{"id":65965,"date":"2016-07-11T00:00:00","date_gmt":"2016-07-11T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/07\/11\/per-il-raggruppamento-dei-marxisti-rivoluzionari-sulla-base-di-un-programma\/"},"modified":"2016-07-11T00:00:00","modified_gmt":"2016-07-11T00:00:00","slug":"per-il-raggruppamento-dei-marxisti-rivoluzionari-sulla-base-di-un-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/07\/11\/per-il-raggruppamento-dei-marxisti-rivoluzionari-sulla-base-di-un-programma\/","title":{"rendered":"Per il raggruppamento dei marxisti rivoluzionari, sulla base di un programma"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3717_FIT.jpg\" alt=\"3717_FIT.jpg\" \/><br \/>\nCirca un mese fa, il compagno Matteo Bavassano, dirigente del PdAC, scriveva un articolo (&ldquo;Su che basi si costruisce l&#8217;unit&agrave; tra rivoluzionari? Cosa rispondiamo ai compagni che ci chiedono una costituente trotskista&rdquo;) in cui esponeva la posizione del PdAC, e della LIT, sull&rsquo;unit&agrave; dei trotskisti.<br \/>\n<br \/>Visto che nel testo si fa riferimento, pi&ugrave; volte, a &ldquo;un compagno del PCL&rdquo;, e che il tema generale della discusione &egrave; centrale per noi, riteniamo opportuno rispondere.<\/p>\n<p>CONTRO L'&#8221;INTERNAZIONALE FRAZIONE&#8221;<\/p>\n<p>Come PCL ci siamo sempre battuti contro l&rsquo;&#8221;internazionale frazione&#8221;, cio&egrave; contro la deriva di tante organizzazioni trotskiste che invece di costruire un&rsquo;internazionale che unifichi tutti i soggetti che si riconoscono nel programma marxista rivoluzionario, costruiscono la propria organizzazione indipendente &laquo;sulla base della &ldquo;propria&rdquo; tradizione, attorno ai &ldquo;propri&rdquo; gruppi dirigenti e alla loro storia&raquo; (1), considerandosi l&rsquo;unico nucleo dell&rsquo;internazionale rivoluzionaria; essendo, di fatto, un fattore di dispersione e quindi di ostacolo alla costruzione della Quarta Internazionale .<br \/>\n<br \/>La LIT, l&rsquo;organizzazione internazionale del PdAC, si costruisce proprio con questo metodo. Lo dimostra il considerarsi l&rsquo;unico nucleo fondatore della Quarta, non tanto per il nome LIT &#8211; Quarta Internazionale (2), ma soprattutto per la autodefinizione che si d&agrave; nel primo punto del proprio statuto: &ldquo;La LIT-QI non sostiene di essere la direzione rivoluzionaria del proletariato mondiale, n&eacute; rappresenta il superamento dell&rsquo;attuale crisi della Quarta Internazionale, ma al momento costituisce l&rsquo;unica organizzazione mondiale democraticamente centralizzata che combatte per questo fine&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Consideriamo grave che il PdAC, invece di lottare contro questa deriva, le dia un effettivo appoggio.<\/p>\n<p>LE DIVERGENZE TATTICHE CON LA LIT<\/p>\n<p>Le divergenze con la LIT non si limitano a questa. Ce ne sono ulteriori, in primis il richiamo ideologico al suo fondatore Nahuel Moreno, e quindi alla corrente del morenismo.<br \/>\n<br \/>Una corrente del trotskismo molto particolare, affetta da varie storture e degenerazioni: innanzitutto il manovrismo, che ha portato Moreno a prendere posizioni importanti solo per polemizzare con altri correnti del trotskismo, arrivando a dire tutto e il contrario di tutto, dal difendere Batista, definendo la lotta guerrigliera di Castro un golpe reazionario, a dire che Cuba non era uno Stato operaio deformato, ma uno Stato operaio &ldquo;puro&rdquo;, capitolando al castrismo. Dal teorizzare che la costruzione di un partito della classe lavoratrice era un compito storicamente decaduto, e che bisognava formare organizzazioni armate in America Latina (3), a fare fronti elettorali con il partito comunista stalinista argentino. Una corrente, il morenismo, che storicamente ha capitolato al peronismo, cio&egrave; al nazionalismo borghese argentino, e alla burocrazia sindacale, legata a doppio filo con Peron; e che per via del suo &ldquo;ottimismo&rdquo; senza un&rsquo;analisi marxista dei processi, e delle loro contraddizioni, defin&igrave; la restaurazione del capitalismo nei paesi dell&rsquo;Est europeo come &ldquo;rivoluzioni democratiche&rdquo; e eventi &ldquo;progressisti&rdquo;.