{"id":66819,"date":"2018-11-22T00:00:00","date_gmt":"2018-11-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/11\/22\/il-caso-olberg-anatomia-di-un-falso\/"},"modified":"2018-11-22T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-22T00:00:00","slug":"il-caso-olberg-anatomia-di-un-falso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/11\/22\/il-caso-olberg-anatomia-di-un-falso\/","title":{"rendered":"Il caso Olberg. Anatomia di un falso"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4720_Oldberg_Valentin.jpg\" alt=\"4720_Oldberg_Valentin.jpg\" \/><br \/>\n<br \/><em>Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica fra Trotsky e i nazisti<\/em> &egrave; l&#8217;ultimo tentativo editoriale di difendere i crimini di Stalin contro i bolscevichi e i dirigenti della Rivoluzione d&#8217;Ottobre. <\/p>\n<p>Il profilo d&#8217;insieme &egrave; desolante: non una sola idea nuova, solo il ripescaggio delle invenzioni cucinate dai laboratori della GPU per ordine di Stalin nel 1935-&#8217;37; quelle che larga parte delle &ldquo;democrazie&rdquo; imperialiste dell&#8217;epoca, per interesse proprio, accreditarono come autentiche, con in testa l&#8217;ambasciatore americano a Mosca, Joseph Davies.<\/p>\n<p>L&#8217;unico elemento interessante &egrave; la pretesa degli autori di ergersi a paladini dei processi. La tecnica argomentativa ricorre alla recita di un finto rigore inquisitorio, nel contraddittorio immaginario con un fantomatico avvocato del diavolo. Naturalmente l&#8217;avvocato soccombe e Stalin trionfa. Diciamo che l&#8217;artificio letterario &egrave; generoso, il risultato un po&#8217; imbarazzante. Ma &egrave; giusto essere comprensivi. Presentare una gigantesca montatura criminale come un regolare processo, e i dirigenti dell&#8217;Ottobre come alleati della Gestapo, &egrave; un&#8217;impresa troppo grande per chiunque. Lo fu persino negli anni &#8217;30, quando lo stalinismo mondiale disponeva di una forza materiale imponente a fronte di un rivoluzionario esiliato. Lo &egrave; a maggior ragione oggi, dopo il fallimento dello stalinismo e dei suoi miti, purtroppo a vantaggio del capitale.<br \/>\n<br \/>In ogni caso, non bastano certo cinquecento pagine per trasformare in verit&agrave; i falsi clamorosi della GPU. Ed anzi, come spesso accade, la prolissit&agrave; dell&#8217;argomentazione misura la fatica di far quadrare il cerchio delle falsit&agrave;.<\/p>\n<p>Colpisce la scelta di inviare come anticipazione pubblicitaria del libro il capitolo dedicato alla vicenda Olberg, perch&eacute; Olberg fu personaggio molto minore nell&#8217;ingranaggio di un processo che aveva sul banco degli imputati figure come Zinoviev e Kamenev. Tuttavia &egrave; una scelta significativa. Olberg serve in definitiva ai nostri autori per le stesse ragioni per cui serv&igrave; a Stalin nel 1936: &#8220;provare&#8221; l&#8217;impossibile, la connivenza di Trotsky coi nazisti. Se Zinoviev e Kamenev non si erano prestati alla parte (&ldquo;non ci crederebbe nessuno&#8230;&#8221;), doveva provarci l&#8217;anonimo Valentin Olberg.<\/p>\n<p><strong>IL VERO RUOLO DI OLBERG<\/strong><\/p>\n<p>Valentin Olberg era un intellettuale ebreo residente in Germania, assunto dalla GPU nel 1929 per infiltrarsi nell&#8217;opposizione trotskista internazionale. Ebbe incontri con Sedov e una corrispondenza con Trotsky. Tent&ograve; ripetutamente di offrirsi a Trotsky, in esilio a Prinkipo, come suo segretario, ma fu tenuto a distanza proprio perch&eacute; i militanti dell&#8217;opposizione a Berlino diffidavano di lui. Richiamato in URSS, l&#8217;agente Olberg fu inviato all&#8217;Istituto Pedagogico di Gorkij per indagare su un gruppo sospetto di trotskismo. Perch&eacute; viene arrestato nel 1936, assieme ad altri emigrati tedeschi in URSS? Perch&eacute; nel 