{"id":66181,"date":"2017-01-27T00:00:00","date_gmt":"2017-01-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/01\/27\/francia-touche-pas-ma-zep\/"},"modified":"2017-01-27T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-27T00:00:00","slug":"francia-touche-pas-ma-zep","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/01\/27\/francia-touche-pas-ma-zep\/","title":{"rendered":"Francia: Touche Pas Ma Zep!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3918_TPZ.jpg\" alt=\"3918_TPZ.jpg\" \/><\/p>\n<p>LE ORIGINI DELLA ZEP (ZONA DI EDUCAZIONE PRIORITARIA)<\/p>\n<p>L&#8217;Istituto dell&#8217;&Eacute;ducation Prioritaire nasce negli anni Ottanta ad opera del governo PCF-PS Mitterand, con l&#8217;obiettivo di classificare gli stabilimenti scolastici pi&ugrave; in difficolt&agrave; e tutelare gli studenti, fornendo pi&ugrave; mezzi a livello didattico e finanziario.<br \/>\n<br \/>In teoria, inizialmente, il progetto, riservato alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado delle periferie, prevedeva per i beneficiari una serie di fondi in pi&ugrave; nel quadro dell&#8217;Educazione Nazionale. Potenziamento e supporto che permettevano, ad esempio, il consolidamento di &eacute;quipes di insegnanti stabili, coese, con esperienza, grazie ad un supporto a livello di formazione e di mezzi, riconoscimenti al livello salariale, classi composte da mini gruppi per una didattica pi&ugrave; approfondita, l&#8217;ausilio di materiali didattici specifici.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo e dei governi, lo strumento di aiuto e compensazione &#8211; teoricamente ideato per rafforzare la scuola pubblica nelle zone popolari &#8211; &egrave; stato oggetto di molteplici riforme che a fronte della richiesta e dell&#8217;entrata di pi&ugrave; istituti scolastici bisognosi, invece di essere costantemente aggiornato, &egrave; stato paradossalmente indebolito e depotenziato a detrimento degli alunni e degli insegnanti, a partire in particolare dalla riforma Peillon del 2014, in cui l&#8217;Educazione Prioritaria diventa REP o REP+, ovvero Risorsa d&#8217;educazione prioritaria (che, a dispetto del nome, prevede che gli insegnanti delle scuole medie inferiori abbiano mezz&#8217;ora in meno di lezione a settimana, con un aumento del 50% nelle REP e del doppio nelle REP+ del salario percepito in ZEP [in media, secondo il rapporto OCSE &#8211; Educazione 2015, di 1156 euro], con tre giornate di formazione all&#8217;anno).<\/p>\n<p>La novit&agrave; vera &egrave; che la riforma &egrave; per&ograve; riservata solo alle scuole primarie e medie inferiori (scuole materne, elementari e medie), escludendo totalmente le medie superiori, i licei (ex) ZEP. A parte il palese intento di fare economia, l&#8217;effetto classista del taglio apportato al settore &egrave; innegabile. Le conseguenze su licei gi&agrave; in difficolt&agrave; sono catastrofiche, sotto il pretesto da parte del governo di &laquo;concentrare&raquo; i mezzi di supporto negli istituti che ne avrebbero pi&ugrave; bisogno. In Francia l&#8217;istruzione obbligatoria &egrave; fino ai 16 anni e, secondo gli ultimi rilievi OCSE sull&#8217;Educazione nazionale, la fascia di studenti 16-18 anni che abbandona la scuola &egrave; del 56%.<br \/>\n<br \/>Infatti si tratta principalmente di istituti dove di base il tasso di dispersione scolastica &egrave; alto &#8211; una stima di circa 150.000 ragazze e ragazzi ogni anno, che non ottengono quindi un diploma; questione in diretta connessione con le condizioni socio- economiche familiari: un peso e un discrimine in quanto l&#8217;accesso alle borse di studio viene progressivamente ristretto.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;ultimo rapporto CNESCO (osservatorio francese di valutazione dell&#8217;educazione nazionale), le diseguaglianze sociali ed economiche, allo stato attuale, sono sempre pi&ugrave; amplificate dal sistema scolastico, invece che ridotte, a causa di cosiddette politiche meritocratiche per un&#8217;educazione tutt&#8217;altro che inclusiva e garantista.