{"id":66884,"date":"2019-03-06T00:00:00","date_gmt":"2019-03-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/06\/7-abbattiamo-ogni-confine-e-ogni-forma-di-sfruttamento\/"},"modified":"2019-03-06T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-06T00:00:00","slug":"7-abbattiamo-ogni-confine-e-ogni-forma-di-sfruttamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/06\/7-abbattiamo-ogni-confine-e-ogni-forma-di-sfruttamento\/","title":{"rendered":"#7 Abbattiamo ogni confine e ogni forma di sfruttamento"},"content":{"rendered":"<p>Verso l&#8217;8 marzo<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4798_abbattiamo.jpg\" alt=\"4798_abbattiamo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Quello che succede alle donne migranti &egrave; noto. Dal momento che decidono di lasciare il loro paese d&rsquo;origine, le attende un&rsquo;odissea fatta di marce estenuanti sotto il sole, violenze fisiche e sessuali da parte della polizia di ogni Stato che attraversano, lunghe peregrinazioni su imbarcazioni sovraffollate. Tutte le controriforme &ndash; dalla Turco-Napolitano passando per la Bossi-Fini &ndash; negli anni hanno trattato il diritto alla migrazione e alla mobilit&agrave; internazionale sempre in termini burocratici, securitari e classisti; le condizioni per i migranti sono peggiorate drasticamente grazie alle politiche di Minniti prima e di Salvini adesso: il numero dei morti in mare nel 2018 &egrave; quadruplicato rispetto al 2017. L&rsquo;aumento della mortalit&agrave; &egrave; degno di un vero e proprio olocausto: nel 2015 il tasso di mortalit&agrave; per chi viaggiava nel Mediterraneo era di uno su 269, nel 2017 era uno su 38. Adesso muore in mare una persona su 14.&nbsp;L&#8217;85% dei migranti tratti in salvo o intercettati nella cosiddetta Regione Libica di Ricerca e Salvataggio (SRR) vengono riportati in Libia, dove subiscono ogni sorta di violenza.<\/p>\n<p>Chi arriva in Italia come prospettiva ha davanti a s&eacute; la detenzione, l&rsquo;infinita burocrazia italiana, le domande di asilo respinte e molto probabilmente un lavoro sfruttato e la &ldquo;clandestinit&agrave;&rdquo;, oltre a un clima diffuso di razzismo, odio e intolleranza, che spesso sfocia in veri e propri atti di violenza.<\/p>\n<p>Alcuni settori del mondo del lavoro, come ad esempio quello di cura, si sono specializzati negli ultimi decenni attraverso l&#8217;introduzione massiccia di lavoratrici straniere. Tantissime immigrate infatti lavorano come badanti, spesso sei giorni alla settimana, con orari di lavoro che superano regolarmente le 8 ore, con contratti e stipendi non adeguati al tipo di prestazione e con poco tempo libero a disposizione per s&eacute;, o in alcuni casi anche mancanza di vere proprie autonomia e intimit&agrave;, giacch&eacute; a volte si trovano in condizione di dover vivere presso le abitazioni di anziani non autosufficienti, trovandosi nella condizione di dover essere pronte e disponibili al servizio a qualsiasi ora della notte e del giorno. Un altro settore specializzato nell&#8217;utilizzo di manodopera migrante a basso costo &egrave; quello agricolo. Ma nel magico mondo capitalista nulla succede per sbaglio: i flussi migratori verso i paesi &ldquo;ricchi&rdquo;, alimentati da secoli di colonialismo prima, imperialismo poi, hanno fornito ai capitalisti l&rsquo;eccezionale beneficio di disporre di manodopera a basso costo, da mettere in competizione con quella &ldquo;locale&rdquo; per abbassare salari e diritti. Infine va sottolineato il drammatico persistere e rafforzarsi &ndash; a livello internazionale &ndash; di forme di tratta e sfruttamento della prostituzione.<\/p>\n<p>La gestione emergenziale della migrazione ha ovviamente favorito anche la speculazione economica sulla pelle degli stranieri.  Lo stato e gli enti sovranazionali sono disposti a sborsare centinaia di milioni di euro, che per&ograve; non finiscono nelle tasche dei migranti che approdano in Occidente, ma nelle tasche fonde delle cooperative (spesso di matrice religiosa) che li ospitano.