{"id":66539,"date":"2017-12-26T00:00:00","date_gmt":"2017-12-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/12\/26\/il-lavoro-sporco-dellitalia-in-africa\/"},"modified":"2017-12-26T00:00:00","modified_gmt":"2017-12-26T00:00:00","slug":"il-lavoro-sporco-dellitalia-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2017\/12\/26\/il-lavoro-sporco-dellitalia-in-africa\/","title":{"rendered":"Il lavoro sporco dell&#8217;Italia in Africa"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4369_gentiloni_Niger.jpg\" alt=\"4369_gentiloni_Niger.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&laquo;Se l&#8217;Europa vuole che facciamo il lavoro sporco con i migranti, deve mettere mano al portafoglio. L&#8217;aiuto UE &egrave; pi&ugrave; che benvenuto&raquo;. Sono le parole testuali del Presidente del Niger Mahamadou Issoufou dello scorso marzo. Sono parole che spiegano la vera natura della politica europea sul fronte dell&#8217;immigrazione, in primo luogo di quella italiana. Non solo in Libia, ma nell&#8217;Africa profonda.<\/p>\n<p>&ldquo;Lavoro sporco con i migranti&rdquo; non significa solamente accordo politico diretto con le milizie libiche e i governi rivali di al-Sarraj e Haftar per segregare uomini, donne, bambini in luoghi di tortura e stupri, dopo aver bloccato manu militari la loro fuga via mare; non significa solamente finanziare ed equipaggiare queste funzioni criminali di polizia, formalmente nel nome della lotta ai trafficanti di esseri umani, in realt&agrave; assicurando loro un nuovo lucroso mercato (dalla compravendita di schiavi al loro uso in veste di ostaggi per estorcere soldi alle loro famiglie). Lavoro sporco significa anche e sempre pi&ugrave; bloccare i migranti alla partenza, negare loro alla radice il diritto di fuga dalla propria disperazione. Qui sta la nuova frontiera dell&#8217;Unione Europea in Niger e nei paesi del Sahel. Il governo del Niger incassa dalla Unione Europea i cosiddetti aiuti (naturalmente&#8230; &ldquo;umanitari&rdquo;), in cambio assicura alla UE il blocco dei migranti nel proprio territorio, attraverso un&#8217;ordinaria criminalizzazione dei migranti stessi. La proposta tedesca, francese, italiana di istituire campi di &ldquo;accoglienza&rdquo; in Niger vuol dare una parvenza legale a questa partita di scambio criminale. Il fatto che questa funzione di polizia sia finanziata dalle casse del Fondo Europeo di Sviluppo d&agrave; la misura dell&#8217;ipocrisia imperialista, oltre a spiegare la vera natura della UE.<\/p>\n<p>Ma i governi imperialisti della UE non si limitano a foraggiare il lavoro sporco del governo nigerino. Inviano direttamente proprie spedizioni militari lungo le frontiere del Sahel. L&#8217;annunciato invio di un corpo militare di spedizione di 500 uomini in Niger da parte del governo Gentiloni &egrave; parte della politica africana della UE. La Francia presidia la propria area ex coloniale africana con oltre 4000 soldati e decine di basi (Mauritania, Ciad, Mali, Burkina Faso, Niger), mentre la Germania ha accresciuto sino a mille soldati la propria presenza nel Sahel, facendone il principale teatro di propria presenza estera del dopoguerra.<\/p>\n<p><strong>LA NUOVA CORSA ALL&#8217;AFRICA<\/strong><\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che non siamo di fronte unicamente alla questione dei migranti. &Egrave; in corso una vera e propria competizione mondiale tra potenze imperialiste vecchie e nuove per il controllo e la spartizione dell&#8217;Africa. Le truppe seguono la rotta degli affari. Attraverso la diretta presenza sul terreno servono a sostenere le ragioni negoziali dei propri imperialismi al tavolo della spartizione. Ai lavoratori europei si chiede di pagare di tasca propria i costi della gara tra i loro sfruttatori, sulla pelle dei popoli di un altro continente.<\/p>\n<p>L&#8217;Africa &egrave; un continente ricchissimo di materie prime. Possiede terre libere coltivabili di oltre 200 milioni di ettari. Rappresenta un&#8217;immensa riserva disponibile di giovanissima manodopera. Non a caso la Cina ha fatto dell&#8217;Africa un proprio bacino di espansione, con tutto l&#8217;arsenale delle politiche imperialiste: acquisizione di terre e materie prime in cambio di indebitamento, esportazione di capitale finanziario, costruzione e controllo di infrastrutture strategiche in campo portuale e ferroviario: un enorme cantiere a cielo aperto sotto bandiera cinese.