{"id":66407,"date":"2017-08-10T00:00:00","date_gmt":"2017-08-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/08\/10\/c-star-defend-europe-generazione-identitaria\/"},"modified":"2017-08-10T00:00:00","modified_gmt":"2017-08-10T00:00:00","slug":"c-star-defend-europe-generazione-identitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/08\/10\/c-star-defend-europe-generazione-identitaria\/","title":{"rendered":"C-Star&ndash;Defend Europe&ndash;Generazione Identitaria"},"content":{"rendered":"<p>Continua a far parlare di s&eacute; la nave dei neofascisti &#8220;identitari&#8221; C-Star e la campagna Defend Europe. L&#8217;ennesima dimostrazione dei legami tra destre neofasciste, agenzie di mercenari e eserciti e governi imperialistici. Un excursus su una minaccia che si alimenta di razzismo e populismo<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4206_TUNSIAN-C-Star.jpg\" alt=\"4206_TUNSIAN-C-Star.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La tanto dibattuta operazione anti-migranti Defend Europe, organizzata dalla rete neo-fascista Generazione Identitaria, mette in mostra come le organizzazioni reazionarie siano il braccio armato, ai confini della legalit&agrave;, delle borghesie nazionali e internazionali. Per comprendere il fenomeno &egrave; necessaria una minima analisi tanto dei soggetti coinvolti quanto del concreto sviluppo dell&rsquo;operazione razzista. In questo ci aiuta, tra le altre cose, il dossier sviluppato da Famiglia Cristiana &#8211; elemento che mette in mostra il tremendo ritardo e l&rsquo;inadeguatezza degli strumenti della sinistra in generale, e di quella rivoluzionaria in particolare, di fronte a fenomeni potenzialmente devastanti e a cui &egrave; necessario contrapporsi.<\/p>\n<p><strong>Generazione Identitaria: una rete paramilitare razzista e nazionalista<\/strong><\/p>\n<p>Generazione Identitaria &egrave; l&rsquo;emanazione di un&#8217;organizzazione politica francese nata nel 2003, &ldquo;Bloc Identitaire&rdquo;, piccolo raggruppamento di vari esponenti della destra nazionalista e identitaria francese, tra i quali spiccano Fabrice Robert, ex deputato del Front National, e Guillame Luyt, ex membro dell&rsquo;Azione Monarchica Francese e nonch&eacute; ex-dirigente della giovanile del Front National.<br \/>\n<br \/>Da questo primo nucleo si sono poi sviluppati e costruiti rapporti con altri raggruppamenti nazionali, principalmente in Germania e Italia &ndash; da cui Generazione Identitaria. Pare che tutte le varie sezioni di questo &ldquo;movimento identitario&rdquo; abbiano contribuito alla costruzione di PEGIDA, il movimento tedesco anti-islamista e nazionalista che spesso fece parlare di s&eacute; sui media.<br \/>\n<br \/>La loro propaganda si incentra proprio sul concetto di identitarismo, di etnia, di lignaggio. Termini con cui si recuperano i concetti di Razza e Patria sotto mentite spoglie pi&ugrave; politically correct e populistiche. Per tenere i piedi in pi&ugrave; scarpe rivendicano una complementariet&agrave; tra i differenti livelli di &ldquo;identit&agrave;&rdquo;: locale, nazionale ed europea. Su questa base, il centro di ogni ragionamento rimane la lotta all&rsquo;immigrazione e all&rsquo;invasione, l&rsquo;opposizione allo ius soli, le espulsioni di tutti gli immigrati e in particolare degli islamici. Il tutto entro la grande cornice della lotta alla &ldquo;sostituzione&rdquo;, ossia ad una operazione di lenta sostituzione dei popoli autoctoni con identit&agrave; meticce e miste per arrivare all&rsquo;eliminazione delle identit&agrave; tradizionali.<br \/>\n<br \/>Si definiscono movimento apartitico e per questo agiscono di sponda con tutte le realt&agrave; politiche che possono dare linfa ai loro progetti, al loro radicamento e alla loro propaganda razzista. Non &egrave; un caso che in Italia adottino simbologie e metodi molto simili a CasaPound e che si siano spesso trovati a organizzare eventi &ldquo;culturali&rdquo; anche con la Lega Nord.