{"id":66759,"date":"2018-09-20T00:00:00","date_gmt":"2018-09-20T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/09\/20\/il-governo-salvimaio-si-rafforza-costruire-lopposizione-di-classe-e-di-massa\/"},"modified":"2018-09-20T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-20T00:00:00","slug":"il-governo-salvimaio-si-rafforza-costruire-lopposizione-di-classe-e-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/09\/20\/il-governo-salvimaio-si-rafforza-costruire-lopposizione-di-classe-e-di-massa\/","title":{"rendered":"Il governo SalviMaio si rafforza.\n<br>Costruire l&#8217;opposizione di classe e di massa!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4656_Conte_DiMaio_Salvini.jpg\" alt=\"4656_Conte_DiMaio_Salvini.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il governo SalviMaio si &egrave; rafforzato in questi mesi. La sua base di consenso si &egrave; allargata, anche tra i lavoratori. M5S e Lega avevano un consenso complessivo del 50% il 4 marzo, oggi i sondaggi assegnano loro oltre il 60%, con uno sfondamento impressionante della Lega. Le campagne d&#8217;ordine contro i migranti, la gestione pubblica della tragedia di Genova, il successo d&#8217;immagine dell&#8217;accordo Ilva hanno rafforzato la percezione diffusa di un governo di svolta presso ampi strati popolari. In ogni caso hanno alimentato una aspettativa positiva. Il governo non cresce solamente o prevalentemente per quello che fa o per quello che promette, cresce innanzitutto perch&eacute; appare contro &ldquo;quelli di prima&rdquo;. Per questo l&#8217;opposizione liberale del PD, dal versante degli interessi delle imprese, come gli ammonimenti di provenienza UE su immigrazione e conti pubblici, sono oggi un fattore di rafforzamento del governo SalviMaio.<\/p>\n<p>Inoltre il governo capitalizza la crisi verticale delle opposizioni liberali. PD e Forza Italia vedono precipitare ulteriormente le proprie fortune, sotto ogni aspetto. Il loro consenso sociale cala (PD) o crolla (FI). I loro assetti interni sono scompaginati dal tramonto delle vecchie leadership (Renzi e Berlusconi) e dalla estrema difficolt&agrave; a trovarne di nuove. Le loro prospettive politiche sono buie: il PD &egrave; orfano del centrosinistra e lontano mille miglia da un possibile ritorno al governo, che &egrave; la sua stessa ragione di vita; Forza Italia vede dileguarsi il miraggio di una possibile ricomposizione di governo con Salvini, a fronte dello sfondamento della Lega e di un riequilibrio irreversibile dei rapporti di forza. Il risultato d&#8217;insieme di questi fattori &egrave; l&#8217;assenza di ogni soluzione di ricambio politico del governo in carica, nell&#8217;immediato e per la prossima fase; ci&ograve; che pu&ograve; allargare le disponibilit&agrave; di dialogo dell&#8217;establishment col governo in carica, al di l&agrave; delle contraddizioni esistenti.<\/p>\n<p>Ma soprattutto pesa l&#8217;assenza di una opposizione sociale al nuovo governo dal versante di classe.<br \/>\n<br \/>La CGIL &egrave; del tutto paralizzata dalla preoccupazione di salvaguardare e sviluppare il patto col padronato e dalla lotta interna per la successione alla Camusso. Mentre il candidato emergente, Maurizio Landini, &egrave; pi&ugrave; aperto al dialogo col governo giallo-verde della destra interna filo-PD (Colla). L&#8217;USB, che pure ha avuto un ruolo positivo nella lotta dei braccianti di Rosarno e Foggia, continua ad essere segnata da una ambiguit&agrave; di fondo verso il M5S che condiziona il suo rapporto col governo. L&#8217;esaltazione dell&#8217;accordo Ilva da parte di FIOM e USB ha rappresentato non solo un falso sotto il profilo sindacale, ma un&#8217;insperata sponda politica al governo &#8211; in particolare a Di Maio &#8211; e alla sua presa tra i lavoratori.