{"id":66153,"date":"2017-01-02T00:00:00","date_gmt":"2017-01-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/01\/02\/prezzo-di-monopolio-o-valore-di-mercato\/"},"modified":"2017-01-02T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-02T00:00:00","slug":"prezzo-di-monopolio-o-valore-di-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/01\/02\/prezzo-di-monopolio-o-valore-di-mercato\/","title":{"rendered":"Prezzo di monopolio o valore di mercato?"},"content":{"rendered":"<p>Il  concetto di valore come risultato della quantit&agrave; di lavoro speso nel tempo sociale medio di produzione. Concetto di prezzo di produzione e di rendita assoluta nell&#8217;analisi di Marx.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3886_petrolio_rendita.jpg\" alt=\"3886_petrolio_rendita.jpg\" \/><br \/>\nE&rsquo; opinione corrente nell&rsquo;economia borghese e in parte nell&rsquo;economia marxista, dopo Marx, che il prezzo di monopolio superi il valore complessivo sociale prodotto dalla somma complessiva della quantit&agrave; di lavoro sociale. Questo equivoco parte dall&rsquo;illusione che genera il prezzo di monopolio stesso:<br \/>\n<br \/>1)&nbsp;che esso sia fissato da un cartello di multinazionali o dallo Stato;<br \/>\n<br \/>2)&nbsp;che tale prezzo agisca in assenza di concorrenza non tenendo conto che esiste la concorrenza tra oligopoli ovvero tra cartelli in concorrenza composti da multinazionali associate.<br \/>\n<br \/>3)&nbsp;Ma ancor di pi&ugrave; si basa sulla non comprensione dell&rsquo;origine della rendita assoluta.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La rendita assoluta RA, come risultante generale di una parte del lavoro complessivo sociale, &egrave; prodotta dalla differenza tra il valore di mercato che regola tutte le altre classi di terreno, valore proprio della classe di terreno meno fertile in agricoltura o della classe di terreno dove sono situati i pozzi petroliferi meno produttivi, che apparentemente non pagano alcuna rendita, e il prezzo di produzione; quindi la rendita assoluta rappresenta l&rsquo;eccedenza sul prezzo di produzione. Il concetto di prezzo di produzione si trova nel libro III de Il capitale di Marx&nbsp;ed &egrave; definito come la somma del capitale investito pi&ugrave; il profitto medio. &nbsp;Oppure &egrave; denominato da Marx, in Teorie sul plusvalore II, come prezzo di costo PC indicato cos&igrave; non per intendere i costi di produzione del capitale investito c+v, ma appunto il prezzo di produzione pi&ugrave; il saggio medio di profitto, generato dal rapporto tra la somma del plusvalore complessivo prodotto in tutti i settori dell&rsquo;industria e la somma di tutti i capitali anticipati in ciascun settore industriale. La rendita assoluta &egrave; quindi un&rsquo;eccedenza diretta sul profitto medio. In Teorie sul plusvalore II, volume&nbsp;tratto dalla serie di appunti manoscritti, che Marx redasse per le teorie economiche tra il 1861 e il 1863, cio&egrave; prima della pubblicazione del libro I Il capitale, &egrave; chiarita dal grande pensatore la scaturigine della rendita assoluta da quanto segue:<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>SETTORE AGRICOLO:<br \/>\n<br \/>investimento: capitale costante c + capitale variabile v =<br \/>\n<br \/>= &pound;st. 60c + &pound;st. 40v = 100&pound;st. &nbsp;<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>SETTORE INDUSTRIALE:<br \/>\n<br \/>composizione media: &pound;st. 80c + &pound;st. 20v = &pound;st. 100.