{"id":67022,"date":"2019-10-08T00:00:00","date_gmt":"2019-10-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/10\/08\/la-vera-e-la-falsa-lezione-del-portogallo-2\/"},"modified":"2019-10-08T00:00:00","modified_gmt":"2019-10-08T00:00:00","slug":"la-vera-e-la-falsa-lezione-del-portogallo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/10\/08\/la-vera-e-la-falsa-lezione-del-portogallo-2\/","title":{"rendered":"La vera (e la falsa) lezione del Portogallo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/4976_elezioni_portogallo.jpg\" alt=\"4976_elezioni_portogallo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il segretario nazionale del PRC, Maurizio Acerbo, ha esultato per la vittoria delle sinistre in Portogallo vedendovi addirittura &laquo;una lezione per il PD&raquo; (1). In cosa consisterebbe la lezione per Zingaretti? Nel fatto che in Portogallo la sinistra vince con la legge elettorale proporzionale. &laquo;<em>I socialisti portoghesi invece di cercare di assassinare la sinistra radicale con il voto utile e le leggi elettorale maggioritarie hanno dovuto rassegnarsi a concordare in questi anni un accordo programmatico con le nostre compagne e i nostri compagni del Bloco de Esquerda e del PCP<\/em>&raquo;. La sinistra radicale, dal canto suo &laquo;<em>ha dato appoggio esterno [&#8230;] senza perdere la propria autonomia e alterit&agrave;<\/em>&raquo;. La lezione che il PD dovrebbe trarre &egrave; evidente: fare una legge elettorale proporzionale e disporsi in prospettiva a un accordo programmatico di governo con&#8230; la sinistra radicale. Come in Portogallo, per l&#8217;appunto.<\/p>\n<p>Basterebbe questo a dimostrare  che la dichiarata opposizione del PRC in Italia, gi&agrave; molto incerta e claudicante, &egrave; solo una collocazione provvisoria e sofferta nell&#8217;attesa di una chiamata futura del PD. E che il governismo resta la vocazione profonda della sua maggioranza dirigente. Ma non &egrave; su questo che ci vogliamo qui soffermare. Vogliamo invece parlare dell&#8217;esperienza di governo in Portogallo, citata in Italia da ambienti diversi come oasi di un riformismo felice e modello di riferimento futuro. Perch&eacute; la realt&agrave; del &#8220;modello portoghese&#8221; &egrave; molto diversa dalla sua rappresentazione corrente (e non solo da parte di Acerbo).<\/p>\n<p>IL GOVERNO DELLA <em>GERINGON&Ccedil;A<\/em><\/p>\n<p>Le relative fortune della maggioranza di governo Partito Socialista-Bloco de Esquerda-Partito Comunista Portoghese sono legate all&#8217;esperienza traumatica del precedente governo della destra negli anni della grande crisi e del commissariamento del Portogallo da parte della Troika (2011-2014). Furono gli anni del crollo dell&#8217;economia portoghese: calo del 4% del PIL nel solo 2011, impennata della disoccupazione di massa al 13%, debito pubblico cresciuto sino oltre il 120%. La BCE, il FMI, la Unione Europea concordarono un prestito di 78 miliardi al capitalismo portoghese in cambio di una crudele politica di austerit&agrave;: taglio dei salari e delle pensioni e abbattimento della spesa sociale. Il governo della destra fu negli anni della grande crisi il puro esecutore di questa ricetta del capitale finanziario, incontrando l&#8217;opposizione di massa della classe operaia e di larga parte della giovent&ugrave;.<\/p>\n<p>Nelle elezioni politiche del 2015, la sinistra portoghese benefici&ograve; della domanda di svolta di ampi strati popolari e di classe. La destra di governo del PSD conserv&ograve; larga parte della propria forza ma non al punto da poter governare. Il Partito Socialista non vinse le elezioni ma allarg&ograve;, seppur limitatamente, il proprio consenso. Mentre alla sua sinistra rafforz&ograve; le proprie posizioni il vecchio PCP stalinista, e soprattutto conobbe una formidabile ascesa il Bloco de Esquerda, una formazione riformista di sinistra che al proprio interno conteneva una galassia composita di organizzazioni e gruppi di impronta movimentista, sociale, ambientalista.<br \/>\n<br \/>Si trattava del riflesso sul piano elettorale del processo di radicalizzazione sociale.