{"id":66672,"date":"2018-05-14T00:00:00","date_gmt":"2018-05-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/05\/14\/le-unit-paramilitari-nelleuropa-dellest\/"},"modified":"2018-05-14T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-14T00:00:00","slug":"le-unit-paramilitari-nelleuropa-dellest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/05\/14\/le-unit-paramilitari-nelleuropa-dellest\/","title":{"rendered":"Le unit&agrave; paramilitari nell&rsquo;Europa dell&rsquo;est"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4559_NATO_Latvia.JPG\" alt=\"4559_NATO_Latvia.JPG\" \/><br \/>\n<br \/>Alla fine del luglio 2017 il giornalista piemontese Tomaso Clavarino fu minacciato di morte per i servizi fotografici sulle unit&agrave; militari nei Paesi Baltici. Un suo servizio, pubblicato sul giornale olandese De Correspondent (1), fu attaccato dal giornale Postimees e dal ministro della difesa estoni: &ldquo;un utile idiota al soldo della Russia&rdquo;. In difesa del giornalista piemontese sono scese in campo l&#8217;associazione Stampa Subalpina e la FNSI. Il De Correspondent difese Clavarino. Nessun dibattito, nessuna iniziativa politica della sinistra in Italia.<br \/>\n<br \/>Le unit&agrave; paramilitari presenti dalla Polonia ai Paesi Baltici, formatesi nell&rsquo;est Europa dopo il biennio 1989-1991, hanno aumentato di numero e di mezzi dopo il colpo di stato della NATO a Kiev del febbraio 2014. Tali unit&agrave; si pongono in continuit&agrave; con le formazioni armate controrivoluzionarie nate immediatamente dopo la rivoluzione del 1917. Le unit&agrave; militari sono giustificate dai governi con l&rsquo;articolo terzo del Trattato Nord-Atlantico del 4 aprile 1949: &ldquo;Al fine di conseguire con maggiore efficacia gli obiettivi del presente Trattato, le Parti, individualmente e congiuntamente, nello spirito di una continua e effettiva autodifesa e assistenza reciproca, manterranno e svilupperanno la propria capacit&agrave; individuale e collettiva di resistenza ad un attacco armato.<\/p>\n<p>ESTONIA<\/p>\n<p>La Lega della difesa estone conta 25.400 membri, specializzati nella costruzione di Improvised Explosive Device (IED), gli ordigni esplosivi &ldquo;fai da te&rdquo;, che le truppe imperialiste hanno conosciuto, loro malgrado, in Afghanistan. Ogni anno, a gennaio, fanno esercitazioni ai confini con la Russia. I suoi membri rivendicano la continuit&agrave; con la Omakaitse (Guardia della casa), costituita per combattere la rivoluzione del 1917. Durante l&rsquo;aggressione dell&rsquo;imperialismo tedesco all&rsquo;URSS furono sotto il comando della Wehrmacht.<br \/>\n<br \/>Anche quest&rsquo;anno a Vaivara, nel nord dell&rsquo;Estonia, hanno sfilato i veterani della 20te Waffen-Grenadier-Division der Schutz-Staffeln, componente baltica dell&rsquo;organizzazione paramilitare del partito nazista. Erano presenti pure veterani delle Waffen SS di Austria e Norvegia. Come ogni anno la stampa dell&rsquo;imperialismo democratico europeo indignata ricorda i &ldquo;valori dell&rsquo;UE&rdquo; e la sinistra europea non apre bocca, perch&eacute; presa dai fumi della tesi dell&rsquo;imperialismo russo.<br \/>\n<br \/>In Estonia sono presenti, stabilmente, unit&agrave; di combattimento dei marines USA. Il 30 luglio 2017 il vicepresidente USA, Mike Spence, nel suo discorso tenuto nei pressi del quartier generale dell&rsquo;esercito ha ulteriormente rassicurato i vertici estoni che la marcia militare per il completamento della restaurazione non si arresta:<br \/>\n<br \/>&laquo;Gli USA sono dalla parte delle nazioni e delle persone degli Stati baltici, e lo saremo sempre. Per gran parte di quest&rsquo;ultimo secolo, le vostre nazioni erano bloccate dietro la cortina di ferro. Quel regime comunista ha rappresentato tutto ci&ograve; che i popoli liberi rifiutano. Ha cercato di sradicare la vostra identit&agrave;, le vostre tradizioni, la vostra lingua, ci&ograve; che voi siete, e i legami con la famiglia e la fede. Ma in tutti questi decenni di brutale occupazione sono orgoglioso di dire che gli Stati Uniti non hanno mai accettato le rivendicazioni illegittime dell&rsquo;Unione Sovietica sui tre Stati baltici. La