{"id":66709,"date":"2018-06-19T00:00:00","date_gmt":"2018-06-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/06\/19\/linvasione-a-casa-loro\/"},"modified":"2018-06-19T00:00:00","modified_gmt":"2018-06-19T00:00:00","slug":"linvasione-a-casa-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/06\/19\/linvasione-a-casa-loro\/","title":{"rendered":"L&#8217;invasione a casa loro"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4604_Africa_imperialismo.jpg\" alt=\"4604_Africa_imperialismo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La corsa al grande affare dell&#8217;auto elettrica sospinge la concorrenza tra gli Stati imperialisti per l&#8217;accaparramento delle materie prime che la riguardano: litio e cobalto in primo luogo, ma anche rame e nickel. Negli ultimi due anni per effetto dell&#8217;accresciuta domanda il prezzo di litio e cobalto &egrave; pi&ugrave; che triplicato; quello di rame e nickel segue a ruota. I profitti delle compagnie vanno alle stelle. Le aziende capitalistiche del settore minerario, dopo anni di crisi, sembrano vivere una seconda giovinezza. La Cina in particolare non bada a spese per dominare ogni fase della filiera produttiva delle batterie dell&#8217;auto futura, nella previsione che essa diventer&agrave; un fenomeno di massa e dunque un grande mercato della competizione mondiale.<\/p>\n<p>L&#8217;Africa &egrave; oggi il principale teatro della corsa al cosiddetto &ldquo;oro bianco&rdquo; (litio).<br \/>\n<br \/>In Congo, in Niger, in Costa d&#8217;Avorio centinaia di aziende minerarie europee e cinesi moltiplicano gli investimenti estrattivi comprando a prezzi stracciati i terreni e sfruttando per dodici ore al giorno i nuovi proletari espulsi dalle campagne. Lo sfruttamento dei bambini nelle miniere del Congo raggiunge tali livelli di orrore e di cinismo da superare abbondantemente in crudelt&agrave; la prima rivoluzione industriale in Gran Bretagna. I governi dell&#8217;Africa subsahariana sono asserviti alle grandi compagnie minerarie e si contendono i loro favori con offerte fiscali a tasso zero e un buon numero di mazzette. Gli Stati imperialisti e i loro apparati diplomatici, sgomitando gli uni contro gli altri, amministrano gli affari delle proprie aziende, facendo da intermediari. I cosiddetti aiuti allo sviluppo dell&#8217;Africa servono a oliare l&#8217;ingranaggio di questa rapina. I corpi militari delle innumerevoli missioni (prossima quella italiana in Niger) sono arma di pressione negoziale sul campo.<\/p>\n<p>Analoga rapina in Corno d&#8217;Africa, con interessi diversi. L&#8217;Etiopia ne &egrave; l&#8217;epicentro. Qui si sta sviluppando un gigantesco comparto di supersfruttamento dell&#8217;industria tessile. Tutti i grandi marchi internazionali del settore &#8211; americani, europei, cinesi &#8211; si sono gettati sull&#8217;enorme disponibilit&agrave; di manodopera a basso costo, senza protezione sindacale, soprattutto femminile. I soli investimenti cinesi occuperanno a breve due milioni di lavoratori e lavoratrici etiopi. I grandi marchi italiani investono qui come in Bangladesh. L&#8217;intera filiera internazionale del fast fashion si &egrave; data  appuntamento in Etiopia, per apparecchiarvi la produzione a basso costo consentita da salari da fame e orari di lavoro senza limite. La rivista Business Week racconta dei corsi lampo di cinque giorni per &ldquo;imparare la disciplina&rdquo; cui vengono sottoposti i giovani arruolati nel lavoro industriale che provengono dalle campagne. I loro nuovi padroni sono spesso coloro che hanno espropriato la loro terra, con l&#8217;aiuto delle autorit&agrave; locali.<\/p>\n<p>Naturalmente gli uffici di statistica parlano entusiasti del miracolo africano, snocciolando l&#8217;aumento del Pil dei paesi coinvolti (il Pil della Costa D&#8217;Avorio &egrave; cresciuto l&#8217;anno scorso dell&#8217;8%). Ma chi pensa che questo significhi sviluppo dell&#8217;Africa tenga bene a mente questo dato: fame e malnutrizione conoscono oggi una nuova impennata proprio nel continente nero, per candida ammissione della stessa agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Le Monde, 12 giugno). &laquo;Ogni volta che la fame cresce dell&#8217;1%, le migrazioni crescono del 2%&raquo; afferma, dati alla mano, David Beasley, direttore del cosiddetto Programma alimentare mondiale, che confessa cos&igrave; inconsapevolmente il proprio annunciato fallimento (e l&#8217;ipocrisia delle Nazioni Unite).<\/p>\n<p>Cosa resta allora di fronte a ci&ograve; delle campagne reazionarie sull&#8217;&rdquo;aiutiamoli a casa loro&rdquo;?<br \/>\n<br \/>La verit&agrave; capovolge l&#8217;attuale senso comune. Sono i capitalisti di &ldquo;casa nostra&rdquo; a invadere &ldquo;casa loro&rdquo;, a saccheggiare le loro risorse, espropriare le loro terre, sfruttare le loro braccia, arruolarli nelle proprie guerre. Le grandi migrazioni dall&#8217;Africa sono anche la fuga da questa rapina e dai suoi effetti. Recidere le radici dell&#8217;immigrazione significa restituire ai popoli africani la loro casa oggi occupata abusivamente dai nostri padroni. Gli stessi che &ldquo;in casa nostra&rdquo;  tagliano salari, lavoro, pensione, salute, per ingrassare i propri profitti.<\/p>\n<p>I padroni europei, americani e cinesi non devono esibire permessi di soggiorno, carte in regola, diritti di cittadinanza, per accamparsi in Africa. A loro basta il potere della propria ricchezza e la forza militare dei propri Stati: gli stessi strumenti che hanno usato in forme diverse nelle lunghe stagioni dello schiavismo e del colonialismo. Per questo la rivoluzione sociale contro il capitale &egrave; l&#8217;unica vera soluzione storica del dramma migratorio. In Europa, in Africa, ovunque.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La corsa al grande affare dell&#8217;auto elettrica sospinge la concorrenza tra gli Stati imperialisti per l&#8217;accaparramento delle materie prime che la riguardano: litio e cobalto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66709","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66709\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}