{"id":66929,"date":"2019-05-26T00:00:00","date_gmt":"2019-05-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/05\/26\/genova-orgoglio-antifascista-e-di-classe\/"},"modified":"2019-05-26T00:00:00","modified_gmt":"2019-05-26T00:00:00","slug":"genova-orgoglio-antifascista-e-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/05\/26\/genova-orgoglio-antifascista-e-di-classe\/","title":{"rendered":"Genova: orgoglio antifascista e di classe"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4858_porto-genova-bahri.jpg\" alt=\"4858_porto-genova-bahri.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>In questi giorni di maggio, a Genova, si &egrave; potuto respirare un vento di passione e ardore che ha riempito polmoni e cuori di rinnovato vigore. Dal porto ai quartieri di questa citt&agrave; &egrave; emersa, con forza e determinazione, la catena della lotta di classe che, unendo i suoi anelli, ha messo in mostra la volont&agrave; di opporsi e resistere agli spettri del militarismo, del razzismo, del sessismo, del fascismo, dell&#8217;oppressione borghese e dello sfruttamento capitalista.<br \/>\n<br \/>Di fronte alla coltre di buia reazione che avanza in Europa, una serie di fiammelle di resistenza e di speranza hanno saputo accendere un fuoco, dando vita a una settimana di mobilitazione, per ricordare che anche quando l&#8217;oscurit&agrave; di una societ&agrave; marcescente sembra impossibile da scalfire, gli sfruttati e gli oppressi possono trovare in loro risorse e strumenti per reagire, attraverso l&#8217;unit&agrave; nella lotta per una societ&agrave; migliore.<\/p>\n<p>Una mobilitazione in continuit&agrave; con le battaglie recenti contro il fascismo, il razzismo e la guerra, e che continua nella prospettiva della costruzione di un 30 giugno di lotta, per attualizzare la rivolta della classe operaia cittadina e della sua popolazione contro il congresso del MSI del 1960.<\/p>\n<p>20 MAGGIO: PORTI CHIUSI ALLE ARMI, PORTI APERTI ALLE PERSONE. RESPINTA LA NAVE BAHRI YANBU<\/p>\n<p>Contro ogni arroganza razzista salviniana e contro ogni ipocrisia (Partito) Democratica, questa volta non passa sotto silenzio l&#8217;ennesimo approdo di una delle navi della National Shipping Company of Saudi Arabia.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; una novit&agrave; che Salvini, e il governo sotto il suo scacco, porti avanti la guerra ai &#8220;clandestini&#8221;, ai profughi e a chiunque osi mettersi in mare per salvarli, con la solita retorica dei &#8220;porti chiusi&#8221; e dell'&#8221;aiutarli a casa loro&#8221;. Con l&#8217;avvicinarsi delle elezioni europee, il Ministro dell&#8217;Interno plenipotenziario, per&ograve;, ha accelerato questa campagna di morte annunciando un secondo Decreto sicurezza in cui, da una parte, predisporre multe esorbitanti per chiunque salvi in mare un naufrago se migrante e, dall&#8217;altra, aumentare le pene e la criminalizzazione delle manifestazioni, delle contestazioni di piazza e degli scioperi colpendo chiunque osi utilizzare un fumogeno, uno scudo per proteggersi dalle manganellate e cos&igrave; via.<br \/>\n<br \/>Lo stesso copione del gi&agrave; in vigore Decreto sicurezza, che da una parte colpisce e ridimensiona il diritto di protezione internazionale, rende impossibile la regolarizzazione in Italia per gli stranieri &ndash; soprattutto per quelli socialmente ed economicamente pi&ugrave; deboli &ndash; e rende pi&ugrave; ricattabili clandestini e immigrati regolari per trasformarli pi&ugrave; facilmente in schiavi di caporali e organizzazioni mafiose e, dall&#8217;altra, aumenta le pene per chi pratica un picchetto, un blocco stradale o un&#8217;occupazione (sia essa abitativa, sociale o all&#8217;interno di lotte sindacali in difesa del posto di lavoro), trasformandoli in reati equiparabili alla pedofilia e peggiori della bancarotta fraudolenta.<\/p>\n<p>Proprio in quei giorni, peraltro, Salvini stava portando avanti una nuova crociata contro la Sea Watch, dopo quella contro Mediterranea e la Mare Jonio, per impedire lo sbarco di 47 persone appena salvate nel Mar Mediterraneo che, nella sua visione, dovrebbero essere lasciate annegare, distanti da occhi scomodi, o essere lasciate alle milizie di tagliagole libici &ndash; rinominate Guardia costiera libica &ndash; finanziate e armate dal PD di Minniti, Renzi e Gentiloni, per ingabbiarle in un infinito destino di schiavit&ugrave;, stupri, torture, campi di concentramento e guerra.