{"id":66510,"date":"2017-11-24T00:00:00","date_gmt":"2017-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/11\/24\/lottiamo-contro-la-violenza-sulle-donne-contro-il-capitalismo-e-il-patriarcato\/"},"modified":"2017-11-24T00:00:00","modified_gmt":"2017-11-24T00:00:00","slug":"lottiamo-contro-la-violenza-sulle-donne-contro-il-capitalismo-e-il-patriarcato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/11\/24\/lottiamo-contro-la-violenza-sulle-donne-contro-il-capitalismo-e-il-patriarcato\/","title":{"rendered":"Lottiamo contro la violenza sulle donne, contro il capitalismo e il patriarcato!"},"content":{"rendered":"<p>Testo del volantino distribuito in occasione della mobilitazione del 25 novembre contro la violenza sulle donne<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4336_donna.JPG\" alt=\"4336_donna.JPG\" \/><br \/>\n<br \/>La vita delle donne &egrave; fatta spesso di violenza quotidiana: dalle pressioni psicologiche all&rsquo;interno della famiglia e della societ&agrave; a violenze fisiche gravissime come lo stupro e il femminicidio. Il clima sociale, la concezione dei rapporti interpersonali, il sostrato ideologico e la struttura stessa della societ&agrave;  compongono il quadro in cui maturano le condizioni per questi atti.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>In una societ&agrave; dove &egrave; normale sfruttare, &egrave; ovvio imporre alla vita altrui i ritmi che richiede il capitalismo, dove tutto deve &ldquo;rendere&rdquo;. Dove tutto frutta a pochi un profitto sempre pi&ugrave; alto.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Tutti i giorni nei luoghi di lavoro lo vediamo con costanza: i nostri salari sono complessivamente inferiori a quelli degli uomini che svolgono le stesse mansioni, i padroni, piccoli o grandi che siano e altrettanto i dirigenti, si sentono liberi di poter commentare volgarmente il nostro modo di vestire, di parlare e di vivere, spesso siamo soggette a molestie e aggressioni sessuali che violenze, il cui scopo &egrave; umiliarci, tenerci a bada, reprimerci, annullarci.&nbsp;&nbsp;La nostra oppressione &egrave; funzionale a questa realt&agrave; gerarchica, che si costruisce attorno alla propriet&agrave;.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>L&rsquo;oppressione non si limita a luoghi di lavoro: ogni giorno anche nei rapporti familiari ci pu&ograve; accadere di doverci destreggiare nel tentativo di dimostrare la validit&agrave; di quanto diciamo e facciamo.&nbsp;&nbsp;La concezione familista lega la nostra vita alla procreazione e alla vita di coppia; il silenzio ormai orrendo sul quotidiano doppio lavoro che svolgiamo per organizzare la vita delle nostre famiglie, nel mito della rinascita della paternit&agrave; e della sussidiariet&agrave;, rende possibile renderci pi&ugrave; &#8220;produttive&#8221;.&nbsp;&nbsp;Mentre si decretano tagli a tutti quei servizi e strumenti che lo stato dovrebbe garantire a chi si trova in situazioni di grande disagio (incluse disabilit&agrave; o difficolt&agrave; psicologiche), tutti i governi di ogni colore mettono mano alla materia previdenziale, decretando che le donne possono essere pari agli uomini, solo quando si tratta di perdere diritti, come ad esempio l&#8217;aumento dell&#8217;et&agrave; pensionabile a 67 anni per spremere lavoratori e lavoratrici fino all&#8217;ultima goccia, senza oltretutto tenere conto del peso del lavoro di cura che grava sulle nostre spalle, e senza che alcun organismo di pari opportunit&agrave; vi contrapponga la dura realt&agrave;. La battaglia per i diritti delle donne diviene centrale per l&#8217;emancipazione di tutti.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>L&rsquo;oppressione riguarda tutte le donne, ma sono quelle delle classi sfruttate a pagarne pi&ugrave; duramente il prezzo. Contro la retorica delle pari opportunit&agrave;, del welfare aziendale, dei bonus familiari, non vi sono vie di fuga per le donne che non lavorano e quindi non possono permettersi di fare scelte di emancipazione dalle situazioni peggiori. Anche le lavoratrici devono affrontare tutte le difficolt&agrave; di questa realt&agrave; al giorno d&rsquo;oggi: precariato, ricatti, molestie, per tenersi il posto di lavoro, nessuna garanzia per il futuro, povert&agrave; odierna.