{"id":67043,"date":"2019-11-18T00:00:00","date_gmt":"2019-11-18T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/11\/18\/monfalcone-provocazione-fascista-della-giunta-cisint-contro-la-storia-resistenziale-della-classe-operaia-cantierina\/"},"modified":"2019-11-18T00:00:00","modified_gmt":"2019-11-18T00:00:00","slug":"monfalcone-provocazione-fascista-della-giunta-cisint-contro-la-storia-resistenziale-della-classe-operaia-cantierina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/11\/18\/monfalcone-provocazione-fascista-della-giunta-cisint-contro-la-storia-resistenziale-della-classe-operaia-cantierina\/","title":{"rendered":"Monfalcone: provocazione fascista della giunta Cisint contro la storia resistenziale della classe operaia cantierina"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5013_La_Liberazione_di_Monfalcone._3_maggio_1945.jpg\" alt=\"5013_La_Liberazione_di_Monfalcone._3_maggio_1945.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il nucleo isontino del Partito Comunista dei Lavoratori considera provocatoria per la storia resistenziale della classe operaia cantierina e della popolazione lavoratrice del monfalconese la decisione della giunta comunale guidata dalla leghista Cisint di intitolare un monumento celebrativo ad una settantina di difensori italiani dell&rsquo;Adriatisches K&uuml;stenland, l&rsquo;OZAK, l&rsquo;ordinamento che ha implementato su queste terre la giurisdizione del Terzo Reich. La mossa dell&rsquo;amministrazione salviniana &egrave; partita dalla pubblicazione del libro &#8220;Le vittime monfalconesi durante l&#8217;occupazione jugoslava di Monfalcone del maggio-giugno 1945&#8221; a firma di Renato Antonini e co-finanziata dall&rsquo;amministrazione comunale stessa e dalla Lega Nazionale, organizzazione borghese di esuli istro-dalmati dalla configurazione irredentista, nelle grazie particolari di Andreotti all&rsquo;epoca dell&rsquo;Ufficio Zone di Confine, e tra i promotori delle recenti manifestazioni sul centenario  della marcia dannunziana su Fiume nonch&eacute; tra gli ispiratori &ldquo;culturali&rdquo; delle giunte comunali di Monfalcone e Gorizia. Ben settantaquattro dei settantotto nominativi, poi ridotti di una unit&agrave;, sono compresi nell&rsquo;elenco dei caduti deportati e dispersi repubblichini elaborato nel 2016 dall&rsquo;istituto Fondazione &ldquo;Repubblica Sociale Italiana&rdquo; con sede a Terranuova Bracciolini (AR), consultabile anche on line. Si tratta soprattutto di personale della Landschutz-Miliz (ridenominazione della Guardia Nazionale Repubblicana voluta dal comando SS dell&rsquo;OZAK), della X MAS, della polizia politica ed economica, del Servizio Ausiliario Femminile (SAF), di funzionari dell&rsquo;Organizzazione Todt. Solo una ventina di questi sono nativi dell&rsquo;isontino di cui una decina appena di Monfalcone.<br \/>\n<br \/>Si tratta di un attacco contro la tradizione operaia e antifascista della citt&agrave; che ancora una volta viene mimetizzato facendo ricorso all&rsquo;allucinazione foibologica del blocco reazionario che si &egrave; raggruppato attorno alle compagini governative leghiste e che trova cittadinanza politico-culturale nella liturgia della &ldquo;difesa dell&rsquo;italianit&agrave; dei confini orientali&rdquo; grazie all&rsquo;istituzionalizzazione della &ldquo;conciliazione nazionale&rdquo; voluta da Luciano Violante e gli allora DS. E proprio a Monfalcone l&rsquo;ex giunta di centrosinistra ha dato riconoscimento istituzionale alle commemorazioni dell&rsquo;ambigua figura dell&rsquo;irredentista Pietro Dominutti divenute con gli anni un cenacolo nazionalfascista (oppure una &ldquo;sensibilit&agrave; altrui&rdquo;, come disse alla stampa l&rsquo;allora assessora di Rifondazione Comunista con delega alla toponomastica).<\/p>\n<p>LA FOIBA CHE NON C&#8217;&Egrave;<\/p>\n<p>Il casus belli di questa operazione revanscista &egrave; sempre quello: la presunta occupazione violenta e non voluta dalle masse popolari locali dei reparti dell&rsquo;Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia (NOV in POJ), e precisamente, nei giorni che vanno dal 1 maggio al 12 giugno 1945 (la durata dell&rsquo;occupazione jugoslava del triestino che allora comprendeva anche il territorio di Monfalcone).<br \/>\n<br \/>Ovviamente era impossibile per questi signori &ndash; anche per la conformazione geologica di Monfalcone &ndash; presentarci l&rsquo;esistenza di una foiba nel territorio della citt&agrave; dei cantieri che potesse contenere chiss&agrave; quante migliaia (o decine di migliaia, o perch&eacute; no milioni?) di italiani ivi gettati da assatanati partigiani sloveni che avrebbero odiato chiunque dicesse &ldquo;ciao&rdquo;.  