{"id":66621,"date":"2018-03-22T00:00:00","date_gmt":"2018-03-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/03\/22\/monta-londata-di-protesta-studentesca-in-francia\/"},"modified":"2018-03-22T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-22T00:00:00","slug":"monta-londata-di-protesta-studentesca-in-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/03\/22\/monta-londata-di-protesta-studentesca-in-francia\/","title":{"rendered":"Monta l&#8217;ondata di protesta studentesca in Francia"},"content":{"rendered":"<p>#22M contro la Loi Vidal, la selezione all&#8217;entrata nell&#8217;universit&agrave; e la riforma dell&#8217;insegnamento superiore<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4481_scioperofra.jpg\" alt=\"4481_scioperofra.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Anche in Francia il governo Macron, nel procedere all&#8217;offensiva liberista in linea con il resto d&#8217;Europa (liberalizzazione del mercato del lavoro, distruzione dei servizi pubblici), si presta a sferrare l&#8217;ennesimo attacco: colpire l&#8217;universit&agrave; e la scuola pubblica.<br \/>\n<br \/>Come in Italia da tempo gli studenti devono sottostare alle logiche selettive dovute al taglio di fondi e a scelte di politica economica atte a soddisfare il fabbisogno padronale, tramite l&#8217;introduzione del numero chiuso e test su scala nazionale i cui criteri non vantano certo una trasparenza perfetta, anche in Francia lo specchietto delle allodole del merito si impone prepotentemente nel sistema educativo, accentuandone la struttura gi&agrave; saldamente classista.<br \/>\n<br \/>In questa fase dell&#8217;economia capitalista, non importa tanto la versatilit&agrave; della forza-lavoro intellettuale e qualificata nel passare da un settore economico all&#8217;altro, quanto l&#8217;aumento della fetta di forza-lavoro precaria e marginale, da tenere sotto ricatto. L&#8217;intento del padronato nel gestire il sistema educativo non &egrave; pi&ugrave; tanto il permettere alla classe operaia di qualificarsi in ragione dell&#8217;inserimento sul mercato di nuovi settori, quanto di escluderla in quanto l&#8217;esigenza del mercato attuale &egrave; appunto mutata. <\/p>\n<p>&Egrave; questo che anima anche la riforma dell&#8217;istruzione francese.<br \/>\n<br \/>In precedenza gli studenti, una volta ottenuto il diploma di scuola superiore, dovevano passare per un programma nazionale on-line (APB, Admission post-bac Ammissione post-diploma) per fare domanda in una qualsiasi universit&agrave;.<br \/>\n<br \/>A partire dal gennaio 2018 &egrave; stato presentata una proposta di legge &#8221;per l&#8217;Orientamento e la Riuscita degli Studenti&#8221;, la Loi ORE (Loi Vidal, dal nome della Ministra del governo Macron). Per quanto riguarda i licei, il quadro per l&#8217;ammissione all&#8217;universit&agrave; cambia. Una nuova piattaforma on line nazionale sostituisce l&#8217;APB, ovvero il ParcourSup: infatti le facolt&agrave; finora non selettive, secondo questa legge potranno classificare i candidati in funzione dell&#8217;adeguamento tra il loro profilo e le competenze da queste fissate, alle quali gli studenti dovranno rispondere per esservi ammessi. Ovvero ciascuna universit&agrave;, ciascuna facolt&agrave;, fissa i prerequisiti necessari per gli studenti, gi&agrave; diplomati, per potersi iscrivere. Chiaramente queste ultime saranno libere di decidere a monte il numero di posti disponibili a seconda del &#8221;tasso di riuscita e di inserimento professionale&#8221;. Di conseguenza, come in Italia la Buona Scuola ha inserito la novit&agrave; del curriculum dello studente, in Francia introducono questa schedatura per metterla subito in pratica: impedire il libero accesso all&#8217;istruzione alle fasce deboli e asservire totalmente l&#8217;istruzione alle logiche del mercato.<br \/>\n<br \/>Infatti l&#8217;esame dei dossier dei candidati servir&agrave; in primo luogo ad operare una selezione preferenziale nel caso in cui il numero delle candidature sia superiore a quello dei posti disponibili. Nella migliore delle ipotesi spostando arbitrariamente in altre universit&agrave; da lui non scelte il candidato, tramite metodo del sorteggio &#8216;tirage au sort&#8217;, oppure inserendo lo studente richiedente in graduatoria di attesa potenziata, ovvero inserendolo in un limbo con la promessa di essere, prima o poi, riorientato in qualche universit&agrave;. Fino ad ora, solo con il meccanismo del sorteggio e il reinserimento, le facolt&agrave; erano obbligate ad accogliere un numero fisso di studenti idonei e successivamente ricollocati, oltre che i neodiplomati, e gi&agrave; in questo modo si pone, all&#8217;inizio di ogni anno, il problema dei &#8220;sans facs&#8221;, ovvero una quantit&agrave; di studenti rimasti fuori dalle universit&agrave;, in attesa, e quindi vittime di una burocrazia ostacolante (nel luglio 2017 erano circa 90.000 senza risposta). Per questo normalmente le compagne e i compagni forniscono aiuto sindacale e organizzano vertenze per obbligare le singole universit&agrave; a iscrivere tutti coloro che lo richiedono.