<\/p>\n<p>Inoltre, la propaganda martellante della destra populista che ci flagella ogni giorno con indegne campagne d&rsquo;odio razziale e che ripete a martello che &ldquo;gli immigrati ci rubano il lavoro&rdquo;, &ldquo;stuprano le nostre donne&rdquo;, &ldquo;rendono insicure le nostre citt&agrave;&rdquo; e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta, &egrave; finalizzata ad individuare un comodo capro espiatorio, innescando una guerra tra poveri che va ad esclusivo vantaggio della classe padronale. Finch&eacute; i lavoratori saranno occupati a prendersela con gli immigrati non si accorgeranno dei furti che subiscono ogni giorno da parte di italiani in giacca e cravatta: l&rsquo;articolo 18, le pensioni, lo smantellamento dello stato sociale, della sanit&agrave;, della scuola&hellip; L&rsquo;attuale governo fa i salti mortali per mantenere artificiosamente questo stato &ldquo;di emergenza&rdquo; abbattendo esperienze di integrazione, gettando in mezzo a una strada chi stava nei centri di accoglienza, creando l&rsquo;ambiente adatto alla povert&agrave;, alla microcriminalit&agrave; e al degrado. Per poter continuare ad agitare davanti all&rsquo;opinione pubblica lo spauracchio dell&rsquo;invasione. <\/p>\n<p>In realt&agrave;, molti tra riformisti e anime belle erano convinti che lo &ldquo;sviluppo&rdquo; su scala mondiale avrebbe determinato un avanzamento delle condizioni dei lavoratori anche nei paesi pi&ugrave; arretrati. &Egrave; avvenuto esattamente l&rsquo;opposto&hellip; sono le condizioni dei lavoratori dei paesi arretrati ad essere state importate da noi sotto la falsa bandiera della competitivit&agrave; e in nome del profitto: precarizzazione, voucher, lavoro in condizioni di estremo sfruttamento, caporalato e schiavismo sono fenomeni dei nostri giorni e delle nostre latitudini, che ritornano prepotentemente in auge all&rsquo;arretrare del movimento operaio.<\/p>\n<p>Il capitalismo non socializza benessere e diritti, accentra solo nelle mani di pochi i profitti, peggiorando progressivamente le condizioni di tutti gli sfruttati, a prescindere dal paese di provenienza.<\/p>\n<p>&Egrave; per questo che &egrave; di fondamentale importanza abbattere i confini e unire le lotte di tutti gli sfruttati, solo l&rsquo;internazionalismo proletario, l&rsquo;unit&agrave; della classe lavoratrice di ogni paese, &egrave; in grado di strappare dalle mani del padronato gli strumenti dell&rsquo;oppressione.<\/p>\n<p>Per questo riteniamo che la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori debba necessariamente essere condotta sul piano internazionale.<\/p>\n<p><strong>Rivendichiamo<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;<strong>apertura dei confini e la creazione di corridoi umanitari<\/strong>: basta morti in mare! Non &egrave; possibile tollerare oltre questa disumana ecatombe giornaliera. Cancellazione di tutte le controriforme che hanno favorito la speculazione economica e l&#8217;oppressione a danno dei migranti, dalla Turco-Napolitano alla Bossi-Fini, fino all&#8217;introduzione del reato di clandestinit&agrave;.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Lotta al caporalato e alle forme di schiavismo delle lavoratrici<\/strong> (badanti\/braccianti) e alle violenze che spesso subiscono nella perfetta indifferenza delle istituzioni e di fronte alla debolezza di programma e di azione dei sindacati. Le donne, sotto questo aspetto, sono particolarmente vulnerabili e soggette a vessazioni di ogni tipo.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Accoglienza e tutela delle donne migranti e ius soli<\/strong>. I migranti devono essere tutelati, accolti e facilitati nella loro integrazione. Per questo rivendichiamo il diritto di voto per chi risiede in Italia da almeno un anno e l&#8217;accesso alla cittadinanza dopo tre per chi ne faccia richiesta. Va prestata particolare cura all&rsquo;accoglienza di donne con figli e minori.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Ritiro del DDL Rufa. No alla riapertura dei bordelli<\/strong>. In Italia la prostituzione &egrave; gi&agrave; legale. Quello che &egrave; reato &egrave; lo sfruttamento, il favoreggiamento e l&rsquo;induzione alla prostituzione. Quindi quando si parla di &ldquo;legalizzazione&rdquo; si parla della &ldquo;legalizzazione dello sfruttamento&rdquo;. La prostituta non &egrave; perseguibile in quanto tale. Quindi chiunque desideri senza nessun condizionamento socio-economico fare questo mestiere, pu&ograve; gi&agrave; farlo. Riaprire le case chiuse dovrebbe essere un gran passo in avanti per le donne? No, perch&eacute; la