{"id":66920,"date":"2019-05-14T00:00:00","date_gmt":"2019-05-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/05\/14\/ti-stupro-il-fascismo-e-la-sua-politica-di-annichilimento-delle-donne\/"},"modified":"2019-05-14T00:00:00","modified_gmt":"2019-05-14T00:00:00","slug":"ti-stupro-il-fascismo-e-la-sua-politica-di-annichilimento-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/05\/14\/ti-stupro-il-fascismo-e-la-sua-politica-di-annichilimento-delle-donne\/","title":{"rendered":"&laquo;Ti stupro!&raquo; &ndash; Il fascismo e la sua politica di annichilimento delle donne"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4846_casapound_rape.jpg\" alt=\"4846_casapound_rape.jpg\" \/><\/p>\n<p>Di recente, a Casal Bruciato, i fascisti di CasaPound hanno assediato una famiglia di etnia rom a cui era stata assegnata una casa popolare, urlando &ldquo;troia&rdquo;, &ldquo;ti stupro&rdquo; a una terrorizzata madre che teneva in braccio una ancor pi&ugrave; terrorizzata bambina.<\/p>\n<p>Questa minaccia, lo stupro, &egrave; invece stata messa concretamente in pratica da parte di due camerati di CasaPound di Viterbo, che hanno brutalizzato una donna resa incapace di difendersi all&#8217;interno della sede del partito.<\/p>\n<p>Lo stupro come arma di guerra politica e sociale &egrave; una costante dell&#8217;azione politica dei fascisti, vecchi e nuovi. Non rappresenta una casualit&agrave; criminale, ma una conseguenza diretta di una cultura della sottomissione e dell&#8217;oggettivizzazione femminile e di annichilimento dell&#8217;avversario politico.<\/p>\n<p>Fu un atto politico lo stupro di Franca Rame, finalizzato a zittire la voce di una donna, ma prima di tutto di una comunista.<br \/>\n<br \/>Lo stesso carattere punitivo, di genere e di classe, ebbe lo stupro nel 1975 di Rosaria Lopez e di Donatella Colasanti da parte di quattro fascisti pariolini, la prima torturata e barbaramente uccisa, la seconda sfuggita dal destino della compagna fingendosi morta.<br \/>\n<br \/>Le due erano ragazze di borgata, appartenenti a un genere, quello femminile, e a una classe, quella proletaria, che i neofascisti ritenevano e ritengono inferiore, e che era (ed &egrave;) ammissibile annichilire, brutalizzare, sfruttare, persino uccidere. <\/p>\n<p>I vigliacchi atti fascisti nei confronti delle donne che i camerati compiono oggi sono figli degli stessi atti che compivano i loro nonni del Ventennio. Sono profondamente radicati nella stessa ideologia misogina, bigotta e sessuofobica.<br \/>\n<br \/>Durante il fascismo la donna veniva considerata solo ed esclusivamente nella misura in cui svolgeva una funzione utile all&#8217;uomo e al regime. Era innanzitutto una fattrice, un&#8217;incubatrice di giovani virgulti italici. Ieri Mussolini premiava le donne che partorivano molti figli per la patria, e oggi i neofascisti di Forza Nuova propongono il reddito per le madri.<\/p>\n<p>In questa filosofia di sfruttamento individuale e statale del corpo femminile, gioca(va) un ruolo fondamentale anche la chiesa cattolica, che da sempre e con ampia documentazione teologica afferma che la donna &egrave; un essere inferiore, non finito, un uomo malriuscito (San Tommaso, San Paolo).<\/p>\n<p>Va da s&eacute; che, non potendo aggirare il dato biologico che sono le donne a fare figli, tale capacit&agrave; riproduttiva vada strettamente normata, togliendo alle donne qualsiasi controllo sul proprio corpo, che &egrave; corpo di servizio al regime. Nessuna contraccezione, nessun accesso all&rsquo;aborto, nessuna possibilit&agrave; di autodeterminazione di sorta.