<\/p>\n<p>Il Partito Socialista punt&ograve; in questo contesto ad una maggioranza parlamentare di sinistra, capace di raccogliere e al tempo stesso imbrigliare la domanda di svolta che il voto aveva espresso. La destra sollev&ograve; scandalo per questa inedita apertura. Era dai tempi della rivoluzione portoghese (1974-1976) che il Partito Comunista non entrava in una combinazione di governo. A maggior ragione fu denunciata come avventurosa l&#8217;apertura al Bloco. Tanto pi&ugrave; che il PCP aveva sostenuto in campagna elettorale l&#8217;uscita del Portogallo dalla UE e dall&#8217;euro, da sempre posizione tradizionale del partito, e il Bloco rivendicava la cancellazione di tutte le misure di austerit&agrave;. Come poteva il Partito Socialista accordarsi con queste formazioni e al tempo stesso presentarsi agli occhi della BCE, della UE, del FMI come debitore affidabile e garante della stabilit&agrave;?<\/p>\n<p>Furono i fatti a dare la risposta. Il PCP e il Bloco de Esquerda rinunciarono al proprio programma e alla richiesta di propri ministeri per appoggiare il governo della socialdemocrazia. Nacque cos&igrave; il cosiddetto governo della <em>geringon&ccedil;a<\/em>, che letteralmente significa &ldquo;ammucchiata&rdquo;, o &ldquo;pastrocchio&rdquo;. La destra profetizz&ograve; il suo rapido crollo, e la stessa Troika mostr&ograve; scetticismo. Ma le apprensioni del capitale finanziario furono presto smentite. La <em>geringon&ccedil;a<\/em> si rivel&ograve; salutare sia per la Troika che per la borghesia portoghese, anche grazie al concorso di fattori esterni.<\/p>\n<p>LA POLITICA DI AUSTERIT&Agrave; DELLA SOCIALDEMOCRAZIA PORTOGHESE COL SOSTEGNO DEL BLOCO E DEL PCP<\/p>\n<p>Nel 2015 l&#8217;economia portoghese avvi&ograve; la propria ripresa dopo una lunga e profonda recessione. Il governo Costa pot&eacute; disporre di un margine di manovra per concedere alla propria base elettorale qualche misura sociale di allentamento della austerit&agrave;. Un piccolo aumento del salario minimo, la rivalutazione parziale delle pensioni pi&ugrave; basse, l&#8217;aumento di stipendio dei dipendenti pubblici, il ripristino di quattro festivit&agrave; soppresse. Tutte misure modeste, ma che a fronte dell&#8217;esperienza traumatica degli anni precedenti apparvero come misure &#8220;di svolta&#8221;. PCP e Bloco de Esquerda le presentarono ai lavoratori come risultato del proprio condizionamento del governo. Il premier Costa le present&ograve; invece al grande capitale lusitano ed europeo come un piccolo obolo necessario per garantire stabilit&agrave; politica e onorare i debiti contratti.<\/p>\n<p>Cos&igrave; accadde. Dietro il paravento di qualche elemosina sociale il governo Costa ha onorato nei quattro anni della legislatura tutti gli impegni contratti con il capitale finanziario: contenimento del debito pubblico e riduzione verticale del deficit (dal 7,2 del 2014 allo 0,2 previsto per l&#8217;anno in corso). In parte vi riusc&igrave; grazie alla forte ripresa economica che acceler&ograve; dopo il 2015, all&#8217;incremento straordinario del turismo (che fa oltre il 20% del PIL, come in nessun altro paese europeo), al salto massiccio delle esportazioni (dai 49 miliardi del 2015 ai 61 miliardi del 2019), all&#8217;afflusso concentrato di investimenti esteri attratti da un bassissimo prelievo fiscale a tutto beneficio dei profitti. Ma soprattutto vi riusc&igrave; grazie all&#8217;abbattimento verticale degli investimenti pubblici nella istruzione, nella sanit&agrave;, nei trasporti, nei servizi sociali in generale. &Egrave; un aspetto centrale. Il decantato governo della sinistra ha abbattuto gli investimenti pubblici come nessun altro governo precedente. Nel 2016 i soldi spesi dallo Stato negli investimenti pubblici hanno toccato il minimo storico, restando sempre al di sotto dei livelli pre-crisi anche negli anni successivi. L&#8217;austerit&agrave; dunque &egrave; stata non solo preservata ma persino rafforzata su questo terreno strategico, mentre gli investimenti immobiliari attratti dai privilegi fiscali hanno alzato del 37% in quattro anni i prezzi delle case e degli affitti, e tutte le leggi di precarizzazione del lavoro sono rimaste inalterate a beneficio dei padroni. Bloco e PCP hanno votato per quattro anni <em>questa<\/em> politica della socialdemocrazia lusitana, mentre l&#8217;Unione Europea ricopriva di elogi il governo Costa quale esempio di applicazione virtuosa del Fiscal compact. Altro che governo di svolta.