{"id":66093,"date":"2016-11-05T00:00:00","date_gmt":"2016-11-05T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/11\/05\/il-movimento-black-protest-in-polonia\/"},"modified":"2016-11-05T00:00:00","modified_gmt":"2016-11-05T00:00:00","slug":"il-movimento-black-protest-in-polonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/11\/05\/il-movimento-black-protest-in-polonia\/","title":{"rendered":"Il movimento &ldquo;Black Protest&rdquo; in Polonia"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3826_Polonia.jpg\" alt=\"3826_Polonia.jpg\" \/><\/p>\n<p>Quando il governo polacco annunci&ograve; a giugno per bocca del primo ministro Beata Szydlo, l&#8217;inasprimento delle leggi contro l&#8217;aborto, nessuno prese in seria considerazione la cosa. Il nuovo partito di governo &#8211; Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwosc, PiS) &egrave; una forza conservatrice e legata alla Chiesa cattolica, ma l&#8217;elettorato cattolico fondamentalista in Polonia &egrave; una minoranza. Anche i credenti sono pragmatici, e, ad esempio, non rispettano il divieto di contraccezione. La gente ha votato per Diritto e Giustizia perch&eacute; ne ha avuto abbastanza dei partiti e delle politiche neoliberali, essendo la retorica dei conservatori incentrata sulle questioni sociali. &Egrave; molto improbabile che il partito di governo (Diritto e Giustizia) modifichi le politiche neoliberali, specialmente dopo aver accettato il CETA [Accordo Economico e Commerciale Globale], ma &egrave; pur vero che &egrave; stato il governo di Diritto e Giustizia che, per la prima volta dal 1990, ha stanziato sussidi sociali per l&#8217;infanzia. <\/p>\n<p>Tuttavia, le intenzioni di restrizione dell&#8217;aborto si sono presto rivelate molto concrete. Un durissimo progetto di divieto di ogni tipo di aborto, e di carcere per le donne che abortiscono, &egrave; stato adottato dal Parlamento lo scorso 23 settembre. Allo stesso tempo, la proposta presentata da ambienti femministi intitolata &#8220;Save Women&#8221;, basata sull&#8217;idea della liberalizzazione dell&#8217;ordinamento anti-aborto vigente, &egrave; stata respinta. (La legge attuale permette l&#8217;aborto in caso di stupro, incesto, minaccia alla vita della donna o danni permanenti al feto, ma le donne che devono far fronte a tutto ci&ograve; si trovano davanti a molti problemi nell&#8217;accesso all&#8217;aborto legale negli ospedali polacchi, ove i medici sono sotto minaccia della lobby antiabortista e della cosiddetta &#8220;conscience clause&#8221; [norma che permette di appellarsi all&#8217;obiezione di coscienza. NdT])<\/p>\n<p>Dopo il 23 settembre, la rabbia delle donne &egrave; iniziata a montare molto facilmente e velocemente. Il nuovo partito socialdemocratico, &#8220;Insieme&#8221; (Razem), che &egrave; fuori dal Parlamento (ma dopo le recenti elezioni politiche &egrave; iniziato a diventare una concreta alternativa allo smarrito partito post-comunista &#8211; ufficialmente socialdemocratico ma in realt&agrave; liberale &#8211; SLD), ha fatto appello ad una &#8220;protesta in nero&#8221;. La proposta, che si &egrave; diffusa su Facebook, &egrave; consistita nel pubblicare foto in cui si appariva vestiti di nero. Moltissimi utenti di Facebook, di entrambi i sessi, si sono uniti a quest&#8217;azione. La solidariet&agrave; dall&#8217;estero &egrave; stata molto tangibile: donne europee, ma anche palestinesi e latinoamericane, hanno iniziato in quei giorni a pubblicare foto in vestiti neri. L&#8217;evento di Facebook ha presto avuto l&#8217;appoggio di persone famose, fra cui la stimata attrice Krystyna Janda, la quale ha proposto di organizzare uno &#8220;sciopero delle donne&#8221;, sull&#8217;esempio di quanto fatto dalle donne islandesi nel 1975. La proposta &egrave; stata propagata sui social con la parola d&#8217;ordine &#8220;Donne polacche in sciopero&#8221;, ma solo pochi giornalisti e politici hanno creduto realmente all&#8217;ipotesi che le persone sarebbero scese in strada e che le donne non sarebbero andate a lavoro o a scuola. La svolta &egrave; avvenuta quando il giornale liberale &#8220;Gazeta Wyborcza&#8221;, presumibilmente per opposizione al governo, ha iniziato a sostenere l&#8217;iniziativa. Nelle universit&agrave; e nelle aziende, donne e ragazze hanno ufficialmente organizzato un giorno di sciopero. I coordinatori locali dell&#8217;iniziativa sono rimasti molto colpiti dall&#8217;impegno spontaneo registrato nelle scuole, negli uffici e negli ordini forensi. <\/p>\n<p>Il 3 ottobre le strade della Polonia erano piene di cittadini in vestiti neri. Perfino le infermiere, negli ospedali, hanno aderito alla protesta. Ci sono state dimostrazioni di 50.000 persone a Varsavia e di 30.000 a Breslavia. Manifestazioni sono state organizzate in tutte le grandi citt&agrave;, ma anche in comuni pi&ugrave; piccoli, tradizionalmente considerati aree pi&ugrave; conservatrici per via del controllo delle comunit&agrave; locali ad opera della Chiesa cattolica. Le manifestazioni sono state guidate da gruppi femministi, partiti riformisti, ma anche dall&#8217;opposizione liberale. Il governo, scioccato, ha ritirato ufficialmente la proposta di divieto di aborto. <\/p>\n<p>La differenza di atteggiamento fra l&#8217;opposizione di sinistra e quella liberale risiede nella loro relazione con la legge vigente. I liberali vogliono mantenere l&#8217;attuale &#8220;compromesso&#8221;, invece la sinistra chiede una liberalizzazione. Le organizzazioni liberali hanno tentato a Varsavia di egemonizzare la protesta ed eliminare la sinistra. Ancora oggi, cos&igrave; come il 24 ottobre del 1975, lo &#8220;sciopero delle donne&#8221; continua. Le dichiarazioni del partito di governo sul tema continuano ad essere inaccettabili. Rimane ancora aperta la questione di quale sar&agrave; l&#8217;esito della lotta: liberalizzazione o &#8220;compromesso&#8221;.<\/p>\n<p>Ewa Groszewska (partecipante di &#8220;Donne polacche in sciopero&#8221; e militante di Socialist Agreement. &Egrave; fra le organizzatrici del Forum sociale dell&#8217;Europa centrale e dell&#8217;Est di Breslavia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il governo polacco annunci&ograve; a giugno per bocca del primo ministro Beata Szydlo, l&#8217;inasprimento delle leggi contro l&#8217;aborto, nessuno prese in seria considerazione la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66093","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66093\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}