<\/p>\n<p>Gli imperialismi europei e la loro &ldquo;unione&rdquo; cercano una risposta all&#8217;espansione africana della Cina, sia provando a integrarsi nella filiera di affari che la Cina ha attivato, sia puntando a un controbilanciamento in termini di salvaguardia di propri presidi e aree di influenza.<br \/>\n<br \/>La Francia fa perno sulla Costa d&#8217;Avorio e sulla massa monetaria del franco CFA occidentale per irradiarsi in Nigeria e Ghana, oggi all&#8217;apice dello sviluppo africano, mentre tutela i propri interessi in Niger in fatto di petrolio, gas naturale, oro, diamanti, ma soprattutto uranio. Al tempo stesso Parigi ha difficolt&agrave; a preservare il vecchio monopolio sulla Francafrique, come dimostra la sua richiesta d&#8217;aiuto all&#8217;Unione Europea per una presenza militare in Mali. Lo sfondamento economico cinese in Niger (che &egrave; ormai ultraindebitato con la Cina) &egrave; un altro segno delle difficolt&agrave; francesi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ITALIA CERCA IL PROPRIO POSTO AL SOLE<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto l&#8217;Italia cerca nuovamente il proprio posto al sole. Da un lato dando sponda, nel proprio interesse, alle esigenze della Francia; dall&#8217;altro contendendo proprio alla Francia spazi e mercati nel cuore dell&#8217;Africa. L&#8217;imperialismo italiano in Africa (e non solo) &egrave; tutt&#8217;altro che un imperialismo straccione. Nel 2016 l&#8217;Italia &egrave; divenuta terzo paese investitore al mondo nel continente africano. ENI &egrave; la principale azienda europea in Africa, con un ampio raggio di espansione dall&#8217;Egitto al Mozambico. ENEL ha conquistato il primato in fatto di energie rinnovabili. &ldquo;L&#8217;Africa &egrave; la nostra profondit&agrave; strategica&rdquo;, dichiara alla rivista Limes il sottosegretario Giro, che non manca di vantare l&#8217;attuale ruolo italiano in Etiopia, Eritrea, Somalia, Libia: guarda caso i luoghi dei crimini coloniali dell&#8217;imperialismo tricolore, in epoca sia liberale che fascista. L&#8217;imperialismo torna sempre sui luoghi del delitto.<\/p>\n<p>Qui il cerchio si chiude. La nuova corsa all&#8217;Africa delle potenze imperialiste vecchie e nuove &egrave; e sar&agrave; un nuovo fattore di saccheggio delle risorse e dei popoli del continente nero. Per questo le migrazioni bibliche continueranno, assieme alle barriere poliziesche che vorrebbero impedirle o bloccarle, col seguito annunciato di nuovi orrori e sofferenze. Il sostegno di Francia, Germania, Italia e Spagna alla nuova forza militare congiunta di Niger, Ciad, Mali, Mauritania, per &ldquo;contrastare il flusso migratorio&rdquo; &egrave; solo un nuovo paragrafo di questo lungo libro.<\/p>\n<p>&ldquo;Aiutiamoli a casa loro&rdquo;, recita il mantra della propaganda dominante, sulle labbra di Renzi, Di Maio, Salvini. Ma il sottotesto vero &egrave; un altro: segreghiamoli in casa loro, con porte e finestre sbarrate da nostri gendarmi e da poliziotti locali, e contemporaneamente occupiamo noi quella casa, come gi&agrave; facemmo per secoli, spartendoci il bottino. Milioni di africani segregati nella propria terra lavoreranno al servizio dei nostri capitali in cambio di salari miserabili e con orari di lavoro massacranti. Come gi&agrave; avviene nelle miniere d&#8217;oro e di diamanti di Niger e Congo, nei campi sterminati del Kenya e dell&#8217;Angola, nelle fabbriche tessili di Etiopia ed Eritrea. Spesso con donne e bambini, privati del diritto alla vita e al futuro. Spesso sotto bandiera tricolore.<\/p>\n<p>Altro che difesa della &ldquo;sovranit&agrave; nazionale dell&#8217;Italia&rdquo; contro &ldquo;il dominio tedesco&rdquo;, come rivendicano i nazionalisti di tutte le risme, inclusi i nazionalisti &ldquo;di sinistra&rdquo; che giurano sulla Costituzione italiana. <\/p>\n<p>Il lavoro sporco &egrave; la natura stessa dell&#8217;imperialismo, a partire dal nostro.<br \/>\n<br \/>Solo una rivoluzione socialista potr&agrave; voltare pagina. In Italia, in Europa, in Africa, ovunque.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Se l&#8217;Europa vuole che facciamo il lavoro sporco con i migranti, deve mettere mano al portafoglio. L&#8217;aiuto UE &egrave; pi&ugrave; che benvenuto&raquo;. 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