{"id":66748,"date":"2018-08-25T00:00:00","date_gmt":"2018-08-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/08\/25\/krontadt-1921-una-sedizione-controrivoluzionaria\/"},"modified":"2018-08-25T00:00:00","modified_gmt":"2018-08-25T00:00:00","slug":"krontadt-1921-una-sedizione-controrivoluzionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/08\/25\/krontadt-1921-una-sedizione-controrivoluzionaria\/","title":{"rendered":"Kron&scaron;tadt 1921: una sedizione controrivoluzionaria"},"content":{"rendered":"<p>Joseph &ldquo;Usick&rdquo; Vanzler (1901 &ndash; 1956), pi&ugrave; noto con lo pseudonimo di John G. Wright fu un giornalista e saggista americano socialista, compagno e amico di Trotsky nonch&eacute; suo traduttore in inglese.<br \/>\n<br \/>Citato dallo stesso Trotsky negli scritti su Kron&scaron;tadt, il fondatore della Quarta Internazionale ci rimanda a un suo articolo per la ricostruzione dei fatti del &lsquo;21:<\/p>\n<p>&laquo;Chiunque desideri mettere a nudo queste menzogne deve innanzi tutto leggere l&#8217;articolo del compagno J. G. Wright pubblicato da &ldquo;The New International&rdquo; del febbraio 1938&raquo;.<\/p>\n<p>Recuperato e tradotto l&rsquo;articolo, lo presentiamo ai lettori perch&eacute; faccia chiarezza delle chiacchiere relative alla presunta &ldquo;quarta rivoluzione russa&rdquo;, secondo gli anarchici, o rivoluzione antiburocratica e libertaria ante-Stalin, secondo i bordighisti.<\/p>\n<p>Notoriamente, infatti, corrono due le letture a proposito dell&rsquo;avvenimento.<br \/>\n<br \/>Una vede nella sedizione del porto dell&rsquo;isola di Kotlin un tentativo, diretto da forze reazionarie, di colpo di stato contro il governo bolscevico e contro la rivoluzione, che pertanto i bolscevichi ebbero ogni ragione di colpire. L&rsquo;altra, vi legge invece l&rsquo;embrione di una rivoluzione antiburocratica sostenendo che gi&agrave; assai prima di Stalin il partito bolscevico andasse burocratizzandosi e mettendosi sulla strada di un  dispotismo controrivoluzionario e antioperaio.<br \/>\n<br \/>&Egrave; da rilevare che, mentre un tempo la questione Kron&scaron;tadt infiammava molti animi, in massima parte dei sinistri democratico-borghesi, da quando costoro governano bellamente il mondo, non hanno pi&ugrave; necessit&agrave; di cavillare su Kron&scaron;tadt, specialmente considerando la fatica che comporta la falsificazione della verit&agrave; storica che sola poteva portar acqua al loro mulino.<br \/>\n<br \/>Rimane una coccarda al petto degli anarchici, i quali ne onorano la ricorrenza con striscioni dove i bolscevichi vengono ritratti in abiti da boia, da membri del Ku-Klux Klan e amenit&agrave; simili.<br \/>\n<br \/>I quali anarchici, naturalmente, sostengono che la rivolta in quel di Kron&scaron;tadt fosse stata una rivolta libertaria, antistatalista, bakuninista, alla sinistra del bolscevismo (posto che una sinistra del bolscevismo possa esistere fuori dalle dilettevoli possibilit&agrave; della fraseologia, il ch&eacute; non si dimostr&ograve; mai scientificamente). Insomma una rivolta anarchica.<\/p>\n<p>Prima di procedere con la preziosa ricostruzione di Wright, preme una precisazione.<br \/>\n<br \/>Molti anarchici rivoluzionari furono, prima e durante Kron&scaron;tadt, organici del partito bolscevico e soldati nell&rsquo;Armata Rossa. Chi tra loro, in seguito a quei giorni, ruppe col bolscevismo per ritrovare la purezza anarchica nella mistica bakuninista di una rivoluzione senza Stato, lo fece perch&eacute; non cap&igrave; la natura di quei fatti. E certamente perch&eacute; non cap&igrave; mai il torto marcio di Bakunin.<br \/>\n<br \/>Di anarchisti a Kron&scaron;tadt ve n&rsquo;erano pochissimi e certamente non tra i dirigenti. I quali, invece, si dividevano tra ex ufficiali zaristi, Socialisti Rivoluzionari e mensevichi. Vale a dire quei signori che protestarono vibratamente contro la presa del Palazzo d&rsquo;Inverno, contro la soppressione definitiva della borghesia e del Kerenskij prosecutore della guerra e garante della propriet&agrave; privata. Sommersi dagli insulti e dai fischi degli operai, dei soldati e dei marinai, questi sedicenti rivoluzionari uscirono indignati dall&rsquo;assemblea allo Smolny per manifestare in solidariet&agrave; al governo provvisorio barricato nel Palazzo d&rsquo;Inverno, sotto i cannoneggiamenti delle corazzate bolsceviche. Gli stessi che attentarono alla vita di Lenin per mano della sicofante Socialista Rivoluzionaria Fanni Kaplan (metodi che danno un saggio esaustivo della democrazia secondo i Sr), indigesta, com&rsquo;essi avevano, la leadership in Russia che non riuscirono a mantenere, smarrendo irrimediabilmente ogni credito tra le masse. Uomini che si opposero alla terza rivoluzione russa e che tuttavia gli anarchici giurano aver avuto ragione di partecipare alla loro quarta, dalla &ldquo;sinistra del bolscevismo&rdquo;! Gente che, insomma, si arm&ograve; fino ai denti per la quarta rivoluzione, ma che si inimic&ograve; un popolo pur di non far passare la terza. <\/p>\n<p>Un&rsquo;ultima nota su cui ci sembra necessario insistere (bench&eacute; il testo ne dica a sufficienza) riguarda il comunismo di guerra che fa da sfondo agli eventi.<\/p>\n<p>Con &ldquo;comunismo di guerra&rdquo; si definisce l&rsquo;insieme dei provvedimenti del partito bolscevico nel periodo subito dopo la presa del potere. Si tratta di un periodo straordinariamente delicato per ragioni materiali e politiche.<br \/>\n<br \/>Circa quelle materiali, la Russia socialista ereditava una macchina di produzione nazionale arretrata, la quale, anche assoggettata alla pianificazione e alla dittatura dell&rsquo;eguaglianza, riusciva a stento a migliorare le condizioni di vita generali ai livelli che una societ&agrave; socialista si prefigge. Come non bastasse, intervennero epidemie e calamit&agrave; naturali a decimare il gi&agrave; poco di cui si disponeva. Ci&ograve; favor&igrave; il disagio popolare in molte parti della Russia che per&ograve; mai, da solo, si convert&igrave; (con quale ragione avrebbe potuto?) in argomento di accusa contro i bolscevichi e la rivoluzione.<br \/>\n<br \/>Le difficolt&agrave; politiche riguardavano invece l&rsquo;infaticabile, pernicioso, lavoro delle opposizioni anticomuniste che, approfittando della situazione di arretratezza oggettiva, dell&rsquo;isolamento economico e di molta parte della produzione che doveva di necessit&agrave; concentrarsi sul settore militare data la condizione di perenne minaccia da parte di potenze straniere sul giovane stato operaio, si impegnavano strenuamente nei tentativi di riconquista dell&rsquo;appoggio del popolo, sempre pi&ugrave; provato, onde ritorcerlo contro i nemici di sempre, i veri rivoluzionari al governo. I bolscevichi, consci di queste circostanze di estremo pericolo per la rivoluzione e non inseguendo astratte condizioni di equit&agrave; con i nemici di classe (al netto delle sigle), posero veto alla produzione e alla circolazione di stampa nemica. Le zone pi&ugrave; suscettibili di influenza controrivoluzionaria diventavano chiaramente quelle pi&ugrave; isolate, geograficamente lontane dal centro della vita politica, come Kron&scaron;tadt. Gli operai e i contadini, i marinai e i soldati, tutto il popolo dei proletari russi sapeva bene di avere il miglior alleato nel bolscevismo, il solo che rese possibile la fine della guerra, la fine dei progrom, delle atrocit&agrave; korniloviste e kerenskiste, e l&rsquo;inizio di un progresso ancora tutto da dispiegarsi, ma che gi&agrave; dava inimmaginabili frutti come la riduzione dell&rsquo;orario di lavoro e la sua equa ripartizione, la parit&agrave; dei diritti sociali e civili, la parit&agrave; dei sessi, sanit&agrave; e istruzione per tutti, controllo operaio sulla produzione, delegati di fabbrica direttamente al governo, e l&rsquo;infinita rosa di libert&agrave;, quella vera &#8211; non della lettera morta dei sofisti &#8211; che il comunismo dischiuse.