{"id":66036,"date":"2016-09-26T00:00:00","date_gmt":"2016-09-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/09\/26\/fertility-day-dietro-la-propaganda-gli-interessi-borghesi\/"},"modified":"2016-09-26T00:00:00","modified_gmt":"2016-09-26T00:00:00","slug":"fertility-day-dietro-la-propaganda-gli-interessi-borghesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/09\/26\/fertility-day-dietro-la-propaganda-gli-interessi-borghesi\/","title":{"rendered":"Fertility day: dietro la propaganda, gli interessi (borghesi)"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo &egrave; stato pubblicato <a href=\"http:\/\/www.izquierdadiario.es\/Campana-pro-fertilidad-del-gobierno-italiano-denunciada-por-sexista-y-racista?id_rubrique=2653\">in spagnolo su Izqiuerda Diario<\/a>, giornale online della Fraccion-Trotskista. Quella che segue &egrave; una versione aggiornata e parzialmente modificata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3786_arton54800-584d8.jpg\" alt=\"3786_arton54800-584d8.jpg\" \/><br \/>\n&laquo;La libert&agrave; di non fare figli &egrave; la pi&ugrave; grande conquista femminile.&raquo; (N.A.)<\/p>\n<p>Il 22 settembre 2016 si &egrave; celebrato il Fertility Day. Il Ministero della Salute, guidato da un&#8217;esponente del partito Nuovo Centrodestra (alleato del PD), ha inaugurato una campagna per incitare le coppie italiane a fare figli.<br \/>\n<br \/>La giornata &egrave; stata anticipata da una lunga campagna mediatica che ha fallito su tutta la linea: la campagna pubblicitaria di qualche settimana fa, creata per pubblicizzare il Fertility Day, &egrave; stata oggetto di scherno e di critiche relative alla comunicazione, fatto particolarmente sorprendente per un governo, quello di Renzi, che ha fatto proprio della comunicazione il suo punto di forza. <\/p>\n<p>Come se non bastasse, il 21 settembre &egrave; stato diffuso l&#8217;opuscolo in cui venivano spiegati la natura e lo scopo della giornata. L&#8217;immagine di copertina opponeva i &ldquo;cattivi compagni&rdquo;, presunti nemici della fertilit&agrave; dalla pelle nera che fanno uso di droghe, ai &ldquo;buoni&rdquo;, modello a cui aspirare: due coppie di bianchi eterosessuali, decisamente non promiscui come gli altri. <\/p>\n<p>In reazione alla polemica suscitata da questo ennesimo passo falso, la ministra, spazientita, ha invitato a smetterla di pensare alla campagna pubblicitaria (&laquo;Non sono il ministro della Comunicazione&raquo;, ha dichiarato) e ha invitato a concentrarsi sui contenuti.<br \/>\n<br \/>Bene, facciamolo.<\/p>\n<p>Beatrice Lorenzin &egrave; gi&agrave; nota per la sua attivit&agrave; politica legata al Movimento per la vita, vecchio gruppo antiabortista cattolico, che gi&agrave; si oppose, negli anni &#8217;70, alla depenalizzazione dell&#8217;aborto. In occasione di un convegno di questo movimento, Lorenzin ha avuto modo di dichiarare: &laquo;Il ruolo che svolge il Movimento per la vita ed in particolare quello dei Centri di aiuto alla vita &egrave; particolarmente importante e straordinario troppo spesso sottaciuto e non raccontato (&#8230;)&raquo; (1)<\/p>\n<p>La scelta di declinare una campagna per la natalit&agrave; in relazione al tema della salute &egrave; estremamente indicativo sull&#8217;intenzione di presentare una questione cos&igrave; delicata nel senso pi&ugrave; &ldquo;neutro&rdquo; possibile, quando invece la questione non &egrave; affatto neutra.<\/p>\n<p>A suo tempo, il movimento femminista pose le questioni dell&#8217;interruzione di gravidanza e della maternit&agrave;, e in generale il benessere psicofisico della donna proprio in relazione alla salute. A questo proposito ricordiamo il bellissimo volume scritto nel 1971 dal Boston Women&#8217;s Health Book Collective dal titolo &ldquo;Noi e il nostro corpo. Scritto dalle donne per le donne&rdquo;, nel quale la scienza viene considerata uno degli strumenti attraverso cui le donne si autodeterminano, in quanto serve al benessere e al mantenimento della salute.