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Questa composizione percentuale di capitale 80c + 20v nel settore industriale viene indicata in Teorie sul plusvalore II&nbsp;come composizione media del capitale dedotta dalla media di tutte le composizioni organiche o percentuali di capitale dei settori industriali, e trattandosi di composizione media, quei settori il cui modo di produzione ne viene determinato, vendono la loro merce al reale valore, che coincide con il prezzo di produzione. Il plusvalore o profitto medio che &egrave; prodotto da questa composizione media di capitale &egrave; dato da un saggio del plusvalore, che Marx indica come esempio, sempre in&nbsp;Teorie sul plusvalore II, pari al 50%. Dunque, nel settore industriale il plusvalore pv medio &egrave; prodotto da 20 operai, pagati ognuno &pound;st. 1 alla settimana, ed &egrave; pari a &pound;st. 10.<br \/>\n<br \/>pv&rsquo; = &pound;st. 10pv \/ &pound;st. 20v = 50%.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Ma nel settore agricolo essendo minore la composizione percentuale (60c + 40v) del capitale e quindi essendo doppia la quantit&agrave; di lavoro vivo offerta da 40 operai anzich&eacute; 20, a eguale saggio di plusvalore, cio&egrave; pari al 50%, la massa di plusvalore prodotta sar&agrave; doppia, cio&egrave; pari a &pound;st. 20 anzich&eacute; &pound;st. 10.<br \/>\n<br \/>pv&rsquo; = &pound;st. 20pv\/&pound;st. 40v = 50%.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Sula base della composizione media di capitale pari a 80c + 20v il saggio medio di profitto sar&agrave; del 10%.<br \/>\n<br \/> p&rsquo; = &pound;st. 10pv \/ &pound;st. 100 c+v = 10%.<br \/>\n<br \/>Ma nel settore agricolo il saggio di profitto &egrave; del 20% cio&egrave;<br \/>\n<br \/>&pound;st. 20pv\/ &pound;st. 60c + &pound;st. 40v = 20%. Perch&eacute; il plusvalore prodotto da 40 operai &egrave; pari a &pound;st. 20. Di queste &pound;st. 20, &pound;st. 10 pagano il profitto medio all&rsquo;imprenditore agricolo, le altre &pound;st. 10, che eccedono sul profitto medio, costituiscono la rendita assoluta RA che occupa quindi il 50% del plusvalore agricolo prodotto da 40 operai in una settimana di lavoro.<br \/>\n<br \/>Cio&egrave; in 4 giorni i 40 operai presi insieme riproducono il loro salario di &pound;st. 40 e in altri 2 giorni di pluslavoro producono il plusvalore di &pound;st. 20 per l&rsquo;imprenditore agricolo e per il proprietario fondiario che intasca la rendita assoluta. Il saggio del plusvalore qui dunque lo deduciamo da 6 giorni di lavoro alla settimana, come composta la settimana lavorativa ai tempi di Marx:<br \/>\n<br \/>pv&rsquo; = 2 giorni di pluslavoro (&pound;st 20pv)\/4 giorni di lavoro necessario (&pound;st. 40v) = 50%.<br \/>\n<br \/>Il prezzo di produzione viene indicato da Marx nel Libro III del Capitale&nbsp;come<br \/>\n<br \/>K + Kp&rsquo;. Cio&egrave; K rappresenta l&rsquo;investimento c+v in capitale costante e variabile e p&rsquo; &egrave; il saggio medio di profitto del 10%. Quindi il prezzo di produzione k + kp&rsquo; &egrave; pari a &pound;st. 110.<br \/>\n<br \/>Cio&egrave; &pound;st. 100 + 10%( &pound;st. 100) = &pound;st. 110.<br \/>\n<br \/>La rendita assoluta RA &egrave; data dalla differenza tra il valore di mercato VM del prodotto agricolo e il prezzo di produzione o prezzo di costo PC determinato dal settore industriale, cio&egrave; dalla perequazione che opera la concorrenza tra tutte le branche del settore industriale cio&egrave;:<br \/>\n<br \/>RA = VM &ndash; PC = &pound;st. 120 &#8211; &pound;st. 110 = &pound;st. 10.<br \/>\n<br \/>Il saggio medio di profitto, che paga il profitto di &pound;st. 10 all&rsquo;imprenditore agricolo &egrave; determinato dal settore industriale, ma l&rsquo;eccedenza delle &pound;st. 10 di rendita assoluta non entra nella perequazione media del saggio di profitto a causa della resistenza che oppone la propriet&agrave; privata o statale fondiaria, la quale impone che il prodotto agricolo sia venduto non al prezzo medio di &pound;st. 110, ma &nbsp;al suo reale valore&nbsp;cio&egrave; a &pound;st. 120.<br \/>\n<br \/>Per rendere pi&ugrave; evidente il concetto prendiamo in considerazione tre settori industriali. Quello tessile, quello automobilistico e la New Economy:<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>SETTORE<br \/>\n<br \/>capitale costante c capitale variabile v    plusvalore pv<\/p>\n<p>Saggio del plusvalore = 1000%.