<\/p>\n<p>L&rsquo;ARTICOLO DI JOHN G. WRIGHT PER IL &ldquo;THE NEW INTERNATIONAL&rdquo;<\/p>\n<p>&ldquo;La verit&agrave; su Kron&scaron;tadt&rdquo;<\/p>\n<p>febbraio, 1938<\/p>\n<p>Quanto pi&ugrave; indifendibile e iniquo diventa il corso perseguito dagli anarchici in Spagna, tanto pi&ugrave; forti i loro confratelli all&rsquo;estero piangono su Kron&scaron;tadt. Durante gli anni dell&rsquo;ondata rivoluzionaria, gli anarchici, i menscevichi, i Socialisti Rivoluzionari et al., stavano sulla difensiva. Oggi, lo stalinismo ha fornito loro una copertura demagogica per un&rsquo;offensiva contro quei princ&igrave;pi che soltanto hanno reso possibile l&rsquo;Ottobre. Cercano di infangare il bolscevismo identintificandolo con lo stalinismo. Si impadroniscono di Kron&scaron;tadt come loro punto di partenza. Il loro teorema &egrave; molto &ldquo;elementare&rdquo;: Stalin spara ai lavoratori solo perch&eacute; &egrave; l&rsquo;essenza del bolscevismo abbattere i lavoratori; per esempio, Kron&scaron;tadt! Lenin e Stalin sono una sola cosa. Come volevasi dimostrare. <\/p>\n<p>L&rsquo;intera arte sta nel distorcere i fatti storici, esagerando mostruosamente ogni questione sussidiaria o su cui i bolscevichi poterono anche aver commesso qualche errore, e gettando un immenso velo sul vero senso della rivolta armata contro il potere sovietico e il programma e gli scopi dell&rsquo;ammutinamento. Il nostro compito &egrave; principalmente quello di sottoporre i falsi e i falsificatori al vaglio dei fatti storici che essi assumono come base per la loro condanna del bolscevismo.<\/p>\n<p>Innanzitutto, lo sfondo dell&rsquo;ammutinamento. Lungi dall&rsquo;essere un momento in cui il potere sovietico fosse fuori pericolo (come sostengono gli avversari ideologici del bolscevismo), l&rsquo;ammutinamento ha luogo nell&rsquo;anno 1921, un anno cruciale nella vita dello stato operaio. Nel dicembre 1920 i fronti della guerra civile furono profligati. Non vi erano &ldquo;fronti&rdquo; ma il pericolo permaneva. La terra, con il retaggio barbarico dello zarismo asiatico, era stata letteralmente dissanguata dallo scempio della guerra imperialista, dagli anni della guerra civile e del blocco imperialista. La crisi dei generi alimentari &egrave; stata aggravata dalla crisi del carburante. Ampi settori della popolazione si trovavano di fronte alla immediata prospettiva di morte per fame o per congelamento. Con l&rsquo;industria in rovina, il trasporto interrotto, milioni di uomini smobilitati dall&rsquo;esercito, le masse sull&rsquo;orlo dell&rsquo;esaurimento, si dava davvero terreno fertile per gli intrighi della controrivoluzione.<\/p>\n<p>Lungi dal riconciliarsi con la sconfitta, le Guardie Bianche e i loro alleati imperialisti trassero nuova linfa vitale dalle difficolt&agrave; oggettive che dovettero affrontare i bolscevichi. Fecero un tentativo dopo l&rsquo;altro di aprirsi una breccia &ldquo;dall&rsquo;interno&rdquo;, sfruttando in gran parte il sostegno della reazione piccolo-borghese contro le difficolt&agrave; e le privazioni che accompagnavano la rivoluzione proletaria.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;episodio pi&ugrave; importante di questa serie di tentativi si &egrave; avuto nel cuore della roccaforte rivoluzionaria. Nella fortezza navale di Kron&scaron;tadt, esplose un ammutinamento il 2 marzo 1921.<\/p>\n<p>Oggi un Dan dice sottovoce: &laquo;I kronstadiani non hanno affatto iniziato l&rsquo;insurrezione. &Egrave; un mito diffamatorio&raquo;.  Ma nel 1921, i Socialisti Rivoluzionari strisciarono fuori dalle loro pelli per mettere in luce la rivolta e tutto ci&ograve; che implicava, mentre i menscevichi cercarono di minimizzarla e spiegarla come qualcosa di davvero poco importante in s&eacute;. I Socialisti Rivoluzionari hanno giurato che &laquo;il carattere pacifico del movimento di Kron&scaron;tadt era fuori da ogni dubbio&raquo;; se le cose erano degenerate, non si trattava che di &laquo;misure di autodifesa&raquo;. <\/p>\n<p>Ecco cosa scrissero i menscevichi non nell&rsquo;anno 1937, ma nel 1921, quando gli eventi erano ancora freschi:<\/p>\n<p>&laquo;Il fatto che la rottura di Kron&scaron;tadt con il potere sovietico ha assunto il carattere di una rivolta armata e si &egrave; conclusa in una sanguinosa tragedia &egrave; di secondaria importanza in s&eacute; e, in una certa misura, accidentale. Se il potere sovietico avesse manifestato un po&rsquo; meno granitica durezza nei confronti di Kron&scaron;tadt, il conflitto tra esso e i marinai si sarebbe svolto in forme meno gravi. Questo, tuttavia, non avrebbe in alcun modo cambiato il suo significato storico. Solo il 2 marzo, in risposta a repressioni, minacce e comandi per obbedire incondizionatamente, la flotta ha risposto con una risoluzione di non-riconoscimento del potere sovietico e ha tratto in arresto due commissari&raquo;.  <\/p>\n<p>In origine, quando i menscevichi presentarono la loro versione degli eventi di Kron&scaron;tadt, non negarono affatto che i kronstadiani avessero iniziato l&rsquo;ammutinamento. A dire il vero, hanno lasciato intendere che vi fosse una giustificazione pi&ugrave; che ampia alle presunte &ldquo;repressioni, minacce e comandi&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Ma noterete che al tempo stesso hanno cercato di eludere il nocciolo della questione, la rivolta stessa, come un fatto, dopo tutto, di poca importanza, secondaria, persino &ldquo;accidentale&rdquo;.  <\/p>\n<p>Perch&eacute; questa contraddizione lampante? Loro stessi forniscono la risposta: la loro dichiarata convinzione che questo ammutinamento si sia svolto sulla base di obiettivi e programmi antisovietici.<br \/>\n<br \/>Essendo questa la verit&agrave;, non sorprende che Berkman si sia affrettato a darci il suo giuramento sul fatto che gli ammutinati di Kron&scaron;tadt fossero &laquo;fedeli seguaci del sistema sovietico&raquo; e che &laquo;cercavano seriamente di trovare, con mezzi amichevoli e pacifici, una soluzione ai problemi urgenti&raquo;.<\/p>\n<p>In ogni caso, questi fornitori di &ldquo;verit&agrave;&rdquo; sono tutti d&rsquo;accordo su una cosa. E cio&egrave; che questi &ldquo;fedeli&rdquo; partigiani del potere sovietico procedettero nel pi&ugrave; amichevole spirito di pace a prendere le armi &#8211; sulla base di una risoluzione del &ldquo;non -riconoscimento del potere sovietico&rdquo;. Ma l&rsquo;hanno fatto, vedi, &ldquo;solo il 2 marzo&rdquo;!<\/p>\n<p>&ldquo;Solo il 2 marzo&rdquo;! Ogni dettaglio deve essere gonfiato, altrimenti la verit&agrave; potrebbe non essere cos&igrave; appetibile. Con questa formulazione, i menscevichi, che fanno eco solo ai Socialisti Rivoluzionari, intendono evocare nella mente del lettore, se non anni e mesi, almeno settimane di &ldquo;provocazione&rdquo;, &ldquo;minacce&rdquo;, &ldquo;comandi&rdquo;, &ldquo;repressioni&rdquo;, ecc. ecc. <\/p>\n<p>Ma, allunghino la loro cronologia come vogliono, questi storici insieme coi loro neofiti non possono anticipare il 2 marzo se non facendo riferimento agli eventi &ldquo;verso la fine di febbraio&rdquo;.