<br \/>\n<br \/>I termini usati dall&rsquo;organizzazione  francese sono anche pi&ugrave; forti di quelli adottati dalla sezione italiana, che cerca di presentarsi come non violenta e pacifica: &ldquo;la prima linea di resistenza&rdquo;, &ldquo;siamo la generazione sacrificata ma non la generazione perduta&rdquo;, &ldquo;Il nostro ideale &egrave; la riconquista&rdquo;, &ldquo;l&rsquo;avanguardia della giovinezza che si solleva&rdquo;, &ldquo;dichiareremo guerra a chiunque permetta la sostituzione&rdquo;.<br \/>\n<br \/>In tutto questo condiscono la formazione dei propri militanti e attivisti con addestramenti da organizzazione paramilitare, formandoli alla lotta e alle arti marziali, alla gestione della piazza e ad azioni di resistenza e aggressione fisica.<br \/>\n<br \/>Con l&rsquo;operazione Defend Europe il tutto fa un notevole salto di qualit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Defend Europe: il battesimo di fuoco di Generazione Identitaria<\/strong><\/p>\n<p>Questo lavoro preparatorio approda nella pi&ugrave; mediatica campagna Defend Europe, un&rsquo;operazione che mette in mostra i pericolosi legami di queste organizzazioni con le agenzie di mercenari e sicurezza privata e con i traffici di armi e esseri umani.<br \/>\n<br \/>Defend Europe &egrave; la messa in pratica del programma razzista e anti-immigrati di Generazione Identitaria, l&rsquo;intervento concreto, sebbene farsesco al momento, con i soliti scopi: contrapporsi alle ong che intervengono nel Canale di Sicilia per salvare i migranti alla deriva; bloccare i flussi migratori alla fonte; rispedire indietro i migranti intercettati consegnandoli alla Guardia Costiera libica; per formare e rafforzare la propria organizzazione militante sempre pi&ugrave; in termini paramilitari, per porsi come avanguardia reazionaria di movimento.<br \/>\n<br \/>Il tutto si concretizza con l&rsquo;affitto della C-Star, la nave anti-migranti.<br \/>\n<br \/>Ma da dove proviene? La C-Star arriva da Gibuti e batte bandiera mongola. La propriet&agrave; appartiene all&rsquo;armatore di diritto Maritime Global Service Limited, con sede a Cardiff, specializzata in servizi di sicurezza privata. Il suo rappresentante e socio di maggioranza &egrave; Sven Tomad Egerstrom, collegato al Marshal Group, una holding che riunisce altre sei societ&agrave; attive nella sicurezza privata.<br \/>\n<br \/>Prima di questo passaggio apparteneva alla Sovereign Global Solution, si chiamava Suunta e batteva bandiera di Gibuti. Questa societ&agrave; utilizzava le navi come l&rsquo;attuale C-Star come &ldquo;santabarbara gallegianti&rdquo;, ossia grandi depositi di armi e supporti logistici per i contractors che venivano utilizzati nelle operazioni antipirateria in vari contesti. Anche qui, queste operazioni di intervento militare al fianco degli eserciti imperialisti venivano mascherate come operazioni per la &ldquo;salvaguardia della sovranit&agrave; degli Stati&rdquo;, operazione con cui coprire una comunissima fornitura di servizi militari privati e di supporto al lavoro dei mercenari.<\/p>\n<p><strong>Da operazione mediatica a farsa: intoppi e resistenze al progetto razzista<\/strong><\/p>\n<p>Il primo intoppo, in cui si incepp&ograve; l&rsquo;armata di camerati antimigranti, fu il blocco nel Canale di Suez a causa dell&rsquo;assenza di documenti fondamentali per la navigazione e il passaggio in localit&agrave; sensibili, proprio come quella che collega il Mar Mediterraneo con il Mar Rosso.<br \/>\n<br \/>Il secondo, immediatamente successivo, che rallent&ograve; ulteriormente il percorso della C-Star verso Catania fu, intorno al 27 luglio, il blocco della nave a Cipro. In quell&rsquo;occasione il capitano della nave e il proprietario (Egerstrom) furono arrestati e accusati di &ldquo;traffico di esseri umani&rdquo;. Questo perch&eacute; circa venti cittadini dello Sri Lanka, appartenenti all&rsquo;etnia Tamil, furono fatti imbarcare sulla nave in cambio di una ingente somma, fatti figurare come personale di bordo e, appena giunti a Cipro, fatti sbarcare per richiedere asilo politico. In poche parole, i militanti contro le migrazioni clandestine, per &ldquo;auto-finanziarsi&rdquo;, hanno organizzato una piccola operazione di immigrazione clandestina e illegale, con tanto di falsificazione di documenti.