{"id":66282,"date":"2017-05-01T00:00:00","date_gmt":"2017-05-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/01\/lavoratori-di-tutto-il-mondo-unitevi\/"},"modified":"2017-05-01T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-01T00:00:00","slug":"lavoratori-di-tutto-il-mondo-unitevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/01\/lavoratori-di-tutto-il-mondo-unitevi\/","title":{"rendered":"Lavoratori di tutto il mondo unitevi!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4036_0001.jpg\" alt=\"4036_0001.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il Primo maggio &egrave; il simbolo dell&#8217;unit&agrave; di classe internazionale dei lavoratori contro lo sfruttamento del capitale.<br \/>\n<br \/>La Grande Crisi ha portato alla luce ancora una volta l&#8217;irrazionalit&agrave; di questo sistema. Montagne di miliardi a sostegno delle banche, per &ldquo;salvare la (loro) economia&rdquo;. Tagli, restrizioni, sacrifici sempre pi&ugrave; insopportabili per finanziare questo soccorso pubblico al capitalismo in crisi. Per competere sui mercati si comprimono i salari, si allunga l&#8217;orario di lavoro, si tagliano i diritti sindacali individuali e collettivi, si smantella il contratto nazionale, in una corsa infinita che arruola i salariati di ogni paese in una guerra permanente contro altri salariati. Mentre le stesse borghesie che predicano rigore e sacrifici ai propri operai nel nome del superiore &ldquo;interesse nazionale&rdquo; imboscano il frutto della propria rapina nei paradisi fiscali.<\/p>\n<p>IL FALLIMENTO DEL RIFORMISMO<\/p>\n<p>Il sogno di un capitalismo onesto e dal volto umano, di una Europa sociale, democratica e di pace, si &egrave; rivelato un&rsquo;utopia e una truffa.<\/p>\n<p>Le socialdemocrazie, negli ultimi trent&#8217;anni, hanno aperto la strada alle controriforme sociali: da Blair a Schroeder, da Prodi a Hollande. Ed anche la nuova Sinistra Europea finisce sempre col gestire, una volta al governo, le stesse politiche antioperaie. Tsipras ha gestito la stessa politica della troika che aveva denunciato dall&#8217;opposizione. La Rifondazione Comunista di Bertinotti e Ferrero vot&ograve; al governo (Prodi) guerra e sacrifici, contro cui era nata, sino al suicidio.<\/p>\n<p>La capitolazione riformista in epoca di crisi spiana la strada al populismo reazionario, che monta in larga parte d&#8217;Europa, nel segno della guerra ai migranti. Il suicidio della sinistra politica e sindacale ha accompagnato in Italia e in Europa l&#8217;avanzata di posizioni nazionalistiche-reazionarie, sovraniste, populiste e securitarie dei Le Pen, Salvini e Grillo, in un&rsquo;autentica gara per meglio colpire i diritti di lavoratori e sfruttati; e sono la cartina di tornasole dell&rsquo;assenza di una direzione conseguentemente rivoluzionaria del movimento operaio in Italia in Europa e nel mondo.<\/p>\n<p>Si aggiungono i nuovi venti di guerra: la vittoria di Trump, l&#8217;intervento militare degli Stati Uniti in Siria e il bombardamento in Afghanistan rappresentano la smentita nei fatti delle interpretazioni che vedevano gli Stati Uniti pronti a ritirarsi da un ruolo di primo piano nello scenario mondiale. La vittoria di Trump ha invece dimostrato una volta di pi&ugrave; come in questa fase storica segnata dalla grande crisi del capitalismo non solo si &egrave; esaurito lo spazio per ogni ipotesi riformista, ma che anche le vecchie forme della politica borghese conoscono una crisi senza precedenti.<\/p>\n<p>LA VERA ALTERNATIVA &Egrave; TRA SOCIALISMO E REAZIONE<\/p>\n<p>La vera alternativa non &egrave; tra destra e sinistra, ma tra classe lavoratrice e borghesia. Tra rivoluzione e reazione. Questo &egrave; il grande bivio del nostro tempo. Solo il rovesciamento del capitalismo pu&ograve; liberare un orizzonte di progresso. Attraverso un&#8217;organizzazione socialista della societ&agrave; che metta nelle mani di chi lavora le leve fondamentali dell&#8217;economia, a partire dalla grande industria e dalle banche. <\/p>\n<p>Riducendo l&#8217;orario di lavoro a parit&agrave; di paga per dare a tutti e a tutte un lavoro.