{"id":66993,"date":"2019-09-13T00:00:00","date_gmt":"2019-09-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/09\/13\/marco-rizzo-sulla-via-della-seta-2\/"},"modified":"2019-09-13T00:00:00","modified_gmt":"2019-09-13T00:00:00","slug":"marco-rizzo-sulla-via-della-seta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/09\/13\/marco-rizzo-sulla-via-della-seta-2\/","title":{"rendered":"Marco Rizzo sulla via della seta"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4941_cina.jpg\" alt=\"4941_cina.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&laquo;<em>Auspichiamo, quindi con la visita del Presidente Xi Jinping, che le relazioni tra la Cina e l&rsquo;Italia vadano nella direzione di un effettivo vantaggio reciproco, della pari dignit&agrave; e di una maggiore conoscenza e comprensione reciproca.<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>&laquo;<em>In un&rsquo;ottica meno generale, auspichiamo un rafforzamento di fraterne relazioni bilaterali, nel rispetto delle reciproche posizioni teoriche e politiche e nello spirito dell&rsquo;internazionalismo proletario, tra il PCC e il nostro Partito, dall&rsquo;azione comune dei quali in larga misura potr&agrave; essere assicurato anche il corretto sviluppo delle relazioni tra i nostri Paesi, nell&rsquo;interesse della classe operaia e dei lavoratori.<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>&laquo;<em>Nel nostro paese esistono settori di borghesia capitalistica che guardano alla Cina come ad una grande opportunit&agrave;, sia in termini di mercato di sbocco per le proprie merci, che in termini di potenziale investitore estero in Italia.<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>&laquo;<em>[&#8230;] dobbiamo rilevare che questo tipo di accordi sta mettendo in crisi l&rsquo;egemonia statunitense, aprendo contraddizioni nel fronte imperialista che i Partiti Comunisti dovranno essere in grado di utilizzare a vantaggio della classe operaia [&#8230;]<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>&laquo;<em>[&#8230;] vogliamo dialogare con il Partito Comunista Cinese, con cui siamo disponibili, fin da ora, a discutere su tutti gli aspetti politici, culturali e pratici di interesse reciproco.<\/em>&raquo; (1)<\/p>\n<p>Sono alcune citazioni tratte dalla lunga intervista rilasciata da Marco Rizzo alla stampa cinese e ampiamente reclamizzata in Italia. Sbigottimento generale. Ma come!? Il Partito Comunista non aveva sinora affermato che la Cina &egrave; un paese capitalista con proiezioni imperialiste? Non era stato questo fino a ieri un elemento di scontro frontale con le posizioni filocinesi di un&#8217;altra parte dell&#8217;arcipelago stalinista, non solo in Italia ma nel mondo? Contrordine compagni! Il Segretario Generale del PC ha svoltato. Quello che era vero ieri non &egrave; pi&ugrave; vero oggi. Deliberazioni congressuali, innumerevoli articoli, feroci polemiche anticinesi&#8230; tutto materiale cestinato. Lo ha deciso Marco Rizzo, e questo basta. I compagni che non comprendono se ne facciano una ragione. Cos&igrave; funziona il PC, conforme alla tradizione stalinista.<\/p>\n<p>Ma lasciamo perdere il metodo e passiamo al merito, perch&eacute; il merito &egrave; molto pi&ugrave; grave del metodo.<\/p>\n<p>Tutta l&#8217;intervista, che invitiamo a leggere per intero, afferma che lo sviluppo della Cina e la Via della Seta approfondiscono le contraddizioni tra gli imperialismi, indeboliscono l&#8217;egemonia USA nel mondo, aprono spazi al proletariato e al socialismo che vanno utilizzati.<br \/>\n<br \/>Soffermiamoci per un attimo sul lato teorico della questione. La Via della Seta approfondisce le contraddizioni imperialiste? &Egrave; indubbio. Ma le approfondisce esattamente perch&eacute; la Cina <em>&egrave;<\/em> oggi un paese imperialista, ed anzi un paese imperialista in ascesa: la prima potenza manifatturiera del mondo, la principale esportatrice di capitale finanziario, la potenza egemone nelle nuove tecnologie, la potenza che pi&ugrave; sta espandendo la propria area d&#8217;influenza su scala internazionale. La Cina domina larga parte dell&#8217;Africa, estende la propria presenza in Asia, si proietta in America Latina. Il saccheggio di terre fertili, l&#8217;accaparramento di materie prime, il supersfruttamento della mano d&#8217;opera locale, l&#8217;uso dell&#8217;indebitamento dei paesi asiatici e soprattutto africani come leva di sottomissione, sono pratiche imperialiste di cui la Cina abusa.