{"id":66359,"date":"2017-07-01T00:00:00","date_gmt":"2017-07-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/07\/01\/100-anni-dalla-rivoluzione-russa-storia-attualit-e-alternative-2\/"},"modified":"2017-07-01T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-01T00:00:00","slug":"100-anni-dalla-rivoluzione-russa-storia-attualit-e-alternative-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/07\/01\/100-anni-dalla-rivoluzione-russa-storia-attualit-e-alternative-2\/","title":{"rendered":"100 anni dalla Rivoluzione Russa, storia, attualit&agrave; e alternative"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Marco Ferrando pubblicata sul Blog del Corriere della Sera<br \/>\n<br \/>&#8220;Poche Storie&#8221;  il  30 GIUGNO 2017<br \/>\n<br \/>di Silvia Morosi e Paolo Rastelli | @MorosiSilvia @paolo_rastelli<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4149_LENIN.jpg\" alt=\"4149_LENIN.jpg\" \/><br \/>\nCorriere:<br \/>\n<br \/>Nel 2017 l&rsquo;orologio della Storia segna un passaggio epocale. Nel mese di ottobre, infatti, sar&agrave; passato un secolo da quando, nell&rsquo;ex impero zarista, un&rsquo;incredibile forza popolare riusc&igrave; a trasformare in realt&agrave; quella che sembrava un&rsquo;impresa impossibile: prendere il Palazzo d&rsquo;Inverno e portare a compimento il sogno di una rivoluzione comunista. Nel secolo trascorso da quel momento, tutto sembra cambiato, fuorch&eacute; la necessit&agrave; delle masse di tornare a recitare un ruolo di primo piano sul palcoscenico degli eventi mondiali, rovesciando il capitalismo. Noi di Poche Storie abbiamo provato a interrogare, con l&rsquo;aiuto di Marco Ferrando, autore de &ldquo;Cento anni. Storia e attualit&agrave; della rivoluzione comunista&rdquo;, i cento anni che separano l&rsquo;oggi dai fatti del 1917. Per capire cosa di quel passato che sembra lontano, appartenendo a un altro secolo, in realt&agrave; resti vivo nel presente. Raccontando quindi una storia a ritroso. La rivoluzione d&rsquo;Ottobre ha segnato l&rsquo;intero corso del Novecento ben al di l&agrave; della vicenda russa. Cento anni dopo si ripropongono intatte tutte le ragioni storiche di quell&rsquo;evento<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Oggi la categoria della rivoluzione appare certo desueta. L&rsquo;ideologia dominante l&rsquo;ha rimossa nel nome del &ldquo;superamento delle ideologie&rdquo;. La stessa sinistra internazionale, nelle sue correnti maggioritarie, l&rsquo;ha esplicitamente rinnegata o la considera materia d&rsquo;archivio, magari utile per qualche ricorrenza, ma estranea ad ogni prospettiva reale. Eppure &egrave; forse utile ricordare che anche cento anni fa la rivoluzione era considerata &ldquo;impossibile&rdquo;, visto che dal 1848 non si era pi&ugrave; affacciata in Europa (con l&rsquo;unica eccezione del 1905 russo), spiega Ferrando, professore di filosofia impegnato da sempre all&rsquo;interno del movimento dei lavoratori.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>L&rsquo;attualit&agrave; delle idee della Rivoluzione e del marxismo &egrave; testimoniata dalla crisi del capitalismo mondiale. Il rovesciamento del capitalismo in Russia apr&igrave; per la prima volta il varco a imponenti processi di emancipazione. L&rsquo;intero corso dei  movimenti nazionali anticoloniali in Asia (innanzitutto in Cina), in Medio Oriente, in Africa, nella stessa America Latina (Cuba), sarebbero stati impensabili senza la sponda economica, politica, militare dell&rsquo;Unione Sovietica.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>La stessa avanzata delle conquiste sociali in Occidente (welfare state) fu possibile non solo in ragione dei trenta anni gloriosi del boom capitalistico post bellico (costruito sui 50 milioni di morti della Seconda Guerra), ma anche in presenza di un rapporto di forze su scala mondiale segnato dall&rsquo;eredit&agrave; della rivoluzione russa. Non a caso Keynes raccomandava a Roosevelt le riforme sociali in America per scongiurare quello che definiva &ldquo;il pericolo del bolscevismo&rdquo;. La stagione delle riforme sociali nell&rsquo;Europa del secondo dopoguerra &ndash; solitamente attribuite alle virt&ugrave; del capitalismo o della socialdemocrazia &ndash;  fu in realt&agrave; un sottoprodotto della Rivoluzione d&rsquo;Ottobre.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>All&rsquo;origine della rivoluzione nel 1917 ci fu la pesante crisi bellica e una profonda crisi economica. L&rsquo;industria russa sostenne molti sforzi negli anni precedenti, ma non fu capace di tenere il passo con le questioni derivanti dalla guerra. La Rivoluzione &egrave; stata davvero uno spartiacque nella storia mondiale, sconvolgendo il mondo, per citare John Reed?