<br \/>\n<br \/>La loro storia di Kron&scaron;tadt risale fino al 22 febbraio (e non oltre) &#8211; per eventi non a Kron&scaron;tadt ma a Pietrogrado. Per quanto riguarda Kron&scaron;tadt, possono anticipare il 2 marzo solo con riferimento al 28 febbraio! Imbrogliando il conto come gli pare, hanno a loro disposizione: tre giorni e tre risoluzioni.<br \/>\n<br \/>Il 2 marzo con la sua risoluzione del non-riconoscimento del potere sovietico &egrave; preceduto solo dal primo marzo con la sua risoluzione per &ldquo;i soviet liberamente eletti&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Che cosa &egrave; successo in questo intervallo di meno di 24 ore per provocare questo passaggio da un polo (presunto) al suo opposto diametrale? L&#8217;unica risposta che otteniamo dalle labbra degli avversari &egrave; la seguente: una conferenza ha avuto luogo a Kron&scaron;tadt. E cosa &egrave; successo l&igrave;? <\/p>\n<p>Ogni &ldquo;storico&rdquo; d&agrave; la propria versione. Lawrence vuole che la conferenza sia stata convocata allo scopo di elaborare e approvare una risoluzione. Berkman insiste sul fatto che fosse piuttosto finalizzata a fissare &ldquo;un incontro dei Consigli con i rappresentanti del governo&rdquo;. I Socialisti Rivoluzionari affermano che si trattasse di un corpo elettorale, riunito allo scopo specifico di eleggere un nuovo soviet, sebbene il termine del soviet in auge non fosse ancora scaduto. Per credere a Berkman (e Lawrence), i kronstadiani furono spinti all&rsquo;ammutinamento dal discorso di Kuzmin.<br \/>\n<br \/>Nello scaricare la colpa su Kuzmin e Vassiliev eccellono i Socialisti Rivoluzionari.<\/p>\n<p>Il resoconto pi&ugrave; completo del discorso di Kuzmin si trova nella Kron&scaron;tadt Izvestia, cio&egrave; l&rsquo;organo dei testimoni oculari e dei principali partecipanti alla conferenza. Ecco qui:<\/p>\n<p>&laquo;Invece di calmare il compagno dell&rsquo;incontro, Kuzmin lo irrit&ograve;. Parl&ograve; della posizione equivoca di Kron&scaron;tadt, delle pattuglie, della doppia potenza, del pericolo e della minaccia polacca, e del fatto che gli occhi di tutta l&rsquo;Europa fossero puntati su di noi; ci assicur&ograve; che tutto era tranquillo a Pietrogrado; sottoline&ograve; di essere completamente in bal&igrave;a dei delegati i quali avrebbero avuto il potere di sparargli se lo avessero voluto.<br \/>\n<br \/>Concluse il suo discorso con una dichiarazione secondo cui se i delegati avessero voluto una lotta armata aperta, allora i comunisti non avrebbero volontariamente rinunciato al potere e avrebbero combattuto fino all&rsquo;ultima fossa.&raquo;<\/p>\n<p>Lasciamo ai futuri psicologi decidere perch&eacute; i Socialisti Rivoluzionari scelgano di valutare i contenuti del discorso di Kuzmin in modo diverso da quello di Berkman, e perch&eacute; si astengano dal ricorrere alle virgolette come fanno Berkman e Lawrence riferendosi alla dichiarazione conclusiva di Kuzmin.<br \/>\n<br \/>Non possiamo qui prendere in dettaglio le discrepanze abbaglianti nelle varie versioni.<br \/>\n<br \/>Basti dire che pi&ugrave; sappiamo dal discorso di Kuzmin e pi&ugrave; accentuatamente si pone la domanda: chi ha avuto, allora, la parte del provocatore in questo incontro?<\/p>\n<p>Tutti i resoconti concordano sul fatto che Kuzmin insistesse nel dire che a Pietrogrado tutto fosse  tranquillo (Berkman aggiunge &ldquo;e gli operai sono soddisfatti&rdquo;; soddisfatti della autorit&agrave; di Pietrogrado?).<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; questa situazione avrebbe dovuto provocare qualcuno, a meno che non lo abbia fatto altro? Kuzmin non diceva forse la verit&agrave;? Non mentiva, piuttosto, la Kronstadt Izvestia quando nel suo primo numero, il giorno dopo, recava un titolo sensazionalistico &ldquo;L&rsquo;insurrezione generale a Pietrogrado&rdquo;? E ancora, perch&eacute; la Izvestia seguitava a mentire su questa e altre presunte insurrezioni? Perch&eacute; ha persino ristampato i dispacci di Helsingfors per rafforzare la sua campagna di calunnia?<br \/>\n<br \/>Insomma, prendi il discorso di Kuzmin punto per punto come riportato dalla Izvestia &#8211; o in uno dei presunti riassunti di esso &#8211; s&igrave;, con o senza le insidiose virgolette di Berkman &#8211; e dicci non se eri tra &ldquo;uomini semplici&rdquo;, &ldquo;uomini e non vecchie donne&rdquo;, ecc. ecc., ma se tu fossi stato delegato a questo incontro per &ldquo;eleggere un nuovo soviet&rdquo;, in quelle condizioni, saresti rimasto a nominare un &ldquo;comitato rivoluzionario provvisorio&rdquo;?<\/p>\n<p>Dicci, inoltre, se avresti preso le armi nell&rsquo;ammutinamento contro lo Stato sovietico!<br \/>\n<br \/>Altrimenti, perch&eacute; spacciare questa spazzatura dei Socialisti Rivoluzionari e cercare di confondere l&rsquo;avanguardia della classe operaia riguardo a ci&ograve; che effettivamente ha avuto luogo a Kron&scaron;tadt &#8211; e specialmente in questo incontro? <\/p>\n<p>Un incidente molto pi&ugrave; minaccioso e illuminante di qualsiasi cosa che Kuzmin abbia potuto o meno dire si &egrave; verificato in questo incontro; incidente che tutti i Berkman insinuano in modo molto esplicito.<br \/>\n<br \/>La Conferenza fu mandata nel delirio non da chiss&agrave; quale cosa detta da Kuzmin o Vassiliev (o Kalinin che non era presente), ma da una voce di corridoio che i bolscevichi stessero marciando con le braccia in mano per attaccare l&rsquo;incontro. <\/p>\n<p>&Egrave; stato questo a far precipitare le &ldquo;elezioni&rdquo; di un Comitato rivoluzionario provvisorio.<br \/>\n<br \/>Cerchiamo invano negli scritti degli storici &ldquo;della verit&agrave;&rdquo; per qualsiasi chiarimento sulla fonte di queste voci. Inoltre, essi &ldquo;dimenticano&rdquo; convenientemente (Berkman, tra gli altri) che il Comitato rivoluzionario provvisorio attribu&igrave; questa voce ai bolscevichi stessi. &ldquo;Questa voce &egrave; stata fatta circolare dai comunisti per sciogliere la riunione&rdquo;. (Izvestia, n. 11.)<br \/>\n<br \/>La Izvestia ha inoltre ammesso che il &ldquo;rapporto&rdquo; che i bolscevichi stessero per attaccare l&rsquo;incontro con &ldquo;quindici cariche di soldati comunisti, armati con fucili e mitragliatrici&rdquo; proveniva da &ldquo;un delegato di Sebastopoli&rdquo;. Anche dopo la soppressione dell&rsquo;ammutinamento, i Socialisti Rivoluzionari insistettero che &laquo;secondo la testimonianza di uno dei capi autorevoli del movimento di Kron&scaron;tadt&raquo;, la voce di Dulkis e di un koursanty (allievo ufficiale) rispondesse a verit&agrave;. Non solo le voci si sono sparse durante l&rsquo;incontro, ma il presidente ha concluso su questa stessa nota. Dalla fonte di Kron&scaron;tadt Izvestia apprendiamo che &laquo;All&#8217;ultimo momento, il compagno presidente annunci&ograve; che un distaccamento di 2.000 uomini stava marciando per attaccare l&rsquo;incontro, dopo di che il corpo riunito si disperse con sentimenti misti di allarme, eccitazione e indignazione&raquo; (n. 9, 11 marzo 1921). <\/p>\n<p>Chi ha diffuso queste voci e perch&eacute;?<br \/>\n<br \/>Presto detto: a farle circolare furono gli stessi che diffondevano menzogne sull&rsquo;insurrezione di Pietrogrado; proprio quelli che hanno sollevato lo slogan dell&rsquo;Assemblea Costituente all&rsquo;inizio e poi sono passati allo slogan &ldquo;pi&ugrave; realistico&rdquo; di &ldquo;Abbasso la Comune in bancarotta!