{"id":66565,"date":"2018-01-28T00:00:00","date_gmt":"2018-01-28T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/01\/28\/il-prode-turigliatto-e-il-governo-prodi\/"},"modified":"2018-01-28T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-28T00:00:00","slug":"il-prode-turigliatto-e-il-governo-prodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/01\/28\/il-prode-turigliatto-e-il-governo-prodi\/","title":{"rendered":"Il prode Turigliatto e il governo Prodi"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4407_turigl_PAP.jpg\" alt=\"4407_turigl_PAP.jpg\" \/><br \/>\n<br \/><em>Sul Corriere del 26 gennaio &egrave; uscito un pezzo dedicato a Franco Turigliatto, il principale dirigente di Sinistra Anticapitalista. Come i nostri lettori sanno bene, Sinistra Anticapitalista, dopo mesi di avanti e indietro, a volte ridicoli, rispetto alla prospettiva di blocco elettorale di organizzazioni di estrema sinistra che ha poi dato vita a &#8220;Per una sinistra rivoluzionaria&#8221;, ha sub&igrave;to immediatamente il &#8220;richiamo della foresta&#8221; riformista, mascherato da movimentista, aderendo dalla sera alla mattina a Potere al Popolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo dimostra che l&#8217;evoluzione parziale di Sinistra Anticapitalista, in conseguenza della rottura della vecchia Sinistra Critica, se mai &egrave; esistita non si &egrave; consolidata, e SA &egrave; rimasta in pieno un&#8217;organizzazione opportunista che col trotskismo reale, cio&egrave; col suo metodo e programma, non ha niente a che fare.<\/em><\/p>\n<p><em>Franco Turigliatto viene presentato nell&#8217;articolo come &laquo;il trotskista che silur&ograve; Prodi&raquo;. Si tratta di una fantasia sostanziale, da cui, del resto, lo stesso Turigliatto cerca &#8211; molto cautamente &#8211; di smarcarsi un poco.<\/em><br \/>\n<br \/><em>E tuttavia tale caratterizzazione, o analoga, &egrave; stata ripetuta molte volte dal 2008 ad oggi. Poich&eacute; la verit&agrave; &egrave; rivoluzionaria ed ha una grande importanza politica, noi abbiamo alcune (poche) volte deciso di mettere i puntini sulle &#8220;i&#8221;. Ci sembra questo il caso, oggi. Per questo ripubblichiamo un testo di alcuni anni fa riferito ad un&#8217;intervista del nostro a La Repubblica. Naturalmente, non essendoci stata ancora la scissione di Sinistra Critica, si fa riferimento al nome di quella organizzazione. Come detto, materializzata nella persona di Turigliatto, la continuit&agrave; di SA con SC &egrave; totale.<\/em><br \/>\n<br \/><em>Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il &ldquo;rivoluzionario Turigliatto&rdquo; e le 23 fiducie a Prodi<\/strong><br \/>\n<br \/><strong>a proposito di disinformazione &ldquo;democratica&rdquo; de La Repubblica<\/strong><\/p>\n<p>La Repubblica di gioved&igrave; 9 agosto ha pubblicato una breve intervista col compagno Franco Turigliatto, dirigente di Sinistra Critica ed ex senatore all&#8217;epoca del governo Prodi, dal titolo &laquo;Torna il rivoluzionario Turigliatto: &ldquo;Monti il peggiore, va fermato&rdquo;&raquo;.<br \/>\n<br \/>Nel soprattitolo lo presenta come &ldquo;l&#8217;uomo che fece cadere Prodi&rdquo;.<br \/>\n<br \/>A dire il vero il buon Turigliatto nega questa falsit&agrave;, accusando politicamente della caduta di Prodi le manovre di Veltroni.<\/p>\n<p>L&#8217;intervistatore, per replicare a questo diniego, afferma: &laquo;lei ha votato per un anno contro tutte le fiducie a Prodi&raquo;, e qui la risposta &egrave; ambigua.<br \/>\n<br \/>Rimettiamo in ordine le cose.<\/p>\n<p>Turigliatto non fece assolutamente cadere il governo Prodi. Fu Mastella a ritirargli la fiducia, anche in riferimento alle sue vicende personali-familiari-giudiziarie. Che dietro questo ci possano essere state anche le manovre di un Veltroni, desideroso di primeggiare, &egrave; del tutto plausibile.<br \/>\n<br \/>Quanto alla fiducie, Turigliatto (e il suo compagno Cannav&ograve; che sedeva alla Camera) ne ha votate 23, fino alla vigilia della caduta del governo, con le elezioni anticipate.