<br \/>\n<br \/>La donna fascista &egrave; prima di tutto madre. Chi devia da questo ruolo &ndash; per scelta o per impossibilit&agrave; &ndash; o chi si ribella, &egrave; spesso marginalizzata, quando non addirittura internata in manicomio o resa inoffensiva (come avvenne a Ida Dalser, che ebbe il figlio illegittimo del Duce, Benito Albino, entrambi internati e morti in manicomio).<\/p>\n<p>L&#8217;Opera Nazionale Maternit&agrave; e Infanzia, istituita nel 1925, rese subito evidente che quest&#8217;organo non tutelava la donna in quanto tale, ma tutelava la sua funzione riproduttiva. Infatti nel testo viene definita &ldquo;madre&rdquo;, non donna. Al di fuori della donna-mater, la donna serviva a poco nel fascismo.<br \/>\n<br \/>Anzi. Un altro utilizzo che il camerata poteva fare del corpo della donna era quello ricreativo, a cui aveva sempre e comunque diritto. Le case chiuse del periodo mussoliniano, di cui oggi non a caso la destra invoca la riapertura, costituiscono un esempio lampante: la prostituta &egrave; il necessario contraltare alla moglie per il camerata. Nessuna delle due &egrave; un individuo riconosciuto ed entrambe hanno funzioni diverse e complementari per il pater familias. Un concetto ribadito persino dall&rsquo;attuale ministro dell&rsquo;Interno.<\/p>\n<p>Il lavoro &egrave; un altro punto dolente per i vecchi e nuovi fascisti. Essendo il lavoro, e quindi l&#8217;autonomia economica, la strada principale e privilegiata per l&rsquo;autodeterminazione della donna, i fascisti vecchi e nuovi lo avversano e fanno di tutto per renderlo inaccessibile. La difesa della famiglia tanto sbandierata dai neofascisti &egrave; subordinata a una condizione ferrea: che la donna non lavori.<br \/>\n<br \/>La mancanza di indipendenza economica &egrave; la ragione strutturale per cui tante donne ancora oggi rimangono in contesti famigliari violenti, spesso fino a perdere la vita.<br \/>\n<br \/>La prima mossa del vecchio fascismo in questo senso fu precludere alle donne l&#8217;istruzione, sia come docenti sia come studentesse. Nel 1926 alle donne venne attivamente impedito di insegnare materie scientifiche negli istituti superiori. Rimasero solo a fare le maestrine dal braccio alzato.<br \/>\n<br \/>Nel 1938 il fascismo eman&ograve; una legge per limitare la percentuale massima di donne impiegate negli uffici pubblici e nelle ditte private a un massimo del 10% della forza lavoro. <\/p>\n<p>Il capitalismo, di cui il fascismo &egrave; espressione pi&ugrave; platealmente violenta, sta perseguendo lo stesso obiettivo oggi come allora: con precariet&agrave;, flessibilit&agrave; e attacchi ai diritti dei lavoratori e lavoratrici e alla maternit&agrave;, si stanno spingendo le donne sempre di pi&ugrave; dentro casa. Nel meridione due donne su tre non lavorano. I tassi di abbandono del lavoro in seguito alla maternit&agrave; sono inquietanti. L&rsquo;attacco ai servizi e al welfare dei governi di ogni colore persegue lo stesso obiettivo: costringere le donne a scegliere la famiglia, ricacciandole nella passivit&agrave; e controllandone la vita riproduttiva.<\/p>\n<p>Ma torniamo ai nostri camerati odierni, che promettono lo stupro e lo mantengono. Non possiamo stupirci. A legalizzare lo stupro fu proprio il Duce, con il nuovo Codice penale del 1930, che sanciva il matrimonio riparatore. Donne, maggiorenni e minorenni, potevano essere tranquillamente stuprate; si risolveva tutto sposandole. Il fascismo condannava quindi le donne non solo a subire violenza, ma a convivere con il proprio stupratore per tutta la vita. Persino l&#8217;incesto venne considerato un delitto contro la morale, e non contro la persona.<br \/>\n<br \/>Il Codice penale del 1930 regalava agli uomini altri ameni diritti, come il delitto d&#8217;onore, per cui in uno stato d&#8217;ira era giustificabile uccidere una donna che avesse disonorato un uomo con la sua condotta, fosse egli padre, marito o fratello. Chiaramente a sessi inversi tutto questo non funzionava. La legge parlava chiaro. Altrettanto chiaramente il giudizio sull&rsquo;eventuale &ldquo;disonore&rdquo; spettava a una giuria di uomini.