<\/p>\n<p>UN GOVERNO PER TUTTO IL PADRONATO<\/p>\n<p>Contrariamente al suo successo d&#8217;immagine tra i salariati, il governo giallo-verde non ha nulla a che spartire coi loro interessi. &Egrave; vero, non prende ordini direttamente dalle grandi famiglie del capitale (Benetton) come i governi precedenti (inclusi quelli appoggiati da Rifondazione Comunista). Esso cerca di costruire un nuovo equilibrio politico col capitale finanziari: allargamento delle partecipazioni statali, promozione di propri fiduciari ai vertici delle istituzioni finanziarie (Consob) e dell&#8217;amministrazione pubblica, negoziazione delle politiche di bilancio. Ma il suo fine preminente &egrave; la protezione e rappresentanza della piccola e media impresa, cui vuole estendere i privilegi di cui gode la grande: riduzione ulteriore e massiccia della tassazione sui profitti (Ires), estensione del super-ammortamento, flat tax prioritaria al 15% per le partite Iva e le libere professioni, condono fiscale rivolto principalmente ai piccoli e medi imprenditori (con un tetto al milione?). Lega e M5S sgomitano tra loro per la rappresentanza di questi interessi sociali. La Lega con l&#8217;occhio al capitalismo dei distretti, il M5S con l&#8217;occhio alle libere professioni. Entrambi alla ricerca di una propria solida radice nella societ&agrave; del capitale, comunque dominata dal capitale finanziario, quello che compra i titoli di Stato, quello che incassa gli interessi sul debito, quello che si proietta su scala europea e mondiale. Quello dei grandi gruppi capitalistici cui in questi giorni Di Maio sta procurando lucrosi affari in Cina.<\/p>\n<p>Al capitale finanziario il governo SalviMaio offre un accordo vantaggioso: &ldquo;Noi rispettiamo i vincoli di fondo del debito pubblico e del fiscal compact, le leggi antioperaie dei precedenti governi, incluso la distruzione dell&#8217;articolo 18 che &egrave; la principale vittoria vostra nella guerra contro il lavoro. Tutto questo non lo tocchiamo. Voi lasciateci uno spazio di manovra per soddisfare la piccola e media borghesia, e ingannare salariati e disoccupati. Perch&eacute; solo cos&igrave; potremo portarvi in dote il loro consenso, che &egrave; la garanzia della vostra stabilit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>Tutta la bagarre che oggi attraversa il governo sulla prossima legge di bilancio ruota attorno alla ricerca di questo accordo. Di Maio e Salvini battono cassa, il ministro dell&#8217;economia Tria tiene il freno, a garanzia di Bankitalia e d&#8217;intesa con Mattarella. Vedremo quale sar&agrave; la risultante.<\/p>\n<p>LE PROMESSE SOCIALI ALLA PROVA<\/p>\n<p>Ma se si garantisce al capitale il pagamento del debito pubblico e dei suoi interessi (in crescita), e insieme una riduzione ulteriore del prelievo fiscale sui profitti, cosa rester&agrave; delle promesse sociali su Fornero e reddito di cittadinanza? Qualcosa di sicuro rester&agrave;, perch&eacute; Salvini e Di Maio non sono votati al suicidio. Ma cosa? L&#8217;abolizione della Fornero &egrave; gi&agrave; diventata la sua riforma, e la sua riforma sembra combinare un anticipo dell&#8217;et&agrave; pensionabile con la riduzione degli assegni per via del ricalcolo contributivo. Il reddito di cittadinanza &#8211; condizionato all&#8217;accettazione di lavoro precario &#8211; sembra ridursi alla sola povert&agrave; assoluta, dimezzando il proprio bacino di riferimento. <\/p>\n<p>Ma soprattutto chi paga il conto? Se si finanzia l&#8217;operazione col deficit si finisce col pagarlo con gli interessi alle banche, attingendo prima o poi al portafoglio dei salariati. Se la si finanzia col taglio delle spese, si finisce col comprimere, al di l&agrave; delle chiacchiere, le prestazioni sociali. Se la si finanzia con l&#8217;aumento delle imposte, si riduce a una partita di giro in cui pagano sempre i soliti noti. Intanto si tagliano i fondi alle periferie, si ipotizza un aumento selettivo dell&#8217;Iva, si discute persino del taglio (improbabile) degli 80 euro. L&#8217;unica cosa certa &egrave; che i lavoratori salariati continuano a reggere sulle proprie spalle l&#8217;80% del carico fiscale, l&#8217;articolo 18 resta distrutto, i contratti a termine sono portati dal 20% dell&#8217;organico aziendale (Poletti) al 30% (Di Maio). A proposito di lotta al precariato! Mentre centinaia di migliaia di lavoratori immigrati, forzatamente &ldquo;clandestini&rdquo; per le leggi infami che li vogliono tali, saranno pi&ugrave; vessati e sfruttati di prima, e dunque usati come arma di ricatto contro i salariati italiani per nutrire le campagne xenofobe.