{"id":66673,"date":"2018-05-15T00:00:00","date_gmt":"2018-05-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/05\/15\/lautorganizzazione-dei-lavoratori-portuali-smaschera-le-menzogne-dei-padroni\/"},"modified":"2018-05-15T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-15T00:00:00","slug":"lautorganizzazione-dei-lavoratori-portuali-smaschera-le-menzogne-dei-padroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/05\/15\/lautorganizzazione-dei-lavoratori-portuali-smaschera-le-menzogne-dei-padroni\/","title":{"rendered":"L&#8217;autorganizzazione dei lavoratori portuali smaschera le menzogne dei padroni"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4560_sciopero-del-porto.jpg\" alt=\"4560_sciopero-del-porto.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>L&#8217;11 maggio i lavoratori portuali e i marittimi di tutta Italia sono scesi in sciopero in seguito alla convocazione della mobilitazione da parte della FILT-CGIL, UIL-Trasporti e FIT-CISL.<br \/>\n<br \/>I temi dello sciopero sono incentrati sulla richiesta del rispetto delle normative per l&#8217;utilizzo dell&#8217;autoproduzione &ndash; l&#8217;utilizzo dei marittimi nelle operazioni di carico e scarico al di fuori dei casi eccezionali al posto dei lavoratori portuali, senza l&#8217;adeguata formazione e con lo scopo di ridurre i costi per gli armatori, i terminalisti e le aziende &#8211; e sulla sensibilizzazione rispetto alla sicurezza sul lavoro, considerate le molte morti sul lavoro nei porti e l&#8217;enorme numero di incidenti che si registrano nel settore.<\/p>\n<p>In questo scenario di mobilitazione di categoria spicca la presa di posizione del Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali di Genova, mettendo in mostra come l&#8217;autorganizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici, su basi conflittuali e autonome rispetto alle logiche concertative delle burocrazie, sia in grado in casi come questi di esprimere posizioni pi&ugrave; coerenti e chiare rispetto alle esigenze dei lavoratori, in aperto contrasto con quelle dei padroni e delle multinazionali dello shipping.<\/p>\n<p>Come dichiarato in diversi documenti e testi resi pubblici in diversi momenti dello scontro e della mobilitazione, i lavoratori del CALP hanno messo in mostra la capacit&agrave; di comprendere le dinamiche della portualit&agrave; e di saper elaborare piattaforme rivendicative ben pi&ugrave; avanzate rispetto alle dirigenze sindacali, rivendicando, cos&igrave; come recitato in un testo del 9 aprile:<\/p>\n<p>&bull;\tL&rsquo;adeguamento dell&rsquo;orario settimanale di 32 ore a parit&agrave; salariale<br \/>\n<br \/>&bull;\tDivieto dell&rsquo;autoproduzione (navi, banchine, aree portuali)<br \/>\n<br \/>&bull;\tNormare l&rsquo;automazione favorendo la diminuzione dei carichi di lavoro<br \/>\n<br \/>&bull;\tFormazione professionale adeguata e certificata per tutti coloro che operano nelle aree portuali<br \/>\n<br \/>&bull;\tPer una pianta dell&rsquo;organico portuale<br \/>\n<br \/>&bull;\tUn concreto passo contro la precariet&agrave; per i neoassunti in tutto il porto<br \/>\n<br \/>&bull;\tL&rsquo;inserimento del lavoro portuale nelle categorie di lavoro usuranti.<br \/>\n<br \/>&bull;\tUn contratto unico per tutti i lavoratori della &ldquo;filiera&rdquo; container.<\/p>\n<p>Questa piattaforma rivendicativa, cos&igrave; come i documenti espressi dal CALP, mettono in mostra come sia chiaro ai lavoratori del settore che le trasformazioni che si stanno verificando nel proprio luogo di lavoro &ndash; automazione e robotizzazione in primis &ndash; continuino a far aumentare la produttivit&agrave; dei lavoratori e quindi il margine di profitto estrapolato dal lavoro da parte dei padroni; l&#8217;aumento dello sfruttamento attraverso orari sempre pi&ugrave; flessibili, la pretesa di straordinari, salari inadeguati al costo della vita e al lavoro svolto, precarizzazione e estremo spezzettamento della classe lavoratrice nel tentativo di dividere e rendere sempre pi&ugrave; difficile la possibilit&agrave; di fronti comuni e unitari di lotta, favorendo la ricattabilit&agrave; e la concorrenza al ribasso.