<br \/>\n<br \/>Questo porta nuovamente a sottolineare la gravit&agrave; dell&#8217;attacco che le scuole dei quartieri popolari francesi stanno subendo (ex ZEP o REP), a riprova del fatto che, a prescindere dalla presunta attenzione mostrata dai governi, la realt&agrave; sostanziale muove dalla premessa oggettiva che il sistema scolastico in primis &egrave; un terreno di scontro politico di classe, che tende a discriminare e ad escludere chi gi&agrave; di base ha meno mezzi, a profitto di pochi: questi licei vengono sempre di pi&ugrave; abbandonati nelle loro periferie, dopo essere stati schedati, e ora apertamente esclusi e stigmatizzati.<br \/>\n<br \/>Lo stesso rapporto del ministero dell&#8217;educazione nazionale del 2012 ammette che la proporzione di giovani con la migliore riuscita scolastica &egrave; ripartita in un 29% di figli di operai e in 55% di figli di quadri. In questo caso, poi, si mina da principio la riuscita scolastica, con riferimento all&#8217;istruzione di base.<\/p>\n<p>Viene cos&igrave; ribadito fermamente il distinguo tra scuole di serie A e scuole di serie B, sulla pelle degli insegnanti e degli studenti, il cui diploma ZEP ha un valore minore rispetto ad altri titoli equivalenti, e che quindi non solo rende difficile il progresso degli studi, ma provoca anche notevoli difficolt&agrave; ad inserirsi in un mondo del lavoro gi&agrave; precario e instabile. Da sottolineare, a questo proposito, che in Francia attualmente ci sono un 1,9 milioni di NEET, giovani tra i 25- 29 anni &#8211; not in employement, education or training &#8211; cio&egrave; senza impiego, che non seguono alcun tipo di studio o formazione.<\/p>\n<p>Di conseguenza la protesta, concretizzatasi nell&#8217;attuale collettivo Touche pas ma ZEP!, comincia nel 2014-2015, momento in cui viene decretata l&#8217;esclusione dei licei dal piano di ridistribuzione risorse dell&#8217;Educazione prioritaria. Il nuovo anno scolastico 2015-2016 comincia cos&igrave; all&#8217;insegna di una serie di scioperi proclamati dagli insegnanti delle banlieues ZEP per avere lo stesso statuto delle medie inferiori, che diventeranno invece REP, e quindi sempre beneficiarie del piano.<br \/>\n<br \/>A seguito anche di numerosi presidi sotto il ministero dell&#8217;Educazione Nazionale, gli insegnanti ricevono una prima risposta da parte del nuovo ministro, Vallaud- Belkacem, ovvero che la rifondazione dell&#8217;educazione prioritaria riguarder&agrave; esclusivamente l&#8217;istruzione obbligatoria. Nella pratica, quindi, gli studenti delle banlieues dalla fine della scuola media non avrebbero pi&ugrave; bisogno di sostegno da parte del ministero, in quanto le difficolt&agrave; di varia natura sparirebbero improvvisamente.<br \/>\n<br \/>In definitiva viene ribadito che i licei non sono considerati nel nuovo piano di redistribuzione budget previsto dalla riforma del 2014.<br \/>\n<br \/>Apparentemente si potrebbe parlare di una contraddizione, di una mancanza di senso, contando quanto l&#8217;argomento della lotta alle diseguaglianze scolastiche e disparit&agrave; sia rimarcato dal ministero stesso, tramite la serie di rapporti istituzionali sull&#8217;argomento e all&#8217;origine dell&#8217;istituto, senza considerare che uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Hollande nel 2012 era stata proprio l&#8217;educazione nazionale.<\/p>\n<p>Da un altro lato, il senso invece &egrave; molto chiaro, e si gioca sul piano di ostacolo ad una reale eguaglianza sostanziale dell&#8217;educazione: alimentando un sistema educativo sempre pi&ugrave; elitario, si contribuisce alla ghettizzazione sempre pi&ugrave; profonda degli abitanti delle banlieues, gi&agrave; di per s&eacute;  in condizioni svantaggiate, dove alla disoccupazione si aggiunge spazio alla crescita della piccola criminalit&agrave;, per poi di conseguenza giustificare ad esempio l&#8217;aumento di controlli di identit&agrave; a tappeto (pratica diffusa nelle periferie, molto poco legittima) da parte delle forze dell&#8217; ordine, la cui violenza &egrave; senza limiti fra perquisizioni, percosse, etc.