{"id":66534,"date":"2018-01-03T00:00:00","date_gmt":"2018-01-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/01\/03\/per-una-sinistra-rivoluzionaria-il-nostro-programma\/"},"modified":"2018-01-03T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-03T00:00:00","slug":"per-una-sinistra-rivoluzionaria-il-nostro-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/01\/03\/per-una-sinistra-rivoluzionaria-il-nostro-programma\/","title":{"rendered":"Per una sinistra rivoluzionaria. Il nostro programma"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4362_5CE89104-76FE-4B83-8F96-2D099F25DFEA.jpeg\" alt=\"4362_5CE89104-76FE-4B83-8F96-2D099F25DFEA.jpeg\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>IL PROGRAMMA PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Siamo entrati nel decimo anno dall&rsquo;inizio della crisi economica. Renzi, Gentiloni, Padoan e Draghi ci dicono che la crisi &egrave; oramai finita, ma le cose non stanno realmente cos&igrave;. La ripresa italiana &egrave; la pi&ugrave; bassa in Europa, il nostro Pil &egrave; ancora ben lontano dai livelli pre-crisi e in questi anni &egrave; andato perduto il 25% della capacit&agrave; produttiva del paese.La crisi per&ograve; non ha colpito tutti allo stesso modo in questi dieci anni. Da una parte sono aumentati i disoccupati, i salari sono crollati, il lavoro si &egrave; precarizzato e molti piccoli commercianti sono stati costretti a chiudere; dall&rsquo;altra le grandi aziende, le multinazionali e i gruppi finanziari hanno fatto profitti favolosi e i top manager hanno incassato compensi d&rsquo;oro spropositati. Tutti i dati confermano che la disuguaglianza sociale non &egrave; mai stata cos&igrave; alta. Eppure tutte le forze dell&rsquo;arco parlamentare italiano non fanno altro che tutelare gli interessi di questa elite economica. Basti pensare a come tutti i leader politici, Salvini e Di Maio compresi, sono andati a scodinzolare al convegno di Cernobbio, che riunisce ogni anno il gotha dell&rsquo;alta finanza. Oppure basta ricordarsi di come tutti i governi dagli anni 90&rsquo; ad oggi non abbiano fatto altro che tagliare i finanziamenti ai servizi sociali che riguardano tutti (sanit&agrave;, pensioni, scuola, ricerca&hellip;) per drenare quattrini a favore delle grandi imprese sotto le forme pi&ugrave; svariate (incentivi economici, sgravi fiscali, investimenti pubblici, privatizzazioni&hellip;).<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto questo &egrave; inaccettabile ed &egrave; durato fin troppo. &Egrave; ora di una rivoluzione, che rovesci completamente questo sistema politico-economico in cui i diritti, i bisogni e le aspirazioni dei tanti sono calpestati in nome dei super-profitti di pochi. Fino ad oggi hanno governato i banchieri, gli speculatori, i faccendieri&hellip; proprio quelli che la crisi l&rsquo;hanno provocata. &Egrave; ora che al governo vadano i lavoratori, che invece finora la crisi l&rsquo;hanno pagata. Ci hanno sempre detto che non ci sono le risorse per una politica diversa, per una politica a favore delle classi popolari. Ma in realt&agrave; queste risorse ci sono, il problema &egrave; che sono concentrate nelle mani di una ristretta minoranza. &Egrave; l&igrave; che dobbiamo andare a prenderle per metterle a disposizione della societ&agrave; nel suo complesso. Finch&eacute; non faremo questo, non ci sar&agrave; mai un vero cambiamento.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/><strong>NO AL PAGAMENTO DEL DEBITO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Qualsiasi governo voglia davvero prendere misure a sostegno dei lavoratori, dei disoccupati e dei pensionati si trover&agrave; innanzitutto di fronte all&rsquo;ostacolo rappresentato dall&rsquo;Unione Europea e dal pagamento degli interessi sul debito pubblico. Le istituzioni europee in questi anni non hanno fatto altro che imporre in modo inflessibile le pi&ugrave; spietate politiche di austerit&agrave;, proprio per far rispettare il pagamento del debito.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&Egrave; bene ricordare che il debito dello Stato italiano &egrave; stato contratto solo in minima parte da famiglie e piccoli risparmiatori, mentre il grosso &egrave; nelle mani di banche, assicurazioni e fondi d&rsquo;investimento, sia nazionali che internazionali. Di fatto ci hanno spremuto con le politiche di lacrime e sangue solo ed esclusivamente per garantire la remunerazione del grande capitale finanziario.