<\/p>\n<p>&Egrave; chiaro che se un&#8217;antiabortista della prima ora parla in nome della &ldquo;salute&rdquo; per condurre una campagna di natalit&agrave; c&#8217;&egrave; qualcosa che non torna.<\/p>\n<p>In realt&agrave; l&#8217;operazione a favore della riproduzione che sta facendo il governo Renzi trova un suo collegamento con la politica riproduttiva fascista, dato che i figli che questo governo considera degni del Belpaese devono essere esclusivamente italiani e frutto di coppie eterosessuali: in Italia infatti i figli degli immigrati non hanno gli stessi diritti degli altri, e una legge sullo ius soli &egrave; ben lontana dall&#8217;essere approvata. Inoltre, le persone<br \/>\n<br \/>transessuali non possono riprodursi, visto che &egrave; loro imposta la sterilit&agrave; al momento della transizione.<br \/>\n<br \/>Insomma: la fertilit&agrave; s&igrave;, ma solo per alcuni.<\/p>\n<p>Comparare la politica sessuale di Matteo Renzi con la politica riproduttiva del fascismo potrebbe sembrare una forzatura, ma non lo &egrave;. Anche se il fascismo gioc&ograve; carte diverse in questo senso, pi&ugrave; congeniali ad un sistema e ad una propaganda totalitarista, in quello che &egrave; conosciuto come il &ldquo;discorso dell&#8217;Ascensione&rdquo; del maggio 1927, Mussolini pose il problema dell&#8217;incremento della natalit&agrave; in termini espliciti rispetto ai fini che il regime si proponeva, e, riguardo al legame con la struttura economica e sociale capitalista, nient&#8217;affatto distanti o discordi dall&#8217;interpretazione corrente borghese familista-produttivista fatta propria e incarnata dal governo Renzi.<br \/>\n<br \/>Gli argomenti usati in difesa della razza da Benito Mussolini erano la necessit&agrave; di avere a disposizione una manodopera a basso prezzo e la necessit&agrave; di un aumento della popolazione in vista dei nuovi territori da popolare in seno al progetto imperiale fascista. La terza ragione della campagna fascista a favore delle nascite, non esplicitata da Mussolini ma ipotizzata da alcune storiche (2), &egrave; la necessit&agrave; di ristabilire le differenze tra uomini e donne che si era creata dopo la prima guerra mondiale. Il fascismo voleva infatti, con questa campagna, rafforzare la famiglia e il ruolo del padre-marito, dopo aver costretto le donne a tornare a<br \/>\n<br \/>fare le casalinghe con la fine del conflitto mondiale.  <\/p>\n<p>Anche se l&#8217;Italia del 2016 non esce da una guerra, &egrave; comunque vero che la crisi economica che sta attraversando ha contribuito notevolmente allo squilibro tra i sessi interno alla famiglia, per cui spesso mentre gli uomini si trovano in un regime di totale disoccupazione o di occupazione precaria, le<br \/>\n<br \/>donne sono di fatto impiegate tanto quanto (se non di pi&ugrave;) degli uomini: fatto inaudito e inedito per la cattolicissima Italia.<\/p>\n<p>La femminilizzazione del lavoro non &egrave; un dato recente, per&ograve; &egrave; diventato rilevante nel momento in cui &egrave; iniziata la crisi economica, per cui il problema dell&#8217;occupazione femminile &egrave; stato ancor pi&ugrave; svalutato e considerato secondario. La crisi economica capitalista ha stravolto la famiglia, e una campagna di natalit&agrave; &egrave; quello che ci vuole per ristabilire gerarchie, ruoli e ordine.