{"id":66638,"date":"2018-04-13T00:00:00","date_gmt":"2018-04-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/04\/13\/contro-la-guerra-da-un-punto-di-vista-classista-e-internazionalista\/"},"modified":"2018-04-13T00:00:00","modified_gmt":"2018-04-13T00:00:00","slug":"contro-la-guerra-da-un-punto-di-vista-classista-e-internazionalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/04\/13\/contro-la-guerra-da-un-punto-di-vista-classista-e-internazionalista\/","title":{"rendered":"Contro la guerra, da un punto di vista classista e internazionalista"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4515_siria_trump.jpg\" alt=\"4515_siria_trump.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Nei prossimi giorni &egrave; probabile un attacco militare in Siria da parte dell&#8217;imperialismo USA, dell&#8217;imperialismo francese, dell&#8217;imperialismo inglese, con l&#8217;appoggio attivo dello Stato d&#8217;Israele e dell&#8217;Arabia Saudita. La motivazione pubblica dell&#8217;attacco annunciato, cio&egrave; l&#8217;uso di armi chimiche da parte di Assad per espugnare la citt&agrave; di Douma, &egrave; un pretesto falso e ridicolo. Non per il fatto che Assad disdegni necessariamente le armi chimiche, come vorrebbero tanti cantori del suo presunto progressismo (il regime dispotico di Damasco &egrave; stato ed &egrave; capace di tutto). Ma perch&eacute; in ogni caso i macellai dell&#8217;imperialismo &ldquo;democratico&rdquo; &#8211; che per lungo tempo hanno oltretutto sostenuto Assad &#8211; non si muovono certo per ragioni ideali, come dimostra il calvario di morte, orrori e distruzione di venticinque anni di guerre &ldquo;umanitarie&rdquo; in Medio Oriente. L&#8217;unica bussola degli imperialismi sono i propri interessi, economici e strategici. Ogni loro mossa &egrave; in funzione di questi interessi. Nel campo della propaganda, della diplomazia, delle bombe.<\/p>\n<p>IMPERIALISMI A CONFRONTO<\/p>\n<p>Nel ginepraio del Medio Oriente si agitano oggi interessi imperialisti profondamente diversi e tra loro conflittuali. La guerra siriana ne &egrave; l&#8217;epicentro.<br \/>\n<br \/>Due sono le cordate imperialiste che si confrontano. La prima &egrave; quella imperniata sull&#8217;imperialismo USA: ne fanno parte i suoi alleati imperialisti europei, la potenza israeliana, il regime saudita. La seconda si raccoglie attorno agli interessi dell&#8217;imperialismo russo: comprende il regime teocratico iraniano e il regime siriano. Due campi di forze, gli uni contro gli altri armati, che si contendono la spartizione del Medio Oriente. Due campi che tendono a sussumere nella propria orbita, a scapito del campo rivale, ogni ogni altro interesse esistente in regione. L&#8217;imperialismo USA non ha esitato ad usare le forze kurde come propria fanteria nella &ldquo;guerra all&#8217;ISIS&rdquo;, salvo negare loro ogni diritto nazionale. L&#8217;imperialismo russo non ha esitato a incunearsi nelle contraddizioni interne al campo della NATO, tra USA e Turchia, incoraggiando le ambizioni di Erdogan e rifornendolo dei moderni sistemi antimissile.<\/p>\n<p>La disfatta delle rivoluzioni arabe del 2011 con la deriva reazionaria che ne &egrave; seguita ha fatto da sfondo a questa contesa. Lo stesso sviluppo dell&#8217;ISIS tra il 2014 e il 2016 &egrave; figlio di questo scenario.<\/p>\n<p>LA TEMPORANEA &ldquo;VITTORIA&rdquo; DI PUTIN<\/p>\n<p>Questa contesa ha incoronato un (temporaneo) vincitore: il blocco russo-iraniano.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento militare della Russia e dell&#8217;Iran &egrave; stato determinante per garantire la tenuta del regime di Assad e il suo recupero territoriale. Per entrambi un indubbio successo.<br \/>\n<br \/>L&#8217;Iran ha consolidato una propria area di influenza lungo l&#8217;asse sciita, seppur pagando sul fronte interno i costi sociali di questa espansione (vedi i movimenti di opposizione al regime nel 2017).<br \/>\n<br \/>Ma soprattutto la Russia di Putin ha incassato il vantaggio maggiore. Ha rinverdito le proprie ambizioni di potenza internazionale, ben al di l&agrave; di quei confini &ldquo;regionali&rdquo; in cui gli USA volevano relegarla. Ha rilanciato una propria presenza diretta in Medio Oriente, sedendo a capotavola della sua spartizione (vertici di Astana). Ha guadagnato una posizione negoziale preziosa da spendere su ogni altro terreno e contenzioso (Ucraina). Ha difeso e consolidato il proprio sbocco sul Mediterraneo, con risvolti economici e militari (Tartus e Latakia). Ha infine incassato sul fronte interno il dividendo elettorale patriottico (successo di Russia Unita alle elezioni presidenziali).