&rdquo; (risoluzione adottata a Kron&scaron;tadt il 7 marzo); proprio quelli che accusarono il potere bolscevico di &laquo;condurre il popolo alla fame, al freddo e al caos&raquo;; quelli che, mascherati da non-partigiani, stavano ingannando le masse a Kron&scaron;tadt ; coloro che cercavano di sfruttare le difficolt&agrave; del potere sovietico e che capitanavano il movimento per dirigerlo nei canali della controrivoluzione.<\/p>\n<p>Non c&rsquo;&egrave; ombra di dubbio che i Socialisti Rivoluzionari fossero i primi, se non gli unici, promotori di questa campagna di &ldquo;voci&rdquo;, che ha portato a un frutto cos&igrave; infame.<br \/>\n<br \/>Ogni possibilit&agrave; per una soluzione pacifica della crisi di Kron&scaron;tadt fu eliminata una volta che un doppio potere venne organizzato nella fortezza. Il tempo stava davvero premendo, come dimostreremo a breve.<br \/>\n<br \/>Per quanto si possa speculare sulle possibilit&agrave; di evitare spargimenti di sangue, resta il fatto che i leaders dell&rsquo;ammutinamento hanno impiegato solo 72 ore per condurre i loro seguaci (e abbindolati a seguito) in un conflitto diretto con i sovietici.<\/p>\n<p>Non &egrave; escluso affatto che le autorit&agrave; locali di Kron&scaron;tadt abbiano pasticciato la gestione della situazione.<br \/>\n<br \/>Il fatto che i migliori rivoluzionari e combattenti fossero urgentemente necessari presso i centri vitali d&agrave; sostegno alla tesi secondo cui quelli assegnati a un settore relativamente ormai &ldquo;sicuro&rdquo; come Kron&scaron;tadt non fossero uomini dotati di qualifiche eccezionali.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; un segreto che Kalinin, per non parlare del Commissario Kuzmin, non era molto stimato da Lenin e dai suoi colleghi. L&rsquo;affinit&agrave; tra &ldquo;errori&rdquo; e individui come Kalinin &egrave; certo molto significativa, ma non pu&ograve; servire come alternativa all&rsquo;analisi politica. Nella misura in cui le autorit&agrave; locali furono cieche all&rsquo;entit&agrave; del pericolo o incapaci di prendere misure adeguate ed efficaci per fronteggiare la crisi, in tale misura medesima i loro errori hanno giocato un ruolo negli eventi in corso e cio&egrave; agevolato i controrivoluzionari nel lavoro di strumentalizzazione delle difficolt&agrave; oggettive per il raggiungimento dei loro fini.<\/p>\n<p>Come &egrave; stato possibile per i capi politici trasformare Kron&scaron;tadt tanto rapidamente in un campo di guerra contro la rivoluzione di Ottobre? Qual era lo scopo degli ammutinati? La supposizione che soldati e marinai si sarebbero avventurati in una insurrezione per il solo gusto dello slogan &ldquo;soviet liberi&rdquo; &egrave; in s&eacute; assurda.<br \/>\n<br \/>Ed &egrave; due volte assurda in ragione del fatto che il resto della guarnigione di Kron&scaron;tadt si componesse di persone arretrate e passive che non potevano essere utilizzate nella guerra civile.<br \/>\n<br \/>Queste persone avrebbero potuto essere indotte all&rsquo;insurrezione solo da personali bisogni e interessi economici. E questi erano i bisogni e gli interessi dei padri e dei fratelli di questi marinai e soldati, cio&egrave; dei contadini come commercianti di prodotti alimentari e materie prime.   <\/p>\n<p>In altre parole, il cosiddetto ammutinamento fu l&rsquo;espressione della reazione piccolo-borghese contro le difficolt&agrave; e le privazioni imposte dalle condizioni della rivoluzione proletaria.<br \/>\n<br \/>Nessuno pu&ograve; negare questo carattere di classe dei due campi. Tutte le altre questioni non hanno che importanza secondaria. <\/p>\n<p>Che i bolscevichi possano aver commesso errori di carattere generale o concreti, non pu&ograve; alterare il fatto che difesero sempre le acquisizioni della rivoluzione proletaria contro la reazione borghese (e piccolo-borghese). Questo &egrave; il motivo per cui ogni critica dev&rsquo;essere esaminata a partire da un angolo visuale: da quale lato della barricata si colloca? Se chiude gli occhi sul contenuto sociale e storico dell&rsquo;ammutinamento di Kron&scaron;tadt, allora &egrave; essa stessa un elemento di reazione piccolo-borghese contro la rivoluzione proletaria (&egrave; il caso di Alexander Berkman, dei menscevichi russi e cos&igrave; via).<br \/>\n<br \/>Un sindacato, per esempio, dei braccianti agricoli pu&ograve; commettere errori in uno sciopero contro gli agricoltori. Possiamo criticarlo, ma le nostre critiche dovrebbero basarsi su una solidariet&agrave; fondamentale con il sindacato dei lavoratori e sulla nostra opposizione agli sfruttatori dei lavoratori, anche se tali sfruttatori sono piccoli agricoltori.<\/p>\n<p>I bolscevichi non hanno mai sostenuto che la loro politica fosse infallibile. Questo &egrave; un credo stalinista. Victor Serge, nella sua affermazione che la Nep (cio&egrave; una concessione limitata a richieste illimitate borghesi) fosse stata introdotta tardivamente, non fa che ripetere la critica di un importante errore politico che lo stesso Lenin ha acutamente riconosciuto nella primavera del 1921. Siamo pronti a ravvisare l&rsquo;errore. Ma come pu&ograve; cambiare la stima di base? Ben oltre la speculazione di Serge o di chiunque altro sostiene che l&rsquo;ammutinamento sarebbe stato evitato se solo i bolscevichi avessero concesso la Nep a Kron&scaron;tadt, vi &egrave; l&rsquo;ammutinamento stesso e la dichiarazione categorica della Kron&scaron;tadt Izvestia che esplicita che gli ammutinati stessero rivendicando &ldquo;non il libero commercio, ma un autentico potere di soviet&rdquo; (n. 12, 14 marzo 1921).<\/p>\n<p>Cosa si voleva significare con questo &ldquo;autentico potere di soviet&rdquo;? Abbiamo gi&agrave; appreso dai Sr e dai menscevichi la loro solidariet&agrave; alla base dell&rsquo;ammutinamento. Sr e menscevichi non facevano che sostenere che i loro obiettivi fossero identici a quelli dei bolscevichi, ma che, soltanto, intendessero raggiungerli in un modo &ldquo;diverso&rdquo;.<\/p>\n<p>Conosciamo il contenuto di classe di questa &ldquo;diversit&agrave;&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Lenin e Trotsky sostenevano che lo slogan &ldquo;soviet liberi&rdquo; significava, materialmente e a tutti gli effetti, in principio e in sostanza, l&rsquo;abolizione della dittatura del proletariato istituita e rappresentata dal partito bolscevico. Ci&ograve; pu&ograve; essere negato solo da coloro i quali negheranno che, con tutti i loro errori parziali, le politiche dei bolscevichi sono sempre state al servizio della rivoluzione proletaria. Serge lo negher&agrave;?<br \/>\n<br \/>Serge dimentica che il compito elementare di un&rsquo;analisi scientifica non &egrave; di prendere gli slogan astratti di gruppi diversi, ma di scoprire il loro vero contenuto sociale.<br \/>\n<br \/>In questo caso, la nostra analisi non presenta grandi difficolt&agrave;.<\/p>\n<p>Ascoltiamo il pi&ugrave; autorevole portavoce della controrivoluzione russa sulla sua valutazione del programma di Kron&scaron;tadt. L&rsquo;11 marzo 1921, nel pieno della sollevazione, Miliukov scrisse:<\/p>\n<p>&laquo;Questo programma pu&ograve; essere espresso nel breve slogan: &ldquo;Abbasso i bolscevichi! Viva i Consigli!&rdquo; &ldquo;Viva i Consigli!&rdquo; significher&agrave; molto probabilmente che il potere passer&agrave; dai bolscevichi ai socialisti moderati, che conquisteranno la maggioranza nei soviet. Abbiamo molte altre ragioni per non protestare contro lo slogan di Kronstadt. &Egrave; evidente per noi che, a prescindere da una forte affermazione di potere da parte della destra o della sinistra, questa sanzione [del nuovo potere] che &egrave; naturalmente temporanea, pu&ograve; essere effettuata solo attraverso istituzioni di tipo consiliare. Solo in questo modo il trasferimento del potere pu&ograve; essere indolore e riconosciuto dal paese nel suo complesso.