{"id":66794,"date":"2018-10-24T00:00:00","date_gmt":"2018-10-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/10\/24\/cambiar-tutto-per-non-cambiare-nulla\/"},"modified":"2018-10-24T00:00:00","modified_gmt":"2018-10-24T00:00:00","slug":"cambiar-tutto-per-non-cambiare-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/10\/24\/cambiar-tutto-per-non-cambiare-nulla\/","title":{"rendered":"Cambiar tutto per non cambiare nulla"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2757_image.jpg\" alt=\"2757_image.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il cosiddetto governo del cambiamento, dopo il decreto &ldquo;dignit&agrave;&rdquo; e quello &ldquo;sicurezza&rdquo;, dopo la chiusura della vicenda ILVA (vedi riquadro) e il lancio di una proposta per Alitalia, ha presentato la sua &ldquo;finanziaria del popolo&rdquo;. Questo governo, cio&egrave;, ha oramai definito le sue politiche e la sua impronta sul paese. Non &egrave; un governo di passaggio. Non &egrave; un governo dalla parte del lavoro. &Egrave; un governo reazionario, con un consenso di massa anche tra le classi subalterne, che sta gestendo la crisi per permettere la ripresa di questo sistema capitalista, sostenendo il padronato e reprimendo il lavoro. <\/p>\n<p>Certo, la sua politica meno restrittiva (la previsione di un indebitamento al 2,4%) &egrave; un evidente segno di discontinuit&agrave; rispetto ai precedenti governi tecnici o del PD. E quindi &egrave; in conflitto con BCE e Commissione Europea. Questa politica, per&ograve;, difende interessi diversi da quelli del lavoro.<\/p>\n<p>Sostiene piccole imprese e capitale italiano: riduce le tasse e le imposte a piccole imprese, professionisti e artigiani (flat tax, Ires e 4.0); prevede un nuovo grande condono (pace fiscale) per chi in questi anni ha evaso ed eluso (spesso ancora piccole imprese, professionisti ed artigiani); programma una ripresa degli investimenti, da realizzare soprattutto attraverso il &ldquo;partenariato pubblico-privato&rdquo; (cio&egrave; nuove occasioni di utilizzare risorse di tutti\/e per fare gli interessi dei padroni); non a caso, infine, riprende e sostiene nuove privatizzazioni (dopo tutti i discorsi sui &ldquo;prenditori&rdquo; e la sceneggiata contro i Benetton).&nbsp;<\/p>\n<p>Disciplina il lavoro. Non solo nei dettagli, come introducendo &ldquo;strumenti biometrici (impronte digitali o iride) per verificare le presenze&rdquo; (ora tra i pubblici, poi come sempre a tutti\/e). Proprio il cuore della sua politica economica, il Reddito di Cittadinanza, &egrave; soprattutto uno strumento di controllo per lavoratori e lavoratrici. Infatti, lungi da esser una redistribuzione generalizzata o un salario sociale (una suddivisione del plusvalore collettivo, in chiave disobbediente), &egrave; tracciata sul salario di disoccupazione inglese o tedesco (Harz IV): strutture pubbliche e private (i centri per l&rsquo;impiego) che obbligano a lavori malpagati e monitorano la vita dei singoli (come ha ricordato Di Maio: attenti a comportamenti e spese &ldquo;immorali&rdquo;). <\/p>\n<p>Frega lavoratori e lavoratrici. In primo luogo, sulle pensioni. La cosiddetta &ldquo;quota 100&rdquo;, che finalmente rivede la Fornero, non solo avr&agrave; probabilmente un meccanismo flessibile, ma per far tornare i conti rischia di eliminare il retributivo (tagliando il 10-15% delle pensioni di chi oggi va in pensione) e mantenere il rapporto con la speranza di vita (rischiando di far abbassare i coefficienti e quindi le future pensioni per tutti\/e). In secondo luogo, sui contratti. Il celebre Def &#8220;del popolo&#8221; non ha stanziato un euro a bilancio per i CCNL pubblici: anzi, si scrive che il loro salario continuer&agrave; a scendere. Qualcuno pensa che se andr&agrave; cos&igrave;, nel privato sar&agrave; molto diverso? No, perch&eacute; si applicher&agrave; pienamente l&rsquo;accordo quadro con Confindustria (vedi riquadro).<\/p>\n<p>Reprime i migranti. Non solo Salvini rivendica e generalizza quello che Minniti aveva silenziosamente iniziato (respingimenti in mare e campi di concentramento in Libia), non solo Lega e 5 stelle legittimano le campagne razziste coprendo un&rsquo;estrema destra violenta ed aggressiva, ma questo governo implementa anche direttamente politiche discriminatorie (da Riace a Monfalcone). Non solo si lascia morire in mare uomini e donne, vecchi e bambini. Non solo si continua a devastare altri paesi per difendere i nostri interessi politici ed economici. Si reprime anche una parte dei lavoratori e delle lavoratrici in questo paese, indebolendo chi &egrave; gi&agrave; debole, togliendo diritti e colpendo le condizioni di tutti\/e. Come l&rsquo;art. 25 del decreto Salvini (reato penale per picchettaggio stradale, punibile da 1 a 6 anni, con rimpatrio dei migranti), che attacca le lotte nella logistica, la difesa di diritti e salari per tutti i lavoratori e le lavoratrici di quel settore e non solo.