{"id":66745,"date":"2018-08-15T00:00:00","date_gmt":"2018-08-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/08\/15\/genova-la-vita-e-il-profitto\/"},"modified":"2018-08-15T00:00:00","modified_gmt":"2018-08-15T00:00:00","slug":"genova-la-vita-e-il-profitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/08\/15\/genova-la-vita-e-il-profitto\/","title":{"rendered":"Genova. La vita e il profitto"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4641_genova_ponte.jpg\" alt=\"4641_genova_ponte.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il crollo del ponte di Genova non &egrave; un disgraziato incidente. L&#8217;unica cattiva sorte &egrave; quella che riguarda ogni vittima di questa tragedia. Il crollo di Genova &egrave; la cartina di tornasole del degrado generale delle opere pubbliche in Italia (e non solo) ad affidamento privato. &Egrave; uno dei riflessi della societ&agrave; capitalista, dove domina il profitto, non la vita.<\/p>\n<p>Ventisette concessionari, con in testa Autostrade per l&#8217;Italia (Aspi), gestiscono la rete autostradale. La grande famiglia dei Benetton, attraverso il controllo di Atlantia, ha il controllo di Aspi. I suoi profitti sono saliti verticalmente in questi anni, anche grazie all&#8217;aumento dei pedaggi: nel solo 2017 un utile di 2,4 miliardi su un ricavo complessivo di 3,9 miliardi. Un tasso di profitto superiore al 50%! In compenso, nello stesso arco di tempo, gli investimenti di Aspi in Italia sono crollati (da 718 milioni a 556 milioni), e migliaia di posti di lavoro (casellanti) sono stati distrutti. Per&ograve; il gruppo Atlantia ha fatto affari in giro per il mondo: con gli stessi soldi risparmiati sulla manutenzione e accumulati coi pedaggi ha comprato l&#8217;aeroporto di Nizza, la societ&agrave; di controllo delle autostrade spagnole (Abertis), parte del gruppo societario che gestisce l&#8217;Eurotunnel. Ottimi affari privati, concessi dai poteri pubblici.<br \/>\n<br \/>Concessi. Lo Stato potrebbe ricavare dalla gestione pubblica delle autostrade importanti risorse da investire ad esempio in manutenzione; invece ha privatizzato la rete autostradale vent&#8217;anni fa per offrire ai privati una ricca torta. Il centrosinistra di governo fu regista dell&#8217;operazione; la famiglia Benetton era ed &egrave; non a caso tra i suoi tradizionali supporter.<\/p>\n<p>Ma non solo. Lo Stato ha assicurato ai Benetton e a tutti i concessionari privati accordi segreti, cio&egrave; accordi sottratti all&#8217;opinione pubblica e al suo controllo, senza che nessuno muovesse scandalo. Ha rinunciato a gestire in proprio l&#8217;intera attivit&agrave; di monitoraggio sulla tenuta della rete autostradale, affidandola in toto ai privati, che l&#8217;hanno pretesa come parte integrante della concessione. Infatti n&eacute; gli enti locali n&eacute; lo Stato intervengono in questo campo con propri tecnici e specialisti, gli unici tecnici sono quelli pagati da Autostrade per l&#8217;Italia. Dunque lo Stato ha messo la vita nelle mani del profitto in termini strettamente tecnici, non solo economici. Il crollo di Genova ci parla anche di questo.<\/p>\n<p>Dopo la tragedia, l&#8217;intera stampa nazionale si straccia come sempre le vesti. Corriere, Repubblica, La Stampa, persino Il Sole 24 ore, tutti i campioni delle privatizzazioni nel nome del libero mercato e del progresso piangono lacrime di coccodrillo. &ldquo;Tutti sapevano&rdquo; (Corriere), &ldquo;Stato di degrado delle nostre opere pubbliche&rdquo; (La Repubblica), &ldquo;Urgente piano di monitoraggio nazionale&rdquo; (Il Sole). Ma dove stavano tutti questi soloni del pubblico interesse quando i governi da loro sostenuti affidavano ai Benetton le autostrade? Dalla parte dei Benetton, naturalmente, come di tutti i grandi azionisti. Se oggi recitano commozione e sdegno &egrave; solo perch&eacute; devono vendere copie, in concorrenza tra loro, sul mercato dell&#8217;informazione. Perch&eacute; anche l&#8217;informazione, come tutto, &egrave; mercato nella societ&agrave; borghese.<\/p>\n<p>Non meno ipocriti sono i vertici del nuovo governo giallo-verde.