<\/p>\n<p>Difetti che persistono ancora, anche se in minor misura, nella LIT di oggi, come &ldquo;l&rsquo;ottimismo&rdquo; che l&#8217;ha portata ad appoggiare il movimento di Euromaidan, in Ucraina, definendolo come il pi&ugrave; grande esempio rivoluzionario in Europa, e non come una rivolta reazionaria a egemonia fascista.<br \/>\n<br \/>Cos&igrave; come il &ldquo;manovrismo&rdquo; che la porta a criticare, in maniera strumentale, il PO e il PTS argentini, che fanno parte del FIT (fronte elettorale della sinistra trotskista argentina, la cui base elettorale arriva ad un milione di voti), e ad accusarli di elettoralismo solo perch&eacute; loro hanno eletti, a differenza del marginale PSTU, sezione argentina della LIT.<\/p>\n<p>Detto questo, consideriamo che la LIT possa, o meglio debba, fare parte del processo di unificazione per la rifondazione della Quarta Internazionale, perch&eacute; &egrave; una forza che, al di l&agrave; di questa o quella differenza, porta avanti il programma del marxismo rivoluzionario, i suoi principi e i suoi obbiettivi strategici, come ha dimostrato la sua opposizione al chavismo, posizione esattamente opposta a quella presa nei confronti di Peron.<\/p>\n<p>L&rsquo;UNIT&Agrave; SUL PROGRAMMA E SUGLI OBIETTIVI STRATEGICI<\/p>\n<p>Il tema del come si costruisce un&#8217;internazionale &egrave; fondamentale. Per la concezione leninista, il partito (e l&rsquo;Internazionale &egrave; un partito mondiale) &egrave; una struttura dell&rsquo;avanguardia politica militante che raggruppa tutti coloro che si riconoscono nel programma marxista rivoluzionario. Questo riconoscimento deve essere sostanziale e non formale, e ci&ograve; va valutato con attenzione contro derive opportuniste; ma, all&rsquo;interno del comune accordo programmatico, posizioni anche ampiamente diverse hanno legittimit&agrave; di esistenza (4).<br \/>\n<br \/>Per questo rivendichiamo l&rsquo;unit&agrave; dei trotskisti conseguenti sulla base di un programma comunista, che sintetizziamo nei quattro punti fondatori del PCL: l&rsquo;indipendenza di classe da qualsiasi forza borghese e quindi l&rsquo;opposizione a qualsiasi governo della borghesia; la lotta per un governo dei lavoratori che costruisca una societ&agrave; su basi socialiste, il collegamento costante di ogni obbiettivo immediato al fine rivoluzionario e la prospettiva di un&rsquo;alternativa socialista internazionale.<\/p>\n<p>RIFERIMENTI STORICI<\/p>\n<p>Il compagno Bavassano teorizza che l&rsquo;unit&agrave; si pu&ograve; raggiungere solo quando due o pi&ugrave; forze convergono nell&rsquo;analisi di un dato fenomeno, cio&egrave; solo quando c&rsquo;&egrave; una completa, o quasi, unit&agrave; d&#8217;intenti.<br \/>\n<br \/>A servizio di questa teoria fa l&rsquo;esempio dell&rsquo;unificazione tra Lenin e Trotsky nel &lsquo;17, quando i due &laquo;riconoscono reciproci meriti e i reciproci errori: Lenin aveva ragione sul partito e Trotsky sulla dinamica della rivoluzione russa (cio&egrave; sulla teoria della rivoluzione permanente&raquo; (5); l&rsquo;esempio della Terza Internazionale con Rosa Luxemburg che si divise da Martov, appoggiando il bolscevismo solo dopo la rivoluzione d&rsquo;ottobre; e l&rsquo;unificazione, nel &rsquo;63, tra il Socialist Workers Party e il Segretariato Internazionale sulla base della comune analisi di Cuba.<br \/>\n<br \/>Mai esempi furono pi&ugrave; sbagliati, perch&eacute; dimostrano proprio l&rsquo;inesattezza della tesi. L&rsquo;unit&agrave; non si raggiunge sulla base della comune analisi di questo o quel fatto, ma sulla base degli stessi obbiettivi strategici, cio&egrave; dell&rsquo;obbiettivo della rivoluzione socialista.<br \/>\n<br \/>Partendo dall&rsquo;ultimo esempio, &egrave; vero, ci fu una riunificazione della Quarta Internazionale sulla base della stessa analisi di Cuba, ma &egrave; proprio per questa base che l&rsquo;unificazione dur&ograve; poco, perch&eacute; appena su un altro fenomeno l&rsquo;analisi fu differente, il Segretariato Unificato si ridivise.