{"id":67042,"date":"2019-11-15T00:00:00","date_gmt":"2019-11-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/11\/15\/chi-salver-venezia-note-a-margine-di-un-disastro-annunciato\/"},"modified":"2019-11-15T00:00:00","modified_gmt":"2019-11-15T00:00:00","slug":"chi-salver-venezia-note-a-margine-di-un-disastro-annunciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/11\/15\/chi-salver-venezia-note-a-margine-di-un-disastro-annunciato\/","title":{"rendered":"Chi salver&agrave; Venezia? Note a margine di un disastro annunciato"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5012_venezia_acqua_alta.jpg\" alt=\"5012_venezia_acqua_alta.jpg\" \/><br \/>\n<br \/><em>&#8220;Dal punto di vista di una pi&ugrave; elevata formazione economica della societ&agrave;, la propriet&agrave; privata del globo terrestre da parte di singoli individui apparir&agrave; cos&igrave; assurda come la propriet&agrave; di un uomo da parte di un altro uomo. Anche un&rsquo;intera societ&agrave;, una nazione, e anche tutte le societ&agrave; di una stessa epoca prese complessivamente, non sono proprietarie della terra Sono soltanto i suoi possessori, i suoi usufruttuari e hanno il dovere di tramandarla migliorata, come boni patres familias, alle generazioni successive.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Karl Marx, Il Capitale<\/p>\n<p>MO.S.E: modulo sperimentale elettromeccanico, sistema di paratie installate sul fondo delle bocche di porto della laguna, le quali, sollevandosi al di sopra del livello del mare, dovrebbero proteggerla dalle alte maree. Inizio lavori anno 2003, inaugurazione inizialmente prevista nel 2013, rimandata al 2021, salvo imprevisti. Costo preventivato 3,5 miliardi di euro, lievitato a oltre 6 miliardi, tangenti comprese; in pi&ugrave; 100 milioni all&rsquo;anno di manutenzione, per ora a carico di ignoti. Nel corso degli anni, prima e dopo l&rsquo;inizio dei lavori, numerosi sono stati i progetti alternativi meritevoli di considerazione. <\/p>\n<p>Questi, nel complesso, al di l&agrave; della valutazione specifica sull&rsquo;efficacia e fattibilit&agrave; di ognuno, dimostrano che la scelta della realizzazione del MO.S.E riguarda un preciso modello di rapporto fra uomo e natura e fra classi sociali: un ciclopico muro, sotto l&rsquo;esclusivo comando dell&rsquo;impresa costruttrice, piuttosto che vari interventi di riconversione e adattamento urbanistico (e pi&ugrave; ampiamente del territorio) nel divenire delle condizioni ambientali, per quanto anch&rsquo;essi possano essere problematici. Nel complesso un progetto senza garanzie, ma remunerativo per i profitti di impresa.<\/p>\n<p>L&rsquo;estraneit&agrave; delle classi dirigenti borghesi ai bisogni dei cosiddetti cittadini comuni, nel caso di Venezia, diventa emblema di scelleratezza nella separazione fra scienza e tecnologia: laddove la scienza viene piegata alla mera ricerca di potenza, espressa nella massima concentrazione del capitale, al fine della moltiplicazione infinita dello stesso. Un sistema che gi&agrave; segna il passo nella produzione delle merci di largo consumo, nel contesto di una citt&agrave; estremamente fragile, posta sul confine terracqueo, risulta devastante. Mentre si spendevano miliardi, la citt&agrave; diventava, pi&ugrave; che mai, facile preda della speculazione immobiliare turistica.<\/p>\n<p>Relativamente, la crescita dei prezzi delle case e degli affitti espelleva dal centro storico e dalle isole un numero crescente di lavoratori e di attivit&agrave; produttive tradizionali, come le industrie vetrarie, verso la terraferma, mentre altri generi di industrie addirittura chiudevano. Un processo di deindustrializzazione comune a molti altri territori, ma che a Venezia assume caratteri catastrofici. Ora il numero dei residenti non supera gli ottantamila, pi&ugrave; o meno come una qualsiasi altra piccola citt&agrave; di provincia. Venezia, la citt&agrave; pi&ugrave; bella del mondo, trasfigurava in un museo a cielo aperto privato, da guardare senza toccare. <\/p>\n<p>Si salver&agrave; Venezia? Se il MO.S.E funzioner&agrave; come dovrebbe e prima che la citt&agrave; finisca sott&rsquo;acqua (cose entrambe da mettere in dubbio) e i profitti saranno tali da giustificare le spese future, di manutenzione e ulteriori lavori, forse si salver&agrave;. Ma cosa si salver&agrave; davvero? Rimarranno i palazzi, trasformati in alberghi di lusso; rimarranno i musei, gli edifici amministrativi, le universit&agrave; e magari le case dei non residenti, abitate poche settimane all&rsquo;anno, o rimarranno anche i veneziani? Sar&agrave; una citt&agrave; di turisti, preferibilmente danarosi, e di lavoratori pendolari sfruttati, ex veneziani e stranieri, o di nuovo sar&agrave; un luogo dove valga la pena vivere, lavorare e morire? <\/p>\n<p>Nelle attuali circostanze, al netto dei rapporti di forza, la risposta purtroppo non pu&ograve; essere che la peggiore. Tuttavia, quando un sistema sociale, un&rsquo;intera civilt&agrave;, raggiunge l&rsquo;apice della sua decadenza, tanto da non poter pi&ugrave; governare le proprie contraddizioni, l&rsquo;energia accumulata e compressa si libera all&rsquo;improvviso e cambia la direzione della storia. In sostanza, solo i proletari potranno salvare davvero questa magnifica citt&agrave;, come il mondo intero del resto. Natura permettendo, ovviamente.<\/p>\n<p>Stefano Falai<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dal punto di vista di una pi&ugrave; elevata formazione economica della societ&agrave;, la propriet&agrave; privata del globo terrestre da parte di singoli individui apparir&agrave; cos&igrave;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-67042","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67042"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67042\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}