{"id":66252,"date":"2017-04-12T00:00:00","date_gmt":"2017-04-12T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/04\/12\/m5s-e-sindacato-la-conferma-di-un-programma-reazionario\/"},"modified":"2017-04-12T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-12T00:00:00","slug":"m5s-e-sindacato-la-conferma-di-un-programma-reazionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/04\/12\/m5s-e-sindacato-la-conferma-di-un-programma-reazionario\/","title":{"rendered":"M5S e sindacato. La conferma di un programma reazionario"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3998_grillocasco.jpg\" alt=\"3998_grillocasco.jpg\" \/><\/p>\n<p>&laquo;Disintermediare&raquo; la relazione tra dipendente e impresa. Questo concetto &egrave; al centro del documento programmatico di governo del M5S in tema di lavoro. Ovviamente il concetto &egrave; avvolto dalla tradizionale nebulosa ideologica pi&ugrave; o meno futuribile (&laquo;nuove forme di partecipazione nei luoghi di lavoro&raquo;, ecc.). Ma dentro la voluminosa confezione la merce &egrave; chiarissima: se &ldquo;uno vale uno&rdquo; che senso ha una rappresentanza di classe dei lavoratori con poteri di contrattazione?<\/p>\n<p>La suggestione non &egrave; nuova. &laquo;Il sindacato &egrave; roba da &#8216;800&raquo; esclamava Beppe Grillo in un comizio a Reggio Calabria nel 2013. &laquo;Eliminiamo i sindacati che sono una struttura vecchia come i partiti, voglio uno Stato con le palle&raquo; gridava il comico guru a Brindisi nel gennaio 2013. &laquo;Ogni lavoratore si rappresenti da solo, il sindacato non serve a nulla&raquo; dichiarava un mese fa Luigi di Maio a proposito dei licenziamenti di Almaviva. Si potrebbe continuare a lungo. Non si tratta di esagerazioni oratorie. Si tratta della cifra profondamente antioperaia del M5S. Una  ideologia che dissolve le classi e il loro conflitto in una massa indistinta di &ldquo;cittadini&rdquo; atomizzati, soli davanti al proprio computer nell&#8217;universo virtuale della rete, per quale ragione dovrebbe riconoscere una organizzazione collettiva dei salariati?<\/p>\n<p>Non &egrave; una postura puramente &ldquo;ideologica&rdquo;. &Egrave; un posizionamento politico. Una forza politica che assume la piccola e media impresa capitalistica come proprio referente sociale strategico, che offre alle imprese l&#8217;abolizione dell&#8217;Irap (con cui si finanzia la sanit&agrave; pubblica) a vantaggio dei loro profitti, segnala semplicemente al proprio mondo di riferimento la propria avversit&agrave; al sindacato, dentro una competizione nel corteggiamento dell&#8217;impresa che si fa particolarmente affollata. Negli stessi anni in cui Marchionne ha scatenato la propria offensiva antisindacale, in cui il padronato lavora a svuotare il contratto nazionale nel nome di &ldquo;libere relazioni aziendali&rdquo; (sfruttando la subalternit&agrave; delle burocrazie sindacali), in cui le imprese si costruiscono il proprio welfare aziendale rafforzando il vincolo di subordinazione dei propri dipendenti, il programma di &ldquo;disintermediazione&rdquo; del rapporto tra lavoratore e impresa avanzato dal M5S &egrave; tutto tranne che casuale: da un lato esprime sintonia con le tendenze dominanti, dall&#8217;altro si pone in aperta concorrenza col renzismo e col centrodestra nella conquista del blocco piccolo-medio borghese proprietario. Di pi&ugrave;. Proprio nel momento in cui l&#8217;indebolimento politico sub&igrave;to ha costretto Renzi (e Gentiloni) a retrocedere dall&#8217;offensiva frontale contro i sindacati, il M5S gioca cinicamente allo scavalco del renzismo sul terreno della contrapposizione al sindacato. Proprio nel momento in cui il centrodestra fatica a ricomporre le proprie contraddizioni politiche nella rappresentanza del proprio blocco piccolo-medio borghese, il M5S si candida scopertamente a rappresentare quel mondo. <\/p>\n<p>&laquo;Il M5S realizzer&agrave; ci&ograve; che voleva fare Berlusconi&#8230; che &egrave; stato un punto di riferimento per gli imprenditori&raquo; (La Stampa, 9\/4): non lo ha detto un rozzo calunniatore