<br \/>\n<br \/>Sarebbe questo un governo di svolta per la classe operaia? Non prendiamoci in giro.<\/p>\n<p>PER UN&#8217;OPPOSIZIONE DI CLASSE AL GOVERNO DELLE DESTRE<\/p>\n<p>Il problema allora &egrave; entrare nella contraddizione tra le aspettative e la realt&agrave;. Lo pu&ograve; fare solo un&#8217;opposizione di classe, che punti a liberare i salariati da un blocco sociale costruito contro di loro. Che fa di loro i portatori d&#8217;acqua, e la borghesia (grande, media, piccola) la beneficiaria dell&#8217;incasso.<\/p>\n<p>Un&#8217;opposizione di classe richiede tre cose.<\/p>\n<p>La prima &egrave; la nettezza dell&#8217;opposizione a un governo reazionario. Tutte le posizioni di stampo sovranista, che in forme diverse aprono brecce a sinistra, vanno denunciate per quello che sono: un cedimento alla pressione reazionaria, alle sue ideologie e alle sue suggestioni. Non siamo in presenza di un governo da &ldquo;incalzare con una politica di pressione&rdquo;, critica. Siamo in presenza di un governo da combattere. Senza ambiguit&agrave;.<\/p>\n<p>La seconda &egrave; che un&#8217;opposizione di classe &egrave; tale se muove da un&#8217;angolazione opposta a quella liberale del PD. Tutte le posizioni neofrontiste che teorizzano il blocco democratico col PD contro le destre, sono oggi di fatto un aiuto alle destre e alla tenuta del loro blocco sociale. L&#8217;autonomia dal PD &egrave; la condizione stessa della ricostruzione di una opposizione classista credibile.<\/p>\n<p>La terza &egrave; la costruzione di un fronte unitario di massa che punti a unire nell&#8217;azione tutte le forze disponibili all&#8217;opposizione di classe. Tutte le posizioni autocentrate, che in campo sindacale o politico mirano unicamente a preservare il proprio spazio a scapito dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione ed anzi contro di essa, rappresentano oggi, ancor pi&ugrave; di ieri, un fattore di disorientamento e dispersione.<\/p>\n<p>La prossima legge di stabilit&agrave; pu&ograve; e deve essere l&#8217;occasione di un&#8217;azione generale di contrasto delle misure filopadronali, a partire da quelle fiscali.<\/p>\n<p>Ma non basta l&#8217;azione di contrasto, c&#8217;&egrave; bisogno di una piattaforma generale del mondo del lavoro che tracci una linea di demarcazione verso il governo e indichi una prospettiva di mobilitazione. Senza una piattaforma autonoma, i lavoratori vengono abbandonati a corpo morto al martello della demagogia della destra, riducendosi a discutere e a commentare le sue promesse o le sue misure, magari accontentandosi del cambio di registro della propaganda, o di qualche elemosina sociale. In ogni caso, restando in una posizione subalterna, che gioca di rimessa, a tutto vantaggio dei propri avversari.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Per il recupero dell&#8217;articolo 18 e la sua estensione a tutti i lavoratori e lavoratrici<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la cancellazione di tutte le le leggi di precarizzazione del lavoro e l&#8217;assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la piena uguaglianza di diritti tra lavoratori italiani e immigrati<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la riduzione generale dell&#8217;orario a 32 ore, pagate 40<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la reale abolizione della legge Fornero, et&agrave; pensionabile a 60 anni o 35 di lavoro, finanziata dalla tassazione progressiva dei grandi patrimoni, profitti, rendite<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per un salario dignitoso ai disoccupati che cercano lavoro, finanziato dall&#8217;abolizione dei trasferimenti pubblici alle imprese<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio si tutte le aziende che delocalizzano o licenziano o inquinano<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>Per