<br \/>\n<br \/>Naturalmente l&#8217;imperialismo USA resta politicamente e militarmente dominante su scala mondiale, ma l&#8217;ascesa dell&#8217;imperialismo cinese insidia le sue posizioni. Il conflitto commerciale tra USA e Cina &egrave; solo un risvolto della pi&ugrave; ampia lotta tra vecchie potenze dominanti e nuove potenze emerse per la conquista del mondo. Sar&agrave; questa la linea centrale di scontro sul piano mondiale nel nuovo secolo. Si pu&ograve; non vederlo?<\/p>\n<p>Ma se le cose stanno cos&igrave;, e cos&igrave; stanno, i comunisti non possono parteggiare per nessuna delle potenze imperialiste in conflitto. Naturalmente i comunisti che operano nei paesi imperialisti dell&#8217;occidente si batteranno innanzitutto contro l&#8217;imperialismo di casa propria: contro l&#8217;imperialismo USA, contro gli imperialismi europei, contro la NATO. Ma non schierandosi dalla parte dell&#8217;imperialismo rivale, non rimuovendo la sua realt&agrave;, e tanto meno presentandolo come &ldquo;socialista&rdquo;. Semmai rivendicando l&#8217;indipendenza degli interessi del proletariato internazionale dai poli imperialisti in conflitto, che &egrave; poi l&#8217;unico modo di capitalizzare le loro contraddizioni in una prospettiva rivoluzionaria e socialista, in ogni paese e su scala mondiale.<\/p>\n<p>Marco Rizzo fa esattamente l&#8217;opposto. Benedice la Cina come paese socialista in costruzione. Benedice la Via della Seta come la via del progresso. Benedice il Partito Comunista Cinese (dove oggi figurano <em>migliaia<\/em> di nuovi capitalisti miliardari, spesso provenienti dalla vecchia burocrazia stalinista) come partito comunista con cui avere &laquo;<em>fraterne relazioni<\/em>&raquo;, naturalmente &laquo;<em>nel rispetto delle reciproche posizioni teoriche<\/em>&raquo;. Ma se la posizione &#8220;teorica&#8221; del PC &egrave; quella per cui l&#8217;attuale Cina &egrave; un paese socialista guidato da un partito comunista, il rispetto fraterno &egrave; assicurato in partenza. Non c&#8217;&egrave; bisogno n&eacute; di richiederlo, n&eacute; di garantirlo.<\/p>\n<p>Colpisce nella lunga intervista l&#8217;assenza di ogni riferimento al proletariato cinese, la classe operaia pi&ugrave; numerosa al mondo, la pi&ugrave; concentrata nell&#8217;industria (Guandong), protagonista di uno straordinario ciclo di lotte a partire dal 2011 contro lo sfruttamento capitalista e la negazione dei diritti sindacali pi&ugrave; elementari. Se la classe operaia cinese ha migliorato il proprio livello salariale lo deve alle proprie lotte contro il capitalismo cinese. Ma il PCC con cui Rizzo vanta relazioni fraterne stava e sta dall&#8217;altra parte della barricata, dalla parte dei capitalisti, non degli operai. Ai quali tuttora vengono negate le libert&agrave; sindacali e le protezioni sociali fondamentali. Al punto che uno dei principali problemi del capitalismo cinese dal punto di vista dell&#8217;espansione del mercato interno sta nel fatto che le famiglie operaie debbono risparmiare per pensioni e salute, non avendo copertura sociale, e dunque non possono spendere. &ldquo;Come anche da noi&rdquo;, qualcuno dir&agrave;. Appunto, stiamo parlando di capitalismo. Ma per Rizzo tutto questo improvvisamente scompare. Era forse vero sino a ieri, ma ora la verit&agrave; &egrave; cambiata. Ora la Cina &egrave; socialista, il suo proletariato si rassegni.<\/p>\n<p>In realt&agrave; la posizione &ldquo;teorica&rdquo; di Rizzo &egrave; figlia della cultura politica staliniana. La classe operaia &egrave; per noi classe nazionale, afferma Rizzo nelle prime righe dell&#8217;intervista. Qui sta l&#8217;omaggio alla tradizione di Stalin. &ldquo;Gli operai non hanno patria&rdquo;, &ldquo;Proletari di tutti i paesi unitevi&rdquo;, affermava Il Manifesto di Marx. La Terza Internazionale comunista fu fondata da Lenin e da Trotsky contro la deriva nazionalista della Seconda Internazionale, proprio nel nome dell&#8217;internazionalismo di Marx. Stalin l&#8217;ha prima tradita e poi sciolta, nel 1943, per gli interessi della burocrazia sovietica e delle sue relazioni con gli imperialismi. Rizzo &egrave; dunque seguace fedele del suo mentore. Il suo internazionalismo si riduce alle relazioni diplomatiche fraterne con altri partiti cosiddetti comunisti, anche quando oggi gestiscono una potenza capitalista e imperialista. Ma cosa ha a che fare tutto questo con l&#8217;interesse della classe operaia internazionale?<\/p>\n<p>Il punto &egrave; che non ha nulla a che fare <em>neppure<\/em> con gli interessi della classe operaia italiana. E qui veniamo a un altro aspetto dell&#8217;intervista di Rizzo: l&#8217;ambiguit&agrave; verso il capitalismo e l&#8217;imperialismo italiano. Non solo un&#8217;ambiguit&agrave; teorica, ma soprattutto una grave ambiguit&agrave; politica, con una valenza di classe.