<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Nel 1989, dopo il crollo del muro di Berlino, l&rsquo;ideologia dominante present&ograve; il capitalismo come il miglior mondo possibile e &ldquo;fine della storia&rdquo;, preannunciando una nuova era  di progresso sociale e di pace . Le giovani generazioni- allora si disse- saranno &ldquo;le grandi beneficiarie&rdquo; della nuova epoca. E&rsquo; passato da allora pi&ugrave; di un quarto di secolo. Non solo quella grande promessa non si &egrave; avverata, ma lo scenario del mondo ha un segno capovolto. Il &ldquo;migliore dei mondi possibili&rdquo; &egrave; stato colpito dalla pi&ugrave; grande crisi degli ultimi 80 anni. Le conquiste sociali strappate da pi&ugrave; generazioni vengono smantellate, una dopo l&rsquo;altra, sotto governi di ogni colore, (entro l&rsquo;euro e fuori dall&rsquo;euro), a partire dalla precarizzazione del lavoro. La ripresa del militarismo e delle guerre pervade in forme diverse buona parte del globo. Xenofobia e sciovinismi nazionalisti si riaffacciano in Europa e negli USA con una massa critica sconosciuta nell&rsquo;intera storia del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>Oggi in Russia valutare il ruolo e il significato della Grande Rivoluzione Socialista varia dal &ldquo;colpo di Stato&rdquo; al &ldquo;pi&ugrave; grande evento del ventesimo secolo&rdquo;.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Rappresentare la rivoluzione d&rsquo;Ottobre come &ldquo;colpo di Stato&rdquo; significa farne una caricatura. Significa leggere le grandi vicende storiche con la lente deformata dell&rsquo;ideologia e del complottismo. La rivoluzione d&rsquo;Ottobre fu in realt&agrave; il completamento della rivoluzione russa del febbraio 1917, che aveva rovesciato la monarchia zarista con una immensa (e imprevista) sollevazione di popolo. Da quella sollevazione &ndash; sospinta dalla fame, dalla guerra, dall&rsquo;aspirazione alla terra delle grandi masse contadine &ndash; nacquero grandi organizzazioni di massa (soviet) che rapidamente pervasero l&rsquo;intera Russia, basate sulla partecipazione diretta di milioni di operai e di contadini. Ma la rivoluzione sarebbe stata impossibile senza la forza d&rsquo;urto della classe operaia &ndash; base sociale del bolscevismo &ndash; e senza il sostegno di grandi masse contadine. Ci&ograve; che peraltro consent&igrave; alla rivoluzione di reggere nei terribili anni successivi nonostante l&rsquo;attacco di 14 eserciti stranieri e i tentativi di controrivoluzione zaristi (Kolcak, Denikin).<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>Lo stalinismo non fu la continuit&agrave; del bolscevismo ma la sua tragica negazione e distruzione. La rivoluzione bolscevica si era concepita come inizio della rivoluzione socialista mondiale, innanzitutto in Europa.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>I grandi processi rivoluzionari che si svilupparono in Europa proprio su spinta della rivoluzione russa &ndash; la rivoluzione tedesca del 18\/19, il biennio rosso in Italia del 19\/20, la rivoluzione ungherese del 19 &ndash; sembravano incoraggiare questa prospettiva. Ma la mancanza di una direzione politica sperimentata condann&ograve; quelle rivoluzioni alla sconfitta. L&rsquo;isolamento internazionale della rivoluzione russa, per di pi&ugrave; in un paese arretrato economicamente e culturalmente, segnato da anni di guerra, di boicottaggio economico internazionale, di guerra civile (18\/21), cre&ograve; le condizioni storiche della degenerazione burocratica. Lo stalinismo ne fu l&rsquo;espressione. Preserv&ograve; i rapporti economici scaturiti dalla rivoluzione (economia pianificata) ma ne distrusse tutte le conquiste politiche: soppresse la democrazia nel partito bolscevico, nei soviet, nei sindacati, concentr&ograve; tutto il potere nella frazione dominante, eresse progressivamente attorno ad essa un regime totalitario. Lo sterminio dei bolscevichi, a partire da tutti i dirigenti della Rivoluzione d&rsquo;Ottobre (coi processi di Mosca dal 36 al 38, e con l&rsquo;assassinio di Trotsky nel 40) fu il risvolto di questa controrivoluzione politica. Stalin fu indubbiamente il pi&ugrave; grande assassino di comunisti del 900: pi&ugrave; di un milione di comunisti fu passato per le armi tra il 27 e il 37. Per non parlare dei campi di lavoro schiavile, dell&rsquo;uso pianificato della tortura, della montagna di false &ldquo;confessioni&rdquo; estorte nei sottoscala della Ghepe&ugrave;. Il fatto che in Russia (e in Cina) i burocrati stalinisti di ieri siano spesso diventati i maggiori capitalisti di oggi d&agrave; la misura retrospettiva della natura controrivoluzionaria della burocrazia stalinista. Ma come la dittatura napoleonica (seguita dalla restaurazione del 1815), non cancell&ograve; il grande valore storico della rivoluzione borghese giacobina, cos&igrave; la dittatura criminale di Stalin ( seguita dalla restaurazione capitalista) non pu&ograve; cancellare il valore storico progressivo della rivoluzione d&rsquo;Ottobre.