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Mentre noi lottiamo contro questa violenza quotidiana che pu&ograve; anche diventare efferata, tutto nella societ&agrave; in questa fase va contro la nostra emancipazione: sar&agrave; necessario essere presenti con costanza in tutte le istanze di lotta, proiettandole in una prospettiva anticapitalista, contro la violenza sessista, come contro quella razzista &#8211; contro i piani governativi e del padronato&nbsp;che tolgono il lavoro a tutti, e prima di tutto a noi &#8211; contro i ripetuti attacchi della Chiesa alla nostra autonomia.<\/p>\n<p>Lottare contro la violenza sulle donne significa rivendicare:<\/p>\n<p>&#8211; L&rsquo;annullamento delle leggi di precarizzazione del lavoro, a cominciare dal Jobs Act, che ci espongono ai ricatti sociali e sessuali, dalla perdita del lavoro per la maternit&agrave;, alle molestie sessuali: vogliamo il ripristino totale dell&rsquo;art. 18 e la sua estensione a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, la ripartizione del lavoro esistente fra tutti e tutte con la riduzione dell&rsquo;orario di lavoro a parit&agrave; di paga.<\/p>\n<p>&#8211; Un salario garantito a chi &egrave; in cerca di occupazione, contro ogni forma di reddito di autodeterminazione o di cittadinanza, che slegato dalla condizione lavorativa non garantisce autonomia, ma al contrario prospetta maggiori probabilit&agrave; di rinchiudere le donne nell&rsquo;ambiente domestico.<\/p>\n<p>&#8211; La cancellazione delle controriforme sulle pensioni, che erodono i nostri tempi di vita, e il ritorno al sistema pensionistico retributivo.<\/p>\n<p>&#8211; L&rsquo;eliminazione dei tagli ai servizi sociali legati alla cura e della pratica della sussidiariet&agrave; privata, che aggravano sulle spalle delle donne i carichi del lavoro di cura. La prospettiva deve essere quella della socializzazione del lavoro di cura.<\/p>\n<p>&#8211; L&rsquo;eliminazione di tutte le leggi securitarie che legittimano la violazione dei diritti delle donne migranti e di fatto le pratiche di violenza diffusa nei loro confronti.<\/p>\n<p>&#8211; La ricostituzione dei consultori pubblici per le donne, gestiti dalle utenti e dalle tecniche, per un controllo delle decisioni sul nostro corpo nelle nostre mani: vogliamo l&rsquo;abolizione dell&rsquo;obiezione di coscienza e il libero e gratuito accesso all&rsquo;interruzione di gravidanza e alla contraccezione.<\/p>\n<p>&#8211; Vivere libere dall&rsquo;oscurantismo religioso, liberate cio&egrave; dai privilegi e dal potere reazionario della Chiesa cattolica e della CEI: aboliamo il Concordato! Basta 8&#215;1000! Basta insegnamento religioso nella scuola pubblica!<\/p>\n<p>Se vogliamo che qualcosa cambi, tutto deve cambiare. Non sar&agrave; sufficiente lottare per cambiare la &ldquo;natura&rdquo; degli uomini: &egrave; questa societ&agrave; di sfruttamento e diseguaglianza che non ci vedr&agrave; mai libere.<br \/>\n<br \/>Il patriarcato e il capitalismo, fondati sulla nostra oppressione, possono essere rovesciati solo congiuntamente, dalla rivoluzione.<\/p>\n<p>Solo con il rovesciamento della societ&agrave; divisa in classi e l&rsquo;abbattimento del patriarcato, solo in una societ&agrave; socialista pu&ograve; esserci una vera liberazione delle donne e di tutte le minoranze oppresse.<\/p>\n<p>Antipatriarcali, anticlericali, anticapitaliste!<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo del volantino distribuito in occasione della mobilitazione del 25 novembre contro la violenza sulle donne La vita delle donne &egrave; fatta spesso di violenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66510","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66510"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66510\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}