&raquo; <\/p>\n<p>In un numero successivo, l&rsquo;organo di Miliukov, Poslednya Novosti, insistette sul fatto che il potere bolscevico potesse essere soppiantato solo attraverso soviet &ldquo;liberati&rdquo; dai bolscevichi.<\/p>\n<p>Nella loro difesa dell&rsquo;ammutinamento di Kron&scaron;tadt, i menscevichi come fedeli sostenitori della restaurazione capitalista, avevano sostanzialmente lo stesso punto di vista di Miliukov.<br \/>\n<br \/>Insieme con quest&rsquo;ultimo, i menscevichi difendevano a Kron&scaron;tadt un passo verso la restaurazione del capitalismo. Negli anni che seguirono, non poterono che favorire il corso principale di Stalin (consigliato da Abramovich e altri nel 1921) di &laquo;rompere decisamente con tutti i piani avventuristi di diffondere la  rivoluzione mondiale&raquo; e sposando, invece, l&rsquo;idea del socialismo in un solo paese. Con buon anticipo gi&agrave; allora, oggi si trovano ben favorevoli al vangelo del socialismo secondo Stalin. In questo, come nel rimanere fedeli agli slogan dell&rsquo;ammutinamento di Kron&scaron;tadt, rimangono fedeli a se stessi &#8211; come sostenitori di ogni tendenza aperta o velata verso la restaurazione capitalista in Russia e la stabilizzazione capitalista nel resto  del mondo.<\/p>\n<p>Il legame tra la controrivoluzione e Kron&scaron;tadt pu&ograve; essere stabilito non solo dalle vive voci degli avversari del bolscevismo, ma anche sulla base di fatti inconfutabili. All&rsquo;inizio di febbraio, quando a Pietrogrado e nelle vicinanze di Kron&scaron;tadt non vi erano segni di turbolenze, la stampa capitalista all&rsquo;estero pubblic&ograve; dispacci relativi ai gravi problemi di Kron&scaron;tadt , fornendo tanto di dettagli sulla rivolta della flotta baltica e l&rsquo;arresto dei commissari. Queste cronache, anche se false per la data di pubblicazione, si materializzarono con incredibile precisione poche settimane dopo. <\/p>\n<p>Riferendosi a questa &ldquo;coincidenza&rdquo;, Lenin nel suo rapporto al decimo congresso del partito, l&rsquo;8 marzo 1921, disse:<\/p>\n<p>&laquo;Abbiamo assistito al passaggio del potere dai bolscevichi a una sorta di conglomerato indefinito o alleanza di elementi eterogenei, presumibilmente solo un po&rsquo; a destra e forse anche alla &ldquo;sinistra&rdquo; dei bolscevichi &#8211; cos&igrave; indefinita &egrave; la somma dei raggruppamenti politici che hanno tentato di prendere il potere nelle loro mani a Kron&scaron;tadt. &Egrave; fuor di dubbio che, in pari tempo, il Generale della Guardia Bianca, come tutti voi sapete, vi abbia avuto un ruolo importante. Questo ha smascherato la macchinazione fino in fondo. Due settimane prima degli eventi di Kronstadt, la stampa parigina aveva gi&agrave; diffuso la notizia dell&rsquo;esistenza di una insurrezione a Kronstadt&raquo; (Opere, Vol. XXVI, pagina 214)<\/p>\n<p>&Egrave; accertato che quando questi messaggi giunsero all&rsquo;attenzione di Trotsky, prima di ogni epidemia a Kron&scaron;tadt, egli si mise immediatamente in contatto con il Commissario della flotta del Baltico avvertendolo di prendere precauzioni poich&eacute; la comparsa di simili messaggi nella stampa borghese era spia d&rsquo;allarme di altre probabili rivolte cui avrebbero seguito, a breve, tentativi controrivoluzionari nelle regioni indicate.<\/p>\n<p>Va da s&eacute; che tutti gli storici &ldquo;veritieri&rdquo; preferiscono passare sotto silenzio questa &ldquo;coincidenza&rdquo;, unitamente al fatto che la stampa capitalista approfittasse dell&rsquo;ammutinamento per condurre una &laquo;campagna isterica senza precedenti&raquo; (Lenin).<br \/>\n<br \/>Gli articoli e le notizie in questa campagna potrebbero essere citati da qualsiasi numero, ma nessuna lista sarebbe completa senza i rapporti sull&rsquo;argomento comparsi nella Izvestia di Kron&scaron;tadt:<\/p>\n<p>Prima emissione, 3 marzo: &ldquo;INSURREZIONE GENERALE A PETROGRADO&rdquo;<\/p>\n<p>7 marzo: Intestazione &ldquo;Last Minute, news da Pietrogrado&rdquo; &ndash; &ldquo;Arresti di massa ed esecuzioni di operai e marinai continuano. Situazione molto tesa. Tutte le masse lavoratrici attendono un ribaltamento da un momento all&rsquo;altro&rdquo;.<\/p>\n<p>8 marzo: &ldquo;Il giornale di Helsingfors Hufvudstadsbladet stampa le seguenti notizie da Pietrogrado: I lavoratori di Pietrogrado stanno abbandonando le fabbriche in modo esponenziale, le folle con le bandiere rosse chiedono un cambio di governo, il rovesciamento dei comunisti.&rdquo;<\/p>\n<p>11 marzo: &ldquo;Il governo in preda al panico&rdquo;. &ldquo;Il nostro grido &egrave; stato ascoltato. I marinai rivoluzionari, gli uomini dell&#8217;Armata Rossa e gli operai di Pietrogrado stanno gi&agrave; venendo in nostro aiuto. Il potere bolscevico sente il terreno scivolare da sotto i suoi piedi e ha ordinato a Pietrogrado di aprire il fuoco contro qualsiasi gruppo di cinque o pi&ugrave; persone che si radunano nelle strade&rdquo;.<\/p>\n<p>Non sorprende che la stampa della Guardia bianca all&rsquo;estero abbia lanciato una campagna intensiva per raccogliere fondi, vestiti, cibo, ecc. con lo slogan &ldquo;Per Kron&scaron;tadt!&rdquo;<\/p>\n<p>Come spiegare questa serie di fatti e prove incontrovertibili?<br \/>\n<br \/>Molto semplicemente: caricando i bolscevichi di calunnie! Nessuno &egrave; pi&ugrave; sfacciato di Berkman nel negare la connessione tra la controrivoluzione e l&rsquo;ammutinamento. Si spinge cos&igrave; lontano da dichiarare platealmente che il generale zarista Kozlovsky &ldquo;non ha avuto alcun ruolo negli eventi di Kron&scaron;tadt&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Le ammissioni degli stessi Socialisti Rivoluzionari e le dichiarazioni di Kozlovsky in un&rsquo;intervista rilasciata alla stampa dimostrano oltre ogni dubbio che Kozlovsky e i suoi ufficiali si sono apertamente associati fin dal principio all&rsquo;ammutinamento. Lo stesso Kozlovsky fu &ldquo;eletto&rdquo; al Consiglio della Difesa.<br \/>\n<br \/>Ecco come i menscevichi riportarono l&rsquo;intervista di Kozlovsky:<\/p>\n<p>&ldquo;Il primo giorno dell&rsquo;insurrezione, il Consiglio degli specialisti militari aveva elaborato un piano per un immediato attacco a Oranienbaum, il quale, all&rsquo;epoca, aveva tutte le probabilit&agrave; di successo perch&eacute; il governo veniva colto di sorpresa e non avrebbe potuto istruire truppe affidabili nel breve tempo.<br \/>\n<br \/>I capi politici dell&rsquo;insurrezione non sarebbero stati d&rsquo;accordo nel dare l&rsquo;offensiva e l&rsquo;occasione fu lasciata sfuggire.&rdquo;<\/p>\n<p>Se il piano fall&igrave;, fu solo perch&eacute; Kozlovsky e i suoi colleghi non furono in grado di convincere i &ldquo;capi politici&rdquo;, cio&egrave; i suoi alleati Socialisti Rivoluzionari, del favore del momento per esporre il loro vero volto e il loro vero programma. I Socialisti Rivoluzionari hanno pensato che fosse meglio mantenere la maschera di &ldquo;difesa&rdquo; e temporeggiare. Quando Berkman scrisse il suo opuscolo, conosceva questi fatti.<br \/>\n<br \/>Effettivamente ha riprodotto l&rsquo;intervista di Kozlovsky quasi testualmente nelle sue pagine, facendo, come &egrave; sua abitudine, alcune alterazioni significative e nascondendo la vera fonte di ci&ograve; che appare come la sua stessa valutazione.