vostra perseveranza ha ispirato nazioni libere in tutto il mondo, ed &egrave; un onore stare dalla vostra parte&raquo;. In altre parole, l&rsquo;imperialismo USA non muover&agrave; un dito per fermare quella che i fascisti dell&rsquo;Europa dell&rsquo;Est chiamano &ldquo;desovietizzazione&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Nell&rsquo;ottobre del 2016 Stoltenberg, Segretario generale NATO, a Roma annunci&ograve; l&rsquo;invio di soldati dell&rsquo;Esercito Italiano nei Paesi baltici ai confini con la Federazione Russa: &laquo;Abbiamo triplicato la dimensione della forza di risposta rapida, con otto quartieri generali nell&rsquo;Europa centro-orientale. Ci sono i quattro battaglioni nelle repubbliche baltiche. Sono difensivi e proporzionati. Per&ograve; dicono che la NATO c&rsquo;&egrave; e che la risposta, certo limitata rispetto alle divisioni russe, &egrave; multinazionale&raquo;.<\/p>\n<p>LITUANIA<\/p>\n<p>Dal sito Lithuanian Armed Forces: &ldquo;i rappresentanti delle Guardie nazionali dello Stato della Pennsylvania USA hanno partecipato alle esercitazioni delle forze armate lituane&rdquo; (2).<br \/>\n<br \/>L&rsquo;&eacute;lite lituana, che pu&ograve; sfruttare il proprio proletariato solo con il sostegno delle armi dell&rsquo;imperialismo, durante la campagna elettorale per le presidenziali ha ricordato a Trump gli impegni della NATO e la pericolosit&agrave; della Russia. Nella primavera del 2017, il ministro degli esteri Linkevicius si &egrave; vantato di portare nel 2018 la spesa militare del pil secondo le decisioni prese al vertice NATO in Galles del 2014.<br \/>\n<br \/>Alla domanda di un giornalista, se la nuova amministrazione USA apprezzasse l&rsquo;impegno del governo lituano, Linkevicius rispose: &laquo;Non ne dubito, ma non si tratta di una decisione statunitense. Noi abbiamo deciso in modo autonomo&raquo; (3). Gli ascari ci tengono a far vedere al loro padrone che sono capaci di iniziativa propria nella marcia militare per il completamento della restaurazione.<br \/>\n<br \/>&Egrave; attiva l&rsquo;Unione dei fucilieri lituani, fondata nel 1989. Nel 2016 aveva 8000 membri. Dal dicembre 2015 gli sono state date in dotazione armi automatiche. L&rsquo;Unione &egrave; addestrata dall&rsquo;esercito lituano ed &egrave; due volte inferiore alle forze armate lituane. Secondo Adomas Abromaitis, esule lituano in Inghilterra: &laquo;uno dei pi&ugrave; grandi siti mediatici lituani &ndash; 15min.lt &ndash; ha pubblicato istruzioni sui &ldquo;collaborazionisti neutralizzabili&rdquo; nel Paese. I membri dell&rsquo;Unione dei fucilieri lituani hanno proposto il proprio metodo per sopprimere i collaborazionisti all&rsquo;interno del Paese se le azioni militari dovessero iniziare. Gli attivisti dell&rsquo;Unione propongono apertamente metodi in materia di lotta ai &ldquo;nemici interni&rdquo;, basati su molestie e guerra psicologica. Si comportano come se il governo lituano avesse gi&agrave; delegato tale potere all&rsquo;Unione&raquo; (4). Nel gennaio 2015 il ministero della difesa lituano pubblic&ograve; un manuale di regole in caso d&rsquo;invasione russa. Il ministro, alla presentazione del manuale, disse: &laquo;gli esempi di Ucraina e Georgia, paesi che hanno entrambi perso parte del loro territorio, ci dimostrano che non possiamo escludere una situazione simile qui da noi, e che dobbiamo essere pronti dopo l&#8217;inizio dell&#8217;aggressione russa in Ucraina, qui in Lituania abbiamo capito che il nostro vicino non &egrave; un paese amico.&raquo; (5). Secondo un rapporto della Rand Corporation, la forza paramilitare lituana &egrave; di 11300 individui. Dal 2015 la Lituania ha ripristinato la leva obbligatoria. Anche la Svezia, che non vuole rimanere tagliata fuori dal completamento della restaurazione, entro quest&rsquo;anno introdurr&agrave; la leva obbligatoria.<\/p>\n<p>LETTONIA<\/p>\n<p>In Lettonia, subito dopo il colpo di stato a Kiev, fu deciso di portare la Guardia nazionale lettone da 5000 a 8000 membri e di aumentare il numero dell&rsquo;esercito di professionisti da 5000 a 6000 soldati.