<\/p>\n<p>Il fatto curioso &egrave; la superficialit&agrave; di questa iniziativa, perch&eacute; anche coloro i quali aspirano a costruirsi una famiglia tradizionale, di fatto non se la possono permettere, cosa di cui &egrave; responsabile il governo stesso, e le<br \/>\n<br \/>politiche economiche messe in atto a livello europeo a difesa di interessi padronali, che portano ad una restrizione (quando non alla eliminazione) dei diritti sociali e di ogni forma possibile di sostegno alle condizioni materiali di vita delle masse lavoratrici (le banche non concedono mutui, e di fatto senza l&#8217;aiuto dei genitori costruirsi una propria famiglia &egrave; impossibile). Come Mussolini, anche Renzi &egrave; completamente disinteressato all&#8217;aspetto e all&#8217;implicazione &ldquo;riformista&rdquo; della questione che solleva, e la campagna punta<br \/>\n<br \/>tutto sulla banale verit&agrave; che il tempo passa, e i figli o si fanno subito o non si fanno pi&ugrave;.  <\/p>\n<p>Se la campagna di comunicazione ha fallito, e se ha fallito anche il tentativo maldestro di porre all&#8217;ordine del giorno un bisogno che gi&agrave; esiste, ma che, frustrato dalla crisi economica, non pu&ograve; o fa fatica a diventare realt&agrave;, di fatto l&#8217;operazione nel suo complesso &egrave; stata una manovra politico-ideologica che, se non ha trionfato, certamente ha fatto s&igrave; che il governo Renzi si potesse accaparrare i voti anche di quella destra cattolica e tradizionalista senza collocazione o senza partito. <\/p>\n<p>&laquo;Mi chiedo se per la ministra Lorenzin lavorare in catena di montaggio, fare i turni di notte, lavorare il sabato e la domenica, respirare sostanze tossiche sul posto di lavoro etc etc siano &#8216;stili di vita&#8217;. Perch&eacute; quelli s&igrave; che<br \/>\n<br \/>producono danni alla salute riproduttiva di donne e uomini&#8230;&raquo; ha commentato la sindacalista FIOM Eliana Como, centrando il problema, e cio&egrave; che, volendo entrare nel merito, alla ministra Lorenzin (semmai ci fosse bisogno di una conferma) non interessa per davvero la salute delle persone e nemmeno la fertilit&agrave;: quello che interessa &egrave; che la famiglia come unit&agrave; di mantenimento dell&#8217;oppressione non venga distrutta dal capitalismo stesso.<\/p>\n<p>Concludendo, questa operazione &egrave; uno dei pi&ugrave; pesanti affondi propagandistici alla libert&agrave; delle donne e alla loro autodeterminazione mai messi in campo negli ultimi decenni: nemmeno nel ventennio berlusconiano si riusc&igrave; ad arrivare a tanto. <\/p>\n<p>L&#8217;unica risposta che questo governo merita &egrave; una lotta che rimetta al centro l&#8217;autodeterminazione delle donne per la parit&agrave; di salario e per lavorare meno e tutte (a pari salario); di una lotta per i diritti realmente legati al diritto alla salute, e cio&egrave;: libert&agrave; di accesso all&#8217;aborto, abolizione dell&#8217;obiezione di coscienza per i medici nelle strutture pubbliche, sanit&agrave; gratuita e libera dai privati che, a causa dei tagli, sono spesso responsabili della morte delle donne che abortiscono e che partoriscono.<\/p>\n<p>Una lotta che significa, quindi, dare un senso vero e profondo a quella &ldquo;salute&rdquo; che la borghesia vuole far passare come qualcosa di neutro, ma che neutro non &egrave;. <\/p>\n<p>(1) http:\/\/www.mpv.org\/mpv\/allegati\/30158\/14111011mpv.pdf<\/p>\n<p>(2) Victoria de Grazia, &#8220;Il patriarcato fascista: come Mussolini govern&ograve; le donne italiane 1922-1940&#8221; (in: George Duby, Michelle Perrot (a cura di), La storia delle donne in Occidente. Il Novecento, Laterza, Roma 1993.)<\/p>\n<p>Serena Ganzarolli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo &egrave; stato pubblicato in spagnolo su Izqiuerda Diario, giornale online della Fraccion-Trotskista. 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