<\/p>\n<p>Non &egrave; un caso che Berkman e i suoi neofiti debbano plagiare da tutti i Kozlovsky, dai Sr e dai menscevichi. Il rifiuto da parte degli anarchici dell&rsquo;analisi marxiana dello Stato li porta inevitabilmente all&rsquo;accettazione di tutte le versioni e il loro contrario, fino alla partecipazione al governo di uno Stato borghese.<\/p>\n<p>Quanto era il tempo per &ldquo;negoziare&rdquo;? Gli ammutinati avevano il controllo della fortezza, il 2 marzo. <\/p>\n<p>Sia Kozlovsky che Berkman confermano il fatto che i bolscevichi erano stati &ldquo;colti di sorpresa&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Trotsky arriv&ograve; a Leningrado solo il 5 marzo. Il primo attacco contro Kron&scaron;tadt fu lanciato l&rsquo;8 marzo.<br \/>\n<br \/>I bolscevichi avrebbero potuto aspettare pi&ugrave; a lungo?<\/p>\n<p>Molti esperti militari ritengono che il fallimento dell&rsquo;ammutinamento sia stato in gran parte dovuto al ritardo dello scongelamento del ghiaccio.<br \/>\n<br \/>Se le acque avessero ripreso a fluire liberamente tra Kron&scaron;tadt e Leningrado, le truppe di terra non avrebbero potuto esser utilizzate dal governo sovietico, mentre i rinforzi navali potevano rapidamente essere forniti agli insorti &#8211; gi&agrave; in controllo di una fortezza navale di prima classe &#8211; con corazzate, artiglieria pesante, mitragliatrici, ecc., a loro disposizione.<br \/>\n<br \/>Il pericolo di questo sviluppo non &egrave; n&eacute; un &ldquo;mito&rdquo; n&eacute; una &ldquo;calunnia bolscevica&rdquo;.<\/p>\n<p>Nelle strade di Kron&scaron;tadt il ghiaccio cominciava a scongelersi.<br \/>\n<br \/>Il 15 marzo, tre giorni prima della presa della fortezza in un assalto eroico a cui parteciparono 300 delegati del Decimo Congresso del Partito, il n. 13 di Kron&scaron;tadt Izvestia fece apparire in prima pagina un ordine per liberare le strade &ldquo;in vista del disgelo&rdquo;. Se i bolscevichi avessero temporeggiato, sarebbe precipitata una situazione che avrebbe comportato un incalcolabilmente maggior numero di vite e sacrifici, per non parlare del destino stesso della rivoluzione.<\/p>\n<p>Quando tutti questi storici citano i nomi della fortezza e i nomi delle navi da guerra Petropavlovsk e Sebastopoli &#8211; le navi che nel 1917 erano state il principale sostegno dei bolscevichi &#8211; evitano accuratamente di menzionare il fatto che il personale della fortezza, cos&igrave; come delle navi da guerra, non poteva essere rimasto immobile nel corso degli anni tra il 1917 e il 1921. <\/p>\n<p>Mentre la fortezza e le navi rimasero praticamente intatte fisicamente, un grande compito spett&ograve; ai marinai rivoluzionari nel periodo della Guerra Civile, al quale attesero eroicamente e praticamente in ogni sfera. Ovviamente &egrave; impossibile rivendere l&rsquo;immagine dei marinai di Kron&scaron;tadt che parteciparono alla rivoluzione di ottobre del &lsquo;17 per poi rimanere indietro, nella fortezza e nelle navi, mentre i loro compagni combattevano i Wrangel, i Kolchak, i Denikin, i Yudenitches, ecc.<\/p>\n<p>E invece &egrave; proprio ci&ograve; che gli oppositori del bolscevismo tentano di fare con il loro arpeggiare sulle parole &ldquo;Kron&scaron;tadt&rdquo;, &ldquo;marinai rivoluzionari&rdquo; e cos&igrave; via. Il trucco &egrave; fin troppo ovvio. La recente risposta di Trotsky a Wendelin Thomas che punge questa bolla non pu&ograve; non aver provocato la loro ira.<br \/>\n<br \/>Con una spregevole ipocrisia, tutti si ergono di falsa indignazione contro il presunto insulto di Trotsky sulla &ldquo;massa&rdquo;. Tuttavia, rispondendo a Thomas, Trotsky non  ha fatto che riformulare i propri pronunciamenti gi&agrave; del 1921: &laquo;Un gran numero di marinai rivoluzionari, che hanno svolto un ruolo importante nella rivoluzione di ottobre del 1917, si sono nel frattempo trasferiti ad altre sfere di attivit&agrave;. Furono rimpiazzati in larga misura da elementi casuali, tra i quali si ritrovavano molti marinai lettoni, estoni e finlandesi, il cui atteggiamento nei confronti delle loro funzioni era quello di attendere a un lavoro temporaneo e la maggior parte di costoro non partecipava alla lotta rivoluzionaria&raquo;.<\/p>\n<p>Non c&rsquo;&egrave; spettacolo pi&ugrave; rivoltante di quello di persone che, come gli anarchici e i menscevichi, sono state, tra le altre cose, consociati dello stalinismo nel suo Fronte Popolare, che recano la responsabilit&agrave; del massacro del fiore del proletariato iberico, e che adesso puntano il dito accusatore contro i dirigenti della rivoluzione di ottobre per aver represso un ammutinamento che era contro la rivoluzione: tutta colpa dei bolscevichi! Hanno provocato i kronstadiani! Ecc. ecc.<\/p>\n<p>Non si pu&ograve; negare che i Socialisti Rivoluzionari e i menscevichi siano esperti, se non autorit&agrave; rifinite, di provocazione. Ma non hanno mai provocato Kerenskij e co., nemmeno per agevolare l&rsquo;ingresso di armi contro il governo provvisorio. Al contrario, i menscevichi furono a dir poco enfatici quando, nel 1917 chiedevano che la rivoluzionaria Kron&scaron;tadt &ndash; e i bolscevichi in generale &ndash; venissero &ldquo;frenati&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Per quanto riguarda i Socialisti Rivoluzionari, non hanno esitato a imbracciare le armi nella lotta contro l&rsquo;Ottobre. Il bolscevismo ha sempre &ldquo;provocato&rdquo; questi signori che hanno sempre e solo preso posizione dall&rsquo;altra parte della barricata.<\/p>\n<p>Questi sono i fatti, incontestabili. I marinai composero la maggior parte delle forze ribelli.<br \/>\n<br \/>La guarnigione e la popolazione rimasero passive. Preso alla sprovvista dall&rsquo;ammutinamento, il comando dell&rsquo;Armata Rossa in un primo momento cerc&ograve; di temporeggiare, sperando in un mitigamento degli umori degli insorti. Il tempo stringeva. Quando divenne evidente che nessuna possibilit&agrave; esisteva di strappare la massa grigia dalla direzione dei Socialisti Rivoluzionari e dei loro scagnozzi, Kron&scaron;tadt fu presa d&rsquo;assalto. Cos&igrave; facendo, i bolscevichi compirono il loro dovere.<br \/>\n<br \/>Hanno difeso le conquiste della rivoluzione contro le trame della controrivoluzione.<br \/>\n<br \/>Questo &egrave; l&#8217;unico verdetto che la storia pu&ograve; passare e che passer&agrave;.<\/p>\n<p>L&rsquo;UNICO VERDETTO <\/p>\n<p>Una breve ricapitolazione, al termine della esauriente ricostruzione di Wright basata su fonti di cronaca favorevole se non animatrice della insurrezione. La ribellione alla base navale di Kron&scaron;tadt nel 1921, d&agrave; un quadro di<\/p>\n<p>1) Giornalisti di destra come Miliukov che nei giorni dell&rsquo;Ottobre gridavano all&rsquo;Apocalisse ma improvvisamente si scoprivano entusiasti di una rivolta &ldquo;alla sinitra del bolscevismo&rdquo;, invitando il mondo a partecipare alla sua riuscita perch&eacute; &ldquo;solo i soviet liberi, non importa se da destra o sinistra, potranno scalzare i comunisti&rdquo;. Questo pu&ograve; essere un dettaglio per gli anarchici che vanno in brodo di giuggiole alla sola parola &ldquo;libert&agrave;&rdquo; e tutto il resto passa in cavalleria o non passa. Non per i comunisti.<\/p>\n<p>2) Gazzette che conoscono la loro prima pubblicazione proprio i giorni dell&rsquo;ammutinamento e fanno arrivare notizie false all&rsquo;altro capo del mondo &ndash; ma notizie che incredibilmente si avverano a distanza di poche ore. Irrilevante per gli anarchici che vanno in brodo di giuggiole alla sola parola &ldquo;libert&agrave;&rdquo; e tutto il resto passa in cavalleria o non passa. Non per i comunisti.