<\/p>\n<p>LA RIPRESA DELLA LOTTA DI CLASSE E IL VOTO DEL 7 OTTOBRE<\/p>\n<p>Tutto questo &egrave; talmente vero che ha trovato un riflesso nella lotta di classe dei due ultimi anni, tema rimosso da tutti gli osservatori incantati dal &ldquo;miracolo&rdquo; lusitano. Nel primo biennio del governo Costa (2015\/2017) il movimento operaio &egrave; rifluito, in parte per effetto dell&#8217;attesa fiduciosa verso il nuovo governo, in parte perch&eacute; privo di un riferimento di opposizione. Ma il clima di attesa passiva ha lasciato il posto nel secondo biennio a una ripresa di combattivit&agrave; di settori importanti del mondo del lavoro, guarda caso i settori pi&ugrave; colpiti dall&#8217;abbattimento degli investimenti pubblici: gli infermieri, gli insegnanti, i camionisti, i lavoratori della metropolitana della capitale&#8230; Una ondata di lotte sfociata in ripetuti scioperi di massa, spesso di impronta radicale, che in qualche caso hanno scavalcato la burocrazia sindacale dominata dal PCP. La confederazione sindacale e il PCP conservano la propria egemonia sulla classe operaia portoghese, sulla base di un forte radicamento sociale, mentre il Bloco de Esquerda ha una presenza prevalentemente mediatica e di opinione. Lo stesso governo ha affidato la propria tenuta sul controllo burocratico del movimento operaio da parte del PCP, non del Bloco. E non &egrave; un caso che proprio il PCP, pi&ugrave; del Bloco, sia esposto agli effetti di logoramento del proprio sostegno al governo.<\/p>\n<p>I risultati elettorali del 7 ottobre vanno visti infatti nella loro contraddittoriet&agrave;. La destra ha subito indubbiamente un tracollo, ma a vantaggio del Partito Socialista. Il Partito Socialista di Costa &egrave; l&#8217;unico vero vincitore. Ha raccolto il voto popolare di contrapposizione alla destra, ma anche un voto di stabilit&agrave; e di conservazione di ampi settori di piccola borghesia e classe media che avevano in precedenza votato a destra. Il rapporto di forza tra socialdemocrazia e sinistre cosiddette radicali &egrave; cambiato cos&igrave; a vantaggio della prima. A fronte dello sfondamento elettorale del PS, il Bloco conserva a fatica il proprio consenso, il PCP registra un netto calo elettorale (da 17 a 12 deputati), mentre l&#8217;astensione si attesta a un livello inedito nella storia portoghese dell&#8217;ultimo mezzo secolo.<br \/>\n<br \/>Qual &egrave; il significato d&#8217;insieme del voto? Le sinistre del Bloco e del PCP hanno aiutato la socialdemocrazia, che ora con un rapporto di forza favorevole sul piano parlamentare pu&ograve; scegliere pi&ugrave; liberamente con chi fare il governo. Pare che la scelta di Costa, non a caso, privileger&agrave; il PCP, perch&eacute; non vuole rinunciare alla sua azione di controllo sul movimento operaio a beneficio del capitalismo portoghese ed europeo. Del resto, come si suol dire, squadra vincente non si cambia. Tanto pi&ugrave; in vista di un annunciato rallentamento economico e del rischio di una nuova recessione, che potrebbe buttare a carte quarantotto il precario equilibro delle politiche di bilancio esponendo il governo a resistenze. Meglio tenersi lo scudo protettivo del partito stalinista.<\/p>\n<p>UN CONSIGLIO<\/p>\n<p>Maurizio Acerbo pu&ograve; trarre da tutto questo un consiglio&#8230; al PD perch&eacute; imiti il Partito Socialista del Portogallo. Noi non abbiamo invece consigli da rivolgere ad Acerbo. Perch&eacute; se dopo tutto quello che &egrave; accaduto a sinistra negli ultimi vent&#8217;anni in Italia esalta la subordinazione governista del PCP e del Bloco, vuol dire che davvero non c&#8217;&egrave; speranza. E che un partito comunista va costruito su altre basi e altri principi.<\/p>\n<p>(1) <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=39573\">Portogallo. Acerbo (PRC-SE): sinistre vincono con proporzionale puro. Una lezione per il PD <\/a><\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segretario nazionale del PRC, Maurizio Acerbo, ha esultato per la vittoria delle sinistre in Portogallo vedendovi addirittura &laquo;una lezione per il PD&raquo; (1). 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