{"id":66285,"date":"2017-05-01T00:00:00","date_gmt":"2017-05-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/01\/i-pompieri-di-malaga-spagna-dimostrano-il-vero-coraggio-nella-lotta\/"},"modified":"2017-05-01T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-01T00:00:00","slug":"i-pompieri-di-malaga-spagna-dimostrano-il-vero-coraggio-nella-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/01\/i-pompieri-di-malaga-spagna-dimostrano-il-vero-coraggio-nella-lotta\/","title":{"rendered":"I pompieri di Malaga (Spagna) dimostrano il vero coraggio nella lotta"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4041_18193719_1904964709739180_5017555044546907406_n.jpg\" alt=\"4041_18193719_1904964709739180_5017555044546907406_n.jpg\" \/><br \/>\nUna lotta storica ed esemplare, quella che stanno portando avanti i pompieri del Real Cuerpo de Bomberos de Malaga (Spagna). I nostri colleghi di Malaga (i pompieri in Spagna sono organizzati in corpi provinciali) infatti proseguono in uno stato di mobilitazione avanzata da pi&ugrave; di quattro mesi.<\/p>\n<p>Tutto inizia a fine dicembre 2016 quando un pompiere, a seguito di un trasferimento ingiustificato, decide di rinchiudersi in un reparto della caserma. Lo stesso, tramite Whatsapp, comunica ai suoi colleghi questa decisione spiegandone i motivi. Dopo poco pi&ugrave; di un&#8217;ora, nel reparto, si contavano 50 lavoratori, che ora decidevano in assemblea l&#8217;occupazione ad oltranza della caserma e come portare avanti una lotta comune.<br \/>\n<br \/>Come spesso accade nello sviluppo delle lotte, &egrave; stato un &ldquo;banale&rdquo; attrito a rappresentare la scintilla dell&#8217;incendio. Il malessere rapidamente si &egrave; allargato, ed i pompieri di Malaga denunciano le pessime condizioni generali di lavoro, provocando cos&igrave; il flashover.<br \/>\n<br \/>Il RCBM conosce una situazione di degrado da lungo tempo, ma &egrave; ora arrivato ad un punto insostenibile,  ad una situazione esplosiva.<br \/>\n<br \/>I lavoratori denunciano la mancanza di squadre specializzate e attrezzature adeguate per far fronte a varie emergenze, denunciano il recente smantellamento del gruppo di salvataggio e dell&#8217;unit&agrave; sanitaria, denunciano lo stato rovinoso delle loro caserme. A questo si aggiunge una mal gestione delle risorse da parte dell&#8217;amministrazione: acquisti di attrezzature scadenti e utilizzo dei fondi del corpo per altri fini (tra i tanti l&#8217;acquisto di una vettura nuova per il sindaco).<\/p>\n<p>L&#8217;et&agrave; media dei pompieri di Malaga supera i 50 anni e, non prevedendo nuove assunzioni, l&#8217;organico &egrave; integrato da lavoratori esterni che non hanno la preparazione necessaria per svolgere questo lavoro. Inoltre &egrave; il corpo di pompieri che detiene la pi&ugrave; lunga giornata lavorativa dello stato spagnolo (tra le 45 e 47 ore settimanali) e, contrariamente a quanto riconosciuto ai colleghi degli altri territori spagnoli, a loro si nega una categoria lavorativa adeguata.<\/p>\n<p>Le rivendicazioni dei pompieri in lotta si concentrano quindi nel riconoscimento della loro categoria professionale, nella diminuzione della giornata lavorativa, nell&#8217;aggiornamento del regolamento interno antidemocratico (fermo ancora al 1959), in nuove assunzioni, nel miglioramento delle caserme, nel rinnovamento delle attrezzature. In pi&ugrave; esigono la destituzione del capo del Corpo, riconosciuto come il maggior responsabile di questo stato di degrado.<\/p>\n<p>Queste le condizioni per terminare con l&#8217;occupazione e con lo sciopero. Infatti dal 14 marzo, dopo la prolungata occupazione delle caserme (issando bandiere pirata), dopo  cortei molto partecipati, i lavoratori hanno deciso di entrare in sciopero. Il primo sciopero della storia del Corpo. Uno sciopero dove, per la particolarit&agrave; del lavoro, i pompieri continuano a lavorare. L&#8217;ambizione per&ograve; &egrave; quella di propagandare il significato ed il valore dello sciopero (non tanto gli effetti dello sciopero in s&eacute;), integrandolo con una campagna di sensibilizzazione e di lotta sociale, perch&eacute; &egrave; una lotta che riguarda tutti. E&#8217; sorto cos&igrave; un comitato di sciopero che supera il modello rappresentativo e concertativo dei sindacati, qui i lavoratori tutti sono protagonisti per davvero. L&#8217;amministrazione prova a disconoscerlo, preferendo il dialogo con i soliti sindacati complici (UGT, CSIF e UPLB), ma non sembra funzionare. Altro elemento avanzato di cui si sono dotati i pompieri in lotta &egrave; stata la creazione di una cassa di resistenza, dove ognuno versa mensilmente 50 euro, per affrontare qualsiasi imprevisto che possa capitare a qualsiasi collega, come in caso di sospensione dal lavoro o taglio al salario, sanzioni o spese in avvocati.