<\/p>\n<p>Mentre questo mortifero teatrino si consumava nelle stanze del potere, a Genova stava per attraccare la nave Bahri Yanbu, al servizio degli interessi di guerra dell&#8217;Arabia Saudita, indiscusso partner commerciale e militare di tutti i governi italiani &ndash; lo stesso paese che finanzia le milizie salafite in giro per l&#8217;Africa e il Medio Oriente, e che bombarda e costringe alla carestia l&#8217;intero popolo yemenita colpevole di non piegarsi ai propri diktat.<br \/>\n<br \/>Quella nave era gi&agrave; stata respinta giorni prima dai dockers e dal movimento antimilitarista di Le Havre, che si erano opposti a caricare sulla nave cargo, gi&agrave; piena di armi, otto cannoni Ceasar.<br \/>\n<br \/>La mobilitazione prende piede a Genova non appena si scopre che la citt&agrave; della Lanterna sar&agrave;  uno degli scali della nave: a farsene carico &egrave; il combattivo Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), che da anni denuncia i traffici della flotta Bahri.<br \/>\n<br \/>Su questa mobilitazione, e con la convocazione di una assemblea partecipatissima alla Sala Chiamata del Porto, anche la FILT-CGIL locale e regionale prende posizione e annuncia che verr&agrave; convocato lo sciopero se si dimostrer&agrave; che deve essere caricato materiale bellico.<br \/>\n<br \/>Solo la costante pressione del CALP, che denuncia pubblicamente il carico pronto all&#8217;imbarco &ndash; alcuni generatori Shelter della Tekna, in zona grigia perch&eacute; utilizzabili sia per scopi civili che militari &ndash; e la mobilitazione che coinvolge molti antimilitaristi e pacifisti &ndash; tra cui il nostro partito e il raggruppamento di Genova Antifascista &ndash; ha spinto la FILT-CGIL a dichiarare lo sciopero della Compagnia Unica Lavoratori delle Merci Varie (CULMV) e del terminal GMT, associandosi alla convocazione del CALP di un presidio-picchetto fin dalle ore 6 del mattino del 20 di maggio.<\/p>\n<p>Con quella determinazione la nave, su indicazione del governo, &egrave; stata fatta attraccare, ma dopo un&#8217;intera giornata di resistenza e trattative con la Prefettura, viene dichiarata la vittoria definitiva: la nave carica solo il materiale di approvvigionamento per l&#8217;equipaggio, i materiali militari vengono stoccati per essere portati fuori dal porto, la nave deve partire senza caricare materiale bellico. Sempre con questa determinazione e per timori che sia i cannoni Ceasar che i generatori Shelter potessero essere caricati nel porto militare di La Spezia, la FILT-CGIL Liguria dichiara lo sciopero regionale in caso di tentativo di attracco.<br \/>\n<br \/>Alla fine la Bahri Yanbu parte, con armi e bagagli &ndash; nel vero senso della parola, ma senza le armi bloccate in Liguria &ndash; alla volta dell&#8217;Egitto, senza una parte fondamentale del suo carico di morte e devastazione, di cui i portuali genovesi e liguri non si sono voluti rendere complici.<br \/>\n<br \/>Una grande dimostrazione di coscienza di classe e politica antimilitarista e internazionalista che, in una fase in cui la classe lavoratrice fatica a trovare le risorse, la compattezza e il coraggio per lottare anche per la difesa del proprio posto di lavoro, mostra il livello avanzato di questa avanguardia di classe genovese.<br \/>\n<br \/>A imperitura memoria di quella giornata di lotta e di chi si &egrave; tirato indietro rimarr&agrave;, peraltro, una scritta firmata dal CALP davanti al terminal: &#8220;CISL e UIL servi della guerra&#8221;.<br \/>\n<br \/>Contemporaneamente arriva anche la notizia dello sbarco della Sea Watch 3 e dei 47 migranti salvati. &#8220;Porti chiusi alle armi! Porti aperti ai migranti!