{"id":66318,"date":"2017-05-25T00:00:00","date_gmt":"2017-05-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/25\/di-incesto-aborto-e-tredici-anni\/"},"modified":"2017-05-25T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-25T00:00:00","slug":"di-incesto-aborto-e-tredici-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/05\/25\/di-incesto-aborto-e-tredici-anni\/","title":{"rendered":"Di incesto, aborto e tredici anni"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4112_patriarchy-womens-rights.jpg\" alt=\"4112_patriarchy-womens-rights.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La quantit&agrave; di particolari agghiaccianti della storia della tredicenne di Rimini (1) &egrave; tale da lasciare sgomenti, tanto che trarne un discorso logico e coerente diventa difficile. In primis lo stupro, che come indicano le statistiche avviene principalmente dentro le sacre mura domestiche (il 69%). E poi la giovanissima et&agrave; della vittima. Quel padre tanto ansioso di farla abortire ma cos&igrave; poco interessato a capire chi fosse stato ad abusare della figlia. La corsa al consultorio per cancellare dal corpo della figlia la prova della violenza. L&rsquo;ospedale privato che, senza chiedere nulla, esegue un aborto, su una tredicenne. E l&rsquo;aborto neanche riesce. Il padre violentatore che scappa all&rsquo;estero.<\/p>\n<p>Quante violenze sul corpo di una bambina.<\/p>\n<p>&Egrave; da storie come queste che emerge il bisogno del potenziamento dei consultori, non solo come garanzia di salute e autodeterminazione delle donne, ma come avamposto contro la violenza di genere. Ed &egrave; da storie come questa che emerge la necessit&agrave; di chiamare le cose con il loro nome e abbandonare una volta per tutte quel velo di ipocrisia che circonda l&rsquo;istituzione della famiglia.<\/p>\n<p>L&rsquo;incesto &egrave; una di quelle forme di violenza che spesso, per il disgusto che suscita e lo stigma sociale che l&rsquo;accompagna, viene passata sotto silenzio. Eppure violenze, stupri e femminicidi hanno come teatro principale quella &ldquo;santa famiglia&rdquo; difesa a spada tratta da bigotti, religiosi, sentinelle in piedi e ipocriti del Family Day.<\/p>\n<p>Se ne parla difficilmente perch&eacute; nell&rsquo;incesto, meglio forse che nella violenza sessuale generica, emerge l&rsquo;oggettificazione dell&rsquo;essere femminile in tutta la sua forza: quale soluzione migliore che &ldquo;usare&rdquo; a scopi sessuali l&rsquo;oggetto che si trova cos&igrave; a portata di mano? Quale migliore vittima di chi dipende in ogni senso dal suo carnefice? Quale migliore vittima di chi non ha altri a proteggerla? Gi&agrave; per le vittime di violenza &egrave; difficilissimo uscire allo scoperto e denunciare, figuriamoci quando l&rsquo;autore della violenza &egrave; il proprio padre, fratello, nonno ecc, quando all&rsquo;orrore per la violenza si accompagnano infinite implicazioni psicologiche e affettive.<\/p>\n<p>Circa un anno fa, nell&rsquo;ambito della vicenda della piccola Fortuna Loffredo, il Garante per l&rsquo;infanzia della regione Campania ha affermato che &ldquo;ci sono interi quartieri dove l&rsquo;incesto &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; elevata a normalit&agrave;&rdquo;. Delle richieste a Telefono Azzurro, una su tre riguarda appunto questo particolare tipo di violenza sessuale.<br \/>\n<br \/>La violenza fisica generica &egrave; equamente divisa (o quasi: 47% contro 53%), mentre per quella sessuale la differenza tra maschi e femmine &egrave; evidente (32% contro 68%). Sul carnefice non ci sono dubbi: 88 volte su 100 chi abusa di un bimbo o una bimba &egrave; un uomo e 8 volte su 10 frequenta la casa della vittima. Spesso si tratta del padre (4 volte su 10) con la complicit&agrave; o meno della madre.<\/p>\n<p>Quattro su dieci.<\/p>\n<p>Il problema tuttavia non pu&ograve; essere certo circoscritto per area geografica o contesto culturale. Troppo comodo derubricare tutto a &ldquo;degrado sociale&rdquo;. Manca sul tema dell&rsquo;incesto una vera e propria politica di contrasto e di formazione degli operatori. Per forza, parlare di incesto significa minare alle basi la santit&agrave; della struttura famigliare, cos&igrave; cara alla cultura borghese e patriarcale. Parlare di incesto significa urlare a gran voce che la famiglia non &egrave; un luogo sicuro, anzi, i numeri ci dicono che &egrave; il luogo pi&ugrave; pericoloso di tutti. Parlare di incesto significa anche spiegare a bambini e ragazzi, ma soprattutto bambine e ragazze, che la violenza probabilmente verr&agrave; dagli affetti, da padri, fratelli, mariti, compagni. O ex, che il &ldquo;lupo nero&rdquo; non si nasconde in una strada buia isolata, ma dentro le mura di casa e pu&ograve; fare leva su tutta una serie di condizionamenti psicologici, affettivi e materiali.<\/p>\n<p>Finch&eacute; sar&agrave; questa la cultura dominante, una cultura omertosa per eccellenza, le violenze continueranno e si allargheranno, come sta avvenendo tra gli adolescenti, sempre pi&ugrave; protagonisti di atti di violenza sessista.<\/p>\n<p>Solo abbattendo il patriarcato e il modello di famiglia che propone possiamo tutelare veramente le vittime degli abusi. Solo instaurando rapporti sociali non basati sullo sfruttamento insegneremo alle donne e agli uomini che le persone non sono merci od oggetti. Perch&eacute; violenza fisica, psicologica e sessuale, incesto e femminicidio hanno tutti una radice comune: la cultura patriarcale e capitalista, che si basa sullo sfruttamento stesso di una classe su un&rsquo;altra, di un genere sull&rsquo;altro e che vede donne e bambini come oggetti appartenenti al pater familias, che pu&ograve; disporne a suo piacimento.<\/p>\n<p>Rovesciare i rapporti di forza, instaurare una societ&agrave; nuova, in cui nessuno sia pi&ugrave; sfruttato &egrave; l&rsquo;unica soluzione definitiva.<\/p>\n<p>(1) http:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/rimini\/cronaca\/aborto-1.3145123<\/p>\n<p>Collettivo Femminista Rivoluzionario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quantit&agrave; di particolari agghiaccianti della storia della tredicenne di Rimini (1) &egrave; tale da lasciare sgomenti, tanto che trarne un discorso logico e coerente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-66318","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66318\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}