<\/p>\n<p>&#8212;-<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>Lenin &egrave; ancora attuale perch&eacute; il presente parla di diritti negati e cancellati, perch&eacute; parla di diseguaglianze sempre pi&ugrave; enormi. La Rivoluzione, abbattendo la dittatura degli zar, ha dimostrato nei fatti che una alternativa di sistema politico ed economico &egrave; stata possibile. Come spesso accade, per&ograve;, questo episodio e la figura di Lenin trovano poco spazio sui manuali di storia utilizzati nelle scuole.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Lenin e la rivoluzione russa sono stati rimossi dalla cultura dominante perch&egrave; evocano la possibilit&agrave; di un&rsquo;altra organizzazione della societ&agrave; umana. Non una societ&agrave; fondata sulla dittatura di una piccola minoranza che concentra nelle proprie mani tutte le leve del potere economico ( industria, banche, grande commercio) e che di conseguenza domina un potere politico costruito a  propria immagine e somiglianza. Ma una societ&agrave; in cui la maggioranza, a partire dalla classe lavoratrice, possa decidere realmente cosa produrre, come, per chi, in relazione ai bisogni di tutti e non al profitto di pochi. Una economia democraticamente pianificata che possa capovolgere il segno sociale della globalizzazione capitalista mettendo al servizio della societ&agrave; le immense potenzialit&agrave; della scienza e della tecnica. <\/p>\n<p>&#8212;-<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>Cento anni dopo ricordare la Rivoluzione significa cercare di guardarne a tutto campo le conseguenze, le lezioni da trarne e l&rsquo;attualit&agrave;. Oggi si stanno manifestando le medesime esigenze di lotta per la sopravvivenza che possono trasformarsi in emancipazione sociale.<\/p>\n<p>&#8212;-<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Anche oggi come un secolo fa l&rsquo;irrompere di una nuova grande crisi ripropone l&rsquo;umanit&agrave; di fronte a un bivio storico: o una prospettiva di rivoluzione o la continuit&agrave; della regressione storica che sta investendo il mondo. Il libro &ldquo; Cento anni: storia e attualit&agrave; della rivoluzione comunista&rdquo; vuole proporre e argomentare questa lettura. La vuole proporre innanzitutto ai giovani, a partire dai giovani sfruttati nelle fabbriche, negli uffici, nei trasporti, nei supermercati, magari costretti a turni massacranti, senza tutele, precari a vita o licenziabili senza giusta causa. Ma anche ai giovani che studiano e vogliono capire il mondo reale in cui vivono. A quelli che non vogliono rassegnarsi a perdere i diritti conquistati dai loro padri, o che magari vorrebbero lottare per riconquistarli. Ai giovani militanti e attivisti di una sinistra perduta, che magari credevano in Tsipras e poi lo ritrovano al servizio della Troika. La classe dei lavoratori salariati ammonta nel mondo a quasi 3 miliardi di esseri umani. La sola Corea del Sud conta oggi pi&ugrave; salariati dell&rsquo;intera Europa dei tempi di Marx.  Contro tutti i luoghi comuni, la potenza sociale della classe lavoratrice mondiale non &egrave; mai stata tanto grande.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Corriere:<br \/>\n<br \/>Il fallimento del capitalismo riapre, controcorrente, nuovi varchi.<\/p>\n<p>&#8230;.<br \/>\n<br \/>Ferrando:<br \/>\n<br \/>Corbyn in GB e Sanders in USA sono campioni di un riformismo illusorio. Ma i milioni di giovani proletari che seguono Corbyn e Sanders, cercano l&rsquo;idea di una alternativa al capitalismo, e dunque a modo loro una idea di rivoluzione. Cercano una sinistra autentica. Cercano in fondo una sinistra anticapitalista e rivoluzionaria, l&rsquo; unica  sinistra  capace di futuro in  questo nostro tempo. Il libro si rivolge dunque ai ribelli, a quelli che gi&agrave; lo sono e a quelli che possono diventarlo. A loro parla, cento anni dopo, la rivoluzione d&rsquo;Ottobre.<\/p>\n<p>&#8230;.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Marco Ferrando pubblicata sul Blog del Corriere della Sera &#8220;Poche Storie&#8221; il 30 GIUGNO 2017 di Silvia Morosi e Paolo Rastelli | @MorosiSilvia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-66359","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66359\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}