<br \/>\n<br \/>Salvini, Toninelli, Conte hanno fatto a gara nel promettere la punizione dei colpevoli, la revoca delle concessioni ad Autostrade, &laquo;un grande piano di monitoraggio e manutenzione dell&#8217;intero patrimonio pubblico nazionale&raquo; (Toninelli). Bene, bravi, bis. Lo stesso M5S che nel 2013 difendeva le rassicurazioni della societ&agrave; Autostrade sul fatto che &ldquo;il ponte Morandi durer&agrave; altri cento anni&rdquo; ora revoca la concessione ad Autostrade perch&eacute; inaffidabile? Possibile. Tutto e il contrario di tutto pur di incassare voti, questa &egrave; da sempre la cifra del grillismo. A proposito di inaffidabilit&agrave;.<br \/>\n<br \/>Ma per il &ldquo;grande piano&rdquo; di Toninelli? Per un grande piano come quello promesso occorrono diverse centinaia di miliardi. Li possono trovare quelli che si impegnano a concedere alle grandi ricchezze il pi&ugrave; grande regalo fiscale del dopoguerra, cio&egrave; flat tax pi&ugrave; condono? <\/p>\n<p>Di pi&ugrave;. Nello stesso giorno in cui l&#8217;ex carabiniere Toninelli proclama il suo piano a reti unificate, il sottosegretario a Palazzo Chigi Stefano Buffagni, grande emergente del M5S, promette solennemente, sul quotidiano di Confindustria, che &ldquo;l&#8217;Italia non tradir&agrave; i creditori&rdquo;. &laquo;Questo governo non ha alcuna intenzione di disattendere gli impegni presi coi creditori del Paese&raquo;, dichiara Buffagni (Il Sole 24 ore, 15 agosto). Inoltre rivendica come medaglia nazionale l&#8217;avanzo primario migliore d&#8217;Europa. Ma l&#8217;avanzo primario migliore d&#8217;Europa &egrave; solo la misura dei risparmi pubblici (manutenzione inclusa) al netto del pagamento degli interessi sul debito. E gli impegni presi coi creditori sono l&#8217;impegno a continuare a pagare alle banche il debito pubblico con tanto di interessi (70-80 miliardi annui, oltretutto in crescita) e la riduzione progressiva del debito attraverso il suo pagamento. Come? Anche con &laquo;nuove privatizzazioni&raquo;, assicura l&#8217;ultima nota congiunta fra Tria, Di Maio e Salvini, per rassicurare i mercati.<br \/>\n<br \/>Sarebbe questo il governo del cambiamento? Da un lato promette la revoca della concessione ai Benetton &#8211; con l&#8217;occhio al pallottoliere elettorale, dall&#8217;altro assicura nuove privatizzazioni per pagare il debito alle banche e detassare i profitti?<\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che tutti i governi borghesi, giallo-verde incluso, amministrano le regole del gioco dettate dal profitto; e le regole del profitto sono quelle che producono il crollo di opere pubbliche, che trasformano i terremoti in ecatombi, che causano il dissesto idrogeologico di gran parte del territorio.<\/p>\n<p>Per realizzare una svolta vera occorre rovesciare la dittatura del profitto.<br \/>\n<br \/>Recuperare il controllo pubblico sulle opere sociali, sulla viabilit&agrave;, sui mezzi di trasporto. Revocare tutte le concessioni ai privati (non solo ai Benetton) in fatto di autostrade e strade. Nazionalizzare la grande industria edilizia e del cemento, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori, a garanzia della sicurezza pubblica. Investire un grande volume di risorse pubbliche per monitoraggio, manutenzione, ricostruzione di buona parte della rete autostradale e non, ricavando tali risorse nell&#8217;unico modo possibile: abolendo il debito pubblico verso le banche, e dunque nazionalizzandole sotto controllo sociale; e imponendo una tassazione progressiva sui grandi patrimoni, profitti, rendite, che hanno lucrato per decenni sullo sfruttamento dei salariati e sul saccheggio del territorio.<\/p>\n<p>&Egrave; un programma esattamente opposto a quello di Salvini e Di Maio, come a quello di tutti i governi precedenti. &Egrave; un programma che solo un governo dei lavoratori, basato sulla loro forza e sulla loro organizzazione, potr&agrave; realizzare.<br \/>\n<br \/>Fuori da questa prospettiva, c&#8217;&egrave; spazio solo per l&#8217;inganno. E per i morti.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il crollo del ponte di Genova non &egrave; un disgraziato incidente. L&#8217;unica cattiva sorte &egrave; quella che riguarda ogni vittima di questa tragedia. 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