<\/p>\n<p>3) Un esercito di insorti composto da persone prive di qualunque preparazione militare eppure di tanta prontezza a imbracciare le armi. Allo stesso modo, ci&ograve; passa in cavalleria per gli anarchici, non per noi.<\/p>\n<p>4) Nomi di capi menscevichi e Socialisti Rivoluzionari, altro che anarchici (a meno che con costoro non si intendano quegli individui politicamente neutri catturati, loro malgrado e criminosamente, nelle ragnatele della controrivoluzione) ovunque, un campionario anagrafico da voltastomaco e, per di pi&ugrave;, ex ufficiali di marina zaristi. Di nuovo, passi in cavalleria per gli altri, non per i rivoluzionari.<\/p>\n<p>5) Sulla parola &ldquo;libert&agrave;&rdquo;, infine, tanto cara agli anarchici. Sappiamo, costoro, vivere di formule estetizzanti pi&ugrave; che di realt&agrave; ma, che essi lo accettino o meno, la parola &ldquo;libert&agrave;&rdquo; da sola non basta. Occorre specificare libert&agrave; da chi e cosa e per che fare. Ci sono libert&agrave; che ne impediscono altre. Con quali stare? Guardando, documenti alla mano, al tipo di libert&agrave; invocata dai kronstadiani, troviamo ben specificato il senso di questa libert&agrave; per loro stessa bocca: libert&agrave; dei soviet dai comunisti. Libert&agrave; di rielezione e di stampa.<br \/>\n<br \/>Sulla stampa, abbiamo detto: si trattava di stampa nemica e controrivoluzionaria (del resto, l&rsquo;evento cui dedichiamo queste righe &egrave; la prova provata di quella inimicizia e di quella controrivoluzione). Ma che fosse libert&agrave; dai comunisti per una vera democrazia dei soviet, questa &egrave; una rivendicazione che merita qualche considerazione. Per quale ragione i comunisti avrebbero dovuto lasciare la direzione e la maggioranza dei soviet? I comunisti guadagnarono quelle direzioni e quelle maggioranze nel lungo corso degli anni della rivoluzione, dal 1905 fino al &rsquo;21. Il libro di Israel Getzler (non certo uno storico di simpatie leniniste), &ldquo;L&rsquo;epopea di Kron&scaron;tadt, 1917 &ndash; 1921&rdquo;,  avvalendosi di una formidabile mole di materiale documentario, ci fornisce la cronistoria delle rivoluzioni viste e fatte dai soviet della base navale accompagnandoci passo passo per quel percorso di selezione naturale &#8211; essa s&igrave; democratica, essa s&igrave; libera &#8211; che port&ograve; alla non-rielezione di menscevichi e Sr a rappresentanza dei soviet. Di pi&ugrave;: quella selezione naturale fece s&igrave; che la base di quei soviet stessi, indipendentemente dai delegati, non si componesse di lavoratori di simpatie  mensceviche o Sr, in via di estinzione. Originariamente i proletari di tutta la Russia, non solo di Kron&scaron;tadt, ebbero enormi riserve nei riguardi del programma rivoluzionario dei bolscevichi. Impreparati, impauriti dalle conseguenze e da tutte le calunnie che i soliti Sr e menscevichi spargevano intorno a Lenin, cominciarono a dar seguito al vero partito della rivoluzione solo quando fu chiaro come il sole che Sr e menscevichi stavano con la borghesia e coi boia del popolo. Dopo tale &ldquo;libero e democratico&rdquo; percorso storico, che non ha fatto che mostrare agli occhi del proletariato mondiale la verit&agrave; su chi fossero i comunisti e chi gli altri, ecco che i bolscevichi dovevano lasciare &ldquo;liberi&rdquo; i soviet e far posto, implicitamente, alla direzione menscevica e socialista rivoluzionaria. Di modo che, sciacallando, come erano avvezzi, sulle difficolt&agrave; contingenti della Russia in guerra civile, costoro potessero riconquistare il consenso perduto presso il popolo e consegnare la rivoluzione a un bel Putin ante litteram. Non osiamo pensare cosa ne sarebbe stato della Russia che &ldquo;scioglieva l&rsquo;esercito&rdquo;, come volevano i kronstadiani, di fronte all&rsquo;operazione Barbarossa.<\/p>\n<p>Ultima, ma non per importanza, &egrave; la nota sulla cronologia dei preparativi per l&rsquo;insurrezione: pochissimi giorni. Oltre al fatto che s&igrave;, lo scontro vi fu, s&igrave;, le perdite, tragicamente, anche, ma furono i kronstadiani i primi a imbracciare le armi, a dichiarare l&#8217;ammutinamento, ad aprire il fuoco. I bolscevichi, fino all&rsquo;ultimo, attesero un mitigamento della inspiegabile &ldquo;isteria&rdquo;. Come solleva Wright, anche a riconoscere (di fatto inesistenti) giustificazioni di attrito, di malcontento tra qualche flotta a Kron&scaron;tadt e il partito bolscevico, prendere le armi contro i rivoluzionari non ha giustificazioni. Contro un partito che appena tre anni prima ha condotto quegli stessi ammutinati a una vittoria senza precedenti nel mondo e che persegue la rivoluzione mondiale. Nessuna discussione preventiva, nessun incontro serio con membri (qualificati, non Kalinin!) del partito. A meno che, come abbiamo appreso fin qui, una inimicizia tanto profonda da sfociare in quattro e quattr&rsquo;otto in una insurrezione armata di tutto punto, resa nota alla stampa borghese internazionale e finanziata dalla controrivoluzione occidentale, non covasse da prima. E soltanto alcuni uomini nutrivano una inimicizia e un odio nei confronti dei bolscevichi da cos&igrave; lungo tempo. I menscevichi e i Socialisti Rivoluzionari. I veri promotori di quella rivolta, inferociti dalle restrizioni del &ldquo;comunismo di guerra&rdquo;, insieme a qualche ex-ufficiale di marina nostalgico dei privilegi di Kerenskij, verso la cui figura menscevichi e Sr sempre furono solidali. Gli anarchici possono dire che &ldquo;abbindolati&rdquo;, avventurieri e mercenari senza nessuna idea di quanto venissero adescati a fare, fossero le avanguardie della quarta rivoluzione russa. Forniscano testi, documenti, testimonianze, prove che costoro abbiano ricoperto qualche ruolo di spicco durante le altre rivoluzioni. Che abbiano preso parte al dibattito rivoluzionario nazionale e internazionale. Che abbiano scritto qualcosa, lasciato qualcosa. Nel caso contrario, ci&ograve; che rimangono per noi e per la storia &egrave; esattamente questo: mercenari caduti loro malgrado nella trappola della controrivoluzione ordita da ben altri. Un motivo di pi&ugrave;, la morte di sprovveduti, per odiare la sollevazione di Kron&scaron;tadt come circonvenzione di ignari da parte di ben avvedute faine. Invece che osannarla.<\/p>\n<p>Nulla, politicamente, potevano desiderare di pi&ugrave; e di meglio di quel che si aveva, i proletari di Kron&scaron;tadt. Che infatti non parteciparono alla sedizione. Avevano da desiderare, invece, i piccolo-borghesi impazienti di Nep. Rivendicazione che basterebbe da sola a gettar luce sul carattere politico e sociale di tutta l&rsquo;operazione. La Nep fu una serie di provvedimenti volti a favorire la piccola-borghesia e il piccolo libero mercato (purch&eacute; non impiegasse lavoro salariato). Cosa rivendicavano le risoluzioni di Kron&scaron;tadt? La Nep. Cosa spinse gli insorti a sparare contro i rivoluzionari proletari? Il bisogno di Nep.  <\/p>\n<p>&laquo;L&rsquo;unico verdetto che la storia pu&ograve; passare e passer&agrave;&raquo; a chi si cimenti nella ricerca con seriet&agrave; &egrave; che la sommossa di Kron&scaron;tadt fu un criminoso tentativo di colpo di stato controrivoluzionario da parte di forze piccolo-borghesi, ex ufficiali spogliati di tutti i vecchi privilegi e che tardavano a veder migliorata la propria condizione (giacch&eacute;, nel &ldquo;comunismo di guerra&rdquo;, venivano trattati come tutti gli altri), menscevichi kerenskisti e sicofanti Socialisti Rivoluzionari.