<br \/>\n<br \/>Superato questo altro scoglio si dirigono, a quel punto, verso il loro approdo. Le coste libiche, per poter contrastare le navi delle ong che si occupano del recupero di migranti in mare e per poter riconsegnare alla Guardia Costiera libica i migranti che vorrebbero riuscire ad intercettare.<\/p>\n<p>La nave avrebbe dovuto attraccare e fare scalo a Catania, ma gi&agrave; qui si era sviluppata, nei giorni dell&rsquo;odissea della C-Star, una mobilitazione cittadina che voleva opporsi all&rsquo;attracco della nave nel porto cittadino. Mobilitazione che si &egrave; poi concretizzata con l&rsquo;iniziativa della &ldquo;Flottilla Cittadina&rdquo;, in cui attivisti, militanti e solidali sportivi hanno lanciato le proprie imbarcazioni, canoe e anche mezzi improvvisati (tra cui svariati pedal&ograve;) in mare per simboleggiare una catena umana che impedisse l&rsquo;approdo, con striscioni che recitavano &ldquo;<em>Closed for fascists<\/em>&rdquo;, &ldquo;<em>Open for migrants<\/em>&rdquo;, &ldquo;<em>Stop the attack on refugees<\/em>&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Allo stesso modo era stato lanciato un appello da alcuni pescatori tunisini a &ldquo;<em>tutti i marittimi, i guardacoste, i portuali, i capitani delle navi commerciali e a tutti i coinvolti e le parti interessate<\/em>&rdquo; a impedire alla C-Star di avvicinarsi alle acque territoriali della Tunisia, dell&rsquo;Egitto, della Libia e dell&rsquo;Algeria e di impedire qualsiasi comunicazione con l&rsquo;equipaggio della nave razzista. Questo appello a nome del &ldquo;Collettivo del Nord Africa contro l&rsquo;arrivo della nave razzista C-Star e la propaganda di Defend Europe&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Tale appello, proprio il 6 agosto, ha prodotto nella localit&agrave; di Zarzis, in Tunisia, una mobilitazione di pescatori, supportati da abitanti della localit&agrave; tunisina che si sono schierati sulla banchina in cui avrebbe dovuto attraccare la nave per fare rifornimento, che minacciava il blocco del porto e il respingimento forzato dei militanti fascisti.<br \/>\n<br \/>Tanto &egrave; bastato a far fare dietro-front ai mercenari della C-Star, per cercare acque pi&ugrave; calme in cui trovare ristoro.<\/p>\n<p>L&rsquo;unico contatto che la nave dei militanti fascisti abbia avuto con imbarcazioni delle ong &egrave; quella abbastanza parodistica con la nave Aquarius, di Medici senza frontiere e SOS Mediterranee. Un incontro ravvicinato con scambi di comunicazioni radio in cui i fascisti avrebbero sottolineato come ora ci siano loro a controllare l&rsquo;operato delle ong, intimandole a firmare l&rsquo;accordo con il governo sul codice di condotta e a non &ldquo;arricchire&rdquo; i trafficanti recuperando i migranti in mare. Comunicazione a cui il capitano della Aquarius ha risposto con un &ldquo;grazie per l&rsquo;informazione&rdquo;. Fine dell&#8217;attacco degli identitari.<br \/>\n<br \/>L&#8217;operazione a livello militante, in chiave di interposizione e blocco dei flussi migratori e di disturbo alle ong, &ldquo;responsabili&rdquo; dell&#8217;invasione, si determina al momento in un sostanziale flop.<br \/>\n<br \/>L&#8217;elemento preoccupante rimane la riuscita dell&#8217;operazione mediatica e propagandistica. Operazione che ha richiesto non poche disponibilit&agrave; economiche, una base militante disposta a offrirsi come volontaria in un progetto di sfida a istituzioni, forze politiche e accordi internazionali e la capacit&agrave; di rafforzare e strutturare i legami di questo settore della destra reazionaria, razzista e antioperaia con settori militari, di intelligence privata al servizio degli interessi imperialistici di capitali, borghesie e governi occidentali.