{"id":66867,"date":"2019-02-19T00:00:00","date_gmt":"2019-02-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/02\/19\/2-uguale-lavoro-uguale-salario\/"},"modified":"2019-02-19T00:00:00","modified_gmt":"2019-02-19T00:00:00","slug":"2-uguale-lavoro-uguale-salario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/02\/19\/2-uguale-lavoro-uguale-salario\/","title":{"rendered":"#2 Uguale lavoro, uguale salario"},"content":{"rendered":"<p>Verso l&#8217;8 marzo<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4782_salario.jpg\" alt=\"4782_salario.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>In Italia le donne guadagnano mediamente il 71,7% del salario degli uomini, ma con molte differenze nei settori economici e nelle diverse qualifiche: un&rsquo;operaia ha una retribuzione pari al 67,6% dell&rsquo;operaio, una donna quadro guadagna l&rsquo;85,8% dello stipendio lordo di un lavoratore maschio con la stessa qualifica. Secondo alcune stime la parit&agrave; salariale verr&agrave; raggiunta tra 118 anni. Le donne costituiscono la maggioranza della popolazione povera. &Egrave; una discriminazione inaccettabile, non solo perch&eacute; ha una componente di genere, ma perch&eacute; questo squilibrio va a danno dell&rsquo;intera classe lavoratrice.<br \/>\n<br \/>&Egrave; il gioco sporco dei padroni, il dumping salariale, ossia mettere in competizione tra loro lavoratori e lavoratrici con salari e condizioni diverse, per poter abbassare ulteriormente i salari, ovviamente per tutti e tutte. Inoltre, mettendo le donne contro gli uomini, il padronato ottiene un altro vantaggio: disgregare ulteriormente la classe lavoratrice gi&agrave; divisa e frammentata e spingere le donne dentro casa, a svolgere lavoro &ldquo;improduttivo&rdquo;. &Egrave; l&rsquo;unit&agrave; della lotta degli sfruttati che impensierisce i padroni. In questo senso le rivendicazioni femminili dell&rsquo;otto marzo non devono e non possono rimanere confinate al solo ambito femminile. Migliorare i salari delle donne significa anche migliorare quello degli uomini: la competizione salariale va ad esclusivo vantaggio di chi sfrutta; finch&eacute; ci sar&agrave; qualcuno che lavora per meno, siano essi donne, migranti (o in altri tempi persino i bambini), tutti saremo obbligati a lavorare al ribasso con grande gioia della classe padronale.<br \/>\n<br \/>Le riforme sul lavoro hanno precarizzato, creato disoccupazione, ridotto i salari all&rsquo;osso. C&rsquo;&egrave; da chiedersi come sia possibile per le donne proletarie sottopagate, e in un quadro generale cos&igrave; drammatico, rendersi economicamente indipendenti dall&rsquo;uomo, condizione fondamentale per liberarsi di qualsiasi forma di schiavit&ugrave; famigliare o violenza subita, se non si rivendica con forza il recupero di quei diritti necessari alla propria indipendenza: salari adeguati al reale costo della vita, abbassamento dell&rsquo;et&agrave; pensionabile, riduzione dell&rsquo;orario di lavoro a parit&agrave; di salario per creare occupazione&hellip;<br \/>\n<br \/>Va sottolineato inoltre che la perdita di questi diritti &egrave; avvenuta di fronte alla passivit&agrave; dei sindacati confederali, sempre schierati alla ricerca della concertazione con governo e padronato e tra i cui dirigenti hanno avuto ruoli di primo piano donne come Susanna&nbsp;Camusso. Perch&eacute; questi diritti sono stati abbattuti? Oltre alla&nbsp;nota ragione dell&rsquo;aumento dei profitti da parte padronale, che sta facendo pagare ai pi&ugrave; poveri la crisi del capitalismo e colpisce entrambi i sessi, tutte le etnie e non guarda in faccia a nessuno, le donne proletarie svolgono anche altre funzioni&nbsp;sociali utili al sistema dalle quali si pu&ograve; trarre profitto, esse vengono sfruttate non solo come lavoratrici ma come sostitute di uno stato sociale sempre pi&ugrave; fragile. Perch&eacute; andare a lavorare per un salario da fame che spesso non basta neppure per coprire la retta di un asilo nido privato (perch&eacute; in quello pubblico non c&#8217;&egrave; posto e le liste di attesa sono infinite)? Meglio stare a casa. A lavorare gratis.<\/p>\n<p><strong>Rivendichiamo<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211; <strong>La parit&agrave; salariale fra uomini e donne<\/strong>. A uguale lavoro, uguale salario! Le donne prendono in media il 70% del salario di un uomo. Perch&eacute;? Queste forme di sessismo retributivo non sono casuali, sono generate dal sistema allo scopo di innescare meccanismi di competizione fra lavoratori in uno sporco gioco al ribasso salariale per aumentare i profitti degli sfruttatori, mantenere disgregata la classe operaia e scongiurare cos&igrave; ogni pericolo di rivolta.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>L&rsquo;indennit&agrave; di disoccupazione<\/strong> per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici che vengono estromessi dal mondo del lavoro. In tempo di crisi sono le donne a essere buttate fuori per prime. Le donne, da sempre, sono ipersfruttate in tempi di guerra o in condizioni di straordinarie necessit&agrave; industriali o in particolari settori. E quando non servono pi&ugrave; possono tranquillamente essere estromesse dalla produzione, tanto poi verranno adeguatamente sfruttate a casa al posto del welfare.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, ma a favore delle lavoratrici e dei lavoratori, non degli industriali!<\/strong> Basta soldi pubblici sotto forma di incentivi di qualsiasi tipo alle aziende. Basta tavoli concertativi dove a perderci sono solo i lavoratori e le lavoratrici. Gli ammortizzatori sociali vanno estesi e ampliati per ridurre l&rsquo;impatto sociale della perdita del lavoro, non come toppa per garantire che la classe padronale mantenga inalterati i propri profitti anche in tempi di crisi.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Riduzione dell&rsquo;orario di lavoro a parit&agrave; di salario<\/strong>. Si tratta dell&rsquo;unica misura sensata per ridurre la disoccupazione senza scaricarne i costi sulla collettivit&agrave; ma su coloro che sulla disoccupazione fanno profitto, ossia la classe padronale. Maggiore disoccupazione significa maggiore offerta e maggiore competizione tra lavoratori, e quindi salari pi&ugrave; bassi. Lavorare meno e lavorare tutti&hellip; e tutte!<\/p>\n<p>&#8211; <strong>La reintroduzione della scala mobile<\/strong> per l&rsquo;adeguamento dei salari al reale costo della vita. Prestiti, mutui, debiti sono la realt&agrave; delle famiglie proletarie. Il salario deve essere automaticamente adattato al costo della vita, pena una perdita costante del potere di acquisto e un impoverimento progressivo. Dal 2002 al 2012 una famiglia di quattro persone ha subito una stangata, per aumento dei prezzi, rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti, caro-carburanti, di circa 10.850 euro.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; commissione oppressioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso l&#8217;8 marzo In Italia le donne guadagnano mediamente il 71,7% del salario degli uomini, ma con molte differenze nei settori economici e nelle diverse&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66867","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66867\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}