<\/p>\n<p>Turigliatto non ha votato la fiducia del febbraio 2007 rispetto al rifinanziamento della missione in Afghanistan, cosa per cui aveva precedentemente votato. Lo fece solo dopo che il relatore D&#8217;Alema aveva respinto la sua richiesta di adoperarsi per una futura e generica &ldquo;conferenza di pace&rdquo;, cui Turigliatto condizionava il voto al proseguimento della guerra imperialista. Ma anche in quel caso il governo non and&ograve; in minoranza a causa di Turigliatto, il quale non vot&ograve; contro, ma proprio per non mettere in questione l&#8217;esecutivo si limit&ograve; a non partecipare al voto. Furono due senatori a vita, che fino ad allora avevano sostenuto il governo, a votare contro: il padrone Pininfarina (che si sbagli&ograve;) e Belzeb&ugrave; Andreotti (che vot&ograve; contro per dare un segnale al governo, per conto del Vaticano, rispetto alle aperture sulle unioni civili).<\/p>\n<p>Da quel momento in poi il buon &ldquo;rivoluzionario&rdquo; riprese a votare tutte le fiducie a Prodi, a partire da quella di reinsediamento del suo governo, nell&#8217;aprile 2007, su basi dichiaratamente ancora pi&ugrave; reazionarie di prima. Turigliatto era gi&agrave; stato espulso da Rifondazione Comunista per la reazione isterica dei poltronieri del partito, che temevano ogni possibile disturbo alla loro collaborazione di classe col centrosinistra. Ed infatti present&ograve; nella dichiarazione parlamentare il suo voto favorevole al governo come espressione dell&#8217; &ldquo;appoggio critico&rdquo; non del PRC, ma di Sinistra Critica.<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento di collaborazione di classe di Turigliatto &#8211; e di Cannav&ograve; alla Camera dei deputati: non c&#8217;&egrave; una responsabilit&agrave; individuale, ma quella di Sinistra Critica &#8211; arriv&ograve; fino al punto di votare, giusto alla fine del 2007 e quindi alla vigilia della caduta di Prodi, per una riduzione di imposte a banche ed assicurazioni di tre miliardi di euro annui (che si aggiunsero ai 7 miliardi di riduzione, sempre annua, ai capitalisti dell&#8217;industria che i due &ldquo;anticapitalisti&rdquo; di SC avevano votato in precedenza).<br \/>\n<br \/>Altro che non votare fiducie per un anno.<\/p>\n<p>Diciamo per&ograve; che non riteniamo responsabile di questa totale falsit&agrave; il moderatissimo ma onesto Turigliatto.<br \/>\n<br \/>Come detto, la sua risposta a La Repubblica &egrave; ambigua, ma non sembra proprio confermare il suo presunto voto contrario alle fiducie &laquo;per un anno&raquo;. Ecco le parole di Turigliatto: &laquo;Sulla guerra, sul precariato, sulle pensioni proponevano progetti di destra. Soffrivo. Prodi mi diceva di portare pazienza, prometteva, ma poi non succedeva mai niente&raquo;.<\/p>\n<p>Bench&eacute; non ci sia il no chiaro all&#8217;ipotesi di un passaggio al voto negativo, pare evidente che Turigliatto si riferisca alla sua costante sofferenza nel votare le schifezze di destra del governo, che per&ograve;, evidentemente uso ad obbedir tacendo, il nostro accettava, sperando nel conforto di&#8230; Romano Prodi (eccezionale!).<\/p>\n<p>In realt&agrave; &egrave; probabile che, come spesso capita &#8211; anche a noi &#8211; il giornalista di Repubblica abbia fatto una chiacchierata telefonica con Turigliatto e poi l&#8217;abbia ricostruita come una vera intervista a domande e risposte, con una costruzione funzionale al suo argomento: Prodi &egrave; caduto per responsabilit&agrave; della &#8220;sinistra radicale&rdquo;.<br \/>\n<br \/>In realt&agrave; questo &egrave; lo schema che tutta la stampa e gli altri organi di informazione e dibattito politico accreditano costantemente. Il messaggio che tutti questi veicolano alle masse &egrave; che il centrosinistra &egrave; stato vittima delle sue contraddizioni, in particolare delle costanti resistenze della &ldquo;sinistra radicale&rdquo;. Ora, chiunque si ricordi o ricostruisca con esattezza e onest&agrave; quel periodo sa che la verit&agrave; &egrave; esattamente opposta. Il PRC e il PdCI accettarono tutto senza fiatare, cercando solo, agli occhi delle masse, di stravolgere la realt&agrave; (il famoso &ldquo;Anche i ricchi piangono&rdquo; in un manifesto di Rifondazione, riferendosi ad una finanziaria assolutamente a vantaggio di capitalisti e ricchi).