<br \/>\n<br \/>Nel marzo del 2012 il partito nazionalista Tutto per la Lettonia, al governo con due ministri, propose che ai reduci delle Waffen-SS lettoni fosse riconosciuta l&rsquo;onorificenza di &ldquo;combattenti della libert&agrave;&rdquo; e un lauto vitalizio. Si tratta delle truppe al servizio diretto di Himmler che hanno straziato i paesi baltici durante l&rsquo;aggressione dell&rsquo;imperialismo tedesco all&rsquo;URSS. Prima che la proposta fosse presentata in parlamento, ci fu la marcia per commemorare il 16 marzo 1944, quando per la prima volta le SS lettoni si scontrarono con l&rsquo;Armata Rossa nei pressi del fiume Velikaya.<br \/>\n<br \/>In Lettonia a scuola si viene preparati per aderire alla Guardia Nazionale. &Egrave; materia d&rsquo;insegnamento, dal referendum in Crimea, la &ldquo;difesa dello Stato&rdquo;: il nazionalismo &egrave; istruzione militare.<\/p>\n<p>POLONIA<\/p>\n<p>In Polonia ci sono 120 unit&agrave; paramilitari. Le organizzazioni maggiori hanno costituito la Federazione delle Organizzazioni di Pro-difesa, dotata di sostanziosi sussidi statali. La pi&ugrave; importante e la pi&ugrave; antica di queste &egrave; l&rsquo;Associazione dei fucilieri, 2000 membri, fondata nel 1910. Nel periodo che intercorre tra il 1918 e il 1945 raggiunse il numero di 500.000 individui.<br \/>\n<br \/>Dal reclutamento tra le forze paramilitari nascer&agrave; la quinta armata dell&rsquo;esercito polacco: la Forza di Difesa territoriale: 17 brigate da completare entro il 2019.<br \/>\n<br \/>In questo contesto politico-militare &egrave; da inquadrare la marcia dei sessantamila fascisti a Varsavia l&rsquo;11 novembre 2017. Fra gli oratori c&rsquo;era il fascista italiano capo di Forza Nuova Roberto Fiore. Lo slogan della marcia era era il tradizionale motto della Polonia reazionaria: &ldquo;Vogliamo Dio&rdquo;, lo stesso presente nel titolo del discorso pronunciato da Trump a Varsavia il 6 luglio 2017, &ldquo;La Polonia &egrave; l&rsquo;anima dell&rsquo;Europa: noi vogliamo Dio&rdquo;: &laquo;[&#8230;] Nel 1920, con il Miracolo della Vistola, la Polonia ferm&ograve; l&rsquo;esercito sovietico lanciato alla conquista dell&rsquo;Europa&hellip; Insieme, con Papa Giovanni Paolo II, i polacchi hanno riaffermato la propria identit&agrave; di nazione devota a Dio [&hellip;] In quella vittoria sul comunismo siete stati sostenuti da un&rsquo;alleanza forte di Paesi liberi in Occidente che ha sconfitto la tirannia. Adesso la Polonia, uno dei membri pi&ugrave; convinti dell&rsquo;alleanza NATO, ha ripreso il proprio posto come nazione leader di un&rsquo;Europa che &egrave; forte, unita e libera&raquo;.<br \/>\n<br \/>Questa &egrave; la Polonia il cui presidente Andrzej Duda, insieme alla croata Grabar-Kitarovic, ha formalizzato il Trimarium al primo vertice di Dubrovnik del 25-26 agosto 2016. Il Trimarium, un &ldquo;forum&rdquo; di 12 membri centro-orientali dell&rsquo;Unione Europea (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Cechia, Slovacchia, Ungheria, Austria, Slovenia, Croazia, Romania e Bulgaria), non &egrave; che la ripresa del progetto Jozef Piludski, la Miedzymorze.<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>1) Tommaso Clavarino, Aan de rand van Europa is dit het gevolg van de angst voor Rusland, De Correspondent<br \/>\n<br \/>2)https:\/\/kariuomene.kam.lt\/en\/structure_1469\/national_defence_volunteer_forces_1357\/international_cooperation_2819.html<br \/>\n<br \/>3) http:\/\/stradeonline.it\/istituzioni-ed-economia\/2823-vilnius-la-nato-l-ue-intervista-a-linkevicius-ministro-degli-esteri-lituano<br \/>\n<br \/>4) http:\/\/www.civg.it\/index.php?option=com_multicategories&amp;view=article&amp;id=878:emergenza-settore-destro-pravy-sector-in-lituania&amp;catid=27:europa&amp;Itemid=142<br \/>\n<br \/>5) http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/esteri\/2015\/01\/15\/lituania-pubblica-manuale-con-consigli-per-fare-fronte-una-invasione_QfNESvnSxs9avUmdNNIn3I.html?refresh_ce<\/p>\n<p>Gian Franco Camboni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine del luglio 2017 il giornalista piemontese Tomaso Clavarino fu minacciato di morte per i servizi fotografici sulle unit&agrave; militari nei Paesi Baltici. 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