<\/p>\n<p>Le basi materiali dell&#8217;imperialismo russo sono fragili sul fronte economico interno. Ma il regime di Putin ha di fatto capitalizzato a proprio vantaggio la grande crisi dell&#8217;egemonia USA in Medio Oriente. Dopo la disfatta in Iraq e l&#8217;impantanamento in Afghanistan, l&#8217;imperialismo USA non ha potuto rilanciare una presenza diretta significativa di proprie truppe nella regione: presenza incompatibile con la tenuta del consenso interno, e con i margini economici ristretti dalla crisi capitalistica. Da qui il tentativo di Obama di sganciarsi dal Medio Oriente con una manovra combinata (annuncio della ritirata dall&#8217;Afghanistan, accordo di pace con l&#8217;Iran), in funzione di un ribilanciamento strategico contro la Cina sul Pacifico. Ma l&#8217;operazione &egrave; clamorosamente fallita, aprendo un vuoto che la guerra siriana ha dilatato. La Russia si &egrave; prontamente inserita in questo spazio, aggravando la crisi politica USA.<\/p>\n<p>LA CONTROFFENSIVA DELL&#8217;IMPERIALISMO USA<\/p>\n<p>Oggi il nuovo corso di Donald Trump vuole recuperare il terreno perduto sulla scacchiera del Medio Oriente (e non solo). L&#8217;attacco militare in Siria si colloca in questo quadro.<\/p>\n<p>Naturalmente influiscono su questa scelta anche motivazioni interne, come la volont&agrave; di Trump di reagire alla guerra che gli muove la FBI e una parte rilevante dell&#8217;establishment, con una ricercata drammatizzazione del confronto internazionale, capace di guadagnargli il consenso dell&#8217;opinione pubblica sciovinista e di ricomporre attorno al Presidente gli apparati dello Stato.<\/p>\n<p>Ma soprattutto pesa l&#8217;interesse internazionale dell&#8217;imperialismo USA.<br \/>\n<br \/>Donald Trump non punta alla guerra contro la Russia (come non puntava alla guerra contro la Corea). Gli stessi vertici del Pentagono consigliano prudenza al Presidente. E il Presidente continua oltretutto ad alternare minacce alla Russia e annunci di ritiro dalla Siria. Un quadro contraddittorio e instabile, che in ogni caso non definisce ancora il vero obiettivo politico dell&#8217;operazione militare annunciata: rovesciare Assad o inviare come un anno fa un semplice segnale di avvertimento, poco pi&ugrave; che simbolico? Probabilmente n&eacute; l&#8217;una n&eacute; l&#8217;altra cosa. Gli USA vogliono semplicemente riequilibrare i rapporti di forza in Medio Oriente. I bombardamenti annunciati mirano a indebolire Assad, minare la stabilizzazione del regime, ridimensionare la vittoria russa nella partita siriana, rilanciare il potere negoziale americano nella definizione dei nuovi assetti ed aree di influenza. Natura e tempi dell&#8217;operazione militare saranno calibrati in base a questa esigenza. <\/p>\n<p>Tre sono i fattori che concorrono in questa direzione.<br \/>\n<br \/>In primo luogo, l&#8217;attacco in Siria serve a rispondere alle pressioni incalzanti dei propri alleati regionali: Israele e Arabia Saudita. Il nuovo corso di Trump punta a ricostruire gli assi strategici fondamentali dell&#8217;imperialismo USA con tali paesi (riconoscimento di Gerusalemme come capitale sionista, e nuovo riarmo di Ryad). Ma sia Israele che Arabia Saudita sono nemici mortali dell&#8217;Iran, oggi rafforzato dall&#8217;asse vincente con la Russia. Sia Israele che Arabia Saudita chiedono dunque agli USA di arginare con la propria forza militare l&#8217;espansione iraniana e di cestinare gli accordi con l&#8217;Iran stretti da Obama. Trump accoglie questa richiesta alleata.<\/p>\n<p>In secondo luogo, l&#8217;attacco in Siria vuole parlare alla Turchia, alleato NATO. La frattura con Erdogan e le nuove relazioni della Turchia con Mosca sono un fattore di massimo allarme per gli USA. Impedire che queste relazioni si trasformino in una vera e propria ricollocazione di campo della Turchia assume valenza strategica. L&#8217;iniziativa militare contro Assad, e la conseguente polarizzazione dello scontro, vuole bloccare quella possibile saldatura scompaginando il quadro, e provando a recuperare l&#8217;&rdquo;alleato&rdquo; turco (con esiti incerti).