<\/p>\n<p>Si creano ulteriori 70 miliardi di debito, contro il lavoro e le classi popolari. Come sostiene l&rsquo;agenzia di rating J.P. Morgan &ldquo;l&rsquo;impennata dello spread &egrave; una opportunit&agrave; di investimento&rdquo; (immaginiamo in titoli di stato). Finanziando queste politiche, chi pagher&agrave; i costi della crescita del debito? I proletari e la popolazione povera, attraverso i soliti tagli a sanit&agrave;, scuola e ad agevolazioni fiscali per famiglie di lavoratori.<br \/>\n<br \/>Questo &egrave; il governo giallo-verde, queste le sue scelte. Contro queste politiche, &egrave; ora di lottare!<\/p>\n<p>_________________________________________<\/p>\n<p>Ilva: un accordo contro il lavoro e contro l&rsquo;ambiente <\/p>\n<p>L&#8217;accordo raggiunto da CGIL-CISL-UIL e USB non tocca infatti i cardini dell&rsquo;ipotesi Calenda:<br \/>\n<br \/>&#8211; Arcelor Mittal impiegher&agrave; solo 10.700 lavoratori (per Genova ci sar&agrave; una trattativa a parte), 8.200 dei quali a Taranto. Dovranno sottoscrivere &#8220;dimissioni consensuali&#8221;, rinunciando alla continuit&agrave; garantita dall&#8217;art. 2112 del Cod. civile (cessione di ramo d&#8217;azienda) che prevede uguale inquadramento, retribuzione e luogo di lavoro.<br \/>\n<br \/>&#8211; Gli esuberi sono 3.100, ai quali verr&agrave; fatta una proposta di esodo incentivato (da 15 mila a 100 mila euro lordi).&nbsp;<br \/>\n<br \/>&#8211; Con la nuova assunzione, si dovr&agrave; rinunciare ad intentare qualsiasi causa per malattie o danni causati dal datore di lavoro (art.2087 Cod. civ.), anche per chi accetta l&#8217;esodo anticipato.<br \/>\n<br \/>&#8211; Chi non verr&agrave; assunto, subito potr&agrave; usufruire della cassa integrazione per un periodo massimo di 7 anni.&nbsp;<br \/>\n<br \/>&#8211; Entro otto mesi (con qualche anticipo rispetto Calenda) l&#8217;azienda dovr&agrave; coprire il 50% del parco minerario.&nbsp;<br \/>\n<br \/>&Egrave; un cedimento, sul piano dei diritti e della salute. Ormai da tempo questo &egrave; un modello di riferimento: esodi incentivati e qualche posto di lavoro in cambio dei diritti, anche quelli fondamentali (come sicurezza e salute). Questo scambio oggi &egrave; stato sottoscritto anche da USB. Avrebbero potuto battersi per una soluzione diversa: far saltare questa vendita e lottare per la nazionalizzazione. La FIOM non ci ha mai creduto. USB ha preferito invece lasciare questa parola d&rsquo;ordine ai cortei del sabato, preferendo firmare l&rsquo;accordo e chiudere cos&igrave;, senza frizioni con il governo 5 stelle, la vicenda ILVA. <\/p>\n<p>________________________________________<\/p>\n<p>Contro l&rsquo;accordo quadro sulla contrattazione ed il 10 gennaio, per una pratica sindacale democratica, la difesa dell&rsquo;autonomia del lavoro.<\/p>\n<p>Lo scorso marzo CGIL-CISL-UIL e Confindustria hanno raggiunto l&rsquo;accordo sugli indirizzi nella contrattazione dei settori industriali. In questo modo, il padronato incassa il risultato dell&rsquo;ultima stagione contrattuale ed in particolar modo la capitolazione della FIOM nei metalmeccanici. Infatti, l&rsquo;accordo quadro si caratterizza per tre elementi fondamentali:<br \/>\n<br \/>Primo. Gli aumenti salariali nei contratti nazionali vengono bloccati sotto l&rsquo;inflazione, attraverso l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;indice IPCA (inflazione al netto dei settori energetici), nei contratti di secondo livello vengono legati esclusivamente ad indici variabili (spesso legati a prestazioni individuali, di squadra o di stabilimento), rendendo imprevedibile il salario e facendone strumento di controllo del lavoro.<br \/>\n<br \/>Secondo. Nel Trattamento economico complessivo (cio&egrave;, nel salario), viene compreso una parte non monetaria, ma legata a benefit variabili (sanit&agrave; e pensioni integrative, buoni acquisto, buoni benzina, ecc). In pratica, utilizzando la defiscalizzazione (cio&egrave; risorse pubbliche di tutti\/e) per non far sentir la differenza al singolo lavoratore e lavoratrice, viene tagliata silenziosamente una parte di retribuzione (quella indiretta legata agli aumenti, cio&egrave; la relativa quota di contributi pensionistici, TFR e tredicesima, pari a circa un terzo di quella complessiva).