<br \/>\n<br \/>L&#8217;impunit&agrave; che di fatto si garantiva a chi uccideva una donna era un&#8217;arma di oppressione straordinaria, un ricatto costante: qualsiasi donna che non avesse rispettato la volont&agrave; dell&#8217;uomo che la comandava rischiava ogni giorno la vita, e il suo assassino aveva l&#8217;impunit&agrave; garantita. Una vita di sopraffazione giornaliera. Il delitto d&#8217;onore sanciva l&#8217;inferiorit&agrave; della donna anche per la giurisprudenza.<\/p>\n<p>Abbiamo dovuto attendere il 1981 per abrogare queste leggi vergogna. Perch&eacute; anche alla neonata Repubblica borghese facevano comodo.<\/p>\n<p>Quello fascista era un vero e proprio sistema oppressivo, violento e assassino, che si concretizzava in tutti gli aspetti della vita femminile. In questo contesto si inserisce lo stupro come arma di guerra utilizzato nelle colonie, con l&#8217;istituzione del madamato, dello stupro sistematico delle partigiane e delle donne combattenti.<br \/>\n<br \/>Ancora negli anni Settanta, incalzato da Elvira Banotti, un esterrefatto Montanelli difendeva l&rsquo;abuso verso il suo &laquo;<em>animalino docile<\/em>&raquo;, ossia la bambina di dodici anni comprata e violentata quando era militare in Abissinia.<br \/>\n<br \/>Nella campagna di Libia, a donne incinte venne squartato il ventre e i feti infilzati. Giovani indigene furono violentate e sodomizzate (ad alcune infisse candele nella vagina e nel retto). Una tattica di guerra che i fascisti vecchi e nuovi applicano agli oppositori politici, alle minoranze, ai bersagli del loro odio.<\/p>\n<p>La barbarie dei fascisti, di ieri di oggi, si radica nella vigliaccheria che questi dimostrano verso chi ritengono inferiori. Le donne hanno l&#8217;aggravante, agli occhi dei fascisti, di detenere il potere della maternit&agrave;, un aspetto che &egrave; assolutamente necessario controllare per chi non riesce a rapportarsi da pari con gli altri. L&rsquo;oppressione di genere si arricchisce di un aspetto aggiuntivo rispetto all&rsquo;oppressione razzista, coloniale e politica: quello sessuale.<\/p>\n<p>La sostituzione etnica di cui vaneggiano i fascisti, e le conseguenti iniziative per il sostegno alla maternit&agrave; (ovviamente italica), &egrave; appunto il terrore della contaminazione, il razzismo che incontra il sessismo.<br \/>\n<br \/>Si tratta di un&rsquo;espressione terribile del proprio senso di inferiorit&agrave; biologica, psicologica e sociale. Lo stupro, anche quando &egrave; privo di connotati politici (se mai lo fosse) &egrave; sempre una questione di potere, la pulsione sessuale dello stupratore non c&rsquo;entra nulla.<br \/>\n<br \/>Lo stupro, nel caso dei fascisti, &egrave; assunto a programma politico, a strumento di controllo, a prassi militante.<br \/>\n<br \/>Se il fascismo si &egrave; fregiato dell&rsquo;ambizione di costruire un uomo &ldquo;nuovo&rdquo;, un superuomo nietzschiano animato da un&rsquo;inarrestabile volont&agrave; di potenza, la donna &ldquo;nuova&rdquo; costruita e immaginata dal fascismo &egrave; terribilmente vecchia, non moderna, medioevale.<br \/>\n<br \/>Tale concezione della donna, sostanzialmente sovrapponibile a quella fondamentalista cattolica, non &egrave; altro che uno specchio che rovescia e rivela che, in realt&agrave;, questa virile volont&agrave; di potenza, concretizzata nella violenza sessuale e nella prevaricazione di classe, non &egrave; altro che la pi&ugrave; plateale dimostrazione di impotenza.