1936 il regime staliniano aveva bisogno di confezionare un nuovo processo contro i dirigenti bolscevichi. Il primo processo contro Zinoviev e Kamenev (1935) si era limitato all&#8217;accusa di responsabilit&agrave; morale per &ldquo;atti terroristici&rdquo; (uccisione di Kirov nel 1934). Ora, col nuovo &ldquo;processo dei sedici&rdquo;, l&#8217;accusa saliva di livello: la missione concordata dal fantomatico centro trotskista-zinovievista era quella di uccidere Stalin in accordo coi nazisti. Si voleva aggiungere dunque al capitolo accusatorio una nuova infamia, che sar&agrave; infatti alla base del successivo processo Pjatakov\/Radek: quella della collaborazione dei trotskisti con la Gestapo &ldquo;in funzione della guerra contro l&#8217;URSS per lo smembramento dell&#8217;URSS&rdquo;. Il cambio della guardia tra i boia di Stalin (Ezov succede a Jagoda) accompagn&ograve; l&#8217;estensione della montatura.<\/p>\n<p>In questo quadro l&#8217;oscuro Olberg diventava un&#8217;utile pedina della macchina accusatoria. Era stato in contatto con Trotsky, su commissione della GPU, ed aveva risieduto nella Germania nazista. Un personaggio ideale cui far recitare la parte del &ldquo;trotskista&rdquo; aiutato dalla Gestapo ad emigrare in URSS &ldquo;per uccidere Stalin&rdquo;. Quando fu arrestato con tale accusa, l&#8217;agente Olberg comprensibilmente si ribell&ograve; alla parte (&laquo;posso autoaccusarmi di tutto, ma non di essere trotskista&raquo;) ben sapendo che non solo quell&#8217;accusa era falsa ma che significava la condanna a morte. Ma dopo il trattamento riservatogli dalla GPU, &ldquo;confessa&rdquo; il proprio crimine, indossando l&#8217;abito che gli era stato confezionato. Come per tanti altri rei confessi, la falsa confessione non lo salv&ograve; dal patibolo ma ne giustific&ograve; l&#8217;esecuzione.<br \/>\n<br \/>Va aggiunto che il paradosso tragico di questi imputati minori di terrorismo (Olberg, Fritz David, Laurie&#8230;) &egrave; che furono costretti non solo a confessare piani delittuosi inesistenti per infangare Trotsky, ma anche a spiegare con altre invenzioni dettagliate perch&eacute; nessuno dei piani and&ograve; a segno. Infatti, nonostante le direttive terroriste di Trotsky, le organizzazioni terroriste scoperte e sgominate, gli accordi terroristi tra Trotsky e la Gestapo, non vi &egrave; stato in URSS&#8230; un solo atto terrorista dopo il 1934 (Kirov). Basterebbe questa evidenza elementare a scuotere l&#8217;intero edificio della montatura staliniana. Ma tant&#8217;&egrave;.<\/p>\n<p><strong>LA CANDIDA IPOCRISIA<\/strong><\/p>\n<p>&ldquo;Olberg agente stalinista? Impossibile!&rdquo; esclamano i nostri autori. E vantano prove logiche che dichiarano inoppugnabili: &ldquo;Se fosse stato davvero un agente di Stalin lo avrebbe subito dichiarato&rdquo;; oppure &ldquo;se fosse stato davvero un agente stalinista, Stalin lo avrebbe premiato e non ucciso&rdquo;. C&#8217;&egrave; da rimanere sbalorditi. Gli autori evocano un&#8217;astratta logica formale per rimuovere la concreta realt&agrave; dei processi di Mosca. Processi dell&#8217;Inquisizione, senza avvocati difensori, nei quali l&#8217;accusa era gi&agrave; la sentenza; con un pubblico artificiale composto da agenti e fiduciari della GPU che insultano gli imputati e ne chiedono la morte; con imputati selezionati tra gli elementi pi&ugrave; ricattabili spesso perch&eacute; gi&agrave; compromessi da precedenti &ldquo;confessioni&rdquo;, proprie o altrui; imputati interrogati se necessario per novanta ore consecutive, con la tecnica del cosiddetto nastro trasportatore (gli inquisitori si danno il cambio senza interruzione) per estorcere la nuova confessione richiesta; imputati intimiditi e minacciati negli affetti pi&ugrave; cari in caso di resistenza, col coinvolgimento di madri, mogli, figli; imputati infine trasformati in accusatori di se stessi, con la promessa eventuale di aver salva la vita (propria e dei propri congiunti), e invece regolarmente assassinati col colpo alla nuca.