<br \/>\n<br \/>Terzo. Viene confermato e rilanciato (dopo quattro anni di silenzio) l&rsquo;accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza. Un accordo che irreggimenta la democrazia sindacale, togliendo diritti ai lavoratori\/lavoratrici e trasferendoli alle organizzazioni sindacali (limitazione alla presentazione delle liste e alla titolarit&agrave; dei delegati\/e, vincolo di mandato delle RSU alla sigla di appartenenza, non si prevede obbligatoriamente il voto dei lavoratori e delle lavoratrici per l&rsquo;approvazione degli accordi). Soprattutto, limita l&rsquo;agibilit&agrave; e gli spazi di resistenza sindacale, introducendo il principio della esigibilit&agrave; per le imprese, limitando persino il diritto di sciopero, con procedure di raffreddamento e la possibilit&agrave; di sanzionare chi dissente.<br \/>\n<br \/>Contro questo accordo, la sua implementazione e la sua applicazione, prassi alternative e conflittuali, in grado di far progressivamente saltare ogni ingabbiamento della democrazia sindacale e dell&rsquo;autonomia di lavoratori e lavoratrici.<\/p>\n<p>Contro queste politiche di gestione della crisi, contro l&rsquo;immobilismo della CGIL e le titubanze di USB, contro ogni interlocuzione con questo governo reazionario, contro ogni irreggimentazione della democrazia sindacale, ricostruiamo nelle lotte una vertenza generale, sosteniamo ogni sciopero e generalizziamo il conflitto<\/p>\n<p>Occorre una svolta vera. Occorre spazzare via ogni illusione nelle politiche di Lega e 5 stelle, demagogiche e sovraniste. Seppur diverse da quelle liberali del PD, sono comunque dalla parte dei padroni: difendono piccoli imprenditori e capitali nazionali, non salari e diritti dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Per questo il Partito comunista dei Lavoratori sostiene pienamente e convintamente lo sciopero generale convocato per il 26 ottobre da diversi sindacati di base (indetto da CUB, S.I. COBAS, SGB, Slai Cobas e USI). Solo una mobilitazione generale pu&ograve; riportare al centro la difesa dei diritti e dei salari. &Egrave; necessario infatti portare in campo un&rsquo;opposizione di massa dal versante dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati. Sostenere e diffondere la resistenza contro ogni provvedimento e ogni offensiva dalla parte dei padroni, generalizzare le lotte, unire tutto ci&ograve; che l&#8217;avversario vuole dividere: privato e pubblico, nord e sud, precari e &ldquo;stabili&rdquo;, italiani e immigrati. Ricostruendo nelle lotte una piattaforma generale che tracci un confine chiaro: chi sta con i lavoratori e chi sta con i padroni; facendo ci&ograve; anche attraverso assemblee decisionali unitarie di delegati\/e fino al livello nazionale in tutti i luoghi di lavoro, in cui il sindacalismo di classe possa fare sentire la sua voce e le sue proposte all&rsquo;insieme dei lavoratori e delle lavoratrici.<\/p>\n<p>Una piattaforma che, dalla lotta alla precariet&agrave; alla redistribuzione generale dell&#8217;orario di lavoro a 32 ore, dall&#8217;introduzione di un salario minimo intercategoriale di 1500 euro all&rsquo;abolizione della legge Fornero (in pensione a 60 anni o con 35 anni di lavoro), da un vero salario sociale a disoccupati e giovani in cerca di prima occupazione alla nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori di tutte le aziende che delocalizzano o licenziano, possa unire la maggioranza della societ&agrave; contro la piccola minoranza di padroni, grandi azionisti e banchieri che oggi detta legge. Tutti i governi, in forme diverse, sono agenti di questa minoranza. Occorre un governo della maggioranza, un governo dei lavoratori e delle lavoratrici.<br \/>\n<br \/>L&#8217;unica vera alternativa allo stato di cose presente.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cosiddetto governo del cambiamento, dopo il decreto &ldquo;dignit&agrave;&rdquo; e quello &ldquo;sicurezza&rdquo;, dopo la chiusura della vicenda ILVA (vedi riquadro) e il lancio di una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66794","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66794\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}