{"id":66896,"date":"2019-03-23T00:00:00","date_gmt":"2019-03-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/23\/la-cina-vicina-le-capriole-del-sovranismo\/"},"modified":"2019-03-23T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-23T00:00:00","slug":"la-cina-vicina-le-capriole-del-sovranismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/03\/23\/la-cina-vicina-le-capriole-del-sovranismo\/","title":{"rendered":"La Cina &egrave; vicina. Le capriole del sovranismo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4814_cina-italia.jpg\" alt=\"4814_cina-italia.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&ldquo;La Cina &egrave; vicina&rdquo;, gridavano i maoisti di casa nostra cinquant&#8217;anni fa, nel nome della cosiddetta rivoluzione culturale. In realt&agrave; presentavano l&#8217;operazione burocratica stalinista della frazione di Mao contro la frazione di Liu come elisir del socialismo da indicare a modello. Ma nonostante tutto si riferivano a una Cina che era allora uno Stato operaio, seppur burocraticamente deformato, entro un quadro mondiale ancora segnato dal confronto tra imperialismi d&#8217;Occidente e blocco staliniano ad Est.<\/p>\n<p>Ripetere oggi &ldquo;la Cina &egrave; vicina&rdquo; &egrave; cosa diversa, a fronte della realt&agrave; capitalistica e imperialistica della Cina attuale, restaurata dalla stessa burocrazia stalinista. Eppure &egrave; la cantica che si leva in questi giorni da diversi ambienti intellettuali e politici dell&#8217;area sovranista, in occasione degli accordi tra Italia e Cina.<br \/>\n<br \/>&laquo;<em>Accordo Italia-Cina: un&#8217;occasione storica per la difesa degli interessi del nostro popolo<\/em>&raquo;, scrive Mauro Gemma (Associazione Marx XXI). &laquo;<em>Il PCI &egrave; per l&#8217;adesione italiana al progetto delle Nuove Vie della Seta<\/em>&raquo; dichiarano Mauro Alboresi e Fosco Giannini, a nome del proprio partito. Ma anche l&#8217;area di Contropiano, seppur con toni meno enfatici, presenta l&#8217;accordo come &laquo;<em>ossigeno puro per un&#8217;economia<\/em> [italiana] <em>asfissiata dalla austerit&agrave; teutonica<\/em>&raquo; (Francesco Piccioni).<\/p>\n<p>La base di partenza &egrave; duplice. Da un lato, la caratterizzazione della Cina come paese socialista. Dall&#8217;altro, la rappresentazione dell&#8217;Italia come paese oppresso dalla Germania e dalla UE &ldquo;tedesca&rdquo;. Se queste sono le premesse, cosa c&#8217;&egrave; di meglio per &ldquo;il nostro paese&rdquo; dell&#8217;abbraccio liberatorio con Xi Jinping? L&#8217;accordo con la Cina diventa la celebrazione della &ldquo;sovranit&agrave;&rdquo; riconquistata dell&#8217;Italia. Le obiezioni dell&#8217;imperialismo USA, le resistenze di Germania e Francia, non provano forse la bont&agrave; dell&#8217;accordo?<\/p>\n<p>C&#8217;&egrave; davvero da stropicciarsi gli occhi di fronte a una rappresentazione tanto grottesca.<br \/>\n<br \/>L&#8217;imperialismo USA fa i propri interessi, e dunque teme l&#8217;espansione della potenza imperialista cinese, sua rivale strategica. L&#8217;imperialismo tedesco fa i propri interessi, e dunque vuole tutelare la primazia dei propri affari con la Cina, e in Cina contro la concorrenza italiana. L&#8217;imperialismo francese fa i propri interessi, ha con l&#8217;Italia un contenzioso aperto su vari tavoli, e per questo osteggia l&#8217;operazione. Ma l&#8217;imperialismo italiano? Gi&agrave;, perch&eacute; anche il &ldquo;nostro&rdquo; paese &egrave; un paese imperialista, che ha i suoi propri interessi. Pi&ugrave; precisamente, l&#8217;Italia &egrave; la settima