{"id":66392,"date":"2017-07-27T00:00:00","date_gmt":"2017-07-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/07\/27\/larmata-tricolore-verso-la-libia\/"},"modified":"2017-07-27T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-27T00:00:00","slug":"larmata-tricolore-verso-la-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/07\/27\/larmata-tricolore-verso-la-libia\/","title":{"rendered":"L&#8217;armata tricolore verso la Libia"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4187_gentiloni_serraj.jpg\" alt=\"4187_gentiloni_serraj.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&laquo;Pronta un&#8217;armata con navi, aerei e droni per fermare le partenze dei migranti&raquo;. Cos&igrave; il Corriere della Sera annuncia con squillo di fanfare la nuova impresa di Libia.<\/p>\n<p>I dettagli forniti dalla stampa pi&ugrave; accreditata presso il ministero della Difesa sono molto istruttivi. Prevedono l&#8217;invio di una flotta militare guidata da una nave comando, seguita da cinque navi leggere, e accompagnata da aerei ed elicotteri, per un totale di mille uomini in divisa. La flotta dovrebbe entrare per la prima volta in acque libiche coordinando l&#8217;intervento della guardia costiera locale per intercettare, bloccare, respingere sotto costa i barconi di migranti, prima che entrino nelle acque internazionali. I migranti, letteralmente sequestrati, verrebbero poi &ldquo;trasferiti a terra&rdquo; e internati nei campi libici, dove &ldquo;i richiedenti asilo&rdquo; dovrebbero inoltrare le proprie richieste.<\/p>\n<p>Il cinismo regna sovrano. Lo scopo evidente della missione militare &egrave; impedire con la forza il diritto di fuga dalla fame e dalle guerre provocate dalle rapine imperialistiche, segregando in fetide galere centinaia di migliaia di persone disperate, gi&agrave; provate da violenze indicibili, e ora date nuovamente in pasto a vessazioni, torture e stupri. Il richiamo al controllo dell&#8217;ONU &egrave; pietoso. &Egrave; come sempre la coperta diplomatica e rassicurante offerta alla opinione pubblica democratica per coprire le peggiori nefandezze. L&#8217;ipocrisia sulla natura &ldquo;umanitaria&rdquo; della missione &egrave; svelata dalle regole d&#8217;ingaggio richieste dal governo italiano. Infatti verr&agrave; utilizzato il cosiddetto modello SOFA (Status Of Forces Agreement) della Nato, che ha lo scopo di &laquo;concedere ai militari presenti nei Paesi ospiti la massima immunit&agrave; possibile dalle leggi locali&raquo; (Corriere 27\/7). Questo significa una cosa sola: il diritto dei militari occupanti a delinquere impunemente, in mare e in terra.<\/p>\n<p>Non &egrave; casuale peraltro il modello esemplare indicato: quello della cosiddetta missione Alba del 1997 contro la &ldquo;invasione albanese&#8221;. Il Corriere la esalta perch&eacute; &laquo;riusc&igrave; a frenare il flusso migratorio dalla Albania alla Puglia&raquo;. In realt&agrave; la fuga dall&#8217;Albania continu&ograve; sino ai primi anni 2000. In compenso le navi militari tricolori speronarono e affondarono nel Mare di Otranto la barcarola albanese Kater i Rades, assassinando 108 persone. Un crimine tuttora impunito, e persino rimosso a sinistra come non fosse avvenuto. Governava Romano Prodi, con l&#8217;appoggio di Bertinotti, Cossutta, Ferrero, Rizzo. Si vuole oggi rinverdire quelle gesta nel mare di Libia?<\/p>\n<p>Il calendario della missione militare non &egrave; casuale, e non riguarda solo la partita migranti. La missione italiana &egrave; annunciata il giorno dopo l&#8217;incontro a Parigi del presidente francese Macron con al-Sarraj e il generale Haftar. Un incontro funzionale a rilanciare l&#8217;imperialismo francese quale forza egemone in Nord Africa, a tutela della presenza della Total in Cirenaica, e del controllo sulla fascia del Sahel (Niger, Mali, Ciad). L&#8217;imperialismo italiano, gi&agrave; in forte contrasto con gli interessi francesi su altri fronti (cantieristica), non &egrave; disposto a subire in silenzio. Dopo essersi accorto di essere salito sul cavallo sbagliato (al-Sarraj), mentre i francesi cavalcavano il vincente Haftar (col sostegno interessato di Egitto e Russia), il governo italiano ora cerca rimedio allestendo una propria diretta presenza militare sul campo a supporto degli interessi di Eni e del proprio ruolo negoziale in Nord Africa e sui confini del Niger: l&agrave; dove passano le carovane tormentate dei migranti che Minniti vuole bloccare alla partenza. La pioggia di miliardi promessa dalla UE ai diversi governi africani interessati serve non solo a ingrassare le corrotte polizie locali e a dissodare il terreno per nuovi investimenti rapina (sotto la bandiera dell&#8217;&ldquo;aiutiamoli a casa loro&rdquo;), ma anche a coprire il braccio di ferro tra imperialismo francese e imperialismo italiano per l&#8217;egemonia nel Nord Africa.<\/p>\n<p>I migranti e le loro sofferenze sono dunque ostaggio di una partita pi&ugrave; grande tra le vecchie potenze coloniali. Anche per questo la mobilitazione contro la missione italiana non pu&ograve; muovere solo da un versante &ldquo;democratico&rdquo; a tutela dei migranti e dei loro diritti. Deve muovere anche da un&#8217;aperta denuncia degli interessi dell&#8217;imperialismo, innanzitutto del nostro imperialismo. Quello che piace a tanti improvvisati sovranisti (magari di sinistra), e che invece resta per noi, come un secolo fa, il nemico principale.<\/p>\n<p>Marco Ferrando<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Pronta un&#8217;armata con navi, aerei e droni per fermare le partenze dei migranti&raquo;. 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