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di fronte a questa vergogna, tutte le forze politiche si limitano a parlare di &ldquo;avviare trattative con le istituzioni europee&rdquo;, ma il caso della Grecia ci ha insegnato che la Trojka non &egrave; disponibile a fare la minima concessione, a costo di trascinare un intero paese nella miseria pi&ugrave; nera. Non &egrave; possibile fare politiche di spesa sociale e allo stesso tempo restare all&rsquo;interno dei parametri di questa Unione Europea.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione del pareggio di bilancio nella Costituzione.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Rifiuto del pagamento del debito, tranne che ai piccoli risparmiatori.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Rottura unilaterale dei trattati europei, NO all&rsquo;Unione europea capitalista.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER LA NAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Mentre l&rsquo;Istat ci dice che 18 milioni di italiani sono a rischio povert&agrave;, il governo ha stanziato la bellezza di 26 miliardi di euro per salvare le banche venete e il Monte dei Paschi di Siena. E questo potrebbe essere solo l&rsquo;inizio, visto che l&rsquo;intero sistema bancario italiano &egrave; in sofferenza a causa dell&rsquo;alto numero di crediti deteriorati.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Anche la Banca Centrale Europea ha pompato liquidit&agrave; a piene mani sui mercati finanziari per tenere a galla le banche. Il conto di questo fiume di denaro &egrave; stato presentato alle popolazioni dei vari paesi europei attraverso le politiche di austerit&agrave;.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>In pratica tutti i sacrifici che ci hanno imposto sono serviti per consentire alle banche di mantenere alto il livello dei profitti, proseguire nelle loro speculazioni azzardate e premiare i manager responsabili del dissesto con liquidazioni a sei zeri.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Nazionalizzazione del sistema bancario, senza indennizzo per i grandi azionisti e con garanzia pubblica per i depositi dei piccoli risparmiatori. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Creazione di un&rsquo;unica grande banca pubblica nazionale, in grado di mettere in campo gli investimenti necessari a rilanciare l&rsquo;economia.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>LA LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE E LA DIFESA DEL SALARIO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>I governi in questi anni hanno trovato un modo molto originale per combattere la disoccupazione: consentire alle aziende di licenziare pi&ugrave; facilmente, sia con il Jobs Act che con i contratti precari. Il risultato &egrave; che i posti i lavoro non sono aumentati, ma sono diminuiti. In Italia ci sono oggi pi&ugrave; di 3 milioni di disoccupati e tutti i nuovi contratti sono a termine.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Peraltro la disoccupazione &egrave; stata trasformata in un business: gli uffici pubblici di collocamento sono stati sostituiti da agenzie interinali private e i corsi di formazione per i disoccupati sono serviti solo per incassare i fondi europei.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Anche chi un lavoro ce l&rsquo;ha, ha visto ridurre drasticamente il potere d&rsquo;acquisto del suo stipendio. I salari italiani sono tra i pi&ugrave; bassi d&rsquo;Europa. Tanti, pur di lavorare, hanno accettato condizioni di lavoro sempre peggiori. Giornate di lavoro di 10-12 ore, lavoro domenicale, finte partite iva, corrieri pagati a consegna&hellip; fino al lavoro nero e al caporalato.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Siamo arrivati al paradosso del lavoro gratuito: il sociologo Domenico De Masi, tenuto in grande considerazione dal Movimento 5 Stelle, sostiene che per ridurre la disoccupazione, i disoccupati dovrebbero lavorare gratis&hellip;<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Tutto questo deve essere completamente ribaltato. Per aumentare l&rsquo;occupazione innanzitutto bisogna che chi ha un lavoro non lo perda; in secondo luogo il lavoro disponibile deve essere distribuito tra tutti attraverso la riduzione dell&rsquo;orario di lavoro. Inoltre ai lavoratori e ai disoccupati devono essere riconosciuti i mezzi necessari per vivere dignitosamente.