<br \/>\n<br \/>La Terza Internazionale vedeva Rosa Luxemburg e Lenin uniti nella stessa organizzazione, ovviamente perch&eacute; la Luxemburg riconosceva &ldquo;l&rsquo;avvenire del bolscevismo&rdquo;. Proprio per questo, nonostante le differenze tattiche enormi &#8211; una su tutte, sull&rsquo;autodeterminazione dei popoli &#8211; le due correnti rimanevano unite perch&eacute; riconoscevano che entrambi lottavano per lo stesso obiettivo, cio&egrave; la rivoluzione socialista mondiale. Lo stesso esempio pu&ograve; esser fatto con Bordiga e tutto il &#8220;comunismo di sinistra&#8221; che, nonostante le enormi differenze tattiche sul sindacato, sulle elezioni e sul fronte unico, rimanevano nella stessa organizzazione internazionale per il comune obiettivo strategico.<br \/>\n<br \/>La storia dimostra che un partito rivoluzionario si costruisce sulla base dello stesso programma e degli stessi obbiettivi strategici, e che, nel quadro di questa comunanza, ci possono essere le pi&ugrave; grandi discussioni sull&rsquo;analisi e sulla tattica.<\/p>\n<p>IL CASO BRASILIANO<\/p>\n<p>Oltre ai riferimenti storici, nell&#8217;articolo vengono esposti esempi attuali, come l&rsquo;esperienza brasiliana e le diverse posizioni prese dalle correnti trotskiste nei confronti dell&rsquo;impeachment a Dilma Rousseff; esempio in cui si esprime l&#8217;impossibilit&agrave; di unire nella stessa organizzazione chi denuncia il golpe e chi dice &#8220;Fora todos!&#8221;, pensando che non ci sia nessun colpo di stato in atto.<br \/>\n<br \/>Anche qui la questione &egrave; posta male. Ci pu&ograve; essere un&rsquo;unit&agrave; tra chi appoggia Dilma Rousseff contro il golpe (come il PCO[6]) e chi si oppone a Dilma? Ovviamente no! Infatti nessuno la rivendica. Ma ci pu&ograve; essere un&rsquo;unit&agrave; tra chi si oppone a Dilma, e allo stesso tempo lotta contro quello che definisce un golpe (PO [7] e FT [8]) e chi si oppone a Dilma, e allo stesso tempo lotta contro le destre, senza pensare che ci sia un golpe in atto (LIT e UIT [9])? Ovviamente s&igrave;! Perch&eacute; il dato fondamentale &egrave; mantenere la propria opposizione a un governo borghese, e lottare per un governo dei lavoratori. Poi la discussione se c&rsquo;&egrave; o non c&rsquo;&egrave; un tentativo di golpe istituzionale si pu&ograve; benissimo fare dentro la stessa organizzazione.<\/p>\n<p>L&rsquo;ESPERIENZA DEL FIT ARGENTINO<\/p>\n<p>Un altro riferimento all&rsquo;attualit&agrave; &egrave; l&rsquo;esperienza del Frente de Izquierda y de los Trabajadores argentino (FIT), che &egrave; un fronte elettorale della sinistra trotskista argentina, composto dal PO, sezione del CRQI, dal PTS, sezione della FT, da Izquierda Socialista, sezione della UIT, e dal PSTU, sezione della LIT; un fronte che &egrave; riuscito ad essere un riferimento per l&rsquo;avanguardia operaia e giovanile argentina e che prende un milione di voti (circa il 4%) alle elezioni.<br \/>\n<br \/>Il compagno Bavassano dice che non &egrave; un fronte elettorale ci&ograve; che pu&ograve; essere alla base di una riunificazione. Siamo d&rsquo;accordo. Ci&ograve; che per&ograve; dice il PCL &egrave; che i partiti che formano il FIT hanno lo stesso programma, e che dovrebbero unirsi in un unico partito, andando oltre il semplice fronte elettorale. E che una volta uniti i partiti nazionali ci debba essere una unificazione a livello internazionale. <\/p>\n<p>IL PARTICOLARE CASO ITALIANO<\/p>\n<p>Tutta questa discussione non pu&ograve; tralasciare la particolarit&agrave; del caso italiano. Perch&eacute; i rapporti tra il PCL e il PdAC non possono essere considerati come i normali rapporti tra il CRQI e la LIT.<br \/>\n<br \/>Il PdAC viene da una tradizione diversa dal morenismo: quando ruppe col PCL, o meglio con l&#8217;Associazione Marxista Rivoluzionaria (AMR) che in seguito dar&agrave; vita al PCL, chiese al PO di diventare la sezione italiana del CRQI; solo quando il PO rifiut&ograve;, chiese di entrare nella LIT. Per questo &egrave; abbastanza singolare che il PdAC faccia della crociata anti-CRQI e della &ldquo;santificazione&rdquo; della LIT un suo punto di distinzione.