&#8221;<\/p>\n<p>22 MAGGIO: MOBILITAZIONE DI SOLIDARIET&Agrave; PER ROSA E LAVINIA<\/p>\n<p>Un passaggio doveroso va fatto anche sul presidio di solidariet&agrave; per la docente di Palermo Rosa Maria Dell&#8217;Aria, convocato da un&#8217;assemblea variegata di insegnanti, sospesa perch&eacute; i suoi studenti hanno osato paragonare il fascismo e le leggi razziali al clima imposto dal governo Salvini-DiMaio e dal Decreto sicurezza in due slide; e per la docente Flavia Lavinia Cassaro, licenziata perch&eacute; insult&ograve; la polizia in tenuta antisommossa schierata in difesa di un comizio di CasaPound a Torino. Un presidio che ha visto il sostegno e l&#8217;appoggio di sindacati di base come USB Scuola e SiCobas e dell&#8217;area sindacale di opposizione CGIL-RiconquistiamoTutto, con centinaia di persone in piazza a ricordare che non &egrave; accettabile il ricatto della sospensione e del controllo poliziesco e repressivo sulla scuola e sull&#8217;insegnamento.<br \/>\n<br \/>&Egrave; quindi doveroso, oggi pi&ugrave; che mai, condannare le armi fornite dai governi precedenti, in particolare quelli del PD, attraverso la Buona scuola e la Riforma Madia, che hanno reso i docenti molto pi&ugrave; ricattabili e in balia di dirigenti scolastici con poteri sempre pi&ugrave; autoritari e sconnessi da strumenti di democrazia collegiale, che avevano caratterizzato la scuola italiana attraverso la partecipazione di rappresentanze di docenti e studenti alle decisioni.<\/p>\n<p>23 MAGGIO: SCIOPERO DEI PORTUALI E BATTAGLIA CONTRO IL COMIZIO DI CASAPOUND<\/p>\n<p>il 23 maggio &egrave; stata la giornata campale di una citt&agrave; che ha messo in mostra tutto il suo orgoglio di classe e antifascista. Due lotte si sono incrociate: quella dei portuali in sciopero per 24 ore e quella contro il comizio elettorale di CasaPound in pieno centro citt&agrave;.<br \/>\n<br \/>Fin dal mattino la citt&agrave; si &egrave; svegliata con l&#8217;imponente sciopero e la combattiva manifestazione dei portuali genovesi, che hanno portato in piazza, dopo la mobilitazione di luned&igrave; contro la Bahri Yanbu, la centralit&agrave; delle condizioni di lavoro, della sicurezza e delle retribuzioni relative alla necessit&agrave; di un rinnovo contrattuale, oltre alla battaglia contro lo strumento dell&#8217;autoproduzione, con cui armatori e terminalisti tentano di far svolgere ai marittimi i lavori dei portuali risparmiando sui costi, sulla sicurezza, sulla formazione. Insomma, al solito, una battaglia necessaria del mondo del lavoro contro le pretese del padronato di aumentare i propri margini di profitto sulla pelle e sul sangue dei lavoratori e delle lavoratrici.<\/p>\n<p>Questo sciopero si &egrave; connesso alla pi&ugrave; generale mobilitazione politica, preparata in meno di tre giorni, contro l&#8217;annunciato comizio in Piazza Marsala di CasaPound e dei suoi nuovi ras locali in giacca e cravatta: Gianni Plinio e Marco Mori.<br \/>\n<br \/>Tra tutti gli annunci spicca la provocatoria lettera di Genova Antifascista, raggruppamento di cui il PCL &egrave; parte integrante, al sindaco Marco Bucci, con cui si richiamava &#8220;il gran lavoratore&#8221; a rispettare l&#8217;ordinanza voluta dalla sua stessa giunta, con cui si sarebbe impegnato ad impedire la concessione delle piazze a chi minaccia l&#8217;ordine costituzionale.<br \/>\n<br \/>Un&#8217;ordinanza che per&ograve; &egrave; sempre rimasta lettera morta, a dimostrare che l&#8217;antifascismo o si pratica nelle mobilitazioni o rimane semplice formalit&agrave; scritta sulla sabbia. A quella lettera, infatti, Bucci risponde con la stessa complice evanescenza e con lo stesso atteggiamento ponziopilatesco con cui si &egrave; sempre comportato di fronte alle aggressioni ad opera dei neofascisti e alle loro provocazioni e sfilate: &laquo;Non &egrave; affar mio, siamo in campagna elettorale, sono altri a decidere&#8230;&raquo;. Ma ovviamente gli &#8220;altri&#8221; hanno gi&agrave; deciso: Questura, Prefettura, Comitato per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica (di cui il sindaco &egrave; parte) hanno gi&agrave; dato l&#8217;ok al comizio-provocazione in pieno centro citt&agrave;; predisponendo un dispositivo di sicurezza in pieno stile G8 del 2001, istituendo una zona rossa a difesa di CasaPound, oltre 300 agenti in antisommossa pronti a scatenarsi contro gli antifascisti e le antifasciste, decine di mezzi blindati.