{"id":66828,"date":"2018-12-06T00:00:00","date_gmt":"2018-12-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/12\/06\/conti-scorci-e-tracce\/"},"modified":"2018-12-06T00:00:00","modified_gmt":"2018-12-06T00:00:00","slug":"conti-scorci-e-tracce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2018\/12\/06\/conti-scorci-e-tracce\/","title":{"rendered":"Conti, scorci e tracce"},"content":{"rendered":"<p>Un contributo per riflettere sulla fase che stiamo vivendo ed i relativi compiti. Eccone alcuni stralci, in un indice esteso del testo (nella sua interezza in allegato in fondo alla pagina)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4732_conti_scorci_tracce.JPG\" alt=\"4732_conti_scorci_tracce.JPG\" \/><br \/>\n<br \/><strong>La lunga transizione<\/strong>. Il 4 marzo si &egrave; chiuso un ciclo. In Italia si era infatti aperta nei primi anni Novanta una lunga transizione, sospinta dalla fine della guerra fredda e dalla contrastata costruzione della UE, dell&rsquo;euro, di un mercato e un capitale continentale. Questa transizione si &egrave; dispiegata durante un ciclo mondiale di recupero e rilancio dello sviluppo capitalistico. Il triennio 1979\/&#8217;81 (elezione di Thatcher e Reagan, governo Mitterrand e sua svolta neoliberista, vittoria di Deng e inizio dello sviluppo capitalistico nella Cina, invasione dell&rsquo;Afghanistan e crisi polacca, rivoluzione iraniana) ha infatti segnato la chiusura del &ldquo;lungo sessantotto&rdquo; [&#8230;] La Grande Crisi ha interrotto questo ciclo espansivo, ma la sua gestione capitalistica ne ha evitato il crollo. [&#8230;] La Grande Crisi e le sue politiche di gestione hanno quindi radicalizzato i disequilibri italiani. &Egrave; cambiata la struttura del paese: &egrave; venuto meno il baricentro del grande capitale, &egrave; collassato il blocco dei ceti medi, si &egrave; sfaldata l&rsquo;identit&agrave; della classe lavoratrice. <\/p>\n<p><strong>La costruzione del PCL<\/strong>. In questa lunga transizione, si sono sviluppati processi di scomposizione e ricomposizione di tutta la sinistra. [&#8230;] Si &egrave; costruito un progetto comunista e rivoluzionario, classista e internazionalista. [&#8230;] Si valutava l&rsquo;Italia un paese a capitalismo avanzato segnato da una permanente instabilit&agrave; sociale, politica ed istituzionale (per le sue contraddizioni e le incompiutezze dei processi di unificazione continentale). [&#8230;] Nel contempo, permaneva nel paese una radicata tradizione classista ed una diffusa coscienza politica, rilanciata da resistenze e movimenti di massa [&#8230;] Questa strategia ha ottenuto diversi risultati. Il cambio di fase del 4 marzo ne ha portato in superficie limiti e contraddizioni, che pure esistevano da tempo. [&#8230;] Ci si &egrave; focalizzati sui mille fuochi e l&rsquo;incendio della prateria, senza curarsi della direzione del vento e dell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;innesco. [&#8230;] La crisi ha accelerato l&rsquo;accumulazione delle fascine, ma il vuoto di direzione e l&rsquo;involuzione della classe le ha prima inumidite e poi bagnate. [&#8230;] Il terreno elettorale si &egrave; posto sempre pi&ugrave; come il principale intervento di massa, ma si &egrave; rivelato sempre pi&ugrave; impervio. [&#8230;] Si blocca e si rompe il raggruppamento internazionale nel CRQI.<\/p>\n<p><strong>Le dinamiche ineguali e combinate della crisi<\/strong>. I conti ci dicono che non solo si &egrave; chiusa una fase della storia politica italiana, ma si &egrave; chiusa anche una fase di costruzione di un percorso comunista e rivoluzionario. A questo punto, per provare a indicare una nuova strategia e aprire una nuova fase, diventa utile capire non solo le dinamiche in corso, ma anche le prospettive. Al centro, inevitabilmente, la crisi scoppiata nel 2007-08, con lo stravolgimento della precedente stagione neoliberista e il protrarsi di una instabilit&agrave; mondiale. [&#8230;] Le sue letture, la caduta tendenziale del saggio di profitto, le onde lunghe e le dinamiche ineguali e combinate. [&#8230;] In questa crisi, e Grande Crisi, allora, &egrave; importante tener presente come le diverse letture (dinamiche finanziarie, sproporzione, sottoconsumo, sovrapproduzione) colgono solo un aspetto della realt&agrave;. Sono cio&egrave; letture parziali della crisi. Le crisi, e le Grandi Crisi in particolare, sono infatti generali. Anche la caduta tendenziale del saggio di profitto pu&ograve; allora esser considerata nel quadro di una sua lettura teorica particolare, capace di includere le diverse componenti. [&#8230;] La dinamica ineguale e combinata si dispiega quindi tra i principali poli imperialisti (USA, UE e Cina), come nelle classi subalterne (in questi poli e nelle periferie).