<\/p>\n<p>LA RISOLUZIONE<\/p>\n<p>Pu&ograve; essere d&rsquo;aiuto leggere dalla diretta lettera dei kronstadiani le loro rivendicazioni.<br \/>\n<br \/>Sappiamo da Trotsky che &laquo;durante la sollevazione furono diramati proclami e furono fatte trasmissioni radio. I socialrivoluzionari e gli anarchici, accorrendo da Pietrogrado, abbellivano l&rsquo;episodio con frasi e gesti &laquo;nobili&raquo;. Tutto ci&ograve; lasciava tracce profonde. Con l&#8217;aiuto di questo materiale &ldquo;documentario&rdquo; (vale a dire false etichette) non &egrave; difficile costruire una leggenda a proposito di Kron&scaron;tadt&raquo;.<\/p>\n<p>&Egrave; vero, esiste materiale documentario, allestito ad arte dai controrivoluzionari, perch&eacute; la rivolta passasse per rivoluzionaria. I menscevichi e i Sr erano abili manipolatori. Avevano imparato le parole d&rsquo;ordine che sole potevano far presa sul popolo, e dismesso totalmente quelle vecchie (l&rsquo;ultima volta che le pronunciarono, furono coperti dai fischi e dalle ingiurie dell&rsquo;intero Smolny e apostrofati da Trotsky &ldquo;pattume della storia&rdquo;). Ma nonostante la retorica, &egrave; palese l&rsquo;assenza di un programma sociale progressivo e l&rsquo;obiettivo centrale emerge sempre con nettezza. Pubblichiamo la celebre risoluzione, non esimendoci dal commentarla e dal porne in rilievo la insidiosit&agrave;.<\/p>\n<p>&ldquo;Dopo avere ascoltato il rapporto dei rappresentanti degli equipaggi inviati a Pietrogrado dalla Assemblea Generale dei marinai della flotta per esaminare la situazione, &egrave; stato deciso quanto segue:<\/p>\n<p>1. Di procedere immediatamente alla rielezione a scrutinio segreto dei Consigli, dato che i Consigli attuali non esprimono la volont&agrave; degli operai e dei contadini. A questo scopo dovr&agrave; svolgersi prima una libera propaganda elettorale affinch&eacute; le masse operaie e contadine possano essere onestamente informate;<\/p>\n<p>(Che i Consigli in auge esprimessero la volont&agrave; degli operai e dei contadini, non invece di un manipolo di marinai circu&igrave;ti, lo dimostra il fatto che alla sollevazione non presero parte n&eacute; operai n&eacute; contadini. Ma il vero obiettivo di questo primo punto &egrave; la rimessa in libert&agrave; della stampa nemica) <\/p>\n<p>2. Di esigere la libert&agrave; di parola e di stampa per gli operai e i contadini, per gli anarchici e i socialisti di sinistra;<\/p>\n<p>(Ecco evidenziato quanto, sopra, &egrave; accennato: ed ecco i nomi, i &ldquo;socialisti di sinistra&rdquo;, cio&egrave; i Socialisti Rivoluzionari. La risoluzione reca la firma di chi la produsse. La menzione degli anarchici, e di tutti gli altri, &egrave; un utile paravento)<\/p>\n<p>3. Di esigere libert&agrave; di riunione per i sindacati operai e per le organizzazioni contadine;<\/p>\n<p>(Esisteva gi&agrave;; il bando pendeva esclusivamente sulle riunioni di organizzazioni controrivoluzionarie e piccolo-borghesi)<\/p>\n<p>4. Di convocare entro il 10 marzo 1921 una Assemblea Generale degli operai, dei soldati rossi e dei marinai di Kron&scaron;tadt e di Pietrogrado; <\/p>\n<p>(Nel frattempo, arrogandosi nientemeno che il diritto di dichiare guerra a un governo rivoluzionario prima di questa assemblea, con tanto di arresti di bolscevichi e coprifuoco)<\/p>\n<p>5. Di rilasciare tutti i prigionieri politici socialisti e tutti gli operai e i contadini, i soldati rossi e i marinai, arrestati in occasione di diverse agitazioni popolari;<\/p>\n<p>(I complici di Sr, menscevichi e bianchi in gattabuia, insieme con banditi e mercenari utili a qualunque ricco controrivoluzionario pagante; questi erano i prigionieri politici dei bolscevichi)<\/p>\n<p>6. Di eleggere una Commissione incaricata di esaminare i casi di tutti i detenuti trattenuti nelle prigioni e nei campi di concentramento;<\/p>\n<p>(Una Commssione non bolscevica avrebbe riabilitato il peggior controrivoluzionario come faro dell&rsquo;avanguardia rivoluzionaria internazionale)<\/p>\n<p>7. Di abolire tutte le Sezioni Politiche, perch&eacute;, d&rsquo;ora in poi nessun partito deve avere dei privilegi per la propaganda delle sue idee, n&eacute; ricevere la minima sovvenzione dallo Stato per tale scopo. Al loro posto, noi proponiamo che siano elette in ogni localit&agrave; delle Commissioni di cultura e di educazione finanziate dallo Stato;<\/p>\n<p>(Il settimo punto si commenta da s&eacute;. Lo Stato, retto dai bolscevichi, doveva smettere di finanziare organizzazioni politiche, ovviamente bolsceviche o prossime al bolscevismo. Ognuno avrebbe provveduto a sovvenzionare la  rispettiva organizzazione con finanze proprie. Finanze che a Sr e menscevichi non mancarono mai, in effetti)<\/p>\n<p>8. Di abolire immediatamente tutti gli sbarramenti militari;<\/p>\n<p>(Povera Russia!)<\/p>\n<p>9. Di uniformare le razioni alimentari per tutti i lavoratori, salvo per coloro che esercitano mestieri particolarmente insalubri e pericolosi;<\/p>\n<p>10. Di abolire tutti i reparti speciali comunisti nelle unit&agrave; dell&rsquo;esercito, e la guardia comunista nelle fabbriche e nelle miniere. In caso di necessit&agrave;, questi corpi di difesa potranno essere designati dalle compagnie nell&rsquo;esercito, e dagli operai nelle fabbriche;<\/p>\n<p>(Serve fantasia a immaginare una pi&ugrave; urgente necessit&agrave; del comunismo di guerra)<\/p>\n<p>11. Di dare ai contadini la piena libert&agrave; di azione per ci&ograve; che concerne le loro terre, e il diritto di allevare il bestiame, a condizione che compiano da soli il loro lavoro, senza l&rsquo;impiego di lavoratori salariati;<\/p>\n<p>(La Nep)<\/p>\n<p>12. Di chiedere a tutte le unit&agrave; dell&rsquo;esercito e ai compagni allievi ufficiali, di solidarizzare con noi;<\/p>\n<p>13. Di esigere che questa Risoluzione sia largamente diffusa dalla stampa;<\/p>\n<p>14. Di designare una Commissione mobile incaricata di controllare questa diffusione;<\/p>\n<p>15. Di autorizzare la produzione artigianale libera, purch&eacute; non impegni il lavoro salariato;<\/p>\n<p>(Per ribattere e concludere, nel caso non fosse chiaro, con la rivendicazione pi&ugrave; agognata di tutta la risoluzione)<\/p>\n<p>Si pu&ograve; concludere che: similmente al religioso che legge ogni manifestazione dei mali del mondo come la prova dell&rsquo;esistenza del demonio, cos&igrave; gli anarchisti, assunto un dogma, possono spiegare ogni evento che paia avvalorare il loro antistatalismo astratto come la riprova della loro ragione circa la iniquit&agrave; generale di ogni Stato.<br \/>\n<br \/>Ma se si vuole cercare con spirito di verit&agrave;, bisogna abbandonare la mistica e assumere del sano materialismo dialettico che stabilisce compagni e rivali esclusivamente a partire dalla loro collocazione di classe.<br \/>\n<br \/>Quello che avvenne a Kron&scaron;tadt fu nient&rsquo;altro che un episodio di guerra civile che, nelle favorevoli condizioni di distanza e indifferenza, assunse le dimensioni di una sollevazione. <\/p>\n<p>La sinistra del bolscevismo non &egrave; mai esistita. Ci&ograve; che, ieri e oggi, singoli intellettuali o gruppi settari hanno presentato con la maschera surreale di questa definizione, ha sempre celato un solo vero volto: quello della destra.<\/p>\n<p>Salvo Lo Galbo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joseph &ldquo;Usick&rdquo; Vanzler (1901 &ndash; 1956), pi&ugrave; noto con lo pseudonimo di John G. 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