<br \/>\n<br \/>L&#8217;intervista non nega formalmente (seppur di fretta, e non a caso) la realt&agrave; dell&#8217;imperialismo italiano. Al tempo stesso riconosce che settori della borghesia capitalistica italiana guardano alla Cina come opportunit&agrave; di mercato e potenziale investitore finanziario. Effettivamente &egrave; un&#8217;evidenza che non si pu&ograve; negare. Aggiungiamo che sono proprio i settori di punta dell&#8217;imperialismo italiano a guardare alla Cina come opportunit&agrave;. Perch&eacute; la Cina &egrave; un mercato immenso, i proletari cinesi sono pi&ugrave; a buon mercato, i sovraprofitti per gli investimenti in Cina sono assicurati. Ma anche perch&eacute; l&#8217;espansione dell&#8217;imperialismo cinese, in particolare in Africa, offre ai maggiori monopoli capitalistici italiani forme diverse di cooperazione e coinvolgimento finanziario e produttivo. Di Maio, il nuovo ministro degli Esteri del governo (imperialista) italiano, guarda con interesse in quella direzione proprio perch&eacute; glielo chiedono quei capitalisti italiani ai quali deve procacciare affari. Naturalmente non &egrave; in discussione la collocazione atlantica dell&#8217;Italia all&#8217;interno della NATO, alla quale si rinnova l&#8217;inossidabile fedelt&agrave;. Ma l&#8217;imperialismo italiano non vuole farsi ingabbiare dall&#8217;imperialismo USA, n&eacute; vuol farsi fregare dagli imperialismi europei suoi concorrenti assai proiettati verso la Cina: da qui l&#8217;apertura alla Via della Seta dell&#8217;imperialismo cinese da parte dei governi Conte, e le relative tensioni con gli USA.<\/p>\n<p>L&#8217;intervista di Rizzo assume qui il suo vero significato. L&#8217;esaltazione della Via della Seta non &egrave; solo una grottesca apologia del &ldquo;socialismo&rdquo; cinese e del suo ruolo progressista nel mondo. &Egrave; anche una forma di subordinazione di fatto all&#8217;imperialismo di casa nostra: l&#8217;avallo di un aspetto importante della sua politica estera e dei suoi interessi. Che poi questo venga detto e fatto nel nome del socialismo, della classe operaia, del futuro della rivoluzione, non ha alcuna valenza concreta, come non l&#8217;avevano sulla bocca di Stalin nel mentre trucidava i dirigenti dell&#8217;Ottobre in URSS e nel mondo. Conta la realt&agrave; di una posizione, non la sua autorappresentazione ideologica. E la realt&agrave; della posizione di Rizzo &egrave; (anche) di fatto una forma di subordinazione alla propria borghesia. N&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno. La teoria della classe operaia come &#8220;classe nazionale&#8221; copre la subordinazione all&#8217;imperialismo &ldquo;nazionale&rdquo;, come &egrave; sempre avvenuto nella storia. Cosa c&#8217;entra il comunismo con tutto questo?<\/p>\n<p>In conclusione. Noi non sappiamo il perch&eacute; dell&#8217;improvvisa svolta di Marco Rizzo sulla Cina. Sappiamo solo che&#8230; nel nome del proletariato rivendica &laquo;<em>il corretto sviluppo<\/em>&raquo; di &laquo;<em>buone<\/em>&raquo; relazioni tra l&#8217;imperialismo italiano e l&#8217;imperialismo cinese, esattamente come fa il governo italiano contro cui il PC manifesta. Sappiamo che chiede un dialogo pi&ugrave; intenso e fraterno col PCC &laquo;<em>su tutti gli aspetti politici, culturali e pratici di interesse reciproco<\/em>&raquo;. Ora, che l&#8217;interesse &laquo;pratico&raquo; dell&#8217;imperialismo cinese sia avere buone relazioni con l&#8217;imperialismo italiano usando ogni possibile canale di pressione e di entratura &egrave; assolutamente evidente. Ci sfugge al momento l&#8217;interesse pratico di Rizzo, al di l&agrave; delle supposizioni che ognuno pu&ograve; fare. Ma se la verit&agrave; cambia dall&#8217;oggi al domani, qualche ragione &ldquo;pratica&rdquo; ci sar&agrave;. La custodisce naturalmente in gran segreto il Segretario Generale. E cos&igrave; sia.<\/p>\n<p>(1) <em>Intervista della stampa cinese a Marco Rizzo sulla Via della Seta e relazioni italo-cinesi<\/em><\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Auspichiamo, quindi con la visita del Presidente Xi Jinping, che le relazioni tra la Cina e l&rsquo;Italia vadano nella direzione di un effettivo vantaggio reciproco,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-66993","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalla-tragedia-alla-farsa-lo-stalinismo-ieri-e-oggi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66993"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66993\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}