<\/p>\n<p>TESSILE<br \/>\n<br \/> 95 c (MLD) %    5 v (MLD)%     50pv (MLD)%<\/p>\n<p>AUTOMOBILISTICO<br \/>\n<br \/>  97  c (MLD)%   3 v (MLD)%    30 pv (MLD)%<\/p>\n<p>NEW ECONOMY<br \/>\n<br \/>   99 c (MLD)%   1 v (MLD)%    10  pv (MLD)%<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Nel settore tessile 333.333 e 1\/3 operai pagati ciascuno 15.000 dollari riproducono il proprio salario pari a 5 miliardi (MLD) ed essendo il saggio del plusvalore del 1.000%, come lo &egrave; in tutti i settori perch&eacute; la massa annua dei mezzi di sussistenza necessari agli operai ammonta a 15 MLD, e tale &egrave; di conseguenza il salario e il suo rapporto con il plusvalore, gli operai indicati del settore tessile producono una massa di plusvalore annuo pari a 50 MLD. Nel settore tessile come in quello automobilistico e in quello della New Economy, sono anticipati dagli imprenditori 100 MLD, che sono espressione della stessa quantit&agrave; sociale di lavoro soltanto che essa si distribuisce in proporzioni differenti tra capitale costante e capitale variabile. Cio&egrave; nel settore tessile, il 95% rappresenta capitale costante c (macchinari, materie prime, materiale ausiliario) mentre il 5% rappresenta capitale variabile v pagabile in salari per gli operai. Nel settore automobilistico il 97% dei 100 MLD rappresenta capitale costante e il 3% capitale variabile, cio&egrave; un monte salari di 3 MLD con cui vengono pagati annualmente 200 mila operai, cio&egrave; il 40% o 2\/5 in meno del settore tessile, e che pertanto producono, a saggio del plusvalore del 1.000%, una massa di plusvalore annuo di 2\/5 minore, cio&egrave; di 30 MLD anzich&eacute; i 50 MLD del settore tessile. Infine, nel settore della New Economy il 99% del capitale anticipato rappresenta capitale costante e, l&rsquo;1%, capitale variabile, cio&egrave; 1 MLD in salario pagati a 66.666 e 2\/3 operai, che essendo 1\/3 di quelli del settore automobilistico producono un plusvalore annuo proporzionalmente inferiore, cio&egrave; 1\/3 del plusvalore annuo prodotto nel settore automobilistico, cio&egrave; 10 MLD anzich&eacute; 30 MLD. Da ci&ograve; deriva, essendo minore il numero di operai impiegati, essendo quindi minore il lavoro vivo rispetto a quello morto espresso dal capitale costante, un saggio del profitto decrescente passando dal settore tessile a quello della New Economy.<br \/>\n<br \/>Infatti, nel settore tessile il saggio di profitto &egrave; pari al 50%.<br \/>\n<br \/>Cio&egrave;<br \/>\n<br \/>p&rsquo; = 50 MLD pv \/ 95 MLD c + 5 MLD v = 50 MLD pv \/ 100 MLD c+v = 50%.<br \/>\n<br \/>Nel settore automobilistico ammonta al 30% cio&egrave;:<br \/>\n<br \/>p&rsquo; = 30 MLD pv \/ 97 MLD c + 3 MLD v = 30%.<br \/>\n<br \/>Infine, nel settore della New Economy ammonta al 10%.<br \/>\n<br \/>p&rsquo; = 10 MLD pv \/ 99 MLD c + 1 MLD v = 10%. <\/p>\n<p>Il saggio medio di profitto sar&agrave; dato dal rapporto tra la media della somma dei plusvalori prodotti in ciascun settore e la media della somma dei capitali anticipati o investiti in ciascun settore. Dunque il saggio medio di profitto sar&agrave; del 30%.<br \/>\n<br \/>p&rsquo; = 50 MLD pv + 30 MLD pv + 10 MLD pv \/ 300 MLD C<br \/>\n<br \/>p&rsquo; = 90 MLD pv \/ 300 MLD C = 30%.<br \/>\n<br \/>Pertanto, il prezzo di produzione di ciascun settore sar&agrave; pari a 130 MLD.<br \/>\n<br \/>K + Kp&rsquo; &nbsp;= 100 MLD + 30%(100 MLD) = 130 MLD. <\/p>\n<p>La concorrenza dunque uniforma, con il livellamento del saggio generale (medio) intersettoriale del profitto del 30%, i valori di produzione di ciascun settore ad un prezzo di produzione che diverge dal reale valore, infatti, nel settore tessile il valore di produzione &egrave; pari a 95 MLD c + 5 MLD v + 50 MLD pv = 150 MLD pertanto tutti gli imprenditori del settore tessile, nel complesso, o l&rsquo;imprenditore tessile complessivo, venderanno a 130 MLD anzich&eacute; a 150 MLD realizzando una minusvalenza di 20 miliardi. 