la nazionalizzazione di tutte le aziende e servizi privatizzati negli ultimi venticinque anni, senza indennizzo e sotto controllo sociale, a partire dai beni comuni (autostrade, servizi idrici, trasporti&#8230;)<\/em><\/p>\n<p>Una piattaforma generale di questo tipo mira a unire tutto ci&ograve; che il capitale e il governo vogliono dividere, e al tempo stesso disegna una linea di frontiera che separa chi sta di qua e chi sta di l&agrave;. Chi sta col padronato, chi sta col lavoro salariato. Una linea di frontiera che punta al recupero di quella grande massa di lavoratori oggi irretita dal governo giallo-verde anche perch&eacute; priva di una prospettiva propria, di una ragione sociale indipendente in cui credere e per cui battersi.<\/p>\n<p>PER UN PUNTO DI VISTA DI CLASSE E ANTICAPITALISTA SULLO STESSO TERRENO DEMOCRATICO<\/p>\n<p>Non si tratta di confinare l&#8217;opposizione al governo entro il perimetro economico sociale. Tanto pi&ugrave; in presenza di un governo reazionario, l&#8217;esigenza di un&#8217;opposizione sul terreno democratico non pu&ograve; essere n&eacute; rimossa n&eacute; sottovalutata.<br \/>\n<br \/>&Egrave; il caso del rilancio dell&#8217;iniziativa antifascista in aperto contrasto delle iniziative squadriste che si vanno moltiplicando sulla scia del salvinismo.<br \/>\n<br \/>&Egrave; il caso della mobilitazione contro le campagne xenofobe e a difesa dei diritti dei migranti, a partire dal diritto a corridoi sicuri e a un&#8217;accoglienza dignitosa. &Egrave; il caso della mobilitazione a difesa dei diritti delle donne e di tutte le minoranze oppresse contro l&#8217;orientamento particolarmente misogino e reazionario del nuovo ministro della famiglia. Del resto, l&#8217;esperienza delle mobilitazioni  del movimento LGBT nello scorso giugno, ma anche le manifestazioni antirazziste, come quella di Milano, hanno misurato l&#8217;esistenza nonostante tutto di una disponibilit&agrave; all&#8217;opposizione democratica contro la reazione a volte persino sorprendente, dati i tempi. Lo stesso successo di partecipazione alle proiezioni del film sul caso Cucchi negli ultimi giorni testimonia l&#8217;esistenza di questa risorsa.<\/p>\n<p>E tuttavia occorre essere chiari. Nessuna opposizione di tipo esclusivamente democratico &egrave; oggi in grado di smuovere il blocco sociale reazionario se non si collega a ragioni sociali riconoscibili a livello di larghe masse. Di pi&ugrave;. Una mobilitazione di tipo esclusivamente democratico, confinata nel proprio recinto, per quanto importante e necessaria, rischia di essere usata dal governo in carica come strumento di consolidamento del proprio blocco nazional-popolare contro &ldquo;il democraticismo delle &eacute;lite&rdquo;, come recita la propaganda delle destre. Per questo &egrave; necessario portare anche sul terreno democratico la necessit&agrave; di un punto di vista di classe.<\/p>\n<p>A chi dice &ldquo;non c&#8217;&egrave; lavoro, casa, asili per noi italiani, come fa ad esservi per i migranti?&rdquo; non puoi rispondere solo col giusto richiamo alla difesa dei loro diritti. Devi indicare una alternativa di societ&agrave; capace di ripartire il lavoro tra tutti, di assicurare a tutti una casa, di sviluppare un grande piano di nuovo lavoro in fatto di risanamento ambientale, sicurezza antisismica, sicurezza della viabilit&agrave;: ci&ograve; che implica una prospettiva di rottura anticapitalista (riduzione generale dell&#8217;orario, esproprio delle grandi propriet&agrave; immobiliari, abolizione del debito pubblico verso le banche e loro nazionalizzazione senza indennizzo&#8230;) e dunque la lotta per un governo dei lavoratori e delle lavoratrici.<\/p>\n<p>Non si pu&ograve; contrastare la polarizzazione reazionaria oggi in atto se non con un lavoro di polarizzazione classista e anticapitalista. Non si pu&ograve; contrastare il programma della reazione se non con un programma di rivoluzione.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo SalviMaio si &egrave; rafforzato in questi mesi. 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