borghese nell&rsquo;ambito delle strutture della P.A., di clientelismo e corruttele. Ed &egrave; evidente che il licenziamento illecito ed arbitrario senza possibilit&agrave; di reintegro del pubblico dipendente rafforzerebbe tale potere di ricatto da parte delle camarille borghesi, &ldquo;legali&rdquo; o mafiose, che saccheggiano le pubbliche risorse, devastano l&rsquo;ambiente e la societ&agrave;, tra enti locali, regioni e apparati statali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Inciso: la difesa legale di un lavoratore pubblico da ritorsioni e licenziamenti arbitrari potrebbe appigliarsi al concetto di &ldquo;<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">imparzialit&agrave; e buon andamento della P.A.&rdquo;<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">di cui all&rsquo;art.97 della Costituzione, richiamato dalla Corte solo per &ldquo;necessit&agrave; tecnica&rdquo;, non di certo per la finzione giuridica ed illusoria dello Stato come entit&agrave; imparziale al di sopra delle classi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nel contempo &egrave; evidente che la ricerca del potenziamento quali-quantitativo dei servizi pubblici sotto il controllo sociale dei lavoratori, inclusa la rimozione di alcune sacche di parassitismo e del &ldquo;servilismo burocratico&rdquo; verso i potenti, va esattamente nella direzione opposta a quella del taglio, dello smantellamento e della privatizzazione del servizio pubblico. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Su queste basi, la divisione e la guerra tra lavoratori privati e pubblici che il capitale tenta di innestare anche sulla questione della mancata estensione del nuovo regime dell&rsquo;art.18 al settore pubblico, va respinta al mittente. <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ogni abbattimento dei diritti dei &ldquo;lavoratori privati&rdquo; &egrave; l&rsquo;apripista per l&rsquo;attacco ai lavoratori pubblici, e viceversa.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma anche qui il compito da svolgere &egrave; quello di unire ci&ograve; che il capitale divide: la lotta <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">per il ripristino del precedente art.18 nel settore privato e per la sua difesa nel settore pubblico<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">, <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">con cui semplicemente si afferma per tutti i lavoratori e senza limiti riferiti al numero di dipendenti, il diritto di reintegro in caso di licenziamento illegittimo,<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">rappresenta un terreno di costruzione dell&rsquo;<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">unit&agrave; tra lavoratori privati e pubblici<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">, unitamente alla <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">difesa ed al potenziamento servizi pubblici<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">dal saccheggio delle privatizzazioni. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La classe operaia deve invertire la direzione di arretramento, riconquistare la propria unit&agrave;, la coscienza del proprio ruolo rivoluzionario, ed assumere la direzione delle lotte di tutto il mondo del lavoro e di tut<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">t<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">i gli sfruttati. Incluse le lotte dei lavoratori pubblici. Legando queste battaglie immediate e parziali, tutte, alla necessit&agrave; di rovesciare la minoranza di banchieri e capitalisti che, travolti dalla crisi del loro sistema, cercano disperatamente di rimanere a galla anche saccheggiando ci&ograve; che rimane dei servizi pubblici e delle tutele come l&rsquo;art.18, nella prospettiva di ricostruire i servizi pubblici in un contesto di radicale riorganizzazione dell&rsquo;economia e della societ&agrave; su nuove basi, quelle socialiste.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il Partito Comunista dei Lavoratori &egrave; nato e lavora per questa prospettiva.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">(1) Oltre che le illegittimit&agrave; del licenziamento nel merito, anche le violazioni di forma o di procedura non comportano pi&ugrave; il diritto al reintegro; si tratta dei licenziamenti privi di motivazione ex art. 2, comma 2 legge 604\/66, dei licenziamenti posti in essere con violazione della procedura disciplinare di cui all&rsquo;art.7 legge 300\/70 e della procedura per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo ex art. 7 legge 604\/66.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Tiziano Di Clemente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno alla classe operaia si costruisca l&#8217;unit&agrave; della lotta di tutto il mondo del lavoro, privato e pubblico Sotto i colpi delle continue convulsioni economiche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-65945","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65945"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65945\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}