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione del Jobs Act, ripristino dell&rsquo;art. 18 e sua estensione a tutti i lavoratori dipendenti. Nessuno deve essere licenziato senza giusta causa. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Salario minimo intercategoriale fissato per legge, non inferiore ai 1.400 euro mensili.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Una nuova scala mobile che indicizzi tutti i salari all&rsquo;inflazione reale.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Salario garantito ai disoccupati pari all&rsquo;80% del salario minimo. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Riduzione dell&rsquo;orario di lavoro a un massimo di 32 ore settimanali a parit&agrave; di salario.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione delle agenzie interinali e ritorno al collocamento pubblico. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Contrasto frontale al lavoro nero, le aziende che ne fanno uso devono essere espropriate.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>UN&rsquo;ECONOMIA SOTTO IL CONTROLLO DEI LAVORATORI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Ci hanno sempre raccontato che &ldquo;il privato funziona meglio&rdquo;, eppure la crisi ha completamente sfatato questo mito. Guardiamo a cosa hanno portato le privatizzazioni: aumento generalizzato di prezzi e tariffe, peggioramento complessivo dei servizi ai cittadini e peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende privatizzate. Le privatizzazioni e le esternalizzazioni hanno inoltre aperto la strada, attraverso il sistema degli appalti e dei sub-appalti, alle infiltrazioni della criminalit&agrave; organizzata in una serie di settori, come quello dei rifiuti.<br \/>\n<br \/>Ancora pi&ugrave; desolante &egrave; il panorama delle infinite crisi industriali. Non si contano le imprese che, nonostante gli aiuti pubblici, hanno chiuso, licenziato e delocalizzato all&rsquo;estero per risparmiare sulla manodopera.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>In questi casi la soluzione non pu&ograve; essere &ldquo;l&rsquo;intervento pubblico&rdquo;, che in Italia va sempre a finire allo stesso modo: lo Stato ci mette i soldi, ma la gestione e i profitti rimangono nelle mani dei privati. &Egrave; invece necessario rimettere in discussione la propriet&agrave; e la gestione private di una serie di attivit&agrave; economiche. Questo &egrave; ancor pi&ugrave; vero nel campo dei servizi essenziali per la collettivit&agrave; (energia, acqua, trasporti, telecomunicazioni&hellip;), che per la loro stessa natura non possono essere impostati sulla logica del profitto.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Non si tratta solo di nazionalizzazioni, ma di controllo dei lavoratori sulla produzione. Nelle grandi aziende &ldquo;la propriet&agrave;&rdquo; non ha alcun ruolo attivo: si tratta di cordate di grandi azionisti, che si limitano a nominare il management e intascarsi i dividendi in modo totalmente parassitario. La gestione delle imprese deve essere affidata agli operai, agli impiegati e ai tecnici che ci lavorano ogni giorno, che le conoscono in modo approfondito e che le fanno funzionare concretamente.<br \/>\n<br \/>Aziende dirette da un comitato democraticamente eletto da tutti i lavoratori, senza il fardello degli utili agli azionisti e dei bonus milionari ai manager, potranno funzionare molto meglio di prima.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Esproprio di tutte le aziende che chiudono, licenziano e delocalizzano. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Nazionalizzazione di tutte le aziende privatizzate.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Nazionalizzazione dei grandi gruppi industriali, senza indennizzo eccetto che per i piccoli azionisti. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Nazionalizzazione delle reti di trasporti, telecomunicazioni, energia, acqua e ciclo dei rifiuti.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Tutte le azienda nazionalizzate siano poste sotto il controllo e la gestione dei lavoratori.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PENSIONI PUBBLICHE E DIGNITOSE PER TUTTI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Viviamo in un mondo paradossale, dove tutto funziona all&rsquo;incontrario. Da una parte abbiamo la disoccupazione giovanile al 35% e dall&rsquo;altra riforme che continuano ad alzare l&rsquo;et&agrave; pensionabile. Cos&igrave; ci sono i giovani che non trovano lavoro e allo stesso tempo gli anziani che sono costretti a continuare a lavorare.