{"id":66108,"date":"2016-11-10T00:00:00","date_gmt":"2016-11-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/11\/10\/elezioni-usa-i-risultati\/"},"modified":"2016-11-10T00:00:00","modified_gmt":"2016-11-10T00:00:00","slug":"elezioni-usa-i-risultati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2016\/11\/10\/elezioni-usa-i-risultati\/","title":{"rendered":"Elezioni USA: i risultati"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3845_Elettori-in-coda-alla-Temple-University-a-Philadelphia-Pennsylvania-990x652.jpg\" alt=\"3845_Elettori-in-coda-alla-Temple-University-a-Philadelphia-Pennsylvania-990x652.jpg\" \/><br \/>\n&Egrave; ufficiale: Donald Trump, candidato del Partito Repubblicano, &egrave; il 45&deg; Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America; si insedier&agrave; il 20 gennaio 2017.<br \/>\n<br \/>Trump &egrave; riuscito nell&#8217;impresa di vincere in tutti gli stati in bilico, gli &ldquo;swing States&rdquo;, assicurandosi la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori: negli USA, sono questi 538 rappresentanti dei singoli Stati, eletti dai cittadini in base a una proporzione demografica, che ufficialmente voteranno il presidente degli USA tra i vari candidati; Trump ne ha conquistati 279 con quasi il 100% delle urne scrutinate, garantendosi l&#8217;elezione.<br \/>\n<br \/>Nonostante rimanga bassa se comparata a quella degli altri grandi Stati imperialisti, l&#8217;affluenza alle urne non &egrave; stata bassa per gli standard USA: su circa 220 milioni di cittadini maggiorenni, circa 208 milioni erano legittimati a votare (&ldquo;eligible&rdquo;, che non includono carcerati e altri privati del voto) e di questi 194 milioni si erano registrati per votare (procedura assente in Italia) anche se i votanti effettivi sono stati &ldquo;solo&rdquo; 124 milioni.<br \/>\n<br \/>Sia il Partito Repubblicano, sia il Partito Democratico, la cui candidata a presidente era Hillary Clinton, hanno raccolto quasi il 48% dei voti (circa 59 milioni di voti), mentre Gary Johnson del Partito Libertariano (liberale di destra) ha il 3% (4 milioni di voti), Jill Stein del partito dei Vedi l&#8217;1% (1,2 milioni di voti), gli altri candidati lo 0,7% (0,8 milioni di voti).<br \/>\n<br \/>L&#8217;inaspettata vittoria di Trump ha sfruttato l&#8217;incapacit&agrave; della Clinton di attirare massicciamente il voto dei giovani, della classe operaia e delle minoranze, prerogativa che aveva segnato tutte le vittorie dei Democratici statunitensi.<br \/>\n<br \/>Alle elezioni presidenziali si sono accompagnate le elezioni per tutta una serie di appuntamenti minori: al voto anche per Camera e Senato (con una piena vittoria dei repubblicani), 44 parlamenti nazionali su 50,  e per la carica di sindaco di alcune grandi citt&agrave; come Milwaukee, Baltimora e San Diego.<br \/>\n<br \/>Si sono tenuti anche alcuni referendum: lo Stato del Nebraska ha votato la reintroduzione della pena di morte ribaltando la recente sentenza della Corte Suprema; la California e il Massachusetts hanno legalizzato l&#8217;uso ricreativo della marijuana.<br \/>\n<br \/>L&#8217;effetto elezioni si &egrave; sentito anche nel campo della finanza: Wall Street ha sub&igrave;to un duro colpo, con i future sullo S&amp;P 500 che hanno da s&ugrave;bito perso il 5%. In forte calo anche il Nasdaq, che ha ceduto il 5%, cos&igrave; come la borsa di Londra ha perso invece il 5% sui mercati a termine, mentre quella di Hong Kong &egrave; scesa del 2,82% e l&#8217;indice giapponese Nikkei ha perso quasi il 6%. Il tutto mentre &egrave; sospinta la crescita gi&agrave; in corso del bene-rifugio oro, aumentato del 4,4% a 1.337 dollari l&#8217;oncia.