130 MLD &ndash; 150 MLD = &#8211; 20 MLD.<br \/>\n<br \/>Nel settore automobilistico invece, il prezzo di produzione coincide con il valore reale cio&egrave; 130 MLD. Infatti, 97 MLD c + 3 MLD v + 30 MLD pv = 130 MLD. Gli imprenditori del settore automobilistico vendono complessivamente la massa di automobili prodotte in un anno al loro valore realizzando l&rsquo;intero plusvalore di 30 MLD al contrario del settore tessile, dove gli imprenditori perdono 20 MLD di plusvalore.<br \/>\n<br \/>Infine, nel settore della New Economy, gli imprenditori realizzano complessivamente un plusprofitto di 20 MLD perch&eacute; il reale valore annuo del settore &egrave; di 110 MLD<br \/>\n<br \/> ( 99 MLD c + 1 MLD v + 10 MLD pv) ma vendono al prezzo di produzione di 130 MLD, cio&egrave; al di sopra del valore del settore che &egrave; di 110 MLD. Quindi 130 MLD &ndash; 110 MLD = + 20 MLD. <\/p>\n<p>L&rsquo;imprenditore complessivo che opera nel settore tessile penser&agrave; che il valore del suo prodotto sia pari a 130 MLD, o che &egrave; la stessa cosa, ciascun imprenditore aggiunger&agrave; al proprio investimento di 10.000, 100.000 o 1.000.000 di dollari il 30% di profitto medio come se fosse dato dal mercato, dalla concorrenza, che livella i differenti saggi di profitto e quindi i reali valori al prezzo di produzione di 130 MLD quindi ci&ograve; si riflette nel loro cervello e nella loro comprensione come l&rsquo; applicazione di una maggiorazione puramente astratta del 30% da aggiungere al capitale investito, costante e variabile, e cos&igrave; scompare ai loro occhi il fatto che gli operai abbiano prodotto in realt&agrave;, nel settore tessile, 50 MLD oppure 5.000, 50.000, 500.000 dollari di plusvalore con pluslavoro gratuito. E cos&igrave; l&rsquo;imprenditore complessivo e gli imprenditori che operano nel settore automobilistico ignorano che i loro operai abbiano prodotto 30 MLD di plusvalore reale, 3.000, 30.000, 300.000 dollari di plusvalore e cos&igrave; agli occhi e al cervello degli imprenditori della New Economy scompaiono i 10 MLD, i 1.000, 10.000, 100.000 dollari di plusvalore prodotti gratuitamente dai loro operai. Il fatto che realizzino un plusprofitto di 20 MLD, viene da costoro interpretato come risultato della loro abilit&agrave;, della loro calcolata valutazione del mercato, che abbiano fatto quegli investimenti oculati che hanno permesso loro di produrre a prezzi pi&ugrave; bassi, a 110 MLD, 11.000, 110.000, 1.100.000 dollari anzich&eacute; a 130 MLD, 13.000, 130.000, 1.300.000 dollari. &nbsp;&nbsp;<br \/>\n<br \/>La perequazione che opera la concorrenza e il saggio medio di profitto tra settori opera lo spostamento di quei 20 MLD di plusprofitto dal settore della New Economy al settore tessile colmando il buco o minusvalenza di 20 MLD col&agrave; verificatasi, perch&eacute;, essendo il saggio del profitto del settore tessile alto, cio&egrave; del 50%, molti imprenditori della New Economy investiranno parte del plusvalore nel settore tessile, cio&egrave; i capitali migreranno da un settore dove il saggio del profitto &egrave; basso, cio&egrave; pari al 10%, al settore dove il saggio di profitto &egrave; del 50%. Questa perequazione non avviene, come detto, nel settore agricolo, minerario, petrolifero, per la resistenza che oppone la propriet&agrave; fondiaria. Pertanto i prodotti qui verranno venduti al loro valore.