{"id":66502,"date":"2017-11-17T00:00:00","date_gmt":"2017-11-17T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/11\/17\/honeywell-una-storia-italiana\/"},"modified":"2017-11-17T00:00:00","modified_gmt":"2017-11-17T00:00:00","slug":"honeywell-una-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/11\/17\/honeywell-una-storia-italiana\/","title":{"rendered":"Honeywell: una storia italiana"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4320_honeywell.jpg\" alt=\"4320_honeywell.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La Honeywell &egrave; una multinazionale statunitense, con circa 130.000 dipendenti sparsi in ogni angolo del mondo che opera nei settori pi&ugrave; disparati. Dall&#8217;elettronica di consumo e residenziale al settore aerospaziale, dalla chimica al settore petrolifero, dall&#8217;antinfortunistica ai turbocompressori, dai sistemi d&#8217;arma sofisticati fino alla sanit&agrave;. La Honeywell, arriva in Italia negli anni &#8217;60, ma &egrave; negli anni &#8217;80 che apre i suoi tre stabilimenti produttivi. Uno di questi, viene localizzato ad Atessa come fabbrica di punta dell&#8217;indotto Sevel. <\/p>\n<p>Il caso Honeywell conferma il pesante disagio economico e sociale che la classe lavoratrice abruzzese, sulla falsariga di quella nazionale, sta subendo.  Secondo i dati forniti dall&rsquo; Associazione Artigiani e Piccole Imprese (CGIA), nella nostra regione in otto anni circa 5200 imprese hanno chiuso. La situazione &egrave; estremamente preoccupante perch&egrave; secondo i dati l&rsquo;Abruzzo risulterebbe la regione meno virtuosa nel comparto artigianale.<br \/>\n<br \/>Se per i lavoratori delle piccole e medie imprese la situazione &egrave; disastrosa per quelli dei grandi gruppi industriali la condizione non &egrave; certamente migliore. Non a caso, dall&rsquo;inizio della crisi, diverse sono state le serrate o le delocalizzazioni di importanti realt&agrave; produttive che hanno fatto pagare la crisi del capitale interamente al proletariato d&rsquo;Abruzzo. I casi Sixty e Golden Lady, ad esempio, sono solo alcune tra le vicende pi&ugrave; importanti che hanno avuto un&rsquo;eco nazionale.<\/p>\n<p>Dunque sotto questo punto di vista, se analizziamo la realt&agrave; sociale secondo i canoni marxisti, l&rsquo;episodio Honeywell s&rsquo;inserisce nella normale logica di conflitto che s&rsquo;instaura tra capitale e lavoro in una congiuntura sfavorevole. Nonostante ci&ograve; la questione sta segnando un ulteriore passo in avanti della classe padronale. Infatti la comunicazione della chiusura della fabbrica, da parte della propriet&agrave; franco-statunitense, ha lasciato di stucco sia i sindacati sia i 420 lavoratori. Precisamente i sindacati, confermando ulteriormente una linea collaborativa che ha storicamente contraddistinto il polo produttivo di Atessa, hanno richiesto pi&ugrave; volte un piano industriale all&rsquo;azienda. Le trattative hanno visto come promotore anche il Ministro Calenda. Quest&rsquo;ultimo infatti avrebbe garantito ai vertici aziendali cinquanta milioni di euro per la realizzazione di un progetto quinquennale avente come scopo la continuit&agrave; produttiva. I lavoratori invece, sotto l&rsquo;egida delle sigle sindacali, impegnate a negoziare con il jet set aziendale, hanno dato vita a circa sessanta giorni consecutivi di sciopero, per difendere legittimamente i posti di lavoro. <\/p>\n<p>La linea portata avanti dalle forze sindacali, dalla trattativa alla direzione dello sciopero, mostra un dato inequivocabile: procedere secondo un percorso collaborativo, in questo contesto storico, &egrave; assolutamente inutile. Non a caso, la decisione della multinazionale di chiudere la struttura di Atessa per delocalizzare la produzione in Slovacchia, dove per altro esiste gi&agrave; uno stabilimento Honeywell, &egrave; stata, a detta degli stessi sindacati, unilaterale ed improvvisa. In realt&agrave;, tale scelta, &egrave; stata dettata unicamente dalla legge del profitto che spinge la produzione verso aree che garantiscono un minor costo del lavoro e maggiori incentivi aziendali.<\/p>\n<p>La vicenda conferma a chiare lettere che la forza del capitale, in questo momento storico, &egrave; di gran lunga superiore non solo a quella della classe lavoratrice ma anche a quella della politica istituzionale borghese. Infatti l&rsquo;ordinamento aziendale, per raggiungere il proprio obiettivo, non ha avuto alcuna difficolt&agrave; ad eludere i &ldquo;vincoli strutturali&rdquo; dell&rsquo;ordinamento politico nazionale.<\/p>\n<p>In vista della prossima campagna elettorale questo &egrave; un elemento di cui bisogna assolutamente tener conto. Infatti la possibilit&agrave;, dopo le elezioni, della formazione di un governo tecnico, esperienza gi&agrave; vista, comproverebbe ulteriormente  l&#8217;incapacit&agrave; della politica borghese di incidere sulla vita sociale del Paese.<br \/>\n<br \/>Sembra non essere rimasto pi&ugrave; nulla ai lavoratori. E invece, a guardar bene, &egrave; rimasta loro l&#8217;unica cosa concreta di questi mesi: la loro volont&agrave; di lotta e la loro unit&agrave;. La fabbrica deve essere espropriata senza indennizzo alcuno, riavviata alla produzione e messa sotto il controllo dei lavoratori. <\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori si batte da sempre per portare questa rivendicazione nelle coscienze della classe lavoratrice.<br \/>\n<br \/>Solo ed esclusivamente un programma anticapitalista e decisamente marxista pu&ograve; segnare una svolta dirompente e progressiva per le sorti della classe proletaria.<br \/>\n<br \/>La vicenda Honeywell convalida ulteriormente il nostro progetto politico. Un programma che, attraverso la nazionalizzazione delle industrie e delle banche sotto il controllo esclusivo del proletariato, con il conseguente annullamento del debito pubblico, ha l&rsquo;obiettivo di istituire in Italia un governo dei lavoratori. Ovvero creare una struttura politica e sociale, che tramite la realizzazione di un ordinamento socialista, traghetti la societ&agrave; italiana verso una dimensione anticapitalista ed internazionalista.<\/p>\n<p>Giuliano Benegiamo, Marco Di Pietrantonio &#8211; PCL Abruzzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Honeywell &egrave; una multinazionale statunitense, con circa 130.000 dipendenti sparsi in ogni angolo del mondo che opera nei settori pi&ugrave; disparati. 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