<\/p>\n<p>Wilhelm Reich ha giustamente colto tutto il potenziale della repressione sessuale come strumento di controllo sociale in <em>Psicologia di massa del fascismo<\/em>: <\/p>\n<p>&laquo;<em>Se esaminiamo la storia della repressione sessuale e l&#8217;origine della rimozione sessuale constatiamo che essa non ha inizio all&#8217;origine dello sviluppo culturale, e che quindi non &egrave; la premessa per lo sviluppo culturale, ma cominci&ograve; a formarsi solo relativamente tardi insieme al patriarcato autoritario e all&#8217;inizio della divisione in classi della societ&agrave;. Gli interessi sessuali di tutti cominciano ad entrare al servizio degli interessi di profitto economico di una minoranza; sotto la forma del matrimonio e della famiglia patriarcali questo dato di fatto ha assunto una precisa forma organizzativa. Con la limitazione e la repressione della sessualit&agrave; i sentimenti umani subiscono una trasformazione, nasce una religione sessuo-negativa e gradualmente costruisce una propria organizzazione sessuo-politica, la chiesa con tutti i suoi precursori, il cui obiettivo &egrave; soltanto quello di annientare il piacere sessuale degli uomini e quindi anche quel briciolo di felicit&agrave; su questa terra. Tutto questo ha un preciso significato sociologico in rapporto con l&#8217;ormai fiorente sfruttamento della forza lavorativa umana. [&hellip;] L&#8217;uomo educato e formato autoritariamente non conosce le leggi naturali della autoregolazione, non ha alcuna fiducia in se stesso; ha paura della propria sessualit&agrave; perch&eacute; non ha mai imparato a viverla naturalmente. Egli declina quindi ogni responsabilit&agrave; per le proprie azioni e le proprie decisioni e chiede di essere diretto e guidato [&hellip;] Il fascismo ideologicamente &egrave; la ribellione di una societ&agrave; malata mortalmente sia sul piano sessuale che economico contro le dolorose ma decise tendenze del pensiero rivoluzionario verso la libert&agrave; sessuale ed economica, una libert&agrave; al solo pensiero della quale l&#8217;uomo reazionario viene assalito da una paura mortale.<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>Come combattere quindi un esercito di brutali scimmie represse, incapaci di vedere la propria disumanizzazione, impotenti e balbettanti, sempre alla ricerca freudiana di un padre a cui dimostrare la propria virilit&agrave;? (Non a caso uno degli stupratori di Viterbo invi&ograve; proprio al padre il video dello stupro, dimostrazione all&rsquo;autorit&agrave; superiore delle sue prodezze fasciste).<\/p>\n<p>Non &egrave; possibile una rieducazione. Non &egrave; sufficiente una battaglia culturale. Le radici di comportamenti apparentemente sporadici affondano in un sistema sociale completamente marcio, che va abbattuto, cancellato e ricostruito.<br \/>\n<br \/>Lo stupro &egrave; espressione di potere di un genere sull&rsquo;altro, di una classe sull&rsquo;altra, dello sfruttatore sullo sfruttato.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; pensabile tagliare qualche ramo del sistema capitalistico e aspettarsi che smetta di produrre questi frutti maleodoranti.<br \/>\n<br \/>Capitalismo, sfruttamento e fascismo vanno sradicati con la rivoluzione socialista. Altra strada non esiste.<\/p>\n<p>* Gustavo Ottolenghi,&nbsp;<em>Gli Italiani e il colonialismo. I campi di detenzione italiani in Africa<\/em>, Milano, SugarCo, 1997, pp.&nbsp;60 in poi.<\/p>\n<p>MG<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente, a Casal Bruciato, i fascisti di CasaPound hanno assediato una famiglia di etnia rom a cui era stata assegnata una casa popolare, urlando&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66920","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66920\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}