potenza mondiale e la seconda manifattura d&#8217;Europa. &Egrave; alleata degli USA e della Germania, ma non &egrave; una loro colonia. Contende alla Germania l&#8217;egemonia nei Balcani, contende alla Francia l&#8217;egemonia nel Nord Africa, contende alla Spagna un&#8217;area di influenza in Sud America. Per questa stessa ragione oggi l&#8217;imperialismo italiano mira ad allargare il proprio bacino d&#8217;affari con la Cina e verso la Cina, il pi&ugrave; grande mercato di merci e capitali esistente al mondo, e al tempo stesso la pi&ugrave; grande potenza imperialista emergente. <\/p>\n<p>La natura concreta dell&#8217;accordo &egrave; evidente per entrambi i contraenti. L&#8217;imperialismo cinese attraverso i porti italiani, Trieste in primis, allarga il canale di espansione in Europa, sbocco importante dei propri capitali in eccesso. L&#8217;imperialismo italiano attraverso l&#8217;accordo mira a contropartite altrettanto appetitose: l&#8217;apertura degli appalti pubblici in Cina per i costruttori italiani, l&#8217;allargamento delle esportazioni italiane nell&#8217;enorme mercato cinese, la compartecipazione italiana agli investimenti cinesi in Africa. La nomenclatura delle imprese italiane coinvolte negli accordi Italia-Cina &egrave; significativa: Ansaldo, SNAM, CDP, ENI, Intesa, Danieli&#8230; tutti i pi&ugrave; grandi capitalisti italiani, nessuno escluso. Non meno significativo &egrave; l&#8217;appoggio della grande stampa padronale all&#8217;accordo italo-cinese. Persino la stampa borghese liberale, oggi all&#8217;opposizione del governo giallo-bruno, ha coperto e sostenuto l&#8217;accordo, sino ad offrire pagine intere, un lungo e largo tappeto rosso, all&#8217;intervento cerimonioso del leader cinese (Corriere della Sera). Per non parlare della Presidenza della Repubblica, grande sponsor istituzionale dell&#8217;intesa. Del resto il significato dell&#8217;accordo &egrave; stato illustrato nel modo pi&ugrave; semplice da Du Fei, presidente della cinese CCCC, azienda gigantesca di costruzioni con 70 miliardi di dollari di fatturato e 118 mila dipendenti: &ldquo;La torta &egrave; grande, mangiamola insieme&rdquo; (testuale!). Questo &egrave; &ldquo;l&#8217;ossigeno puro&rdquo; dell&#8217;intesa: riguarda i profitti, non altro.<\/p>\n<p>Il problema, allora, non &egrave; essere &ldquo;a favore&rdquo; o &ldquo;contro&rdquo; l&#8217;intesa tra l&#8217;imperialismo cinese e l&#8217;imperialismo italiano, ma di avere un angolo di sguardo indipendente sulla faccenda. Un angolo di sguardo che muova dall&#8217;interesse indipendente dei lavoratori, italiani e cinesi, e da una prospettiva socialista contro ogni imperialismo (USA, UE, Cina&#8230;), a partire dall&#8217;imperialismo nazionale di casa nostra. L&#8217;unica intesa Italia-Cina che ci pu&ograve; interessare &egrave; quella che passa per la costruzione di un&#8217;alleanza internazionale tra operai italiani e operai cinesi contro i rispettivi capitalisti e imperialismi. &ldquo;Proletari di tutti i paesi, unitevi&rdquo; significa questo. L&#8217;&rdquo;unitevi&rdquo; rivolto all&#8217;imperialismo italiano e cinese muove da una logica opposta: subalterna verso l&#8217;imperialismo di casa nostra e verso la realt&agrave; dell&#8217;imperialismo mondiale. Subalterna verso gli sfruttatori della classe lavoratrice, verso i nemici della causa socialista.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;La Cina &egrave; vicina&rdquo;, gridavano i maoisti di casa nostra cinquant&#8217;anni fa, nel nome della cosiddetta rivoluzione culturale. 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