{"id":66692,"date":"2018-06-08T00:00:00","date_gmt":"2018-06-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/06\/08\/di-maio-superministro-del-cambiamento-contro-il-lavoro\/"},"modified":"2018-06-08T00:00:00","modified_gmt":"2018-06-08T00:00:00","slug":"di-maio-superministro-del-cambiamento-contro-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/06\/08\/di-maio-superministro-del-cambiamento-contro-il-lavoro\/","title":{"rendered":"Di Maio: superministro del cambiamento contro il lavoro"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4584_dimaio_ipa.jpg\" alt=\"4584_dimaio_ipa.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Luigi Di Maio, il nuovo leader carismatico del Movimento 5 Stelle e dell&#8217;affermazione di quell&#8217;organizzazione come garante degli interessi della borghesia e della stabilit&agrave; dei capitali, alla faccia della retorica populisitca antisistema, si &egrave; insediato.<br \/>\n<br \/>Il capo pentastellato ha concentrato nelle sue mani due ministeri chiave come quello del Lavoro e quello dello Sviluppo Economico, per compensare la propria sete di potere insoddisfatta per il mancato raggiungimento della poltrona di Presidente del consiglio.<\/p>\n<p>Ci &egrave; voluto poco a far cadere la maschera di &#8220;cambiamento&#8221; delle politiche sul lavoro del movimento populista e reazionario, e gi&agrave; dalle sue prime parole da superministro si mettono in mostra gli ammorbidimenti rispetto alla campagna elettorale infuocata &ndash; ammorbidimento gi&agrave; messo in luce nei vari tentativi di dialogo falliti con le diverse forze politiche, e con i poteri forti italiani e stranieri, per ottenere il controllo del Governo prima del contratto con la Lega. <\/p>\n<p>Non solo l&#8217;abolizione del Jobs Act, emblema delle politiche del PD di precarizzazione e aggressione dei diritti e delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, &egrave; diventata una &#8220;rivisitazione&#8221; delle politiche renziane, probabilmente con la reintroduzione dei vergognosi voucher, produttori di precariet&agrave; estrema ed escamotage di mascheramento del lavoro nero.<br \/>\n<br \/>Non solo il reddito di cittadinanza tanto promesso, oltre a essere evidentemente insostenibile rimanendo nelle logiche di gestibilit&agrave; del sistema capitalistico e di mercato, diventa sempre pi&ugrave; un sussidio di povert&agrave; e precarizzazione, vincolando una piccola elemosina alla necessit&agrave; di accettare qualsiasi lavoro venga proposto a qualsiasi condizione esso sia. In poche parole: se sei disoccupato, ancora grazie che ti permettiamo di diventare un eterno precario senza diritti e sotto ricatto perenne di perdere anche quei quattro soldi che prendiamo alla contribuzione generale.<br \/>\n<br \/>Non solo l&#8217;abolizione della Legge Fornero si trasforma in un pi&ugrave; gestibile ed accettabile &#8220;quota 100&#8221;, dimenticando tutte le promesse sulle pensioni minime. Anche qui una proposta difficilmente applicabile, sommata alla promessa del reddito di povert&agrave;, se non si affronta il nodo della dittatura sistemica del capitale e della finanza e la sua aurea legge del profitto e della concorrenza.<br \/>\n<br \/>Non solo di fronte alla vicenda strategica dell&#8217;Ilva, a cui son legate le vite di migliaia di lavoratori e quelle dei cittadini che ne subiscono l&#8217;inquinamento da decenni, sa rispondere con la meravigliosa ricetta, senza capo n&eacute; coda, del &laquo;chiuderemo lo stabilimento di Taranto&raquo;, magari regalando le tecnologie dismesse ad ArcelorMittal che cos&igrave; pu&ograve; ringraziare e delocalizzare levandosi una bella gatta da pelare, e garantendo una bella massa di disoccupati e l&#8217;impoverimento generale di un intero territorio.<\/p>\n<p>Si spinge oltre Di Maio, mettendo in mostra chiaramente da che parte stia il suo schieramento e il suo comando.