Magari gettati vivi con un rigido rituale protocollato dai &ldquo;titini&rdquo; che prevedeva terzine di corpi formate da un cadavere e due persone vive legati assieme, protocollo sul quale ci disserta il giornalista confindustriale Mauro Manzin su La Stampa del 5 marzo 2019, pagina 14, e magari ci aggiungiamo la posa sui corpi di un cane nero morto in sintonia con una ipotetica &ldquo;superstizione slava&rdquo; secondo una erudita vox populi di &ldquo;accademici&rdquo; vetero-repubblichini (si sa, la borghesia &egrave; sempre affascinata dall&rsquo;orrido nelle conversazioni salottiere mentre si ingrassa il culo con il sudore proletario). Ma soprattutto, questi deliri falsificanti dei fatti storici denunciano il loro carattere borghese allorch&eacute; si dimostrano completamente incapaci di comprendere come la lotta antifascista in questi terre sin dall&rsquo;inizio del 1942 si sia intrecciata senza soluzione di continuit&agrave; fra le sue componenti italiana e slovena con tanto di supporto popolare: ci&ograve; fu possibile perch&eacute; sin dall&rsquo;inizio del XX secolo era esistito un qualcosa che la borghesia non comprende se non in termini di terrore per le sue posizioni di comando: e cio&egrave; un movimento operaio, e per giunta con salde tradizioni internazionaliste che nemmeno lo stalino-togliattismo, a livello di base militante, riusc&igrave; a scalfire. La classe operaia dei centri costieri e cantieristici di Monfalcone, Trieste, Muggia, Pola, Capodistria, Rovigno e altri minori istriani era tri-nazionale e con una forte tradizione socialista. Su questo i comandi partigiani sloveni poterono contare quando costituirono i comitati di Unit&agrave; Operaia\/Delavski Enotnost a livello di fabbrica e di territorio urbano come organizzazione di massa bi-nazionale a sostegno della lotta partigiana, prima come strutture del terreno e poi come unit&agrave; combattenti cittadine nella fase finale.<\/p>\n<p>PARTITO, DIREZIONE, CLASSE<\/p>\n<p>Non idealizziamo certo le impostazioni staliniane in merito al partito e allo Stato operaio della direzione comunista jugoslava, impostazioni che proprio di l&igrave; a poco, dalla rottura del 1948 con lo stesso Stalin, si sarebbero concretizzate nella repressione dei comunisti cominformisti, inclusi proprio quei partigiani italiani che erano giunti, o avevano deciso di rimanere, nella nascente Jugoslavia socialista spinti dall&rsquo;entusiasmo della trascrescenza rivoluzionaria della lotta partigiana contrariamente a quanto accaduto in Italia. Ma l&rsquo;orientamento del gruppo dirigente titoista di dialettizzarsi con le motivazioni sociali profonde di una lotta popolare di liberazione nazionale, ricomponendola in un blocco sociale anticapitalistico (riassunto in una &ldquo;dittatura democratica popolare&rdquo;) strutturato attorno al proletariato rivoluzionario che si voleva incarnato dal Partito Comunista Jugoslavo (secondo uno schema &ldquo;permanentista&rdquo; che anticipa le tesi maoiste della primavera 1949), determiner&agrave; il salto qualitativo sul piano della coscientizzazione politica per una generazione operaia italiana di avanguardia o di vecchia militanza antifascista (e pure in strati plebei e intellettuali della piccola borghesia) del Friuli, della Venezia-Giulia e dell&rsquo;Istria.<br \/>\n<br \/>Questa generazione operaia era spinta, attraverso la forma di soggettivazione politica che quel contesto storico le permetteva (cio&egrave; un partito staliniano), da un&rsquo;esigenza politica assolutamente attuale: opporre allo sfruttamento capitalistico, generatore del fascismo e della guerra imperialista, il governo dei lavoratori e la democrazia proletaria. L&rsquo;adesione quindi all&rsquo;ipotesi di annessione dell&rsquo;isontino e del triestino alla nascente Jugoslavia socialista era una cosciente scelta di campo rivoluzionario definita poi nella prospettiva della VII Repubblica federativa socialista della Regione Giulia come parte italo-slovena della Jugoslavia. E quello che viene taciuto dalla storiografia ufficiale riguarda proprio le manifestazioni pro-Jugoslavia della classe operaia monfalconese nell&rsquo;immediato dopoguerra e di cui rimane memoria storica nelle scritte scolorite su qualche antico muro. La liberazione di Monfalcone e di Trieste, e i rispettivi territori, avvenne dopo il 25 aprile, all&rsquo;interno della grande offensiva lanciata dalla IV Armata dell&rsquo;esercito partigiano jugoslavo contro le forze nazifasciste e collaborazioniste (cetnici serbi, belogardisti sloveni).<br \/>\n<br \/>Il primo maggio 1945 fu proprio la classe operaia del cantiere navale di Monfalcone (allora CRDA oggi Fincantieri), organizzata nei comitati armati di fabbrica, nel Centro di Mobilitazione della brigata Garibaldi-Trieste e nel battaglione GAP del Carso, ad avviare lo smantellamento del dispositivo dell&rsquo;OZAK in citt&agrave;, nell&rsquo;entusiasmo della cittadinanza che esponeva dalle finestre le bandiere garibaldine tricolori rossostellate ma che la stessa NOV in POJ donava alle unit&agrave; partigiane di lingua italiana alle proprie dipendenze operative. Quella stessa classe operaia cantierina che sar&agrave; vittima, nel periodo successivo alla liberazione, di repressione politica di piazza da parte della polizia del Governo Militare Alleato anglo-americano (GMA) e della rappresaglia armata dell&rsquo;irredentismo nazionalista e neofascista (1100 attentati contro partigiani e antifascisti nel periodo 1946-50 tra l&rsquo;isontino ed il triestino) spesso organizzata da associati alla Lega Nazionale.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; nucleo isontino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nucleo isontino del Partito Comunista dei Lavoratori considera provocatoria per la storia resistenziale della classe operaia cantierina e della popolazione lavoratrice del monfalconese la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-67043","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67043"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67043\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}