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Si dice che questo &egrave; necessario per i conti dell&rsquo;Inps. In realt&agrave; le casse dei lavoratori dipendenti sono sostanzialmente in pareggio. Il problema &egrave; che sono a carico dell&rsquo;Inps una gran quantit&agrave; di spese che niente hanno a che fare con le pensioni. &Egrave; il caso degli ammortizzatori sociali, ma anche della decontribuzione fiscale sulle nuove assunzioni regalata da Renzi agli imprenditori assieme al Jobs Act.<br \/>\n<br \/>Se vogliamo creare lavoro per i giovani, cominciamo mandando in pensione chi ha gi&agrave; lavorato tutta una vita.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione della legge Fornero. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>In pensione con 35 anni di lavoro o 60 anni di et&agrave;.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Pensione pari all&rsquo;80% dell&rsquo;ultimo salario e comunque non inferiore al salario minimo.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER UN SISTEMA SANITARIO UNIVERSALE E GRATUITO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Anni di tagli hanno devastato il sistema sanitario nazionale. Negli ospedali mancano i fondi, c&rsquo;&egrave; carenza di personale e le apparecchiature non sono adeguate.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il processo di privatizzazione ha poi portato a una divisione di classe tra pazienti di serie A, che possono permettersi di pagare le prestazioni e hanno una corsa preferenziale, e pazienti di serie B, che invece devono aspettare mesi per un esame, spesso all&rsquo;interno della stessa struttura.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Raddoppio immediato dei fondi destinati alla sanit&agrave;. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione di ogni finanziamento alla sanit&agrave; privata e della pratica privata all&rsquo;interno delle strutture pubbliche. Per un unico sistema sanitario pubblico e gratuito.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione dei ticket sui medicinali e sulle prestazioni specialistiche. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Nazionalizzazione sotto controllo dei lavoratori dell&rsquo;industria farmaceutica.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Difesa dei piccoli presidi ospedalieri.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER UN&rsquo;ISTRUZIONE PUBBLICA, GRATUITA E DEMOCRATICA<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Le scuole e le universit&agrave; italiane versano in uno stato pietoso, soprattutto per la mancanza di risorse adeguate. Tutti i costi vengono scaricati sulle famiglie: aumento delle tasse scolastiche e universitarie, contributi extra richiesti alle famiglie, riduzione delle borse di studio&hellip; In questo modo il diritto allo studio non &egrave; garantito per tutti, tanto pi&ugrave; che aumentano i numeri chiusi e i test d&rsquo;ingresso.<br \/>\n<br \/>Il governo Renzi ha peggiorato una situazione gi&agrave; compromessa. Con la riforma della &ldquo;Buona Scuola&rdquo; le scuole sono state trasformate in aziende in concorrenza tra loro. Con l&rsquo;alternanza scuola-lavoro, utilizzando la scusa di &ldquo;formare i giovani&rdquo;, gli studenti vanno a fornire manodopera gratuita alle aziende e l&rsquo;unica cosa che imparano &egrave; ad essere sfruttati.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione della Buona Scuola e dell&rsquo;alternanza scuola-lavoro<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Raddoppio dei fondi destinati alla pubblica istruzione. No a qualsiasi finanziamento alle scuole private. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Per un piano nazionale di edilizia scolastica. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>No al numero chiuso e ai test d&rsquo;ingresso nelle universit&agrave; e nelle scuole. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>No ai contributi delle famiglie alle spese scolastiche. La scuola pubblica deve essere gratuita. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Per una scuola pubblica, laica e gratuita per tutti.