<br \/>\n<br \/>All&#8217;estero, Trump ha incassato subito le congratulazioni dell&#8217;Ungheria reazionaria di Orban, di Putin e della Duma russa che l&#8217;ha applaudito, e di Israele, dove un membro del governo ha parlato di &ldquo;fine dell&#8217;era di uno Stato palestinese&rdquo; grazie agli ottimi rapporti tra Trump e i sionisti pi&ugrave; incalliti. A questi si aggiungono i partiti della destra borghese di svariati paesi, con il Front National di Marine Le Pen in testa.<br \/>\n<br \/>Fanno da contraltare gli esponenti della fazione pi&ugrave; o meno &ldquo;progressista&rdquo; variamente social-liberale, democristiana o &ldquo;cosmopolita&rdquo;: da Napolitano al governo francese del Partito Socialista di Hollande; dal governo tedesco a quello della Corea del Sud (che addirittura ha convocato un Consiglio di Sicurezza nazionale per l&#8217;occasione), non si nasconde la sorpresa e lo sdegno per la vittoria di Trump. Mentre il bischero Renzi non perde l&#8217;occasione per declamare un (per ora del tutto ipotetico) rilancio politico del suo governo nella UE legato a una forte collaborazione con gli USA.<br \/>\n<br \/>Se l&#8217;elezione di Trump mette in discussione l&#8217;attuale relazione tra potenze imperialiste e tra fazioni della borghesia negli USA e nel mondo, a poche ore dal voto non appaiono ancora segnali di rottura. Anche se il Grande Gioco per la supremazia militare ed economica sul globo si fa ora pi&ugrave; intricato e la natura del triangolo USA-Russia-Cina pi&ugrave; confusa, cos&igrave; come l&#8217;esito delle attuali missioni militari all&#8217;estero degli USA, data la politica isolazionista sul piano militare promessa da Trump.<br \/>\n<br \/>La classe lavoratrice statunitense conferma il suo stato ideologico, politico e organizzativo assolutamente arretrato, seppure in crescita rispetto a qualche anno fa: i candidati delle forze operaie e operaie-borghesi (riformiste) non arrivano messi insieme all&#8217;1%, sonoramente battuti persino dall&#8217;anacronistico partito dei verdi. La stragrande maggioranza della classe &egrave; divisa fra l&#8217;astensionismo collegato all&#8217;individualismo apolitico, l&#8217;illusione che Trump faccia gli interessi anche degli sfruttati, e la speranza altrettanto illusoria che i democratici e la Clinton, essendo &ldquo;di sinistra&rdquo;, potessero instaurare un governo saggio e illuminato che proteggesse tutti i &ldquo;deboli&rdquo; della societ&agrave; &ndash; quando &egrave; proprio la riscoperta della propria forza la grande necessit&agrave; del proletariato americano. Proprio per questo, non si dovrebbe perdere altro tempo col partito democratico e col liberale di sinistra &ldquo;socialista&rdquo; Bernie Sanders.<br \/>\n<br \/>La classe operaia americana ha bisogno di un proprio partito politico che tragga la sua forza dai movimenti nati dal basso tra sfruttati e oppressi (come quello per la paga orario di 15 dollari, Black Lives Matter etc.) e dalle sue strutture economiche, in primis i sindacati effettivamente impegnati nella lotta economica quotidiana.<br \/>\n<br \/>La soluzione alla crisi mondiale e alla stagione reazionaria negli USA rimane sempre una sola: classe, partito, direzione. Solo una risposta organizzata e di massa, anticapitalista, di classe, rivoluzionaria del proletariato americano, solo un suo governo che superi l&#8217;attuale Stato borghese imperialista, solo la guida politica di un partito rivoluzionario negli USA e nel mondo porter&agrave; gli sfruttati statunitensi e di tutto  il globo fuori dalla barbarie che sempre pi&ugrave; ci attanaglia.<\/p>\n<p>Giacomo Turci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&Egrave; ufficiale: Donald Trump, candidato del Partito Repubblicano, &egrave; il 45&deg; Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America; si insedier&agrave; il 20 gennaio 2017. 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