<\/p>\n<p>Oltre allo sciopero lavorativo, l&#8217;assemblea dei lavoratori auto-organizzati ha espresso la volont&agrave; di iniziare uno sciopero della fame se le trattative restano interrotte. &ldquo;Sar&agrave; responsabilit&agrave; dell&#8217;amministrazione se entreremo in malattia&rdquo;, affermano i pompieri in lotta.<br \/>\n<br \/>L&#8217;amministrazione, con a capo il sindaco Francisco de la Torre del Partido Popular, tenta di arrestare ogni rivendicazione e mobilitazione. Prima con la scusa che &egrave; stato appena firmato un nuovo contratto di lavoro (con sindacati complici e non rappresentativi) per cui si dovrebbe aspettare un altro anno per discutere delle rivendicazioni, e poi con l&#8217;uso di minacce: l&#8217;amministrazione ha aperto procedimenti disciplinari e penali indirizzati a vari pompieri con il fine di intimidirli, accusando anche i sindacati combattivi (il Sindicato Andaluz de Bomberos e Comisiones Obreras) di vandalismo, discreditandoli. Vero &egrave; che la rabbia dei pompieri ha assunto forme acute. Sono apparsi graffiti inneggianti alla lotta nelle caserme e nei mezzi di soccorso, e cartelli nelle residenze private dei capi del Corpo. Anche dall&#8217;altra parte della barricata un comportamento ostile ed irresponsabile da parte dell&#8217;amministrazione, che pare non sentirci.<\/p>\n<p>I lavoratori non si fanno intimidire dalla repressione, ed in aggiunta alle rivendicazioni gi&agrave; menzionate, come condizione per la smobilitazione della lotta, chiedono il ritiro di tutti i provvedimenti disciplinari. N&eacute; si fanno abbindolare dal presunto rispetto di termini legali-giuridici per cambiare le loro condizioni lavorative. Sanno che &egrave; la lotta che comanda su tutto. Pablo Boj, del Sindicato Andaluz de Bomberos, afferma che &ldquo;l&#8217;esperienza ci ha dimostrato che i tavoli di concertazione con questa amministrazione sono uno strumento utile solo per diluire e addormentare i conflitti.&rdquo;<\/p>\n<p>I pompieri di Malaga, nella loro lotta, stanno conoscendo un appoggio completo da parte della popolazione e dagli altri pompieri spagnoli, che vivono condizioni simili. Hanno ricevuto pi&ugrave; di 50 video di solidariet&agrave; da parte dei loro colleghi degli altri corpi spagnoli, oltre anche a quelli dei pompieri di Londra, Bruxelles ed alcuni francesi. E ancora l&#8217;appoggio di molti collettivi di lavoratori in lotta.<br \/>\n<br \/>Una grande manifestazione tra le strade di Malaga si &egrave; tenuta domenica 23 aprile, dove la popolazione ha sfilato sotto lo slogan &ldquo;Il popolo sta con i pompieri!&rdquo;. I pompieri in lotta ne sono coscienti: &ldquo;Rappresentiamo un problema all&#8217;amministrazione, che ci vede come una spesa &ldquo;inutile&rdquo;, che non genera profitto. E ci si ricorda di noi solo quando succede qualcosa di grosso. L&#8217;apparato amministrativo, invece di stare al servizio delle masse popolari, si &egrave; trasformata in un meccanismo per fare affari. Per assicurare benefici ai capitalisti.&rdquo; Questo affermano Luis e Antonio, membri del comitato di sciopero.<\/p>\n<p>Anche a Malaga, come in Italia, il degrado &egrave; dovuto ai tagli portati avanti a livello statale, regionale e municipale, da quando &egrave; cominciata la crisi. La crisi capitalista, in ogni lato del pianeta, viene fatta pagare ai lavoratori: licenziamenti, taglio e privatizzazione dei servizi, diminuzione del welfare, aumento della precariet&agrave;, soppressione di diritti&#8230; Il tutto per salvaguardare i profitti di una piccola minoranza della societ&agrave;.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; da escludere che lo smantellamento perpetuato da tempo nei confronti del Real Cuerpo de Bomberos de Malaga sia in funzione di una prossima privatizzazione del servizio.<\/p>\n<p>Alla lotta dei pompieri di Malaga va data la nostra piena solidariet&agrave;, appoggiando le loro rivendicazioni. Sottolineiamo al contempo la necessit&agrave; di unificare la lotta di tutti i pompieri della Spagna, che vivono problematiche similari, nella prospettiva della creazione di un unico corpo dei pompieri a livello statale, diretto dai lavoratori stessi, capace di portare garanzie e stabilit&agrave;, ed un&#8217;equit&agrave; di trattamento. Unire poi tutti i lavoratori in una lotta pi&ugrave; generale contro i vari governi che rappresentano gli interessi dei capitalisti.<\/p>\n<p>Elder Rambaldi &#8211; vigile del fuoco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lotta storica ed esemplare, quella che stanno portando avanti i pompieri del Real Cuerpo de Bomberos de Malaga (Spagna). 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