<\/p>\n<p>Di conseguenza vediamo come si crea un vero e proprio mercato degli studenti che, se prima potevano scegliere con riserva, ora vedono il loro diritto di scelta cancellato dalla Loi Vidal, approvata una prima volta a febbraio 2018 e destinata ad essere finalmente varata presto dal Senato.<br \/>\n<br \/>Un diritto di scelta cancellato sia a livello di libert&agrave; personale al momento dell&#8217;iscrizione sia successivamente, in quanto l&#8217;entrata all&#8217;universit&agrave; pu&ograve; anche essere sottoposta a specifiche correzioni e controllo del percorso di studi, come il cosiddetto &#8221;recupero di livello&#8221; (parcours de r&eacute;mise &agrave; niveau).<br \/>\n<br \/>Nella pratica, inoltre, tale legge sopprime una conquista importantissima per il mondo studentesco francese: il regime di assicurazione sociale studentesca (r&eacute;gime de s&eacute;curit&eacute; sociale &eacute;tudiante), un servizio gratuito fino ai 20 anni (per borsisti e non) e obbligatorio, quindi pi&ugrave; conveniente rispetto ad un&#8217;assicurazione privata, con un costo irrisorio, comprensivo di rimborsi farmaci e prestazioni mediche di base (in caso di malattie, gravidanze etc.) e di una parte facoltativa relativa a spese ottiche, odontoiatriche, non rimborsabili. Si tratta dell&#8217;eliminazione di un servizio sociale fondamentale, strumentale rispetto alla possibilit&agrave; di ciascuno di svolgere i propri studi con un peso economico in meno; accompagnata dall&#8217;inserimento di una soglia di contribuzione obbligatoria a partire da 90 euro, per gli studenti non borsisti. <\/p>\n<p>Una doppia selezione, quindi, di cui la tappa successiva consiste nel diminuire o azzerare i finanziamenti alle facolt&agrave; che non presentano grandi sbocchi sul mercato attuale, ad esempio la &#8216;Staps&#8217;, ovvero la facolt&agrave; di Scienze e tecniche delle attivit&agrave; fisiche e sportive, notoriamente scelta da studenti provenienti dai licei delle periferie, le ZEP, gi&agrave; al centro di un attacco finalizzato a privarli di mezzi, economici e didattici, al fine di incentivare l&#8217;isolamento degli allievi e dei lavoratori (insegnanti e personale). Inoltre, sempre nella stessa ottica, fa parte del Plan Etudiants anche l&#8217;introduzione del numero chiuso e aumento delle tasse per quanto riguarda i master: una volta ottenuta la laurea triennale, per proseguire nella magistrale gli studenti dovranno sottoporsi a test, soddisfare altri prerequisiti al fine di entrare nella specialistica di scelta. Lo stesso meccanismo si riproduce all&#8217;uscita dalla scuola media superiore per iscriversi alla facolt&agrave;. Si istituzionalizza il mercato degli studenti (quelli privi di mezzi propri e quelli pi&ugrave; benestanti), in balia delle scelte del padronato, attraverso l&#8217;istituzione di prerequisiti proibitivi a livello di rendimento (ribadendo la differenza tra scuola di serie A e scuole di serie B, ovvero i licei tecnici, professionali, di periferia&#8230;), oltre ad incrinare la forza dell&#8217;universit&agrave; pubblica come servizio pubblico essenziale, gi&agrave; a monte considerata diversamente rispetto al sistema delle &#8216;&eacute;coles normales superieures&#8217; sedi di riproduzione della classe dirigente francese.<\/p>\n<p>&#8221;J&#8217;AI MON BAC, JE CHOISIS MA FAC!&#8221;<\/p>\n<p>&#8221;Ho il mio diploma, scelgo io la mia facolt&agrave;!&#8221;: questo &egrave; uno degli slogan al centro della mobilitazione che ha visto scendere in piazza migliaia fra studenti universitari, liceali, genitori e lavoratori della scuola, dal 1 febbraio 2018. Una grande prima giornata di lotta in tutto il paese, che &egrave; stata seguita da altre giornate di mobilitazione, il 6 febbraio e il 15 marzo, insieme ai pensionati e a settori della sanit&agrave; pubblica minacciati da privatizzazioni. Si tratta di un percorso di lotta che unisce differenti settori del mondo della scuola e delle universit&agrave;: ricercatori, docenti a contratto, personale tecnico, insegnanti, liceali, universitari. Uniti contro il peggioramento delle condizioni di studio e lavoro.<br \/>\n<br \/>In Francia si costruisce la mobilitazione di settore a partire da coordinamenti interfacolt&agrave;, lavoratori-studenti, universitari-liceali. A partire per esempio da una serie di azioni a livello locale: da Nantes a Rennes, Toulouse, Bordeaux, Parigi, Grenoble, Montpellier si sono viste assemblee generali, di cui alcune con la partecipazione di pi&ugrave; di 1000 persone per volta, 2000 addirittura.