<\/p>\n<p><strong>Il contesto politico italiano fa eco, cavalca e legittima il mostro reazionario<\/strong><\/p>\n<p>A poco serve gridare allo scandalo se non si riesce a inquadrare il contesto politico italiano che vi fa da sfondo e che ne &egrave; dialetticamente collegato.<br \/>\n<br \/>La generica campagna di costruzione della paura sul fenomeno migratorio permette l&#8217;istituzione del capro espiatorio per eccellenza, bipartisan, ma soprattutto spauracchio sempreverde per qualsiasi ceto e classe sociale di fronte alla crisi politica, economica e sociale.<br \/>\n<br \/>La leva della competizione spietata e disumana e della concorrenza al ribasso trova, per l&#8217;ennesima volta, nei flussi migratori &#8211; quindi sulla differenza di etnia, nazionalit&agrave; e religione &ndash; l&#8217;arma migliore per distrarre la classe che potrebbe ritrovare una propria direzione di difesa e contrattacco proprio nell&#8217;unit&agrave; con il proletariato ed il sottoproletariato migrante. Unit&agrave; efficace e raggiungibile solo nella prospettiva della lotta contro il padronato dei paesi imperialistici e delle classi padronali dei paesi devastati di Africa e Asia, i reali responsabili delle guerre imperialistiche, di quelle civili ed etniche, dello sfruttamento, della disoccupazione, della precarizzazione e della schiavizzazione nei luoghi di lavoro, dello smantellamento dei servizi sociali e delle condizioni di vita generale, della guerra tra poveri per accaparrarsi le poche briciole concesse meta dell&#8217;immigrazione.<br \/>\n<br \/>Si costruisce quindi un brodo culturale egemonico, incentrato sul terrore del migrante, sulla paranoia dell&#8217;&ldquo;invasione&rdquo; (si parla di 181.000 migranti arrivati in Italia nel 2016. La Grecia, paese ben meno popoloso del nostro, ha subito flussi superiori in termini assoluti, e ancor pi&agrave; in termini relativi: 182.500 nel 2016, oltre 300.000 nel 2015),sulla criminalizzazione dei fenomeni migratori a composizione sociale pi&ugrave; povera e dei migranti economici, sulla ormai inscindibile sovrapposizione del migrante al criminale, spacciatore, stupratore, ladro, parassita, mantenuto e chi pi&ugrave; ne ha, pi&ugrave; ne metta.<br \/>\n<br \/>In questo si mettono in concorrenza tra loro tutte le forze politiche dell&#8217;alveo &ldquo;democratico&rdquo; borghese e parlamentare. I recenti passaggi sono esemplificativi.<br \/>\n<br \/>Un PD al governo che non solo vara i decreti Minniti-Orlando, che sono vere e proprie &ldquo;leggi razziali&rdquo; moderne, che creano esseri umani con minori garanzie di difesa legale, minori diritti sociali e civili (finanche con restrizioni agli orari di &ldquo;libera uscita&rdquo;), sistematicamente utilizzabili per svolgere lavoro gratuito in cambio di un pasto e 2,5&euro; al giorno, associando i migranti alla minaccia al decoro delle citt&agrave;, da difendere con la figura del sindaco-sceriffo.<br \/>\n<br \/>Con un operazione quasi magistrale, il PD apre alla messa in discussione e alla assunzione a verit&agrave; di insinuazioni accusatorie di certa destra, sostenuta da magistrati come Zuccaro, sulla collusione tra le ong impegnate nei salvataggi dei migranti in mare e scafisti e trafficanti di esseri umani. Sull&#8217;onda di questa polemica, tutta costruita per nascondere le reali cause dei fenomeni migratori e della disperazione di masse continentali di esseri umani (multinazionali, imperialismo, guerre di rapina, guerre civili funzionali a interessi imperialistici etc.), si mette in discussione anche una delle poche maschere umanitarie e caritatevoli che la borghesia cerca di darsi.<br \/>\n<br \/>Viene creato cos&igrave; il codice di condotta per le ong, definito unilateralmente da Minniti e dal governo Gentiloni, con cui si cerca di rendere pi&ugrave; complicato il lavoro di salvataggio (con le limitazioni ai trasbordi e maggiori restrizioni su alcune procedure) e di conferirgli un ruolo quasi di primo controllo (pretendendo la presenza di personale armato della Polizia Giudiziaria a bordo). Una sponda perfetta a chi vuole intervenire paramilitarmente contro i salvataggi in mare e contro le ong.