<br \/>\n<br \/>Riconvertendo le produzioni nocive, a difesa della salute e dell&#8217;ambiente.<br \/>\n<br \/>Ricostruendo e allargando le protezioni sociali.<br \/>\n<br \/>Finalizzando l&#8217;intera economia ai bisogni di tutti, non al profitto di pochi. <\/p>\n<p>Solo un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e la loro forza, pu&ograve; realizzare queste misure. L&#8217;alternativa a questa prospettiva rivoluzionaria internazionale &egrave; l&#8217;imbarbarimento del mondo. Non una minaccia, ma un processo gi&agrave; in atto.<\/p>\n<p>LA CLASSE OPERAIA &Egrave; UNA POTENZA MONDIALE<\/p>\n<p>La classe ha subito in larga parte del pianeta un arretramento pesante in questi decenni.<br \/>\n<br \/>Il sistematico tradimento dei propri partiti e delle burocrazie sindacali ha frantumato le sue lotte di resistenza, ha favorito disgregazione e sconfitte, ha trascinato un arretramento diffuso della coscienza di ampi settori di massa. A beneficio del padronato e del populismo reazionario.<\/p>\n<p>Eppure resta l&#8217;unica forza che pu&ograve; costruire un ordine nuovo, ponendosi alla testa di tutte le domande di liberazione. I salariati nel mondo superano ormai i due miliardi. Le resistenze sociali continuano a percorrere il mondo. A partire dalle lotte dell&#8217;enorme proletariato cinese, che ha strappato in dieci anni la triplicazione del salario. O da quelle per il salario minimo negli USA. Nella stessa Europa la grande mobilitazione francese contro il Jobs Act d&rsquo;oltralpe, nel segno dell&#8217;unit&agrave; tra salariati e giovani, ha spezzato la morsa dello stato d&#8217;assedio e delle leggi eccezionali (votate vergognosamente dal Front de Gauche), riproponendo al centro dello scontro sfruttati e sfruttatori. In Italia ci sono stati e ci sono tuttora numerosi episodi di resistenza che vengono da ampi settori di classe: dal 40% di no che il rinnovo del CCNL metalmeccanico ha ottenuto nelle grandi fabbriche alla resistenza dei lavoratori Almaviva, dalle lotte della logistica agli scioperi in Fincantieri a Palermo, e per ultimo il 70% di no dei lavoratori e delle lavoratrici di Alitalia che hanno respinto l&rsquo;ennesimo accordo capestro.<br \/>\n<br \/>Segnali di resistenza che non possono essere lasciati soli ad affrontare lo scontro di classe, e che dimostrano che la ribellione &egrave; possibile ed &egrave; l&#8217;unica via.<\/p>\n<p>PER UN PARTITO RIVOLUZIONARIO IN OGNI PAESE E INTERNAZIONALMENTE<\/p>\n<p>Tutta l&#8217;esperienza di classe, passata e recente, ci dice una cosa: non basta il movimento di lotta, &egrave; essenziale la coscienza politica. La direzione del movimento. Le lotte pi&ugrave; grandi possono persino rovesciare un regime oppressivo, come &egrave; accaduto in Tunisia o in Egitto. Ma se non si sviluppa la coscienza politica, congiungendosi a un progetto rivoluzionario, anche la lotta pi&ugrave; grande &egrave; condannata prima o poi alla sconfitta. Costruire controcorrente tra gli sfruttati una coscienza di classe anticapitalista e rivoluzionaria &egrave; il compito insostituibile di un partito comunista, in ogni paese e nel mondo intero. Organizzare i lavoratori pi&ugrave; coscienti attorno a un programma di rivoluzione; unire nella stessa organizzazione tutti coloro che condividono questo programma; radicare questa organizzazione tra i lavoratori e in ogni movimento di lotta; ricondurre ogni esperienza di lotta, nella propaganda e agitazione di ogni giorno, alla prospettiva della rivoluzione sociale e del potere dei lavoratori.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori si batte nelle lotte dei lavoratori, in ogni lotta di resistenza sociale per questo progetto di liberazione e rivoluzione. Per la costruzione di un partito internazionale della classe lavoratrice basato su questa prospettiva: l&#8217;unica vera alternativa.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Primo maggio &egrave; il simbolo dell&#8217;unit&agrave; di classe internazionale dei lavoratori contro lo sfruttamento del capitale. 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