<br \/>\n<br \/>Infatti, a fronte di dati che non fanno che confermare l&#8217;aumento della produzione e delle merci movimentate nel porto di Genova nel 2017 &ndash; sia in termini di tonnellaggio assoluto (+8,5% in un anno per le rinfuse solide con oltre 70 milioni di tonnellate); sia in termini di container (+ 13,3% con 2,6 milioni di TEU in un anno, e  +14,4% di merci containerizzate con 26 milioni di tonnellate); sia in termini di Ro-Ro (+ 14,5% con pi&ugrave; di 13 milioni di tonnellate di merci su camion) &ndash; con una tendenza al continuo aumento anche per il 2018 (i primi mesi confermano un trend generale di +10% dei traffici, con un +18,2% dei TEU, +67,7% delle rinfuse solide e +9,2% le rotabili), i livelli occupazionali nei porti continuano a tentare di essere diminuiti, anche utilizzando lo sviluppo dell&#8217;automazione, si vuole sempre di pi&ugrave; spingere all&#8217;utilizzo diretto dei marittimi nelle operazioni di carico-scarico (autoproduzione) e si tende al risparmio sulla sicurezza e all&#8217;aumento del lavoro precario.<\/p>\n<p>Non possiamo che sostenere, quindi, la piattaforma promossa dal CALP e la loro battaglia affinch&eacute; quella piattaforma possa essere generalizzata, nella logica di imporre la riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit&agrave; di salario; di contrastare ed eliminare la precariet&agrave; nei porti soprattutto a fronte di una costante necessit&agrave; di lavoro straordinario e di flessibilit&agrave; lavorativa imposta; di aumentare i livelli occupazionali secondo la logica del &ldquo;lavorare meno, lavorare meglio, lavorare tutti&rdquo;; per la costituzione e la difesa di un contratto unico contro la concorrenza al ribasso e la discrezionalit&agrave; e lo strapotere dei terminalisti e degli investitori; per il riconoscimento della categoria dei portuali come dei marittimi nei lavori &ldquo;usuranti&rdquo; e per sviluppare forme di organizzazione del lavoro, e di controllo su armatori, terminalisti e spedizionieri, che garantiscano realmente la sicurezza per i lavoratori.<\/p>\n<p>Queste rivendicazioni inevitabilmente si legano all&#8217;unica prospettiva per contrastare le logiche capitalistiche che fanno del lavoro la vittima sacrificale per il profitto e le speculazioni di padroni e multinazionali: il governo dei lavoratori e delle lavoratrici.<br \/>\n<br \/>Cio&egrave; il solo governo che pu&ograve; contrapporre il potere delle forme di autorganizzazione dei lavoratori al potere delle borghesie e dei suoi partiti vassalli. Il solo governo che pu&ograve; organizzare la nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori di tutto il settore logistico, dei porti, dei terminal  e delle compagnie marittime cos&igrave; come dei principali gangli dell&#8217;economia nazionale. Il solo governo che potr&agrave; istituire Autorit&agrave; dei Sistemi Portuali che organizzino il lavoro e la logistica essendo espressione diretta dei lavoratori e delle loro organizzazioni e compagnie, e non bracci amministrativi degli interessi di terminalisti, armatori e azionisti delle varie societ&agrave;, con la complicit&agrave; delle principali burocrazie sindacali.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; sezione di Genova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;11 maggio i lavoratori portuali e i marittimi di tutta Italia sono scesi in sciopero in seguito alla convocazione della mobilitazione da parte della FILT-CGIL,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-66673","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66673","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66673"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66673\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}