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER L&rsquo;UNITA&rsquo; TRA LAVORATORI ITALIANI E IMMIGRATI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Ci vogliono far credere che la colpa di tutti i mali &ndash; dalla disoccupazione ai tagli dei servizi sociali, dal degrado delle periferie al problema casa &ndash; sia degli immigrati. Tutti i partiti fanno a gara a chi adotta la posizione pi&ugrave; razzista e repressiva sul tema dell&rsquo;immigrazione. In questa competizione disgustosa il ministro Minniti si &egrave; aggiudicato il primo premio, appaltando la gestione dei profughi alle bande di tagliagole libici, in totale dispregio dei diritti umani.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Ogni menzogna &egrave; buona per alimentare il clima d&rsquo;odio contro gli stranieri. La balla pi&ugrave; clamorosa &egrave; quella per cui gli immigrati ricevono soldi dallo Stato, quando in realt&agrave; i fondi pubblici vengono intascati dai privati che gestiscono i centri di accoglienza, dove i migranti sono reclusi in condizioni disumane.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>In realt&agrave; oggi in Italia gli immigrati rappresentano una parte importante della classe lavoratrice in molti settori, dall&rsquo;edilizia alla logistica, dalla manifattura all&rsquo;assistenza sanitaria. Ogni legge che discrimina gli immigrati non fa altro che indebolire i lavoratori nel loro complesso e alimentare una guerra tra poveri, utile solo a chi vuole mantenere l&rsquo;attuale sistema di potere.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione del decreto Minniti, della Bossi-Fini e di tutte le leggi che discriminano gli immigrati. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione del reato di immigrazione clandestina. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Diritto di voto per chi risiede in Italia da un anno. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Cittadinanza dopo 3 anni per chi ne faccia richiesta.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Cittadinanza italiana per tutti i nati in Italia.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>LA LOTTA PER I DIRITTI DELLE DONNE<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Tutte le forze politiche oggi fanno un gran parlare di violenza sulle donne, discriminazioni di genere, di abusi sessuali&hellip; ma nei fatti quale assistenza ricevono le donne in difficolt&agrave; dallo Stato? I consultori pubblici sono stati in gran parte smantellati. L&rsquo;assistenza dei parenti anziani ricade interamente sulle famiglie. Persino il diritto all&rsquo;aborto &egrave; messo in discussione dall&rsquo;obiezione di coscienza dei medici, che raggiunge in media livelli tra il 70 e l&rsquo;80%.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Dietro la retorica &ldquo;rosa&rdquo; a buon mercato la realt&agrave; &egrave; che, con il peggioramento della legislazione sul lavoro e i tagli ai servizi, &egrave; peggiorata anche la condizione delle donne. Di quale diritto alla maternit&agrave; si pu&ograve; parlare per una lavoratrice precaria o assunta con il Jobs Act? Come potr&agrave; resistere alle molestie sessuali del suo datore di lavoro una lavoratrice che rischia di essere licenziata e lasciata in mezzo ad una strada? Come pu&ograve; una donna con figli emanciparsi davvero se non ci sono abbastanza posti negli asili nido pubblici e le rette degli asili privati sono proibitive?<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Applicazione del pieno diritto all&rsquo;aborto. Abolizione dell&rsquo;obiezione di coscienza del personale medico. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Ripristino e potenziamento dei consultori pubblici. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Rete capillare di asili nido e scuole materne, pubblici e gratuiti, che coprano l&rsquo;effettivo orario lavorativo. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Rete di strutture pubbliche per il sostegno ai parenti anziani.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER IL RISCATTO DEL MEZZOGIORNO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Durante la crisi il divario tra Nord e Sud si &egrave; ulteriormente accentuato. Nel Mezzogiorno il 46% della popolazione &egrave; a rischio povert&agrave; e la disoccupazione giovanile in certe zone tocca punte del 60%. Nel giro di vent&rsquo;anni sono emigrati due milioni e mezzo di persone dal Sud.