<\/p>\n<p><strong>Angolazioni, linee di frattura e possibili sviluppi<\/strong>. Cerchiamo allora di combinare le componenti strutturali della crisi con le sue dinamiche ineguali e combinate. Se &egrave; vero che non serve un meteorologo per sapere dove soffia il vento, prevedere il clima pu&ograve; esser in realt&agrave; molto complesso. Fuori di metafora, non solo il futuro &egrave; sempre incerto per definizione, ma le complesse interazioni tra dinamiche oggettive e dinamiche soggettive in un contesto di Grande Crisi rendono strutturalmente imprevedibile tempi, modalit&agrave; e curvature del suo svolgimento. [&#8230;] Nonostante questo, alcune linee di frattura, alcune angolature e alcune conformazioni di questo complesso panorama sono rilevabili. Non abbiamo un percorso, ma forse un quadro delle possibili vie di fuga che si dispiegano davanti a noi lo possiamo tracciare. Le caratteristiche strutturali e le dinamiche della Grandi Crisi, la loro articolazione ineguale e combinata, ci aiutano cio&egrave; a indicare alcuni tratti sulla stagione che sia apre.<\/p>\n<p><strong>Tracce<\/strong>. Tirato qualche conto sul passato e offerto qualche scorcio sulle prospettive, &egrave; possibile individuare una strategia per questi tempi nuovi e complicati? Ovviamente, non &egrave; da soli che si pu&ograve; rispondere a questa domanda. La definizione di una strategia &egrave; infatti frutto di un&rsquo;esperienza e di un pensiero collettivo. Un percorso politico, infatti, non &egrave; determinato semplicemente della capacit&agrave; teorica di tracciare un quadro e indicare una strada, ma anche della necessit&agrave; di verificare dinamiche e intuizioni, interagendo quindi con i processi, le persone ed i soggetti sociali che vi sono coinvolti. Allora, la definizione di una strategia politica non pu&ograve; che essere il risultato di una prassi collettiva ed organizzata. A questa definizione, per&ograve;, ognuno pu&ograve; liberamente contribuire, rilevando i limiti delle strategie precedenti e le dinamiche in corso; provando ad indicare possibili cammini; lasciando quindi delle tracce che possano esser raccolte, rielaborate e infine inserite in un percorso comune.<\/p>\n<p>In conclusione, questi conti, questi scorci, queste tracce sono offerti alla riflessione ed alla discussione collettiva, perch&eacute; si ritiene che oggi come non mai, davanti al rischio di una traversata nel deserto (pi&ugrave; o meno lunga), davanti alla possibilit&agrave; di improvvise precipitazioni e devastazioni, sia utile almeno provare ad alzare la testa e cercare con fatica le stelle. Per orientarsi; perch&eacute; per arrivare &egrave; sempre necessario sapere dove si vuole andare, dove si &egrave; in questo momento, quali cammini si possono tracciare. Poi, come sempre, &egrave; la strada che ti conduce. Talvolta per seguirla &egrave; necessario tornare indietro, talvolta si scoprono nuovi paesaggi, talvolta si incrociano salite impreviste o discese inaspettate. E talvolta si incontrano nuovi compagni di viaggio, che ti indicano soluzioni impensate. Un progetto, una strategia, sono solo il progetto di un viaggio: non il suo dispiegarsi. Senza, per&ograve;, &egrave; difficile imboccare qualunque strada: si rischia di camminare a casaccio e scoprire, quasi per caso, di non essersi mai mossi dal punto di partenza.<\/p>\n<p>Luca Scacchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un contributo per riflettere sulla fase che stiamo vivendo ed i relativi compiti. 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