<br \/>\n<br \/>Il tutto condito dall&#8217;ipocrita slogan &ldquo;aiutiamoli a casa loro!&rdquo; di Renzi, che prende a prestito le parole di Salvini, nella solita manfrina propagandistica che tenta di mostrare come soluzione proprio la causa dei flussi migratori, proprio perch&eacute; a sventolarla sono le forze politiche al servizio dell&#8217;imperialismo straccione italiano e, in generale, di quello delle potenze &ldquo;alleate&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Non da meno il Movimento 5 Stelle, che dopo la battuta d&#8217;arresto alle amministrative, non poteva che dare una bella dimostrazione del proprio connotato reazionario e antiproletario con il rafforzamento della propria verbosit&agrave; contro migranti, profughi e &ldquo;invasione&rdquo;. Grillo e Raggi sono i primi a lanciare questa ennesima galoppata razzista; Di Maio compie anch&#8217;esso una bella operazione di copia e incolla dalla peggior destra fascistoide con il suo appello a &ldquo;chiudere i porti italiani a tutte le ong che non sottoscrivono il codice di condotta&rdquo; dopo la sparata dei &ldquo;taxi del mare&rdquo;, insinuazioni poi dimostrate false e infondate. Per Di Maio qualche voto in pi&ugrave; val bene migliaia di morti in mare.<br \/>\n<br \/>A poco servirebbe riportare invece le sparate, ormai trite e ritrite di personaggi come Salvini, che ormai sono diventati le macchiette di loro stessi, utilizzando i migranti, i rom e chiunque osi alzare la testa come paradigma di ogni male sulla terra. Al punto che, spiazzato dall&#8217;incredibile salto a destra di tutte le organizzazioni politiche concorrenti, si trova costretto a rivendicare di &ldquo;fermare, confiscare e affondare le navi delle ong&rdquo; per impedire l&#8217;arrivo degli &ldquo;indesiderati&rdquo;.<\/p>\n<p>Tutto questo scenario non fa che rendere possibile, legittimo e addirittura generalmente accettabile e comprensibile l&#8217;azione politica criminale di formazioni aspiranti a divenire il braccio armato parallelo e extra-legale della borghesia e dell&#8217;imperialismo.<br \/>\n<br \/>Tutto questo mette ancora pi&ugrave; in mostra la necessit&agrave; della costruzione di un alternativa di classe, anticapitalistica, internazionalista e rivoluzionaria. Una proposta politica, programmatica e concreta di mobilitazione di tutto il proletariato, europeo e immigrato, che permetta l&#8217;organizzazione autonoma dei lavoratori e dei disoccupati per colpire i reali responsabili della barbarie nel mondo: le borghesie, il capitale, i suoi governi. Prospettiva che pu&ograve; realizzarsi solo con una mobilitazione di classe, che veda coinvolti comitati antirazzisti e di migranti, sindacati e associazioni, organizzazioni politiche della sinistra anticapitalista per uno sciopero generale che punti alla piena integrazione attraverso le rivendicazioni unificanti: lavorare meno, lavorare tutti a parit&agrave; di salario; contrasto a tutte le politiche imperialistiche e di rapina; cancellazione di tutte le leggi razziste, di criminalizzazione e schiavizzazione dei migranti e parit&agrave; di diritti politici, sociali, civili e di cittadinanza; diretto controllo del proletariato sui luoghi di lavoro, sulla societ&agrave; e sull&#8217;economia. Solo con la prospettiva del governo dei lavoratori e delle lavoratrici, dell&#8217;Unione di questi Stati socialisti d&#8217;Europa e della rivoluzione comunista &egrave; possibile costruire una difesa che sia allo stesso tempo attacco alla barbarie del capitalismo e del razzismo.<\/p>\n<p>Cristian Briozzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua a far parlare di s&eacute; la nave dei neofascisti &#8220;identitari&#8221; C-Star e la campagna Defend Europe. 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