<br \/>\n<br \/>La realt&agrave; &egrave; che l&rsquo;asse centrale del PdAC &egrave; l&rsquo;attacco al PCL. Da questo deriva il continuo rinfacciare che il PCL non fa parte di una organizzazione internazionale che periodicamente fa congressi, a differenza della LIT, e quindi del PdAC; da questo si capisce perch&eacute; c&rsquo;&egrave; la continua accusa di fantomatici programmi elettorali &laquo;non sostanzialmente differenti da quelli delle liste riformiste&raquo; (10), come se l&rsquo;annullamento del debito pubblico, il rifiuto del patto di stabilit&agrave;, la ripubblicizzazione dei servizi e la requisizione degli immobili sfitti non sia un programma anticapitalista; da questo la continua accusa di aver costruito un partito basato sulla figura del &ldquo;guru Ferrando&rdquo; e non sulla attivit&agrave; dei militanti, accusa che cozza con la realt&agrave; di un portavoce che vive la quasi totale assenza mediatica e la realt&agrave; di un partito che si &egrave; strutturato progressivamente come partito militante, contro la concezione del partito di puri &ldquo;iscritti&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Tutte le accuse, false, servono a nascondere un dato di fatto. Il PCL e il PdAC hanno lo stesso programma, e la divisione non ha alcun senso se non quello di mantenere la propria organizzazione sotto il proprio controllo da parte del gruppo dirigente del PdAC.<\/p>\n<p>CONCLUSIONI<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica la rifondazione della Quarta Internazionale, perch&eacute; la Quarta Internazionale come organizzazione unita della piccola avanguardia marxista rivoluzionaria mondiale &egrave; entrata in crisi ed ha cessato, in quei termini, di esistere (11). Non si pu&ograve; considerare tale il Segretariato Unificato in quanto tale, che in tutto il mondo capitola ai partiti riformisti (Syriza, Podemos&#8230;), entrando addirittura in alcuni governi borghesi (Lula, Prodi). Non lo possono essere le varie correnti del trotskismo conseguente (CRQI, LIT, UIT e FT) divise tra loro, una contro l&#8217;altra armate.<br \/>\n<br \/>Il nostro obiettivo &egrave; l&rsquo;unificazione di tutte le forze del trotskismo conseguente in unica organizzazione internazionale, sulla base di un patrimonio comune, sul terreno dei principi e del programma: la demarcazione dal centrismo e dal riformismo, l&rsquo;opposizione ai governi borghesi, la lotta per la rivoluzione socialista.<br \/>\n<br \/>In virt&ugrave; di questo ci battiamo per un congresso del CRQI, organizzazione che, in piccolo, unisce forze che provengono da correnti diverse del trotskismo, ma soprattutto intessiamo rapporti con varie organizzazioni trotskiste: la sinistra del SU, con Anticapitalisme et Revolution francese e le varie forze legate ad essa; la Fraccion Trotskista.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; il nostro obbiettivo non &egrave; costruire la &#8220;nostra&#8221; organizzazione internazionale, autocentrata su noi stessi, ma, anche con un percorso tortuoso, lavorare a rifondare la Quarta Internazionale. <\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>(1) Documento internazionale III congresso del PCL<\/p>\n<p>(2) &laquo;L&rsquo;accusa che ci viene mossa talvolta da questi compagni che hanno spirito unitario &egrave; quella di essere settari, di considerarci autosufficienti, di considerarci il partito rivoluzionario in Italia e la Quarta Internazionale ricostruita (questo sarebbe peraltro confermato dal nome Lega internazionale dei lavoratori &ndash; Quarta Internazionale)&raquo; [citazione dall&#8217;articolo di Bavassano]<\/p>\n<p>(3) Congresso del PST nel 1967<\/p>\n<p>(4) Documento internazionale III congresso del PCL<\/p>\n<p>(5) Cit. articolo di Bavassano &ldquo;Su che basi si costruisce l&#8217;unit&agrave; tra rivoluzionari? Cosa rispondiamo ai compagni che ci chiedono una costituente trotskista&rdquo;<\/p>\n<p>(6) Partido da Causa Oper&aacute;ria<\/p>\n<p>(7) Partido Obrero<\/p>\n<p>(8) Fraccion Trotskista &#8211; Cuarta Internacional<\/p>\n<p>(9) Union Internacional de los Trabajadores<\/p>\n<p>(10) Articolo del PdAC &#8220;Uno sguardo alle ultime elezioni amministrative&#8221;<\/p>\n<p>(11) Documento internazionale III congresso del PCL<\/p>\n<p>Michele Amura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa un mese fa, il compagno Matteo Bavassano, dirigente del PdAC, scriveva un articolo (&ldquo;Su che basi si costruisce l&#8217;unit&agrave; tra rivoluzionari? 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