<br \/>\n<br \/>La presa della criminalit&agrave; organizzata sul territorio diventa sempre pi&ugrave; soffocante. La mafia, camorra e la &lsquo;ndrangheta monopolizzano grandi fette dell&rsquo;economia e spesso l&rsquo;intreccio tra amministrazioni pubbliche, gruppi imprenditoriali e organizzazioni criminali &egrave; cos&igrave; fitto che &egrave; impossibile distinguere tra attivit&agrave; legali e illegali.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Piano di investimenti pubblici per il potenziamento dell&rsquo;industria, delle infrastrutture e dei servizi al Sud. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Bonifica immediata dei territori inquinati da rifiuti tossici.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Esproprio delle aziende legate alla criminalit&agrave; organizzata e confisca dei beni dei mafiosi.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>LA DIFESA DELL&rsquo;AMBIENTE<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>A mettere in pericolo l&rsquo;ambiente in cui viviamo &egrave; soprattutto la logica del profitto. Inquinamento, speculazione edilizia, trivellazioni stanno distruggendo il territorio e la qualit&agrave; della vita.<br \/>\n<br \/>Si investono miliardi in grandi opere, come la Tav, che hanno un alto impatto ambientale e sono utili solo per far guadagnare le imprese di costruzione. E intanto le reti periferiche e i trasporti per i pendolari sono in stato di abbandono.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Il territorio, devastato dalla cementificazione selvaggia, &egrave; allo stremo: ogni pioggia diventa un&rsquo;alluvione e ogni scossa sismica una tragedia.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Per un piano nazionale di riassetto idro-geologico del territorio. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abbattimento degli eco-mostri e riqualificazione delle aree degradate. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Esproprio e riconversione delle aziende che inquinano. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>No alle grandi opere inutili, per un trasporto pubblico efficiente e gratuito.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>RIPRENDIAMOCI I SINDACATI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Durante la crisi i sindacati si sono dimostrate incapaci di contrastare efficacemente l&rsquo;offensiva padronale. Ogni accordo sindacale non ha fatto altro che ratificare i passi indietro del movimento operaio. La distanza tra le burocrazie sindacali e i lavoratori che dovrebbero rappresentare non &egrave; mai stata cos&igrave; forte.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>A questo si aggiunga che sono state adottate leggi volte a limitare pesantemente il diritto di sciopero, soprattutto nel pubblico servizio. Anche sul terreno della rappresentanza sindacale, con il Testo Unico del 10 gennaio 2014, si &egrave; imposto un giro di vite aumentando il peso degli apparati sindacali a scapito del controllo dal basso da parte dei lavoratori.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Sosteniamo tutte le lotte reali promosse dalle forze sindacali di classe, dentro una battaglia pi&ugrave; generale per l&rsquo;unificazione del movimento operaio.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>I lavoratori devono riprendersi i loro sindacati e trasformarli nuovamente in organizzazioni democratiche di lotta, che siano in grado di difendere davvero i loro diritti.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione di tutte le leggi anti-sciopero. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Rappresentanze sindacali democratiche, con i soli delegati eletti dai lavoratori.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Piena agibilit&agrave; per tutte le organizzazioni sindacali.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>I rappresentanti sindacali devono essere revocabili in qualsiasi momento dell&rsquo;assemblea che li ha eletti. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Salario operaio per i funzionari sindacali.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>ROVESCIARE UN FISCO CLASSISTA<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Si fa un gran parlare di lotta all&rsquo;evasione, ma senza il minimo risultato concreto. Questo perch&eacute; il sistema fiscale italiano &egrave; strutturato in modo da intrappolare i piccoli e lasciar passare i grandi. Mentre i lavoratori dipendenti vedono una fetta troppo grande della loro busta paga svanire in tasse e i piccoli commercianti sono letteralmente strangolati dalla pressione fiscale, i grandi patrimoni vengono messi al sicuro nei paradisi fiscali.