prostituta dovr&agrave; mantenere con tutta probabilit&agrave; due papponi, quello che le garantisce l&rsquo;incolumit&agrave; o l&rsquo;appartamento, e lo Stato. Inoltre sar&agrave; soggetta a invasivi controlli da parte delle autorit&agrave; sulla propria salute, sul proprio corpo, sar&agrave; stigmatizzata e controllata e sfruttata economicamente anche dallo Stato. Il gioco al ribasso del capitale agir&agrave; anche con mano invisibile in questo mercato, abbassando le tariffe delle prestazioni, come gi&agrave; avvenuto in Germania, dove ormai si trovano bordelli a tariffa flat. Inoltre &egrave; falsa l&rsquo;argomentazione per cui &ldquo;almeno le toglieremo dalla strada&rdquo;, la proibizione non ha mai mutato l&rsquo;illegalit&agrave;, anzi ne peggiora condizioni e la violenza cui verranno sottoposte\/i coloro che non avranno la fortuna di trovare &ldquo;la casa chiusa&rdquo;. A chi giova quindi legalizzare lo sfruttamento? A capitalismo e patriarcato ovviamente. Questo governo clericale e reazionario vuole tornare indietro di cinquant&rsquo;anni e imporci i soli due ruoli accettabili nella societ&agrave;: madri di famiglia o prostitute, entrambi perfettamente funzionali al sistema di sfruttamento capitalista. Alle anime candide che pensano ancora che in una societ&agrave; capitalista possa esistere la &ldquo;libera scelta&rdquo; ribadiamo che questa esiste solo per una classe sociale ben precisa. Il grado di libert&agrave; di scelta di un individuo &egrave; dato dalla sua appartenenza di classe. Le statistiche ci dicono che le prostitute per la maggioranza sono donne, immigrate, violentate e sottoposte a ogni genere di vessazione e sfruttamento, persone a cui il sistema capitalista non ha lasciato molta scelta. Oppure persone che il sistema capitalista ha incastrato in vite vissute in condizioni pi&ugrave; o meno disperate. E non vi &egrave; una grande differenza tra essere costrette a prostituirsi sotto la minaccia della violenza fisica da parte di un&rsquo;organizzazione criminale e prostituirsi per mantenere se stesse o una famiglia un poco al di sopra della sussistenza. Chi propaganda l&rsquo;idea che in realt&agrave; abbiamo piena libert&agrave; di scelta molto spesso appartiene alla classe degli sfruttatori e non degli sfruttati. La libert&agrave; di mercificarsi non &egrave; autodeterminazione, non certo in questo sistema economico. Sotto il capitalismo le donne sono e saranno sempre e solo corpi di servizio, come purtroppo avviene anche agli uomini. Ma non a tutti gli uomini e tutte le donne, ma alle donne e agli uomini proletari, a chi appartiene alla classe degli sfruttati.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Lotta allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta di esseri umani<\/strong>, un mercato che in questi anni &egrave; cresciuto in tutto il mondo. Solo in una societ&agrave; priva di sfruttamento sar&agrave; possibile eliminare un fenomeno odioso come la tratta di esseri umani. Un primo passaggio in questo senso &egrave; la predisposizione di piani di accoglienza che prevedano l&#8217;assistenza sanitaria gratuita e l&#8217;ottenimento del diritto a rimanere in Italia a prescindere dal possesso o meno dei documenti; attraverso il coordinamento con le Case delle donne e i centri antiviolenza laici, l&#8217;inserimento in alloggi sicuri, eventualmente anche in altre citt&agrave; per non rendere i soggetti rintracciabili dagli ex sfruttatori; l&#8217;accesso a corsi di formazione e il sostegno all&#8217;inserimento nel mondo del lavoro o eventualmente della formazione scolastica e universitaria; la possibilit&agrave; del ricongiungimento familiare, per eliminare ogni forma di ricatto sociale e affettivo da parte degli sfruttatori.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Collegamento delle lotte femminili a livello mondiale<\/strong>: solo unendo le rivendicazioni degli sfruttati e delle donne a livello mondiale &egrave; possibile impensierire il capitale. Una lotta femminista o &egrave; anticapitalista e internazionalista o non &egrave;.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; commissione oppressioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso l&#8217;8 marzo Quello che succede alle donne migranti &egrave; noto. 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