{"id":66611,"date":"2018-03-08T00:00:00","date_gmt":"2018-03-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/03\/08\/caro-compagno-nella-difficile-giornata-di-questo-8-marzo-ti-scrivo\/"},"modified":"2018-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-08T00:00:00","slug":"caro-compagno-nella-difficile-giornata-di-questo-8-marzo-ti-scrivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/03\/08\/caro-compagno-nella-difficile-giornata-di-questo-8-marzo-ti-scrivo\/","title":{"rendered":"Caro compagno, nella difficile giornata di questo 8 marzo ti scrivo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4463_corteo_femminista.jpg\" alt=\"4463_corteo_femminista.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Caro compagno,<\/p>\n<p>nella difficile giornata di questo 8 marzo voglio scrivere a te per una volta. A te che spesso militi a fianco a me nelle piazze, nelle iniziative, nelle lotte. A te che sei per l&rsquo;uguaglianza dei generi e che ti reputi un uomo duepuntozero, un uomo profondamente antisessista, un uomo illuminato, che non ha nulla a che fare con i bruti che sparano alle mogli.<\/p>\n<p>&Egrave; chiaro che mi rivolga a te. Mica posso mettermi a parlare con un cattolico o un fascista. Loro l&rsquo;oppressione di genere ce l&rsquo;hanno nel DNA, &egrave; parte integrante e attiva della loro ideologia. La mia sottomissione e sudditanza sono i pilastri in cui si fonda la loro societ&agrave; in cui, volenti o nolenti, ci troviamo a vivere anche io e te, carissimo compagno, e che purtroppo ci lascia le sue scorie addosso, come un fango da cui non &egrave; possibile proteggersi. Solo che io questo fango maschilista lo vedo costantemente, perch&eacute; mi colpisce direttamente, me lo vedo addosso ogni giorno quando mi guardo allo specchio. Tu no, perch&eacute; non sei donna (come magari non sei immigrato, o disabile, od omossessuale, o qualcuno che insomma viene perseguitato per un motivo preciso, magari sei solo un lavoratore sfruttato, e non &egrave; mica poco). Non te ne faccio mica una colpa.<\/p>\n<p>Per&ograve;, nella giornata di oggi, invece di mimose o ricordi vari delle lotte passate, vorrei che guardassi un pochino meglio dentro casa tua, dentro le tue stanze, dentro le tue giornate, per scoprire se veramente &egrave; tutto pulito.<\/p>\n<p>Non me ne volere, non cerco polemica e lo dico senza cattiveria. Ma ho sentito con queste orecchie &ldquo;compagni&rdquo; argomentare a favore della prostituzione. Li ho sentiti arrampicarsi sugli specchi mentre da una parte volevano, a grandissime lettere ABBATTERE LO SFRUTTAMENTO DEL SISTEMA CAPITALISTA, ma conservare un isolotto di sfruttamento per quella nigeriana con cui si sfogano 2 volte a settimana. Magari vendendomi per buono il mito della &ldquo;prostituta felice&rdquo;: ma come, sei talmente bigotta da voler impedire a una donna di vendere il proprio corpo? Non si pu&ograve; toccare la libert&agrave; di una persona! Il fatto che il 90% delle prostitute sia vittima di tratta non lo tocca, ci concentriamo sempre su chi lo fa perch&eacute; lo ha scelto. Come se scegliere liberamente, in una societ&agrave; capitalista, fosse davvero possibile. Come se dare a qualcuno il diritto di vendersi non significhi anche dare a qualcuno il diritto di comprare.<\/p>\n<p>Ultimamente ho sentito poi compagni argomentare a favore dell&rsquo;assistenza sessuale ai disabili, come se il sesso fosse un diritto, a cui deve provvedere lo stato, persino. Un diritto chiaramente maschile, dato che i corsi per &ldquo;assistente sessuale&rdquo; sono tutti popolati da donne.<\/p>\n<p>Ti scrivo perch&eacute; ho sentito compagni affermare di non essere &ldquo;n&eacute; maschilisti n&eacute; femministi&rdquo;. Come se il femminismo fosse il contrario del maschilismo. E quando io replico che allora non sono &ldquo;n&eacute; fascisti n&eacute; antifascisti&rdquo;, replicano stizziti &ldquo;non &egrave; mica la stessa cosa&hellip;&rdquo;. Gi&agrave;. Lenin se vuoi saperlo era femminista. Te lo dico cos&igrave; magari ti convince lui. La neutralit&agrave; in uno scontro significa stare dalla parte dell&rsquo;oppressore.<\/p>\n<p>Ma forse tu non sei poi cos&igrave; convinto che le donne siano oppresse. Possono pur fare tutto quello che vogliono, no?<\/p>\n<p>Fai attenzione a non avere di queste cose in casa. E se ce le hai, buttale subito via, nei rottami della stazione ecologica.<\/p>\n<p>Stai attento anche a non zittirmi o a non passarmi sopra durante le discussioni politiche. Se sono in disaccordo con te non sono &ldquo;matta&rdquo; e neanche vengo dal &ldquo;circolo del cucito&rdquo;. Non mi esaltare quando ti do ragione o trattarmi da merda se ti do torto. Il mondo non dipende dal tuo valore. Resta sugli argomenti, ne beneficer&agrave; la discussione.