<\/p>\n<p>L&#8217;elenco fatto nella frase riportata dal sofferente Turigliatto, con l&#8217;aggiunta della gi&agrave; ricordata riduzione delle tasse a capitalisti e banchieri, &egrave; indicativo dei temi principali del controriformismo del centrosinistra &ldquo;organico&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Ma allora, perch&eacute; il ricordato schema falsificatorio di tutti i media e le forze politiche? Perch&eacute;, come dicevano sia Gramsci che Trotsky, la verit&agrave; &egrave; rivoluzionaria. Presentare i fatti come sono andati significherebbe mettere in questione il teatrino della politica borghese. La destra pu&ograve; contare sul voto di piccolo-borghesi e anche lavoratori sciocchi e reazionari perch&eacute; presenta il PD e il centrosinistra come post-comunisti innamorati delle tassazioni alla propriet&agrave;. Il PD e amici devono presentarsi come amici dei lavoratori, che cercano di creare una situazione di sacrifici &ldquo;equi&rdquo;, di fronte ad una realt&agrave; oggettiva immodificabile. Il PRC, SEL e PdCI devono far credere di aver tentato di difendere gli interessi dei lavoratori e dei movimenti (magari riconoscendo a parole che il governo Prodi &egrave; stato un errore, come ha detto recentemente l&#8217;ex ministro Ferrero, che sarebbe come se Al Capone avesse detto &#8211; e forse lo ha fatto &#8211; che c&#8217;era troppa violenza nella Chicago fine anni &#8217;20). Sinistra Critica (che cerca costantemente di nascondere di aver sostenuto il Prodi) deve presentarsi come &ldquo;anticapitalista&rdquo;.<\/p>\n<p>Questo scenario fittizio, introiettato dalle masse e anche da molti dei suoi presentatori, serve al dominio del capitale. Se no apparirebbe ai lavoratori che la destra non ha ragione di esistere, il PD &egrave; un partito organicamente borghese, la sinistra &ldquo;radicale&rdquo;, al momento della prova (perch&eacute; quando le condizioni non ci sono &egrave; facile fare demagogia e presentarsi come anticapitalisti) si subordina al capitale; moltissimi di loro cercherebbero, quindi, un&#8217;alternativa realmente anticapitalistica. Potendo trovarla, nel caso concreto, nel partito che giustamente unico pu&ograve; rivendicare di non aver mai tradito, cio&egrave; il nostro PCL (non pensiamo, ovviamente, che ad oggi ci sia un complotto specificamente contro il nostro piccolo partito, ma lo scopo della falsificazione della realt&agrave; &egrave; preventivo contro ogni sviluppo realmente antisistema).<\/p>\n<p>Smascherare il teatrino dell&#8217;informazione borghese e dell&#8217;autorappresentazione bugiarda della sinistra opportunista &egrave; un compito fondamentale nella battaglia per la prospettiva rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Per cui, per tornare all&#8217;oggetto principale di questa nota, quando saremo chiamati, come militanti, aderenti o sostenitori del PCL, a chiarire ci&ograve; che ci differenzia da Sinistra Critica, dovremo ricordare che non si tratta delle pur importantissime e profondissime divergenze teoriche con il revisionismo di SC, e neppure le pur fondamentali differenze di prospettive e di metodo (obbiettivi minimi contro obbiettivi transitori, utopiche &#8216;Europe sociali&#8217; contro l&#8217;Europa socialista dei lavoratori), ma in primo luogo del fatto che, in un momento topico come quello del governo Prodi, SC si &egrave; schierata contro gli interessi dei lavoratori, appoggiando (con un&#8217;ottica tutta politicista, alla faccia del movimentismo) le schifezze del centrosinistra, in particolare con 23 voti di fiducia.<\/p>\n<p>Dimenticavamo: mentre i Bertinotti, Ferrero e Vendola appoggiavano quanto sopra godendo per le poltrone ottenute, il buon Turigliatto (e anche il duro Cannav&ograve;? attendiamo lumi) lo faceva soffrendo. Poverino, e povera anche Sinistra &#8220;Critica&#8221;.<\/p>\n<p>FG<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul Corriere del 26 gennaio &egrave; uscito un pezzo dedicato a Franco Turigliatto, il principale dirigente di Sinistra Anticapitalista. 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