<br \/>\n<br \/>Tra le prime cose che afferma, da Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, &egrave; la volont&agrave; di eliminare qualsiasi misura di controllo fiscale per piccole, medie e grandi imprese. Il tanto agognato tema delle tasse alle imprese deve essere tagliato con l&#8217;accetta semplicemente con un &laquo;lasciamo in pace gli imprenditori&raquo;, carta bianca e basta con i controlli, perch&eacute; d&#8217;altronde non sono problemi atavici il nero e l&#8217;evasione in un sistema incentrato proprio sulle piccole e medie imprese, le cui mancate entrate ricadono proprio sulla tassazione ai salariati e ai pensionati e colpiscono la sostenibilit&agrave; di un welfare state in perenne smantellamento.<br \/>\n<br \/>In fondo il benessere e il profitto di padroni e padroncini, inevitabilmente, porter&agrave; ad un maggior benessere anche per i lavoratori e per gli strati pi&ugrave; deboli. Dati che vengono ovviamente confermati dagli annuali rapporti sull&#8217;aumento dei dividendi, sull&#8217;aumento dei profitti, sulla sempre maggior concentrazione di capitali, sul perenne aumento delle forbici di ricchezza tra strati sempre minori di super-ricchi e ricchi, e un enorme massa di lavoratori poveri e in fase di impoverimento. Dati dimostrati anche dai bilanci annuali di tutte le imprese e dalle riorganizzazioni lacrime e sangue, dove amministratori delegati, azionisti e padroni aumentano i loro profitti e dividendi al costo di licenziamenti, casse integrazioni, salari di solidariet&agrave;, delocalizzazioni, rinnovi contrattuali che non permettono nemmeno il recupero degli aumenti reali del costo della vita, aumenti dei ritmi a parit&agrave; di salario, etc.<\/p>\n<p>Il tutto, infatti, si inserisce nel corporativo, e del tutto &#8220;nuovo&#8221;, concetto secondo cui &laquo;datore di lavoro e dipendente sono sullo stesso piano. Non devono essere nemici, non devono essere due realt&agrave; staccate&raquo;. Lo vada a dire a tutti i lavoratori di FCA, dell&#8217;azienda di quel Marchionne a cui ha teso la mano e che ha idolatrato per i 9 miliardi di investimenti nell&#8217;auto elettrica (quando tutti i competitors dell&#8217;automotive spendono regolarmente molto di pi&ugrave;), colpiti dalle delocalizzazioni, dai salari di solidariet&agrave; e dalle casse integrazioni, da un modello contrattuale che li priva di qualsiasi garanzia e da piani industriali che hanno dimezzato i posti di lavoro in Italia in quel settore. Lo vada a dire a tutti i lavoratori e le lavoratrici che sono regolarmente sotto ricatto nel loro posto di lavoro, perch&eacute; precari o perch&eacute; vengono loro imposte condizioni di lavoro prive di sicurezza e prive di dignit&agrave; sotto la minaccia di chiudere baracca e burattini e spostarsi dove tutto costa meno o di assumere chi &egrave; messo peggio &ndash; con tutto l&#8217;esercito di riserva di disoccupati che c&#8217;&egrave;. Lo vada a dire a tutti i lavoratori delle piccole e medie imprese legate al turismo, alla ristorazione, ai servizi sociali e all&#8217;assistenza, che quando hanno un contratto di lavoro sono gi&agrave; fortunati. Lo vada a dire a tutti i lavoratori e le lavoratrici morti o infortunati gravemente perch&eacute; i loro padroni devono risparmiare sui costi per garantirsi profitti competitivi. <\/p>\n<p>Lavoratori e lavoratrici hanno per necessit&agrave; interessi contrastanti e opposti a quelle dei loro padroni e dei loro capetti.<br \/>\n<br \/>Lavoratori e lavoratrici non hanno bisogno di elemosine e di frasi fatte sul &#8220;non essere nemici&#8221; con chi ogni giorno li sfrutta fino all&#8217;ultima goccia di sudore e fino all&#8217;ultimo anno in cui le gambe li possono reggere in piedi.<br \/>\n<br \/>Lavoratori e lavoratrici non hanno bisogno di nuovi imbroglioni per rendersi conto che per garantire profitti e dividendi a chi sta sopra di loro &egrave; necessario che a pagare i costi delle crisi economiche, dell&#8217;anarchia del libero mercato e della competizione tra padroni siano loro, le proprie famiglie, la propria salute e i propri diritti.