<\/p>\n<p>Due i presidi convocati. Uno sotto la Prefettura, a distanza di sicurezza dalla piazza del comizio, convocato da burocrazie aventiniane di CGIL, ANPI, ARCI e dalla Comunit&agrave; di San Benedetto. L&#8217;altro convocato dalla combattiva e coerente Genova Antifascista, in Piazza Corvetto, la piazza immediatamente antistante la zona rossa, con la determinazione di non lasciare spazio a CasaPound, di coprirne il comizio coi cori e con slogan, ad assediare la zona rossa istituita dalle direttive del ministero di Salvini a difesa di chi gli fornisce magliette, di chi gli pubblica i libri e di chi gli fa da pretoriano riottoso e squadrista.<\/p>\n<p>Il nostro partito, ovviamente, si &egrave; fin da subito, coerentemente, posto organicamente in prima linea assieme ai compagni e alle compagne di Genova Antifascista. Ed &egrave; proprio la piazza convocata da Genova Antifascista a mostrare l&#8217;orgoglio di una citt&agrave; intera, una piazza ampia con oltre 500 antifascisti e antifasciste che non rappresentavano solo un&#8217;avanguardia militante e attivistica, perch&eacute; a difendere quella piazza e a sostenere l&#8217;assedio, anche in prima linea, ci sono donne, bambini, anziani, lavoratori, immigrati.<br \/>\n<br \/>&Egrave; fin da subito che si mostra tutta la determinazione e la rabbia di chi non pu&ograve; accettare un tale sfregio. Al grido di &#8220;Genova &egrave; solo antifascista&#8221; da subito la piazza si &egrave; spinta ad assediare gli alari e i blindati della polizia, che impedivano l&#8217;accesso a Piazza Marsala per difendere venti fascisti con le loro bandierine, vigliaccamente asseragliati dietro i manganelli e i blindati di Salvini, tristemente isolati e relegati in un angolino. Rendendo evidente la vergogna e la complicit&agrave; di un governo che dispone a difesa di CasaPound un dispiegamento di forze e violenza pronto a scatenarsi contro l&#8217;antifascismo e l&#8217;antirazzismo.<br \/>\n<br \/>Da qui partiranno due ore di battaglia campale, prima con tre lanci indiscriminati di lacrimogeni CS su tutta la piazza, ogni volta tentando di disperderla e spezzarla e ogni volta ottenendo sempre maggior combattivit&agrave; e determinazione. Ad ogni lancio di lacrimogeni che riempivano l&#8217;aria di quell&#8217;odore acre e violento, l&#8217;intera piazza ritornava ad assediare le grate, a lanciare fumogeni e bulloni contro i fascisti, a denunciare la protezione di Stato.<br \/>\n<br \/>Quindi sar&agrave; la volta delle violentissime cariche di quattro compagnie di Polizia e Carabinieri. Mani rotte, teste fracassate, ciechi pestaggi anche a persone ormai inermi a terra, lanci di lacrimogeni ad altezza d&#8217;uomo che fratturano mani e sfondano una vetrina di un bar storico genovese.<br \/>\n<br \/>Saranno almeno quattro le cariche ma, anche qui, ogni volta la piazza non si fa spezzare. Al grido di &#8220;Genova &egrave; solo antifascista&#8221;, di &#8220;Ora e sempre Resistenza&#8221; e applaudendo chi resiste in prima fila, il terreno viene di nuovo riconquistato e il presidio, rimanendo composito come all&#8217;inizio (anzi, raccogliendo nuove adesioni e solidariet&agrave;) ogni volta si riprende l&#8217;intera Piazza Corvetto e ritorna a coprire ed assediare il ridicolo comizio di CasaPound.<\/p>\n<p>Dopo che i venti fascisti verranno fatti fuggire scortati dai blindati, alcuni anche caricati su un&#8217;ambulanza della pubblica assistenza, la piazza esplode e applaude ironicamente, scandendo i suoi &#8220;vergogna&#8221;, la polizia in antisommossa.<br \/>\n<br \/>&Egrave; qui che si assume la consapevolezza che nelle violente cariche due compagni &ndash; Simone e Marco &ndash;  sono stati arrestati, e il presidio decide di istituire immediatamente un corteo per andare davanti alla Questura a pretenderne l&#8217;immediato rilascio. Saranno in 300 a partire.<br \/>\n<br \/>Dopo lunghe ed estenuanti trattative, alle 23:00 i due compagni, in attesa del processo per direttissima, verranno accompagnati alle proprie case per svolgere ai domiciliari la custodia cautelare. Il giorno dopo viene convocato il presidio di solidariet&agrave; davanti al tribunale di Genova. Le accuse a carico dei due compagni &egrave; semplice resistenza, e sono cos&igrave; rilasciati con l&#8217;obbligo di firma fino al 19 luglio.