del grillismo, ma Massimo Colomban, assessore della giunta Raggi, padrone del Nord-Est, mediatore nazionale dell&#8217;incontro tra M5S e l&#8217;organizzazione padronale Confapri, tra i principali organizzatori del convegno celebrativo di Ivrea a un anno dalla morte di Casaleggio. La proiezione del M5S verso la vecchia base sociale del berlusconismo nel Nord e nel Nord-Est ha rappresentato sin dall&#8217;inizio un assillo di Gianroberto Casaleggio. Ad oggi il Nord ed in particolare il Nord-Est &egrave; ancora il lato relativamente pi&ugrave; debole dello sviluppo del grillismo. Ma proprio per questo l&#8217;attenzione politica del M5S verso il blocco delle imprese del Nord si far&agrave; sempre pi&ugrave; insistente, in proporzione alle ambizioni nazionali di governo. Il convegno di Ivrea &egrave; stato un investimento anche e soprattutto in quella direzione.<\/p>\n<p>Il grande capitale non punta oggi sul M5S. Diffida della sua improvvisazione, sente estranea la sua logica di setta, guarda con apprensione il suo possibile accesso al governo. A Ivrea, non a caso, la grande impresa era sostanzialmente assente (con l&#8217;unica eccezione di Google Italia). Ma parallelamente, la crisi congiunta del renzismo e del centrodestra rafforza il grillismo e la sua presa interclassista. E la setta dirigente del M5S sa che lo sviluppo della propria forza elettorale e il proprio radicamento nella piccola e media impresa &egrave; anche la via per lustrare la propria candidatura di governo agli occhi del grande capitale.<br \/>\n<br \/>La borghesia non sposa mai di primo acchito le forze populiste reazionarie, preferendo i propri strumenti tradizionali. Ma se e quando le forze populiste dovessero apparire una carta vincente o un riferimento obbligato nella contrapposizione al lavoro, la borghesia non si farebbe scrupolo nell&#8217;usare la loro massa d&#8217;urto. &Egrave; la lezione dell&#8217;esperienza storica.<\/p>\n<p>Naturalmente ci sono ben presenti le contraddizioni del M5S, i suoi elementi di fragilit&agrave;, la guerra per bande che l&#8217;attraversa nei territori, la sua difficolt&agrave; a selezionare un quadro dirigente della macchina statale borghese che sia al tempo stesso &#8220;capace&#8221; e fedele al comando della setta. L&#8217;esperienza di Roma (e non solo) &egrave; emblematica. Ma sono le contraddizioni di un movimento politico reazionario con influenza di massa. Non cogliere questo aspetto, e salutare il M5S come possibile sponda politica e sindacale per i lavoratori, significa disarmare l&#8217;avanguardia di classe di fronte a un nemico politico. Continuare ad affermare, con tono indulgente, che il M5S non &egrave; n&eacute; di destra n&eacute; di sinistra, e per questo permeabile alle ragioni del lavoro, significa avvallare la truffa del grillismo proprio nel suo aspetto ideologico: la rivendicazione di una rappresentanza dei cittadini fuori dalle vecchie ideologie &egrave; infatti esattamente la cifra di una cultura reazionaria in funzione del suo sfondamento interclassista. Non a caso &egrave; un tratto ideologico costante, seppur in forme diverse, di tutti i populismi reazionari in Europa e nel mondo. Il grillismo, sicuramente atipico, non fa eccezione.<\/p>\n<p>La battaglia politica contro il grillismo &egrave; stata ed &egrave; in questi anni un aspetto importante della nostra battaglia controcorrente tra i lavoratori e nel confronto a sinistra. Tanto pi&ugrave; lo &egrave; e lo sar&agrave; in un contesto politico nel quale l&#8217;accesso del M5S al governo del capitalismo italiano &egrave; una prospettiva che, per quanto difficile, non pu&ograve; pi&ugrave; essere esclusa. La contrapposizione alle tre destre (renzismo, salvinismo, grillismo) &egrave; oggi pi&ugrave; che mai la cartina di tornasole di una politica di classe.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Disintermediare&raquo; la relazione tra dipendente e impresa. Questo concetto &egrave; al centro del documento programmatico di governo del M5S in tema di lavoro. 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