<br \/>\n<br \/>E ora non pu&ograve; pi&ugrave; reggere la favola dei sacrifici comuni e dell&#8217;unit&agrave; di intenti nel nome della bandiera italiana e di un nuovo interclassismo a spese della classe lavoratrice e degli oppressi. <\/p>\n<p>Intanto il superministro e vice-premier, nonostante le sue pompose promesse da eterna campagna elettorale, non ha saputo dire una parola sull&#8217;omicidio del militante sindacale Soumayla Sacko, giovane ventinovenne ucciso a sangue freddo mentre cercava di recuperare lamiere per i tetti delle baracche in cui sono costretti a vivere i braccianti immigrati sotto il ricatto di &#8216;ndrangheta, caporali, padroni e multinazionali. Non una parola sulla tragica vicenda che si consuma nel clima di odio e caccia all&#8217;immigrato alimentata tanto dalla Lega di Salvini quanto dal suo partito e da Di Maio stesso, i principali mandanti. Non una parola sulle condizioni di lavoro e di vita di migliaia di lavoratori come lui nel settore dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;ediliza, del commercio abusivo, del caporalato sempre pi&ugrave; diffuso anche in settori come la siderurgia e la cantieristica.<br \/>\n<br \/>Mentre Di Maio tace, il Presidente del consiglio Conte nei suoi discorsi al parlamento continua a ripetere a pappagallo le promesse scritte sul contratto tra cui la guerra ai migranti e il rinvigorimento delle espulsioni, e Salvini continua a proferire parole di odio e di morte inneggiando a nuovi e maggiori campi di concentramento per chi deve essere espulso o &egrave; irregolare. Nella fascia nera della clandestinit&agrave;, dell&#8217;assenza di diritti, del perenne ricatto delle espulsioni e delle retate delle forze dell&#8217;ordine, dei permessi di soggiorno fluttuanti, della miseria e dell&#8217;emarginazione, prendono vita proprio queste nuove forme di schiavit&ugrave; in cui la vita di un lavoratore vale meno di una cassetta di pomodori o di una vecchia lamiera abbandonata. Ma il ministro dal sorrisino di bambolotto e dal tweet facile con incerto congiuntivo ha altro a cui pensare.<\/p>\n<p>Alle prime prove questo governo, e il suo superministro Di Maio, far&agrave; cadere in maniera sempre pi&ugrave; evidente la propria maschera di ennesimo comitato d&#8217;affari di padroni e banchieri, con un occhio di riguardo per i piccoli padroncini impauriti dalla globalizzazione e pronti a menare il bastone contro chi sta sotto di loro, sbraitando contro chi sta sopra.<br \/>\n<br \/>Al governo del cambiamento bisogna contrapporre la rivendicazione del governo dei lavoratori e delle lavoratrici, il solo che possa incarnare incondizionatamente gli interessi delle classi sfruttate e oppresse.<br \/>\n<br \/>Il solo governo che possa cambiare radicalmente e con una vera rivoluzione le regole del sistema economico e sociale, ponendo al centro le necessit&agrave; e i bisogni di chi &egrave; sempre stato sfruttato, requisendo senza indennizzo tutte le leve dell&#8217;economia e della finanza, ponendole sotto il controllo della classe lavoratrice; ridistribuendo il lavoro esistente tra tutti a parit&agrave; di salario e programmando un piano generale per il rilancio della produzione, della distribuzione equa delle risorse e dei beni, e della fornitura dei servizi essenziali.<br \/>\n<br \/>Per fare questo &egrave; necessario costruire il partito rivoluzionario e comunista, con cui diffondere questa consapevolezza e organizzare la risposta attraverso un fronte unico di classe e di massa che unisca tutti coloro che da questo sistema non hanno che da perdere, e che con la rivoluzione comunista non hanno da perdere che le loro catene.<\/p>\n<p>Cristian Briozzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Di Maio, il nuovo leader carismatico del Movimento 5 Stelle e dell&#8217;affermazione di quell&#8217;organizzazione come garante degli interessi della borghesia e della stabilit&agrave; dei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66692","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66692\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}