<\/p>\n<p>Non bisogna poi ignorare che la mancanza di inserimento dei licei nella riforma REP lascia studenti, insegnanti e personale scolastico in uno stato di incertezza totale: in quanto, in prima battuta, la classificazione ZEP dei licei non potr&agrave; sicuramente coesistere parallelamente alla nuova REP, anche solo considerato il deterioramento del vecchio fondo.<br \/>\n<br \/>Infatti, quello che nello specifico viene rivendicato parte anche dal fatto che i criteri di eligibilit&agrave; nell&#8217;accesso ai benefici ZEP-REP mancano di trasparenza, e la situazione dal lato degli insegnanti &egrave; gi&agrave; precaria relativamente agli incentivi e scatti di anzianit&agrave;, data l&#8217;annunciata perdita dei premi salariali previsti in origine.<br \/>\n<br \/>A riguardo, secondo le ultime dichiarazioni della ministra Vallaud- Belkacem relative a un decreto attuativo del 2015, si &egrave; fatta strada la possibilit&agrave; di integrare, secondo parametri ancora non chiari, una clausola di salvaguardia, destinata agli insegnanti ex ZEP, appunto, avente ad oggetto indennit&agrave; specifiche prematurate che, a fronte dell&#8217;uscita dei licei dal fondo, saranno prolungate fino al 2017 in via provvisoria, ma non per i neoassunti in tali istituti, ai quali i benefici ZEP, per quella data, non saranno erogati a causa della soppressione totale e definitiva dalla lista dell&#8217;Educazione Prioritaria. Si escludono cos&igrave; i nuovi professori, e si mette a rischio la stabilit&agrave; del corpo insegnante, uno dei punti chiave del supporto didattico, considerata poi l&#8217;imposizione messa in atto riguardo ai punti di trasferimento accumulati dai vecchi assunti, da utilizzare tassativamente sempre entro la fine del 2017.<br \/>\n<br \/>Gli studenti verranno privati dell&#8217;esperienza e della formazione di un corpo insegnante ferrato, e i nuovi assunti si troveranno in grande difficolt&agrave;.<\/p>\n<p>TOUCHE PAS MA ZEP!<\/p>\n<p>L&#8217; annuncio dunque di una nuova carta dell&#8217;Educazione prioritairia messa in atto da tre ministri PS uno dopo l&#8217;altro (Peillon, Hamon, Vallaud -Belkacem), &egrave; stato immediatamente accompagnato da nuove mobilitazioni nelle scuole e fra gli insegnanti a partire dal nuovo anno scolastico 2016\/2017.<br \/>\n<br \/>La costruzione di un coordinamento di questo tipo &egrave; cominciata infatti alla fine dell&#8217;anno scolastico 2016. Malgrado il tentativo, fra vaghe promesse di reimpiego, ZEP\/REP e etichette varie, di dividere gli insegnanti, unitariamente fino al 2014 schieratisi per una redistribuzione e un aumento di fondi, le mobilitazioni non si sono fermate ma anzi si sono rafforzate sull&#8217;onda anche, nella primavera 2016, del movimento contro la Loi Travail.<br \/>\n<br \/>A seguito delle dichiarazioni della ministra Vallaud -Belkacem dell&#8217;aprile 2016 sulla sparizione di fatto progressiva dei licei ZEP con la nuova riforma, la risposta degli insegnanti non ha tardato: il 18 maggio un coordinamento di licei coinvolti convoca un presidio davanti al ministero dell&#8217;Educazione.<br \/>\n<br \/>Il presidio permette quindi di diffondere i contenuti della vertenza negli ambienti militanti gi&agrave; in contatto, come Anticapitalisme &amp; R&eacute;volution &#8211; corrente della sinistra dell&#8217;NPA &#8211; e quindi nell&#8217;ambito della protesta contro la Loi El Khomri, sensibilizzando e ottenendo sostegno anche da settori nuovi come &Eacute;ducation D&eacute;bout di Nuit D&eacute;bout, di numerosi genitori e di altri collettivi di insegnanti.