<\/p>\n<p>Supponiamo che nel settore petrolifero, il valore di mercato di 1 barile di petrolio si dimezzi da $ 100 a $ 50 a causa della dismissione della met&agrave; del capitale investito precedentemente nei pozzi petroliferi meno produttivi che mantenevano il valore di mercato di 1 barile a $ 100. Dismissione causata dalla studiata ricerca, divenuta necessit&agrave;, di utilizzare nuove fonti di energia per il consumo industriale e per il consumo in generale, favorendo investimenti di capitale nei nuovi settori energetici a maggior risparmio, investimenti e ricerca fortemente stimolati dalla forte e inaspettata resistenza della guerriglia talebana e, ancor di pi&ugrave; oggi dell&rsquo;ISIS, all&rsquo;invasione armata del capitale occidentale agguerrito nei confronti degli interessi del califfato mediorientale. Supponiamo inoltre che la composizione percentuale del capitale nel settore petrolifero sia pari a 94c + 6v, che quindi il capitale investito annualmente sia sempre di 100 MLD di cui, il capitale costante sia 94 MLD c, il capitale variabile di 6 MLD v per pagare 400.000 operai pagati ciascuno 15.000 dollari, che oltre a riprodurre il loro salario di 6 miliardi producendo 120 milioni di barili di petrolio, producono un plusvalore di 60 MLD equivalente ad un plusprodotto di 1.200.000.000 di barili di petrolio, a saggio del plusvalore pari sempre, come abbiamo precisato, al 1.000%.<br \/>\n<br \/> Il valore complessivamente prodotto annualmente sar&agrave; pari a 160 MLD equivalente a 3.200.000.000 barili di petrolio. La questione la semplifichiamo se consideriamo che ognuno del 400.000 operai produce 1 barile di petrolio come prodotto necessario equivalente alla somma dei suoi mezzi di sussistenza giornalieri. Quindi i 400 mila operai producono in 1 anno per il proprio salario:<br \/>\n<br \/>400 mila operai x 1 barile di petrolio x 300 giorni = 120 milioni di barili petrolio. Il resto delle loro giornata lavorativa producono un plusprodotto dieci volte maggiore per i petrolieri, cio&egrave;<br \/>\n<br \/>400 mila operai x 10 barili di petrolio x 300 giorni = 1.200.000.000 &nbsp;barili di petrolio. Oppure ancora se consideriamo che la vendita di 1 barile di petrolio del valore di $ 50 prodotto da ognuno di loro, in una parte della giornata lavorativa, retribuisce il loro salario pari appunto a $ 50, valore equivalente alla somma dei mezzi di sussistenza giornalieri. Il loro salario annuale ammonta pertanto a<br \/>\n<br \/>400 mila operai x $ 50 x 300 gg. = 6 miliardi.<br \/>\n<br \/>Mentre il plusvalore che ognuno di loro produce per i petrolieri, con un saggio del 1.000%, &egrave; di $ 500 e quindi pari a 60 miliardi annui ( = 400 mila operai x &nbsp;$ 500 x 300 gg.).<br \/>\n<br \/>Dunque del plusprodotto di 1.200.000.000 barili di petrolio che si esprime nel valore di 60 MLD, il 50%, 600 milioni di barili di petrolio, una volta venduti, pagheranno il profitto medio di 30 MLD di cui si appropriano i petrolieri, mentre gli altri 30 MLD, costituiscono la rendita assoluta RA; una volta venduti i corrispondenti 600 milioni di barili di petrolio, i 30 miliardi di dollari saranno immobilizzati dai proprietari fondiari privati o dallo Stato nel settore petrolifero anzich&eacute; distribuirsi negli altri 3 settori tessile, automobilistico e della New Economy, a 10 MLD ognuno, per esempio. <\/p>\n<p>Vediamo allora che il valore, qui, di 160 MLD eccede di 30 MLD il prezzo di produzione medio pari a 130 MLD. 160 MLD &ndash; 130 MLD = 30 MLD. Questa eccedenza di 30 MLD &egrave; dunque la rendita assoluta che eccede sul profitto medio pari anch&rsquo;esso a 30 MLD.<br \/>\n<br \/>Ma al tempo stesso, il fatto che nei tre settori tessile, automobilistico e della New Economy si sia formato un prezzo medio di produzione dato dalla media dei valori prodotti e dei plusvalori, non elimina il fatto che in totale, i settori messi insieme vendano al reale valore cio&egrave; a 390 MLD<br \/>\n<br \/>(100 MLD C + 50 MLD pv &nbsp;+ 100 MLD C + 30 MLD pv + 100 MLD C + 10 MLD pv) equivalenti, essendo di 68,75 dollari il prodotto di 1 ora, a &nbsp;5.672.727.272 ore e 8\/11 di lavoro complessivo sociale.