{"id":66888,"date":"2019-03-08T00:00:00","date_gmt":"2019-03-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/08\/8-la-violenza-finisce-solo-se-abbattiamo-patriarcato-e-capitalismo-2\/"},"modified":"2019-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-08T00:00:00","slug":"8-la-violenza-finisce-solo-se-abbattiamo-patriarcato-e-capitalismo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/08\/8-la-violenza-finisce-solo-se-abbattiamo-patriarcato-e-capitalismo-2\/","title":{"rendered":"#8 La violenza finisce solo se abbattiamo patriarcato e capitalismo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4801_viveelibere.jpg\" alt=\"4801_viveelibere.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La donna non &egrave; solo lavoratrice sfruttata. &Egrave; soprattutto propriet&agrave;. Propriet&agrave; di altri. Dal momento in cui &egrave; stata estromessa dalla produzione e relegata all&rsquo;insignificanza, la donna &egrave; diventata una delle propriet&agrave; dell&rsquo;uomo. Che l&rsquo;idea di donna come propriet&agrave; sia dura a morire lo dimostra la recentissima abrogazione di alcune leggi vergogna. La possibilit&agrave; del matrimonio riparatore per gli stupratori viene abrogata nel 1981 (Franca Viola) e lo stupro diventa un reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1996, il delitto d&rsquo;onore viene abrogato anch&rsquo;esso nel 1981.<\/p>\n<p>Che le donne siano una propriet&agrave; &egrave; universalmente accettato, anzi incoraggiato. Leggete i testi di una canzone d&rsquo;amore o leggete tra le righe di qualsiasi film strappalacrime. Ci sono tutte le parole e le metafore del possesso. Gli stessi rapporti umani  di coppia, ma anche genitori-figli, sono pervasi  dall&rsquo;idea capitalista di propriet&agrave;.<\/p>\n<p>Il sistema capitalista entra nei rapporti amorosi tra le persone, e lo fa con la sua carica distruttrice, mercificando anche i sentimenti. La totale appartenenza di una persona all&rsquo;amato e il suo totale ed esclusivo annullamento &egrave; l&rsquo;ideale che ci viene costantemente proposto, dalle favole al matrimonio borghese. Quindi questa visione maschilista della donna &egrave; patrimonio comune, sia degli uomini che delle donne. Il problema del considerare l&rsquo;altra persona una propriet&agrave; &egrave; che una propriet&agrave;, oltre a essere inanimata e non senziente, &egrave; soggetta all&rsquo;esclusivo arbitrio del possessore. Il maschilista violento ama la propria donna (spesso &ldquo;follemente&rdquo;), per poi arrivare a picchiarla e ucciderla se decide di terminare la relazione, o prendere qualsiasi decisione in autonomia. &Egrave; su queste basi culturali che si fonda il fenomeno del femminicidio.<\/p>\n<p>La parola &#8220;femminicidio&#8221; esiste nella lingua italiana solo a partire dal 2001. Nella lingua inglese invece, dal 1801 esiste la parola &#8220;femicide&#8221;. E a questa prima parola se ne accost&ograve;, a partire dal 1992, un&rsquo;altra che &egrave; &#8220;feminicide&#8221;. Noi facciamo sempre i conti tardi con le nostre tradizioni nazionali. La parola non indica semplicemente l&rsquo;uccisione di una donna. Ma l&rsquo;uccisione di una donna in quanto tale.<\/p>\n<p>Il femminicidio &egrave; la prima causa di morte delle donne tra i 16 e 44 anni. Le donne in questa fascia d&rsquo;et&agrave; hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; di essere ammazzate dal proprio compagno, fidanzato, padre, fratello o ex che da un incidente stradale, da una malattia, dalla droga, ecc. <\/p>\n<p>I numeri sono abbastanza inquietanti, non serve aggiungere molto. I femminicidi si attestano da anni sulle 120 unit&agrave;, mentre sono in preoccupante calo le denunce di tutti i reati collegati (stalking, molestie, ecc.). Si tratta di numeri che non destano il minimo interesse, esattamente come i morti sul lavoro. La motivazione &egrave; semplice: esattamente come i morti sul lavoro, i femminicidi sono vittime organiche al sistema capitalistico, sono prodotte dal sistema capitalistico, e dunque sono inevitabili finch&eacute; questo sistema non viene abbattuto.