<br \/>\n<br \/>In questo contesto reale, non quello di Biancaneve, l&#8217;agente stalinista Olberg doveva semplicemente &ldquo;dichiarare&rdquo; ai propri aguzzini l&#8217;identit&agrave; che questi ben conoscevano? Gli imputati prescelti che rifiutavano a oltranza la parte assegnata venivano fucilati senza giudizio, come monito esemplare per tutti gli altri. Olberg ha provato a resistere &#8211; invano &#8211; a chi voleva incastrarlo nell&#8217;unico modo compatibile con la propria salvezza (&ldquo;fatemi recitare ogni parte ma non quella del trotskista&rdquo;) proprio perch&eacute; sapeva bene cosa significava quell&#8217;accusa. Ma alla fine ha chinato il capo, probabilmente anche per salvare la vita della madre.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Stalin avrebbe dovuto premiare invece che uccidere un proprio agente&rdquo;! Che candore ipocrita, in questa logica formale. Con questo argomento &ldquo;logico&rdquo; gli autori dovrebbero spiegare perch&eacute; sono stati mandati al patibolo Jagoda o Ezov, i peggiori boia di Stalin. Oppure perch&eacute; sono stati sterminati migliaia di dirigenti di partito che pur avevano sostenuto Stalin per oltre dieci anni contro tutti i suoi oppositori, a partire da Trotsky. Stalin non avrebbe dovuto&#8230; premiarli invece che assassinarli?<\/p>\n<p><strong>LA FUNZIONE STORICA DELLA CALUNNIA<\/strong><\/p>\n<p>Ci&ograve; che gli autori nascondono, forse anche a se stessi, &egrave; la cruda realt&agrave; materiale del dispotismo staliniano, il suo codice interno, la sua logica totalitaria. La logica bonapartista di una dittatura di apparato che ha potuto costruirsi solo distruggendo il partito di Lenin e i suoi dirigenti, a partire dall&#8217;arma della calunnia.<br \/>\n<br \/>La calunnia di regime ha svolto in varie epoche una funzione storica. Dopo il Termidoro i giacobini furono calunniati e processati come agenti monarchici dai nuovi parvenu al potere: la calunnia fu parte costituente del nuovo regime bonapartista. Allo stesso modo, il bonapartismo staliniano si &egrave; consolidato processando e assassinando i dirigenti dell&#8217;Ottobre come agenti fascisti. A calunniare e perseguitare i giacobini furono non pochi esponenti dell&#8217;ancien r&eacute;gime saliti sul carro del Termidoro. Cos&igrave; a calunniare e perseguitare i bolscevichi furono uomini come Vysinskij, che nell&#8217;Ottobre stavano dall&#8217;altra parte della barricata, e che salirono poi sul carro di Stalin.<br \/>\n<br \/>Va aggiunto che non pu&ograve; esservi attacco pi&ugrave; devastante alla Rivoluzione d&#8217;Ottobre che presentare i suoi dirigenti come agenti dell&#8217;imperialismo straniero sin a partire dal 1918, come vuole la <em>Storia del partito comunista (bolscevico) dell&#8217;URSS<\/em> firmata da Stalin. Era guarda caso la stessa calunnia vomitata da Kerenskij contro Lenin e Trotsky, prima e dopo l&#8217;Ottobre. Chi oggi si dichiara comunista e rivendica la Rivoluzione d&#8217;Ottobre non dovrebbe respingere questa infamia invece che difenderla?