<br \/>\n<br \/>A queste ore di lavoro si sommano quelle corrispondenti al valore di 160 MLD del settore petrolifero, cio&egrave; &nbsp;2.327.272.727 ore e 27\/100 di lavoro complessivo.<br \/>\n<br \/>Dunque il prodotto complessivo del settore petrolifero non viene venduto al prezzo di produzione formato da quella perequazione media che per effetto della concorrenza agisce nel settore industriale, ma&nbsp;neppure&nbsp;al di sopra del suo valore, bens&igrave; al suo valore&nbsp;cio&egrave; a 160 MLD di dollari. Questo non vuol dire dunque che un prezzo di monopolio&nbsp;ecceda il valore reale complessivo delle merci cio&egrave; la somma della quantit&agrave; di lavoro sociale complessiva impiegata in tutti i settori di produzione. Secondo una concezione del genere, l&rsquo;eccedenza sul valore complessivo sociale non sarebbe data dal pluslavoro e dal plusprodotto operaio, ma da un valore monetario fittizio. Cio&egrave; da un plusvalore puramente monetario. Un&rsquo;eccedenza artificiale che, oltre a eccedere sul profitto medio industriale, supererebbe sia la rendita reale del petrolio, ma soprattutto la quantit&agrave; complessiva di lavoro sociale di tutti i settori, compreso quello petrolifero. La legge del valore studiata e rielaborata da Marx sarebbe gettata dunque nelle ortiche. <\/p>\n<p>In linea con Marx invece, l&rsquo;eccedenza sul profitto medio &egrave; la rendita assoluta che &egrave; pagata sul terreno peggiore, il quale regola il reale valore di mercato del barile di petrolio a $ 50. Rendita assoluta che viene incamerata dallo Stato sotto il nome di royalty&nbsp;che in genere &nbsp;&egrave; pari al 50% del plusvalore e che, appunto per questo, appare come prezzo di monopolio&nbsp;che eccede il prezzo di produzione annuale (ad esempio di 130 MLD = 2.600.000.000 barili di petrolio ) del settore petrolifero che viene confuso e identificato dagli imprenditori petrolieri e dagli economisti, impigliati praticamente e teoricamente nell&rsquo;apparenza della concorrenza capitalistica, con il valore reale del prodotto annuale del settore petrolifero, che al contrario include, in aggiunta, la rendita assoluta<br \/>\n<br \/> (altri 30 MLD = 600 milioni di barili di petrolio).<br \/>\n<br \/> La confusione che proviene dal concetto di prezzo di monopolio si accentua se la rendita assoluta viene tutta incamerata dallo Stato. Una statalizzazione delle rendite, pur annullando altre imposte sui profitti, e pur rendendo naturali la ripartizione del plusvalore in profitto e rendita compresa l&rsquo;accumulazione del profitto imprenditoriale per reinvestimenti su scala allargata, determina l&rsquo;apparenza che al di sopra del valore di produzione, si abbia una cuspide artificiale di imposte sul prodotto. &nbsp;<br \/>\n<br \/>Dunque al capitale investito c+v e al profitto medio si aggiunge come eccedenza la reale parte di pluslavoro operaio che si cristallizza nella rendita assoluta pagata allo Stato pari a 30 MLD.<br \/>\n<br \/>Ma le componenti, costi di produzione, profitti e rendite non superano la quantit&agrave; complessiva di lavoro sociale dispiegato durante l&rsquo;anno nella produzione dei barili di petrolio, ma rientrano invece nell&rsquo;eguaglianza tra la somma del tempo sociale di lavoro complessivo e valore totale o sociale complessivamente prodotto. Pertanto, prezzo di produzione, dato dalla media dei valori prodotti in tutti i settori industriali, e rendite si sostanziano in una piramide di Cheope costituita dal complesso di tutti gli enormi blocchi di pietra del lavoro sociale i cui molteplici interstizi sono copiosamente riempiti dalla malta del pluslavoro e del plusprodotto reali solidificati come il gesso colato sulle macerie schiavistiche.<\/p>\n<p>Francesco Lupinacci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto di valore come risultato della quantit&agrave; di lavoro speso nel tempo sociale medio di produzione. 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