<\/p>\n<p>Infine l&#8217;iniziativa USA mira a riaffermare la direzione americana del fronte imperialista europeo. Un fronte imperialista allineatosi agli USA nelle sanzioni alla Russia (guerra diplomatica attivata dalla Gran Bretagna) ma percorso in realt&agrave; da contraddizioni profonde. Tra una Francia che vorrebbe rilanciare una propria autonoma grandeur imperialista (propria iniziativa in Nord Africa, minaccia di un autonomo intervento militare contro l&#8217;espansionismo turco nel nord siriano, rivendicazione di un proprio possibile attacco anti-Assad in caso di rinuncia USA&#8230;). Un imperialismo tedesco che cerca in ogni modo di preservare un proprio spazio di manovra autonomo verso la Russia e la Cina, in funzione dei propri interessi. Un imperialismo italiano che vorrebbe salvaguardare le relazioni commerciali con la Russia, ma dispone di una forza negoziale assai pi&ugrave; limitata (anche per via della crisi politico istituzionale interna) e dunque obtorto collo segue gli USA. Chiedendo in cambio il sostegno americano nel contenzioso con l&#8217;imperialismo francese in Libia e in Africa.<\/p>\n<p>Con l&#8217;attacco in Siria, Trump chiede a tutti i riottosi alleati della NATO un pronto riallineamento attorno agli USA, quale prima potenza mondiale. &#8216;America first&#8217; significa anche questo.<\/p>\n<p>CONTRO LA GUERRA, DA UN PUNTO DI VISTA CLASSISTA E INTERNAZIONALISTA<\/p>\n<p>Da questo quadro generale emerge un dato inequivocabile. A confrontarsi oggi in Siria non sono la reazione e il progresso. Sono due diversi blocchi imperialisti e le potenze regionali loro alleate (o che sfruttano il loro conflitto), entrambi nemici dei lavoratori e dei popoli oppressi. <\/p>\n<p>Non &egrave; certo fronte del progresso l&#8217;imperialismo &ldquo;democratico&rdquo; USA ed europeo, come vorrebbero settori delle leadership kurde nell&#8217;attesa di un proprio riconoscimento come debito di riconoscenza per la guerra all&#8217;ISIS. Ma non lo &egrave; neppure il neoimperialismo russo del bonaparte Putin, alleato dei peggiori nazionalismi xenofobi europei, o il regime reazionario di Teheran che impicca i sindacalisti e opprime le donne nelle forme peggiori. La verit&agrave; &egrave; che entrambi i blocchi arruolano i lavoratori in un conflitto che non li riguarda, che ne fa carne da macello, e che viene per di pi&ugrave; scaricato sul loro portafoglio. <\/p>\n<p>Contro i due fronti imperialisti si tratta di ricostruire il punto di vista indipendente della classe lavoratrice e la sua solidariet&agrave; di classe internazionale. Ovunque. In Medio Oriente, dove solo la classe lavoratrice pu&ograve; dare uno sbocco progressivo alle aspirazioni delle masse oppresse, ponendosi alla testa delle rivendicazioni nazionali del popolo palestinese, del popolo kurdo, della nazione araba, contro ogni imperialismo e contro lo Stato sionista, nella prospettiva di una federazione socialista del Medio Oriente. Nei paesi imperialisti, dove solo il proletariato pu&ograve; rovesciare la dittatura di quella piccola minoranza di capitalisti e di banchieri che non solo sfrutta i propri operai ma opprime altri popoli e partecipa al saccheggio del mondo, anche attraverso le guerre.<\/p>\n<p>PER UNA MOBILITAZIONE IMMEDIATA CONTRO LA GUERRA<\/p>\n<p>&Egrave; necessaria una immediata mobilitazione contro la guerra sul nostro fronte interno. Il nemico principale &egrave; in casa nostra. Negli Stati Uniti, nei paesi europei, nel &ldquo;nostro&rdquo; Paese. &Egrave; urgente una mobilitazione larga, unitaria, di tutte le sinistre &#8211; politiche, sindacali, associative, di movimento &#8211; che rivendichi l&#8217;opposizione incondizionata all&#8217;attacco imperialista in Siria, il rifiuto di concedere le basi militari all&#8217;attacco, il rifiuto della NATO. Una mobilitazione che denunci il rapido e scontato allineamento agli USA di tutti i partiti borghesi che si candidano al governo del capitalismo italiano, a partire dal M5S, il pi&ugrave; atlantista di tutti. Una mobilitazione che chieda l&#8217;iniziativa reale del movimento operaio e sindacale contro la guerra, ben al di l&agrave; di platoniche prese di distanza.<br \/>\n<br \/>Dentro questa mobilitazione unitaria porteremo il nostro punto di vista coerentemente classista, internazionalista, contro tutti gli interessi imperialisti che si muovono in Medio Oriente (e non solo). Disponibili a pubbliche iniziative comuni con tutte le forze che vogliano valorizzare insieme questo autonomo punto di vista classista.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei prossimi giorni &egrave; probabile un attacco militare in Siria da parte dell&#8217;imperialismo USA, dell&#8217;imperialismo francese, dell&#8217;imperialismo inglese, con l&#8217;appoggio attivo dello Stato d&#8217;Israele e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66638\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}