<\/p>\n<p>Il successo avuto dal presidio lancia e allarga la partecipazione e il sostegno alla vertenza, facendo s&igrave; che, fra maggio e luglio, una serie di riunioni alla Camera del Lavoro di Parigi portino alla creazione di un appello ufficiale (Touche pas ma ZEP!), come espressione di una piattaforma coordinata di rivendicazioni, quali: una carta ZEP estesa a tutte le banlieues dei quartieri popolari, quale che sia l&#8217;etichetta che attualmente hanno (ZEP, zona sensibile, zona violenza, etc.), con uno statuto unico, che garantisca dei mezzi permanenti tanto per le condizioni di studio e di lavoro (numero limitato di docenti effettivi per classe, lezioni con minigruppi, etc.) che per la remunerazione del personale (salario, indennit&agrave;, etc.) e loro statuto (punti supplementari in graduatoria per i prof, rilevanti per esempio per le domande di trasferimento&#8230;).<br \/>\n<br \/>Un appello ad unirsi rivolto ai docenti delle scuole dei quartieri popolari di ogni ordine e grado, in aperta rottura con la politica divisiva del governo nel settore e con le burocrazie sindacali spesso in silenzio.<br \/>\n<br \/>L&#8217;appello circola e viene firmato istituto per istituto, non dai singoli lavoratori, venendo quindi sottoposto al voto nelle assemblee generali o nelle ore di informazione sindacale.<br \/>\n<br \/>Da soli tre licei firmatari a settembre, grazie alla combattivit&agrave; delle &eacute;quipes militanti, viene subito indetto uno sciopero che arriva  rapidamente a coinvolgere altri istituti. Nonostante il tentativo del ministero di ridurre la vertenza a un problema &#8220;locale&#8221;, la dimensione ormai nazionale di quest&#8217;ultima e la potenza della coordinazione fra i lavoratori sono innegabili.<\/p>\n<p>Attorno a Touche pas ma Zep! si costruiscono assemblee generali di coordinamento, si sfruttano canali di informazione virale (pagine facebook), si allestiscono tavoli di convergenza fra le banlieues coinvolte, casse di solidariet&agrave; allo sciopero e tutto ci&ograve; che &egrave; necessario a diffondere l&#8217;appello ad altri licei colpiti dalla misura a livello nazionale, perch&eacute; gli insegnanti entrino in mobilitazione. Altro elemento importante nella crescita della piattaforma &egrave; poi la manifestazione del 15 settembre 2016 contro la Loi Travail, alla quale i lavoratori mobilitati partecipano in massa, contro la prassi di una categoria solitamente poca propensa ad unirsi a cortei interprofessionali.<br \/>\n<br \/>Il 29 settembre si arriva cos&igrave; ad una prima giornata di sciopero nazionale fra gli insegnanti riuniti intorno a Touche Pas ma ZEP!, sostenuti in certi dipartimenti anche dai sindacati. I tassi di adesione sono dell&#8217; 80%, in particolare fra i lavoratori che aderiscono per la prima volta.<br \/>\n<br \/>Il governo si trova costretto a rilasciare qualche dichiarazione a fronte di un fenomeno imprevisto: dei lavoratori che si auto-organizzano in una categoria solitamente divisa e con difficolt&agrave; a coordinarsi. Contrariamente alle aspettative di Vallaud -Belkacem, convinta che qualche  vaga promessa avrebbe calmato la protesta, in ottobre seguono altre giornate di sciopero, alle quali si aggregano insegnanti da altri dipartimenti del paese, come dimostra la combattivit&agrave; dei comitati TPZ a Marsiglia, diventati mediaticamente famosi per l&#8221;&#8217;accoglienza&#8221; data a Macron in tourn&eacute;e elettorale.<\/p>\n<p>Vista la straordinaria capacit&agrave; unificatrice dell&#8217;appello Touche pas ma ZEP!, anche a seguito dell&#8217;attenzione data dalle cronache (radio, televisione e giornali, fra cui Le Monde) prese alla sprovvista da un tale successo, a novembre la mobilitazione prosegue, sempre pi&ugrave; partecipata, e l&#8217;assemblea del coordinamento lancia un ultimatum al governo per la promulgazione di uno statuto unitario per tutte le scuole dei quartieri popolari entro il 2017, contro la sparizione della ZEP e per un miglioramento delle condizioni di lavoro senza distinzione di data d&#8217;assunzione e di ruolo fra insegnanti e fra personale e insegnanti.