<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Tutti i governi si sono ben guardati da andare a toccare le rendite pi&ugrave; alte e invece hanno spostato il peso del carico fiscale sui redditi bassi, anche attraverso il continuo innalzamento delle imposte indirette come l&rsquo;Iva che, essendo slegate dal reddito, colpiscono soprattutto i ceti meno abbienti.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Abolizione delle imposte indirette. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Tassazione fortemente progressiva, che vada a colpire soprattutto i grandi patrimoni. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Esproprio del patrimonio dei grandi evasori fiscali.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>LA LOTTA PER I DIRITTI CIVILI E DEMOCRATICI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Non solo siamo costretti ad una quotidianit&agrave; di disoccupazione, precariato e sfruttamento, ma lo Stato pretende di regolamentare e reprimere in modo bigotto tutti gli altri aspetti della nostra vita, dalle preferenze sessuali alla gestione del tempo libero.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Estensione del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>La possibilit&agrave; di adozione deve essere indipendente dalla composizione del nucleo famigliare. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione delle leggi repressive del consumo di stupefacenti e di tutte le misure liberticide sia legali che amministrative (daspo, coprifuoco ecc.) rivolte in particolare contro le forme di socialit&agrave; libere e non commerciali.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER IL DIRITTO ALLA CASA<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Il problema della casa riguarda un numero di persone sempre pi&ugrave; grande. Prezzi, affitti e mutui sono al di fuori della portata di disoccupati e lavoratori precari. Il numero di case popolari &egrave; ridotto ai minimi termini e crescono ogni anno gli sfratti, i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari. Allo stesso tempo le citt&agrave; sono sempre pi&ugrave; cementificate a causa della speculazione edilizia e in tutta Italia ci sono ben 7 milioni di case sfitte, molte di queste appartenenti alle grandi immobiliari.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Censimento e riutilizzo di tutte le case sfitte. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Esproprio del patrimonio delle grandi immobiliari. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Per un piano nazionale di edilizia popolare. <\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER LA LAICITA&rsquo; DELLO STATO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>&Egrave; inaccettabile che in Italia la Chiesa cattolica eserciti continue ingerenze sui diritti e sulle libert&agrave; delle persone. D&rsquo;altro canto la Chiesa non assolve solo ai suoi compiti &ldquo;spirituali&rdquo;, ma &egrave; una vera e propria potenza economica, che controlla uno sterminato patrimonio immobiliare, banche e grandi consorzi imprenditoriali come la Compagnia delle Opere. Come se tutto questo non bastasse, la Chiesa gode ancora di consistenti privilegi statali e finanziamenti pubblici.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Per la separazione tra Stato e Chiesa. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione del Concordato e dell&rsquo;8 per mille. Nessun finanziamento pubblico o regime fiscale di favore per le confessioni religiose. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Esproprio del patrimonio immobiliare e finanziario della Chiesa e delle sue organizzazioni collaterali. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Abolizione dell&rsquo;ora di insegnamento della religione cattolica nelle scuole.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>NO ALL&rsquo;IMPERIALISMO<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Lo Stato italiano non ha i fondi per le scuole e gli ospedali, ma spende miliardi di euro in armamenti e missioni militari all&rsquo;estero. Le truppe italiane in Iraq, in Libano, etc. non sono l&igrave; per portare la pace, ma per tutelare gli interessi economici delle imprese italiane. La proiezione estera delle imprese italiane, a partire dall&rsquo;Europa dell&rsquo;Est e dall&rsquo;Africa, a caccia di materie prime ei di lavoro a basso costo ha un carattere classicamente imperialista.