<\/p>\n<p><strong>LA CONFEZIONE DI RADEK<\/strong><\/p>\n<p>I nostri autori scelgono la parte degli avvocati di Stalin. Per esercitare al meglio la propria funzione difensiva, a garanzia del loro assistito, ricorrono ad un accorgimento. &ldquo;Trotsky agente di Hitler, come affermava Stalin? Non diciamo esattamente questo, Trotsky era in fondo un rivoluzionario. Tuttavia &egrave; vero che Trotsky si alle&ograve; tatticamente col regime nazista per rovesciare Stalin, smembrare l&#8217;URSS, e concordare coi nazisti una seconda Brest-Litovsk&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Tutto il libro gravita attorno a questa idea centrale, presentata come nuova, la nuova frontiera della verit&agrave; storiografica sullo stalinismo, frutto di una scrupolosa indagine documentale. Purtroppo dobbiamo informare i nostri autori, nel caso improbabile non lo sapessero gi&agrave;, che questa &ldquo;loro&rdquo; idea non &egrave; n&eacute; loro n&eacute; nuova. &Egrave; esattamente la confezione della calunnia staliniana curata da Karl Radek. Una versione non alternativa ma complementare a quella di Stalin. Stalin mirava a intossicare il popolo con l&#8217;accusa grossolana (&ldquo;Trotsky putrido verme al soldo della Gestapo per uccidere e affamare il popolo russo&rdquo;). L&#8217;imputato Radek, per conto di Stalin, parlava all&#8217;opinione intellettuale interna ed estera un po&#8217; pi&ugrave; esigente. Ecco che allora Trotsky diventa &ldquo;alleato di Hitler&#8230; in funzione della rivoluzione, accecato da cervellotici disegni ideologici di portata planetaria, e naturalmente dall&#8217;odio verso Stalin&rdquo;. Radek voleva coprire la calunnia di Stalin, nella speranza di aver salva la vita. I nostri autori riciclano la calunnia di Radek nella speranza di salvare Stalin e insieme la propria credibilit&agrave;. Purtroppo non &egrave; possibile combinare le due esigenze: o si difendono i crimini di Stalin o si difende la verit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>LETTURE CONSIGLIATE<\/strong><\/p>\n<p><em>Il volo di Pjatakov<\/em> ne &egrave; la riprova. Tutti gli argomenti di fondo del libro sono gi&agrave; stati oggetto della spietata demolizione da parte di Trotsky e di Sedov negli anni &#8217;30. Tutti. &Egrave; sufficiente leggere l&#8217;ultimo lavoro di Trotsky prima del suo assassinio, <em>I crimini di Stalin<\/em>, per constatarlo. Dopo la morte di Trotsky, una nuova generazione di studiosi marxisti rivoluzionari ha ulteriormente approfondito la materia dei processi di Mosca, non solo attraverso l&#8217;esame degli archivi di Trotsky, ma anche del nuovo materiale documentario emerso dagli archivi della polizia staliniana dopo la restaurazione capitalistica in URSS. Il lavoro di Pierre Brou&eacute; <em>Comunisti contro Stalin<\/em> contiene una nuova preziosissima documentazione, in particolare sulle condizioni e le lotte dei trotskisti in URSS negli anni &#8217;30, anche nelle prigioni e nei campi. Vadim Rogovin e la sua opera monumentale sui processi, <em>1937. L&#8217;anno del terrore di Stalin<\/em>, ha largamente arricchito l&#8217;analisi dell&#8217;impostura grazie all&#8217;utilizzo dei nuovi materiali disponibili negli anni &#8217;90. Cogliamo lo spunto per invitare i compagni e le compagne che vogliano approfondire l&#8217;argomento con seriet&agrave; a leggere e consultare in particolare quest&#8217;ultimo lavoro, il pi&ugrave; documentato in materia.<\/p>\n<p>Quanto a noi dedicheremo al <em>Volo di Pjatakov<\/em> uno specifico testo di risposta, lungo la linea editoriale antistalinista inaugurata sul nostro sito con la rubrica <em>Dalla tragedia alla farsa. Lo stalinismo ieri e oggi<\/em>. La memoria storica &egrave; un terreno di battaglia politica che investe non solo il passato ma il futuro. Non lasceremo incustodito questo fronte. La battaglia per la verit&agrave; sulla natura dello stalinismo non pu&ograve; nulla, naturalmente, contro i crimini compiuti dal regime staliniano nella mezzanotte del secolo scorso. Pu&ograve; molto per impedire che migliaia di giovani, che nonostante tutto cercano la  rivoluzione, possano essere &ldquo;istruiti&rdquo; dagli epigoni di chi la distrusse.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il volo di Pjatakov. 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