<br \/>\n<br \/>Conseguentemente, il 3 gennaio si ha un&#8217;altra giornata di mobilitazione da Lille a Marsiglia, con ormai pi&ugrave; di cento scuole in lotta &#8211; aderisce anche un istituto della Polinesia francese &#8211; e con tassi di adesione altissimi &#8211; fino al 100%, come a Denain. Si tratta poi di un momento che marca l&#8217;inizio di una promettente partecipazione studentesca al fianco degli insegnanti. Inoltre, non manca la crescente solidariet&agrave; da parte di colleghi e scuole non direttamente toccate dalla riforma, che per&ograve; vanno unendosi anche loro alla lotta di Touche pas ma ZEP!.<br \/>\n<br \/>Da ultimo, ulteriori progressi sono stati fatti durante il mese di gennaio con un altro sciopero nazionale a Parigi il 19 gennaio, dove si sono ritrovati in corteo pi&ugrave; insegnanti da tutto il paese.<br \/>\n<br \/>Allo stato attuale delle cose, la vertenza continua a crescere, e sempre pi&ugrave; date di mobilitazione vengono convocate.<br \/>\n<br \/>Si tratta della prima volta che, nel settore dell&#8217;Educazione, si continua a scioperare a pi&ugrave; riprese in maniera coordinata a livello nazionale, quando ci&ograve; non si era verificato finora nemmeno a livello regionale.<\/p>\n<p>Grazie in primis alla spinta dell&#8217;estrema sinistra, e quindi dei compagni, insegnanti e non solo, di Anticapitalisme &amp; R&eacute;volution, la forza dell&#8217;autorganizzazione delle lotte ha sorpassato le burocrazie sindacali, ridotte a semplici veicoli di trasmissione dell&#8217;appello Touche pas ma ZEP! e dei suoi contenuti.<br \/>\n<br \/>Si tratta di un coordinamento che si &egrave; costruito sulla base di rivendicazioni note alla categoria, che ha messo in piedi una rete di mobilitazione per iniziativa strettamente militante, condotta in campo sindacale &#8211; da A&amp;R in particolare &#8211; capace di arrivare, sfruttando tutti i canali disponibili, ai colleghi insegnanti, agli istituti sotto attacco diretto della riforma e non, per una contrapposizione unitaria e partecipata.<\/p>\n<p>Si tratta sicuramente di un&#8217;iniziativa da seguire nel panorama degli scioperi che aumentano e proseguono in Francia, e nella quale i compagni francesi proseguono l&#8217;intervento, come non hanno mai smesso di fare durante e dopo la fine del movimento della Loi Travail, lavorando e confrontandosi con quelli che sono stati i grandi risultati di un&#8217;azione intrapresa a partire della scorsa primavera: una radicalizzazione di settori inaspettati, di giovani lavoratori e studenti, maturata nel corso di un movimento esplosivo, cantiere che ha permesso creare un dialogo, di unire soggetti diversi in un fronte unico.<br \/>\n<br \/>I compagni di A&amp;R definiscono tutto ci&ograve;, appropriatamente, l&#8217;avanguardia larga, il punto da cui ripartire, una risorsa essenziale allo stato attuale delle cose.<br \/>\n<br \/>Lucidamente e pi&ugrave; che condivisibilmente, conducono una necessaria azione di ricomposizione strategica &#8211; di cui Touche pas ma ZEP! &egrave; solo uno tra gli esempi &#8211; con gi&agrave; parecchi riscontri positivi, per una reale convergenza delle lotte, che apra a nuovi scenari di un conflitto per niente finito, poich&eacute; questa &egrave; l&#8217;unica maniera per resistere agli attacchi incessanti dei governi capitalisti.<\/p>\n<p>Marta Posit&ograve;, da Parigi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE ORIGINI DELLA ZEP (ZONA DI EDUCAZIONE PRIORITARIA) L&#8217;Istituto dell&#8217;&Eacute;ducation Prioritaire nasce negli anni Ottanta ad opera del governo PCF-PS Mitterand, con l&#8217;obiettivo di classificare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-66181","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66181"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66181\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}