<\/p>\n<p>Determinazione, orgoglio, coraggio, unit&agrave;. Nel nome della tradizione antifascista che scorre nelle vene di questa citt&agrave;, che parte dalla difesa dalle squadracce fasciste, supportate dal Regio esercito, delle Camere del Lavoro ad opera degli operai armati nel Biennio rosso, passando per una Resistenza operaia e studentesca che ha pagato un enorme tributo di sangue, con centinaia di lavoratori deportati nei campi di sterminio nazisti per i coraggiosi scioperi del &#8217;43 e del &#8217;44, culminando nell&#8217;insurrezione e nello sciopero del 23-24 aprile 1945 e nella resa della Wehrmacht firmata nelle mani delle truppe partigiane, unico caso in Europa.<\/p>\n<p>Denunciamo il fatto che le burocrazie di ANPI e CGIL hanno vergognosamente spezzato la continuit&agrave; della piazza, lasciando disporre davanti al loro presidio un cordone di polizia in antisommossa rivolto verso la piazza di Genova Antifascista (a cui molti loro iscritti e dirigenti si sono uniti coerentemente), che ha combattuto per difendere la sua posizione, e ogni volta riprendersela.<br \/>\n<br \/>Denunciamo il fatto che nei giorni successivi i vertici dell&#8217;ANPI si sono immediatamente spesi nella doverosa e condivisa solidariet&agrave; con il giornalista di Repubblica Origone per il violentissimo pestaggio subito, dimenticandosi tuttavia della solidariet&agrave; con le centinaia di antifascisti, giovani e anziani, gasati e pestati altrettanto violentemente.<br \/>\n<br \/>Nonostante la condanna ipocrita, &#8220;democratica&#8221; e aventiniana della battaglia e dell&#8217;assedio, etichettate come &#8220;violenza antagonista&#8221;, noi rivendichiamo tutto. <\/p>\n<p>In quella piazza non sono esistiti distinguo tra &#8220;buoni&#8221; e &#8220;cattivi&#8221;, &#8220;antagonisti&#8221; e &#8220;pacifici&#8221;. Quella piazza era un pezzo di Genova, della sua classe lavoratrice, della sua popolazione antifascista. Quella piazza esprimeva l&#8217;anima migliore della citt&agrave;, che non si arrende, che denuncia lo sfregio del comizio di CasaPound come la complicit&agrave; di giunte e governi, attuali e passati. Una piazza che, con Genova Antifascista, lancia la prospettiva di una mobilitazione antifascista ma al tempo stesso anticapitalista, come dimostrano i lavori in preparazione del corteo di domenica 30 giugno e delle iniziative dei giorni precedenti.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; fascismo, razzismo, sovranismo, sessismo e discriminazioni si combattono con le mobilitazioni di classe e di massa, li si combattono scagliandosi contro lo sfruttamento e l&#8217;oppressione, e quindi contro il capitale, la borghesia grande e piccola, i suoi partiti &ndash; dal Partito Democratico al M5S &ndash; e i suoi governi, di centrosinistra, di centrodestra, tecnici o populisti.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; la reazione della piccola borghesia nazionalista e l&#8217;illusione della grande borghesia europeista e liberista si combattono con l&#8217;autorganizzazione e l&#8217;unit&agrave; di tutta la classe proletaria, italiana e straniera, e con un fronte di massa che unifichi ogni battaglia contro ogni oppressione e discriminazione; per lavorare tutti e tutte, meno ore e a salari maggiori; per avere casa, salute, istruzione, trasporti, servizi pubblici universali, popolari; per una vera democrazia diretta fondata sulla gestione di ogni luogo di lavoro e quartiere da parte di chi vi ci lavora e ci vive.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; l&#8217;unica risposta alla barbarie, alla reazione e alla guerra si chiama rivoluzione sociale, si chiama comunismo!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.radiondadurto.org\/2019\/05\/24\/genova-mobilitazione-antifascista-contro-casapound\/\">Qui<\/a> trovate gli audio dell&#8217;intervista di Radio Onda d&#8217;Urto a Cristian Briozzo (Comitato Centrale del PCL)<\/p>\n<p>Cristian Briozzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni di maggio, a Genova, si &egrave; potuto respirare un vento di passione e ardore che ha riempito polmoni e cuori di rinnovato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-66929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66929\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}