<\/p>\n<p>Sono il prodotto della bella famiglia cattolica italica che tanto piace a papa Bergoglio e al ministro Fontana e al senatore Pillon. Una famiglia Mulino Bianco dove, oltre ai femminicidi, avviene anche il 69% degli stupri, oltre a violenze e vessazioni senza fine (in Europa il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche). Con buona pace dell&rsquo;immagine dell&rsquo;immigrato stupratore che tanto piace sventolare al ministro dell&rsquo;Interno. Fare qualcosa contro queste morti significa mettere in crisi il sistema stesso che le produce. Quindi si ignorano. O al massimo si riserva loro qualche articolo intriso di una narrazione tossica in cui il femminicida perde le sue caratteristiche umane e viene definito &ldquo;mostro&rdquo;, &ldquo;orco&rdquo;, o in cui si parla in modo assolutorio di &ldquo;raptus&rdquo;, &ldquo;amori malati&rdquo; e quanto di peggio il giornalismo borghese riesce a propinarci.<\/p>\n<p>La situazione &egrave; precipitata ulteriormente con gli attacchi all&rsquo;autodeterminazione femminile di questo governo reazionario e fanatico, non solo sul fronte della salute riproduttiva, ma anche di diritti a torto ritenuti &ldquo;acquisiti&rdquo; come il divorzio, con il famigerato DDL Pillon.<br \/>\n<br \/>Le nuove norme proposte sono un vero e proprio attentato alla libert&agrave; delle donne. Decenni di giurisprudenza cui si &egrave; tentato di fare qualche piccolo passo in avanti nel rispetto della situazione psicologica dei minori sono stati cancellati per soddisfare i pruriti forcaioli di marginali associazioni di padri separati che vaneggiano di alienazione genitoriale e vogliono tenersi stretti i cordoni della borsa.<\/p>\n<p>Malgrado le sanguinose lotte delle donne nella storia ci abbiano garantito la famosa parit&agrave; di diritti civili, nell&rsquo;attuale sistema capitalista&nbsp;il paradigma dominante&nbsp;&egrave; ancora lo stesso,&nbsp;la donna &egrave;&nbsp;propriet&agrave; dell&rsquo;uomo al pari di altra merce e in quanto tale pu&ograve; e deve essere usata a piacimento e pu&ograve; essere punita quando non ubbidisce e pu&ograve; essere rottamata quando non &egrave; pi&ugrave; utile all&rsquo;uomo e al sistema stesso. &Egrave; dunque il concetto di superiore ed inferiore che giustifica lo sfruttamento dell&rsquo;uomo sull&rsquo;uomo e di quest&rsquo;ultimo sulla donna&nbsp;e, ancora, dello stato borghese su entrambi. Ed &egrave; esattamente a questo punto che inevitabilmente gli interessi delle donne borghesi e delle donne proletarie non coincidono pi&ugrave; perch&eacute; le donne borghesi utilizzano esse stesse il principio dello sfruttamento della propria classe sociale sulle proletarie, non sono disposte a rinunciare ai privilegi della propriet&agrave; privata in nome della liberazione di tutte le donne, la donna ricca possiede sovente una serva povera e sottopagata e per queste ragioni qualsiasi lotta femminista che non preveda l&rsquo;abbattimento delle classi sociali, non rinneghi la propriet&agrave; privata e il principio di sfruttamento che ne consegue, &egrave; destinato a fallire o peggio ancora, diviene un ulteriore strumento di sfruttamento al soldo del capitalismo.<\/p>\n<p>Cosa fare, dunque? Se i problemi che vi abbiamo elencato nei nostri otto punti sono originati dalla stessa causa diventa difficile eliminarli uno a uno senza estirpare tale causa comune. Sfruttamento e patriarcato hanno la loro origine comune nella societ&agrave; capitalista. Quindi &egrave; necessario abbattere il capitalismo e tutte le forme di controllo sociale con cui si impone. Insomma, la questione femminile si risolve con la rivoluzione socialista, ossia con l&rsquo;avvento di una societ&agrave; in cui verr&agrave; distrutta l&rsquo;economia basata sul profitto di pochi e verranno distrutte anche tutte le forme di organizzazione sociale funzionali a tale assetto economico, come la famiglia monogamica. Si tratta di una societ&agrave; che non scaricher&agrave; pi&ugrave; il lavoro sociale sulle spalle delle donne, ma lo render&agrave; collettivo.