<\/p>\n<p>Fa&rsquo; anche attenzione alla questione stupri. No, non sono connaturati alla biologia dell&rsquo;uomo. Lo stupro &egrave; un atto violento di rivendicazione del potere sull&rsquo;altro. Gli uomini stuprano le donne perch&eacute; hanno il potere di farlo. Perch&eacute; sono loro che detengono il potere sociale ed economico. Nelle societ&agrave; matriarcali (le poche rimaste sulla terra) lo stupro non esiste. Se fosse insito nella biologia dell&rsquo;uomo sarebbe presente in tutte le culture. Lo stupro (con tutto quello che lo precede, molestie, ecc.) &egrave; un prodotto di questa cultura e di questi rapporti economici.<\/p>\n<p>La biologia non opprime nessuno.<\/p>\n<p>Stai poi bene attento alla questione femminicidi. Lo so che adesso se ne parla molto. E so anche che questo in fondo ti d&agrave; fastidio. Ti d&agrave; fastidio soprattutto quando ti spiego che sono atti lucidi, deliberati e pianificati. E ti inalberi dicendo che non &egrave; possibile, che nessun uomo ucciderebbe i propri figli se non fosse andato via di testa. Ascoltami, mentre pazientemente ti spiego che non occorre essere matti per uccidere, che i femminicidi non sono raptus, non sono temporanee incapacit&agrave; mentali. Lo so che ti senti chiamato in causa in quanto uomo: se quelli sono uomini normali, allora tu cosa sei? No, impossibile, questi assassini non sono come te, devono avere qualcosa che non va, qualcosa di diverso, essere &ldquo;matti&rdquo; o mostri insomma.<\/p>\n<p>Invece no, sono proprio come te. Hanno amici, casa, famiglia, bollette, e magari anche problemi e difficolt&agrave;. Magari ci giochi insieme a calcetto, magari sorridi tirato quando danno della tr*a a qualcuna o fanno battute schifose.<\/p>\n<p>Quello che li contraddistingue da te, caro compagno, &egrave; che loro amano quel brodo capitalista e patriarcale in cui vivono. Lo amano e lo temono, come temono il giudizio della societ&agrave; e la perdita dell&rsquo;onore. Tu invece hai analizzato in modo dialettico questa societ&agrave; e hai capito il patriarcato e il capitalismo per quello che sono. O dovresti averlo fatto. Quindi per cortesia non parlarmi di raptus o di follia o tragedie, ci pensa gi&agrave; la stampa borghese ad etichettarli cos&igrave;. Sono lucidi atti di guerra di un genere sull&rsquo;altro, di un oppressore sulla propria vittima. Come atti oppressivi e guerreschi sono i morti sul lavoro che tutti i giorni i padroni &ldquo;fanno capitare&rdquo; tra gli operai.<\/p>\n<p>Ma bada bene. Donne uccise e operai uccisi sono vittime di questo sporco sistema patriarcale e capitalistico&hellip; ma ci&ograve; non significa che i mandanti e gli esecutori di questi assassinii possano trincerarsi dietro questa scusa. Gli oppressori sono l&rsquo;incarnazione di un sistema, ma le responsabilit&agrave; personali non si rimuovono.<\/p>\n<p>Quindi non usare l&rsquo;argomento &ldquo;Ma non tutti gli uomini&hellip;&rdquo;. Lo sappiamo.<\/p>\n<p>Ognuno sceglie coscientemente da che parte stare. E chi sta dalla parte del capitale e del patriarcato &egrave; mio nemico, come deve essere il tuo, anche se appartiene al tuo genere.<\/p>\n<p>Quindi, quando ti parlo di femminicidi, non stare a sottolineare per favore che ci sono anche casi di donne che uccidono gli uomini. E allora? Siamo in proporzione di 100 a 1? Davvero ti fa star meglio ribadire un&rsquo;ovviet&agrave; per distrarre l&rsquo;attenzione dal tema principale?<\/p>\n<p>Io non condanno la violenza in quanto tale. Condanno la violenza dell&rsquo;oppressore. Quella dell&rsquo;oppresso, seppur non condivisibile, va capita e analizzata. E magari l&rsquo;oppresso va messo in condizione di non ricorrervi.<\/p>\n<p>La violenza non &egrave; un linguaggio. Non comunica nulla. Anzi, la violenza &egrave; il contrario stesso del linguaggio. Tronca ogni possibilit&agrave; di risposta o dialettica. Non possiamo spendere il tempo limitato delle nostre discussioni a disquisire su quanto si sentisse disperato l&rsquo;assassino, a trovare scuse di tipo socioculturale. No. Non si tratta di essere giustizialisti. Si tratta di ridare la voce alle donne uccise (o private dei figli). Perch&eacute; invece i loro assassini hanno come avvocati difensori gran parte della societ&agrave; e della stampa. Perch&eacute; i loro assassini hanno chiuso loro la bocca per sempre.<\/p>\n<p>Non ti illudere che, una volta fatta la rivoluzione, questa melma culturale svanisca da s&eacute;. &Egrave; difficile persino immaginarla una societ&agrave; nuova, in cui le donne non servano come vacche da riproduzione, come oggetto sessuale mercificato, come colf e badanti, come animali da fatica.<\/p>\n<p>Oggi guarda in casa tua, nelle tue stanze, vedi se qua e l&agrave; non &egrave; rimasto qualche residuo di patriarcato. Perch&eacute; pu&ograve; succedere.<\/p>\n<p>Poi, e solo dopo, scendi in piazza insieme a me.<\/p>\n<p>MG<\/p>\n<p>Collettivo Femminista Rivoluzionario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro compagno, nella difficile giornata di questo 8 marzo voglio scrivere a te per una volta. 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