<br \/>\n<br \/>Alle assemblee seguono barricate, occupazioni delle rispettive facolt&agrave;, pres&igrave;di e blocchi dei Consigli delle Universit&agrave; per impedire l&#8217;elaborazione e l&#8217;approvazione dei requisiti di accesso e l&#8217;adesione al progetto di riforma del governo.<br \/>\n<br \/>Importantissima, inoltre, la presa di posizione e l&#8217;autorganizzazione degli studenti medi, che hanno aderito alle giornate di mobilitazione lanciate, partecipando ai cortei e picchettando le rispettive scuole.<\/p>\n<p>L&#8217;intento di lanciare e gestire la protesta in maniera coordinata e collettiva, nonostante il livello di complessit&agrave; naturale che ci&ograve; comporta, &egrave; necessario per favorire la presa di coscienza di tutti i settori coinvolti e che pi&ugrave; difficilmente riescono a mobilitarsi. Non a caso nel mese di febbraio la vertenza &egrave; stata appoggiata anche dai sindacati confederali dell&#8217;insegnamento.<br \/>\n<br \/>Il coordinamento &egrave; inoltre necessario per attivare anche meccanismi di difesa collettiva contro la repressione governativa, che non ha tardato ad abbattersi sugli studenti, come si &egrave; verificato all&#8217;universit&agrave; di Bordeaux, dove l&#8217;occupazione temporanea degli studenti &egrave; stata sgomberata dalla polizia, e da quel momento l&#8217;entrata al campus viene effettuata previo controllo di vigilantes e polizia, con introduzione di divieti relativi ad assemblee e abbigliamento (ad esempio il divieto di indossare cuffiette).<br \/>\n<br \/>Infatti in generale, soprattutto in occasione di riunioni dei Consigli di facolt&agrave; e di amministrazione delle universit&agrave;, si registra una presenza all&#8217;interno degli spazi universitari sempre pi&ugrave; spesso della polizia, anche celere, che viene chiamata appositamente per impedire picchetti e pres&igrave;di contigui, in funzione dissuasiva e repressiva di attacco agli studenti.<\/p>\n<p>Per molte ragioni questa mobilitazione studentesca in Francia &egrave; importante, prima fra tutte poich&eacute; essa &egrave; in grado di creare un contesto di presa di coscienza accelerata fra la popolazione studentesca e non solo, ovvero anche fra tutti i settori in lotta (in primis i ferrovieri sotto minaccia di privatizzazione e liberalizzazione totale della SNCF). In secondo luogo poich&eacute; la memoria del movimento contro la Loi Travail &egrave; recente, e in qualche modo la situazione attuale a livello di avanguardia di lotta e di mobilitazioni che avanzano (ad esempio con l&#8217;esperienza del Front Social) ne &egrave; in parte diretta conseguenza.<br \/>\n<br \/>Gli studenti sono stati e possono quindi essere ancora il motore di impulso di una mobilitazione generale, di uno sciopero generale che viene reclamato e che costituisce l&#8217;obiettivo di molti militanti e lavoratori in lotta, visto l&#8217;attacco del governo Macron che coinvolge l&#8217;insieme del mondo del lavoro.<br \/>\n<br \/>Finora sono stati gli studenti e il mondo della scuola a sollevarsi nazionalmente, e infatti le conferme di quanto appena affermato non hanno tardato ad arrivare: il 15 marzo c&#8217;&egrave; stata una mobilitazione nazionale contro l&#8217;aumento dell&#8217;et&agrave; pensionistica e l&#8217;abbassamento delle pensioni, oltre che del personale delle case di riposo &#8211; che in Francia sono pubbliche, ma ora a rischio privatizzazione, contemporaneamente e insieme alla giornata di agitazione degli studenti contro la selezione.<br \/>\n<br \/>&Egrave; un segnale positivo, attraverso il quale i rivoluzionari non possono che giocare un ruolo di impulso, da coltivare con la solidariet&agrave; pratica e politica (come ad esempio rispetto alla mobilitazione contro la chiusura dello stabilimento Ford nei pressi di Bordeaux &#8211; stabilimento in cui lavora Philippe Poutou &#8211; e contro la repressione poliziesca e politica dei militanti sindacali e dei movimenti sociali&#8230;). Il lancio di una giornata di mobilitazione nazionale dei settori pubblico-privato prevista per oggi, 22 marzo 2018, &egrave; direttamente finalizzata allo sciopero generale, proprio quando in molti settori si &egrave; gi&agrave; votato lo sciopero ad oltranza. Tutto ci&ograve; al fianco dei ferrovieri che da mesi proclamano lo stato di agitazione contro una riforma di privatizzazione e liberalizzazione dei contratti di lavoro e contro i licenziamenti&#8230; in breve, sempre nell&#8217;ottica governativa di distruzione dei servizi pubblici.<\/p>\n<p>Marta Posit&ograve;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#22M contro la Loi Vidal, la selezione all&#8217;entrata nell&#8217;universit&agrave; e la riforma dell&#8217;insegnamento superiore Anche in Francia il governo Macron, nel procedere all&#8217;offensiva liberista in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66621","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66621\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}