<br \/>\n<br \/>Mentre Trump apre un focolaio di guerra dopo l&rsquo;altro dalla Corea alla Palestina, &egrave; semplicemente scandaloso ma significativo che l&rsquo;Italia sia ancora parte della coalizione militare della Nato guidata dall&rsquo;imperialismo Usa.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Drastica riduzione delle spese militari. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Ritiro delle missioni militari all&rsquo;estero. <\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Fuori l&rsquo;Italia dalla Nato. Chiusura delle basi Nato e americane sul territorio italiano.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PER IL GOVERNO DEI LAVORATORI<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Il sistema di democrazia parlamentare in Italia &egrave; marcio. Il parlamento non &egrave; pi&ugrave; simbolo di &ldquo;sovranit&agrave; e rappresentanza popolare&rdquo;, ma sinonimo di privilegi, scandali e corruzione.<br \/>\n<br \/>Tutto si riduce ad una finzione. Ogni cinque anni ci chiamano a votare, ma tanto il programma di governo &egrave; gi&agrave; scritto dalle banche, dalla Confindustria e dalle istituzione europee. Tutte le decisioni fondamentali vengono prese da una potente burocrazia statale che nessuno ha eletto: banche centrali, dirigenti dei ministeri, enti amministrativi, commissioni di esperti, garanti, magistrati, prefetti&hellip;<br \/>\n<br \/>La risposta a questa crisi politica non &egrave; quella di &ldquo;riavvicinare i cittadini&rdquo; a queste vecchie istituzioni screditate in nome di una falsa democrazia. Bisogna invece creare nuove istituzioni, in grado di rappresentare davvero i giovani, i lavoratori, i disoccupati e i pensionati.<br \/>\n<br \/>Serve una democrazia dei lavoratori, fatta di consigli di delegati eletti nei luoghi di lavoro e di studio, di comitati nei quartieri popolari, di assemblee popolari cittadine. La vecchia burocrazia statale deve essere smantellata e il controllo dei lavoratori deve essere esteso a tutti i rami della vita pubblica.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Eleggibilit&agrave; e revocabilit&agrave; di tutte le cariche pubbliche.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Un tetto alla retribuzione delle cariche pubbliche, che corrisponda allo stipendio medio di un lavoratore qualificato.<\/strong><\/li>\n<p><\/p>\n<li><strong>Controllo dei lavoratori a tutti i livelli della pubblica amministrazione.<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>UNA PROSPETTIVA INTERNAZIONALISTA<\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<br \/>Questo programma entra apertamente in contrasto con tutte le compatibilit&agrave; del sistema capitalista. D&rsquo;altronde il capitalismo ha dimostrato di essere un sistema che funziona solo per una ristretta minoranza, ma non &egrave; in grado di risolvere i problemi delle grandi masse.<br \/>\n<br \/>Il nostro modello non &egrave; certo il &ldquo;socialismo reale&rdquo; che esisteva nei paesi dell&rsquo;est, dove tutto era deciso dall&rsquo;alto da un&rsquo;onnipotente burocrazia statale e i diritti politici dei lavoratori erano calpestati. Il socialismo per cui ci battiamo &egrave; quello in cui le principali leve dell&rsquo;economia non sono nelle mani di un&rsquo;oligarchia parassitaria, ma appartengono a tutti e il loro utilizzo viene pianificato democraticamente attraverso il controllo dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Questo programma non pu&ograve; essere realizzato su scala nazionale, non vogliamo isolare l&rsquo;Italia dal resto del mondo. Siamo anzi convinti che se ci mettessimo con decisione su questa strada rivoluzionaria, offrendo finalmente un&rsquo;alternativa all&rsquo;austerit&agrave; senza fine dell&rsquo;Unione Europea, saremmo seguiti dalle classi lavoratrici di un paese europeo dopo l&rsquo;altro.<br \/>\n<br \/>Solo cos&igrave; si potrebbe ricreare la base per un&rsquo;unit&agrave; genuina tra le nazioni europee, attraverso una federazione volontaria costruita su basi economiche completamente nuove.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul>\n<\/p>\n<li><strong>Per la federazione socialista d&rsquo;Europa<\/strong><\/li>\n<p><\/ul>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROGRAMMA PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA Siamo entrati nel decimo anno dall&rsquo;inizio della crisi economica. 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