<\/p>\n<p>Liberate dalle preoccupazioni di tipo materiale, grazie alla propriet&agrave; dei mezzi di produzione, le persone potranno finalmente scegliere.<\/p>\n<p><strong>Rivendichiamo:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong>Ritiro del DDL Pillon<\/strong>. Nel DDL Pillon i figli sono pacchi da spostare, oggetti privi di volont&agrave; che non possono esprimere preferenze, che subiscono un piano genitoriale che, in caso di disaccordo tra i genitori (abbastanza prevedibile), viene stilato addirittura da un mediatore dalle competenze per lo meno dubbie. Rigetto della mediazione obbligatoria, che non fa altro che dire alla donna: devi riconciliarti con chi non vuoi pi&ugrave; accanto a te, devi sopportare violenze e umiliazioni, tanto non sarai creduta in tribunale, e tanto ci sar&ograve; io che tenter&ograve; di riabilitare l&rsquo;uomo da cui vuoi separarti con ogni mezzo. Nel fare questo allungher&ograve; inoltre i tempi che ti servono per avere giustizia e nel frattempo non protegger&ograve; i tuoi figli dalle violenze che potrebbero avvenire.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Rigetto del mantenimento diretto<\/strong>: In un paese in cui le donne spesso devono (e non scelgono) di restare a casa ad accudire i figli e quindi di non costruirsi una carriera e di non rendersi indipendenti grazie a un lavoro, questa norma sostanzialmente butta sul lastrico quelle donne che si sono dedicate alla famiglia e hanno poi osato ribellarsi al pater familias chiedendo il divorzio. Inoltre nel DDL scompaiono la separazione per colpa e il reato di violazione degli obblighi di sostentamento familiare. Una vera e propria manna per i padri inadempienti. Una vera e propria punizione, in mancanza di altri strumenti medioevali.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Lotta ai femminicidi mediante l&rsquo;autorganizzazione<\/strong> della autodifesa femminista con il potenziamento di centri di autoaiuto e ascolto, mediante la lotta culturale contro ogni deformazione della narrazione tossica della violenza machista.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Fondi ai centri antiviolenza e case di tutela per donne maltrattate<\/strong> organizzati da donne e per donne, nessun finanziamento a enti o case famiglia religiose o private.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Creazione di un percorso garantito<\/strong>, ma rifiuto del codice rosa con denuncia obbligatoria, creazione di una rete di protezione efficace per le donne che denunciano violenze, possibilit&agrave; di trasferimento con assistenza in termine di abitazione, lavoro e aiuto per le donne prive di mezzi autonomi.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Sottrazione della patria potest&agrave; in presenza di violenza domestica<\/strong>, perch&eacute; i figli non siano come spesso accade la propriet&agrave; su cui si scarica la violenza maschilista.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; commissione oppressioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna non &egrave; solo lavoratrice sfruttata. &Egrave; soprattutto propriet&agrave;. Propriet&agrave; di altri. Dal momento in cui &egrave; stata estromessa dalla produzione e relegata all&rsquo;insignificanza,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-66888","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antipatriarcali-anticapitalist-antifascist-anticlericali-femminist-rivoluzionar","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66888"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66888\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}